Amalgama, Colite e Rettocolite ulcerosa, Morbo di Crohn

KIP SULLIVAN (colite ulcerosa)

da: ‘DAMS Newsletter’, Winter 1996

Ho scoperto solo all’età di 43 anni che le cosiddette otturazioni d’argento contengono il 50% di mercurio. Questa sorprendente notizia mi venne data non da un dentista o da un medico, ma da un programma televisivo, “60 Minuti” (16 dicembre 1990), di Morley Safer. Con mio assoluto stupore Safer disse che la American Dental Association (ADA) e gli enti che la rappresentavano nei singoli stati hanno usato l’arma della revoca della licenza con i dentisti che iniziavano a spiegare i pericoli dell’amalgama di mercurio ai loro pazienti. Quando il programma televisivo di Safer terminò spensi la televisione e riflettei su ciò che avevo visto. Poiché avevo adottato uno stile di vita molto salutare a partire dai miei 25 anni e poiché avevo usato dozzine di terapie per cambiare il mio cattivo stato di salute, l’ipotesi che le otturazioni nella mia testa mi stessero causando colite ulcerosa, affaticamento cronico, difficoltà di concentrazione, secchezza della pelle, della bocca e degli occhi mi sembrò plausibile.

Ma come era stato possibile, se l’ipotesi era reale, che non ne avessi sentito parlare prima? Come era stato possibile che io, un vorace lettore ed intraprendente cercatore della buona salute, ero arrivato all’età di 43 anni senza sapere che avevo mercurio nella mia bocca e che ciò aveva danneggiato alcune persone?

Nei due mesi successivi cercai un dentista che potesse aiutarmi a capire ciò che avevo visto in “60 Minuti”. I due dentisti che interpellai ripresero la linea di condotta che i rappresentanti della ADA avevano proposto in “60 Minuti”, cioè “non c’è evidenza scientifica che la quantità di mercurio che viene rilasciata dalle otturazioni crei problemi se non per un numero estremamente basso di persone che sono allergiche al mercurio”.

Il mio dentista disse che non ne sapeva più di me, ma mi indicò una dentista di Minneapolis che non usava amalgama. Quando la chiamai le erano state fatte molte pressioni da parte dell’associazione di categoria, mi fu detto dalla sua assistente che la dentista non mi avrebbe parlato “perché è illegale in Minnesota per i dentisti parlare del mercurio nelle otturazioni”. Comunque mi diede il recapito di un dentista in Colorado Springs, Hal Huggins. Fui da lui indirizzato a un dentista che conosceva il protocollo di rimozione protetta delle otturazioni di amalgama e mi fu tolto il mercurio di bocca (14 otturazioni) tra aprile e maggio del 1991. A luglio del 1991 la mia colite ulcerosa era scomparsa e non è mai più ritornata ed io ho più energia di quanta ne abbia mai avuto negli ultimi 20 anni.

La mia passione nel leggere qualsiasi cosa che riguardi il mercurio, specie quello dell’amalgama e i suoi effetti sulla salute, è stata forse determinata dall’incredibile miglioramento della mia salute a seguito della rimozione delle otturazioni di amalgama. Ma non sarei mai stato così determinato nell’informare la gente comune dei pericoli delle amalgame come faccio ora se la Minnesota Dental Association e la ADA avessero lasciato, ai dentisti che lo ritenessero opportuno, la possibilità di lavorare in pace senza usare metalli tossici in bocca.

MICHAEL J. (rettocolite ulcerosa)

23 febbraio 1998

caro Dr. Edelson,

le scrivo per testimoniare quanto mi siano state utili le sue cure mediche. Mi presentai per la prima volta da lei nell’ottobre 1997. A quel tempo soffrivo di una forma acuta sempre più importante di rettocolite ulcerosa che si era manifestata per la prima volta nel 1994 e che, trattata, era stata in remissione fino all’aprile del 1997. Quando la contattai i miei sintomi includevano diarrea cronica, perdite anali di sangue ogni giorno, gravi crampi da gas, affaticamento generale e depressione.

Nel giugno 1997 mi fu assegnata una terapia di clisteri con ‘dipentum’ e cortisone, ma non ebbe effetti sulla patologia. Anzi la terapia provocava solo effetti collaterali spiacevoli.

Ma c’era di più. Ero ormai convinto che l’approccio cosiddetto “convenzionale” per la colite fosse inadeguato. Infatti già nel 1994 un altro specialista mi aveva seguito per la stessa malattia, e da lui avevo ricevuto cure praticamente simili. Avevo appreso per esperienza personale che la maggior parte dei gastroenterologi non hanno molte altre carte da giocare, quei farmaci, eventualmente l’intervento chirurgico, e in più non hanno nessuna idea su quale possa essere la causa prima della colite ulcerosa, né su cosa possa contribuire alle esacerbazioni e ricadute improvvise, né vi saprebbero dire qual è la correlazione tra patologie croniche e un cattivo stato del colon.

Mi era chiaro che gli approcci “convenzionali” alla colite non erano stati di grande utilità e non lo sarebbero stati. È per questo che fui costretto a cercare altrove assistenza.

Con lei ho capito di aver trovato il medico dei miei sogni, uno che è molto bene informato, il cui attento esame della clinica si serve di una profonda conoscenza scientifica, un medico che fa da detective per i suoi pazienti e anche da loro allenatore e preparatore. In particolare mi ha colpito la cura per i più piccoli particolari delle mie vicende attraverso cui lei si è prefissato l’obiettivo di ricostruire il quadro generale.

Una volta ricevuti i risultati delle numerose analisi effettuate dal suo studio (e mai fatte prima), ho ricevuto la sua lunga e dettagliata relazione nella quale spiegava che lei sapeva cosa poteva aver scatenato la malattia. Fino ad ora la sua teoria si è rivelata del tutto accurata.

Abbiamo rimosso tutte le mie otturazioni di amalgama, che stavano avvelenando lentamente e

cronicamente il mio organismo, attivando alterate reazioni immunologiche.

Abbiamo usato clisteri ed endovene di dismutasi perossidasi e glutatione, che sono antiossidanti, perché è quando aumentano le concentrazioni di radicali liberi che aumentano drasticamente le possibilità di un’alterazione immunologica.

Abbiamo usato la terapia di chelazione con EDTA e MSM per rimuovere accumuli di metalli tossici dai tessuti.

Abbiamo fatto i test per le allergie alimentari di tipo IV, sospendendo quegli alimenti che sono risultati positivi.

La mia rettocolite ulcerosa è in remissione e mi sento sempre meglio ogni giorno che passa anche sotto gli altri punti di vista del mio organismo.

MURLENE BRAKE (morbo di Crohn)

da: Davies M., “Defense against Mystery Syndromes, Revealing the mystery of silver fillings”, Chek Printing Co., 1994

Nel 1980 mi fu diagnosticato il morbo di Crohn. Avevo un gran numero di sintomi difficilmente relazionabili tra loro. Tra l’altro sembrava avessi sintomi in comune con la sclerosi multipla e la torcicollosi spastica. Di lì a poco cambiai residenza e il mio nuovo medico usò il termine “sindrome di colon irritabile”. Non potevo usare farmaci per contenere i sintomi perché ero fortemente allergica ad essi. Secondo i dottori c’era una forte componente psicologica e di stress. Io però, dopo aver esaminato a fondo la mia vita, giunsi alla conclusione che il solo stress che avevo era la paura che potessi “farmela sotto” in pubblico. Ero affetta inoltre da affaticamento cronico, palpitazioni cardiache, spasmi all’esofago, infezioni renali, infezioni dell’apparato respiratorio, influenza, raffreddori da fieno, sinusite, allergie, anomalie nella temperatura corporea, laringite, debolezza di muscoli delle gambe, spasmi muscolari, dolori che venivano e andavano, perdita di memoria a breve termine, confusione mentale ed un corpo che non collaborava con gli ordini che gli davo. Poi nel 1984 mia figlia sentì alla TV la notizia che un’intera comunità in Maryland si era improvvisamente ammalata e che fu scoperto che l’acqua che bevevano conteneva mercurio. I sintomi erano proprio simili ai miei. Così chiesi all’ N.I.H.

(Istituto Nazionale per la Salute, negli USA) ed altri enti informazioni sull’intossicazione da mercurio.

Ogni singolo problema di salute di cui avevo sofferto nella mia vita era nella lista dei sintomi causati dalla tossicità del mercurio. Ma come potevo essere stata esposta al mercurio?

Solo nel 1985 scoprii, recandomi da un dentista di Albunquerque, che le mie otturazioni grigie chiamate amalgama d’argento contenevano il 50% in peso di mercurio. Ecco come si spiegava! Presi un appuntamento con il mio gastroenterologo per discutere la possibilità di intossicazione da mercurio.

Quando parlai della cosa, il medico si alzò, si diresse verso di me dicendo: “QUEL DENTISTA sta solo cercando un modo per avere altro denaro da lei”. Questa era la mia situazione: non c’era nessuno che avrebbe accettato di discutere costruttivamente la questione delle otturazioni di mercurio, la mia vita letteralmente veniva “scaricata nel bagno”, il mio futuro praticamente senza speranza e, per quello che ne sapevo, “quel dentista” aveva trovato un modo per guadagnare denaro.

Dopo un po’ più di ricerca decisi che comunque tutto, nel dubbio, ciò che mi restava da perdere erano i soldi e che quel dentista si sarebbe potuto servire dei miei. Tutti gli articoli che avevo letto dicevano che se qualcuno è ipersensibile al mercurio dovrebbe sostituire le otturazioni di mercurio. Uno dei pochi test disponibili era il test cutaneo (sconsigliato per gli effetti tossici che provoca). Fu applicato il test del mercurio sulla pelle e venti minuti dopo la mia temperatura corporea precipitò, lo stesso accadde alla mia pressione sanguigna, al battito cardiaco. Passai le successive 48 ore fissando il soffitto in un grave stato di depressione. Così decisi di eliminare le otturazioni di amalgama.

La mia ultima amalgama fu rimossa il 6 dicembre 1985. Tutti i miei sintomi cessarono immediatamente. Nei due anni successivi ho ritrovato gradualmente la mia forza. Eccomi nel 1994, ho 53 anni, sono più forte e più attiva di quanto non sia stata a venti anni.

KENNETH PRESNER (morbo di Crohn)

Fui colpito dal morbo di Crohn nell’estate del 1993. Avevo dolori intestinali lancinanti e febbre.

Divenni dipendente dalla somministrazione di Leratine, una morfina sintetica, che era l’unica cosa rimasta per cercare di lenire il dolore. Speravo proprio che una di quelle notti Dio si ricordasse di me e mi chiamasse a Lui. Nel 1994 dovetti essere ricoverato in ospedale e la mia vita rimase appesa ad un filo.

Feci rimuovere le mie 14 otturazioni dentali di amalgama nel 1995 quando lessi quello che la d.ssa Hulda Clark aveva da dire sul mercurio dentale nel suo libro “La cura di tutte le malattie”.

La sostituzione di tutte quelle otturazioni di amalgama con materiali compositi non fu una questione di poco tempo e in quel periodo di rimozione ed esposizione al mercurio ebbi delle esacerbazioni del discomfort intestinale e usai con successo delle erbe del metodo Clark per attenuare la candidosi intestinale.

Poco dopo il completamento delle rimozioni, era l’inizio del 1996, tutti i sintomi del cosiddetto morbo di Crohn sono scomparsi e non sono più ritornati. Splendido, ero strabiliato, non ho più avuto bisogno di medicazioni di alcun tipo, neanche di rimedi fitoterapici o altro. Niente.

Ho detto ‘cosiddetto’ morbo di Crohn perché ritengo che il nome di una malattia dovrebbe aiutare la persona che ne è colpita a capire quello che le è capitato, e non a camuffare la natura della malattia. La parola Crohn non dice niente sulla natura di questa condizione. Sono certo d’altro canto che il morbo di Crohn sia causato da tossicità. Nel mio caso ritengo che il mio intestino fosse intossicato dal mercurio dentale. Il mercurio rilasciato nella saliva va a finire nell’intestino. Il 90% del mercurio che l’organismo elimina passa attraverso l’intestino. Ma ciò avviene molto gradualmente. Il mercurio dentale può stimolare infezioni fungine, che possono aggiungere altro carico nocivo alla condizione già tossica dell’intestino. Secondo me dunque potrebbe essere più utile se il morbo di Crohn fosse chiamato

‘Malattia da tossicità intestinale’.

7 anni sono passati da allora. Non ha mai più avuto sintomi e segnali del morbo di Crohn. Sono dunque guarito. O non è detto? Potrebbe essere che i sintomi non ci sono ma la malattia sia ancora là. Come lo sappiamo per certo? Prima di entrare in un vicolo cieco filosofico sull’argomento vorrei raccontarvi un episodio.

Qualche anno fa un’amica cui davo alcuni consigli per la sua condizione di rettocolite mi disse che dovevo assolutamente incontrare un suo medico che aveva familiarità con la medicina alternativa. Così mi recai all’ospedale e lo riconobbi immediatamente. Era stato uno dei dottori del gruppo che mi aveva seguito nelle fasi critiche del ricovero ospedaliero nel 1994. Gli dissi che ormai non avevo più sintomi di morbo di Crohn, che avevo rimosso le otturazioni dentali di amalgama, mi ero disintossicato dal mercurio e avevo seguito un ciclo di trattamento fitoterapico dei parassiti. Gli dissi che in tutti quegli anni non avevo usato Prednisone o Salofalk. Egli era molto scettico su quello che gli stavo dicendo. Mi disse, con grande sicurezza, “Lei ha ancora la malattia”. Per lui il morbo di Crohn non è una condizione dalla quale semplicemente uno guarisce o si può fare qualcosa per liberarsene. Anni di pratica, centinaia di pazienti di esperienza, letture specializzate, etc., tutto ciò che conosceva era così eloquente che per lui questa è una malattia che si ha per tutta la vita.

Così mi volle anche provare che avevo ancora il morbo di Crohn. Mi chiese di sottopormi a certe specifiche analisi per evidenziare i segni residui della malattia che secondo lui io avevo di certo.

Accettai, andai al laboratorio da lui indicatomi, mi furono prelevate 5 o sei provette di sangue.

Arrivarono i risultati. Il dottore mi convocò e mi comunicò i risultati: tutti i valori erano normali, nessunissimo indice della malattia era positivo.

ANNE-CECILE L. (rettocolite ulcerosa)

da: Bulletin “nonaumercuredentaire”, luglio 1999, n.2, p.11-12

Mia sorella Victoria che vive ad Arthez d’Asson, dopo 20 anni di una grave condizione neurologica progressiva, ha incontrato il Dr Melet che le ha tolto l’amalgama dentale con ogni possibile precauzione e ha ottenuto da subito dei miglioramenti, ad oggi la sua malattia sembra veramente essersi risolta. A questo punto Victoria si è documentata un po’ di più sull’argomento e si è guardata intorno… così mi ha chiesto se per caso anch’io volessi valutare la situazione del mercurio che avevo impiantato in bocca, avevo 12 otturazioni di amalgama!

Avendo già da molti anni dei problemi insistenti di salute, in particolare una rettocolite ulcerosa, ho deciso di recarmi anch’io dal Dr. Melet, che mi ha sottoposto a diverse analisi dei metalli rilasciati dall’amalgama (saliva, capelli, sangue, urine), oltre che alla misurazione dei vapori di mercurio nella mia bocca e le correnti galvaniche causate dai metalli nei miei denti.

Uno studio approfondito dei risultati di tali indagini strumentali ha portato alla conclusione che avevo un’intossicazione causata nel corso degli anni dalla presenza di amalgama dentale in bocca. Oltre alle coliti, soffrivo di stato persistente di affaticamento, depressione, problemi circolatori, intorpidimento degli arti, dolori articolari, emicranie, intolleranze agli odori, perdita di capelli, ronzio negli orecchi. La rimozione dell’amalgama è stata completata a febbraio scorso con numerose precauzioni.

La rettocolite è scomparsa quasi immediatamente. Inoltre ho potuto constatare i seguenti cambiamenti: diminuzione notevole dello stato di affaticamento, degli intorpidimenti, dell’intolleranza agli odori, scomparsa dei dolori e delle emicranie, miglioramento del morale”.

C. (morbo di Crohn)

Nel marzo 2002 mi fu detto all’Ospedale Molinette di Torino che avevo due possibilità terapeutiche per il mio morbo di Crohn, la prima era l’intervento con rimozione chirurgica della parte dell’intestino infiammata, la seconda era una terapia d’urto con cortisonici che poi sarebbe stata sostituita da una terapia di mantenimento quotidiana (questa seconda opzione non escludeva che di lì a poco si sarebbe dovuto ricorrere anche alla prima). A quel tempo non avevo la più pallida idea che le mie opzioni per uscire dalla malattia fossero veramente due di numero, ma ben diverse da quelle prospettate: si chiamavano rimuovere l’amalgama di mercurio dai denti e rimuovere dal mio organismo il mercurio che, rilasciato dall’amalgama, si era andato a depositare nei tessuti. Iniziò una ricerca in tutte le direzioni per trovare una possibile via per evitare o perlomeno ritardare il più possibile l’intervento. Fu così che, una domenica, recatami a Varese ad una fiera del naturale, per puro caso mi fermai in uno stand, e ci fu consigliato il libro della d.ssa Hulda Clark: “La cura di tutte le malattie”. Il mio compagno in pochi giorni lesse il libro e rilevò come in certi casi i metalli pesanti scatenano gravissimi problemi.

All’istante, seguendo le istruzioni del libro, egli mi chiese di aprire la bocca e lì ci fu la prima sorpresa: 3 grandi otturazioni di amalgama di mercurio nei molari, più due corone con all’interno sempre metalli.

Improvvisamente si ricordò della trasmissione REPORT, dove quasi un anno prima, fecero vedere delle persone guarite da problemi molto gravi solo con l’asportazione dell’amalgama dentale.

In men che non si dica eravamo nello studio di un dentista che prescrisse ‘mercurius omeopatico’, un prodotto che si dà quando, tolta l’amalgama dai denti, si vuole liberare anche l’organismo dal mercurio accumulato. A me però il mercurio omeopatico venne prescritto prima della rimozione. In un organismo sensibile e ancora con impianti di amalgama, mobilizzare il mercurio accumulato non è una buona idea e infatti io reagii con un ritorno (entro una giornata di assunzione) dei dolori di pancia tipici del morbo di Crohn. Tutte queste cose io dovevo ancora capirle bene, comunque telefonai all’associazione di pazienti di Salerno che si occupa del problema amalgama, mi dissero di sospenderne l’assunzione (infatti subito i dolori scomparvero) e mi venne dato un nominativo di dentista per la rimozione protetta dell’amalgama.

Questo dentista disincastona l’amalgama in un sol pezzo, come una pietra da un anello, perché andarla a frantumare o peggio polverizzare mi avrebbe causato ulteriore esposizione e accumulo di mercurio. Il dentista di Milano da cui mi recai mi diede un’ulteriore prova che l’amalgama non era del tutto inerte. I livelli di mercurio nelle mie feci erano 110 mcg (28 nov. 2002). Quando si dice che consumare pesce è una delle maggiori fonti di esposizione al mercurio si fa riferimento alla valutazione dell’OMS, Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui l’esposizione al mercurio da pesci in media è di circa 2-4 microgrammi al giorno. Io non mangiavo pesce e non avevo altre fonti di esposizione al mercurio se non l’amalgama.

Dunque nella mia esperienza ci sono tutti gli elementi necessari a provare il problema amalgama:

1. il rilascio di mercurio e l’esposizione (110 mcg di mercurio nella saliva);

2. l’ipersensibilità al mercurio (comprovata dalla mia reazione al drenaggio con ‘mercurius omepatico’). Inoltre, un test di proliferazione dei linfociti del sangue (MELISA Test, dicembre 2002), documentò la mia ipersensibilità ai metalli;

3. la guarigione dopo la rimozione.

Veniamo alla guarigione. Le otturazioni di amalgama furono dunque rimosse, una alla volta, il 12 febbraio 2003, il 27 febbraio e il 28 marzo. Entro poche settimane, in aprile, ero in grado di ridurre l’assunzione di Clipper (cortisone) a una capsula da 5 mg un giorno si e uno no, e a luglio 2003 me ne serviva solo MEZZA capsula da 5 mg a giorni alterni (prima dovevo prendere 2 capsule intere da 5 mg tutti i giorni). Eliminare la dose di mantenimento di cortisone non è una scelta che si può prendere di testa propria, se avete avuto il morbo di Crohn lo sapete bene, è una scelta che ha a che fare con lo stato di salute dell’organismo. Infatti, prima di allora, anche solo diminuire la dose di mantenimento significava procurarmi dolori addominali, giramenti di testa, perdite di sangue tra un mestruo e l’altro, diminuzione di peso.

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