Coronavirus, i consigli dell’OMS: “Se potete, USCITE di CASA per fare ATTIVITA’ FISICA”

Coronavirus, i consigli dell’Oms: “Se potete, uscite di casa per fare attività fisica”

Passeggiate e corse, se fatte con buon senso, sono un “presidio sanitario”

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Genova. Una piccola guida con alcuni consigli per gestire il proprio stato di salute psico-fisica in questo periodo di isolamento domestico forzato: tra questi anche quello di uscire di casa, ove consentito, per fare attività fisica.

A dirlo l’Organizzazione Mondiale della Sanità in una comunicazione ufficiale delle scorse ore: “Durante questo momento difficile, è importante continuare a prendersi cura della propria salute fisica e mentale. Questo non solo ti aiuterà a lungo termine, ma ti aiuterà anche a combattere COVID-19, in caso di contagio”.

Tra le altre “strategie per conservarsi in buona salute” è consigliato mangiare in modo sano, evitando abbuffate e cibo spazzatura per l’ansia, 
evitare alcool e bevande gassate, non fumare, se si lavora da casa cercare di non mantenere la stessa posizione tutto il giorno e fare pause di tre minuti ogni trenta. E poi fare attività fisica: dai 30 ai 45 minuti al giorni, gli adulti, almeno un’ora per i ragazzi, e “Se le linee guida locali o nazionali lo consentono uscite per una passeggiata o per una corsa, mantenendo le distanze di sicurezza dagli altri”.

“E’ normale sentirsi spaventati, cerca di parla con persone di cui ti fidi e mantenere i contatti con i mezzi possibili, aiuta la tua comunità con volontariato o anche solo facendo la spesa a chi non può uscire. La compassione è una “medicina”. Leggi, ascolta musica, cerca di rilassarti e se cerchi notizie fallo da fonti affidabili”.

Una serie di considerazioni non nuove, ma che in qualche modo sembrano ridimensionare l’allarme sociale che in questi ultimi giorni nel nostro paese sembra avere preso di mira abitudini come la corsa e la passeggiata che, se fatte con buon senso, non sono pericolose, anzi, possono avere effetti benefici sulla salute di tutti, soprattutto in un’ottica di medio periodo.

Un’impostazione che in qualche modo potrebbe sembrare stridente rispetto a quanto invece impostato dall’Istituto Superiore di Sanità italiano, ma non sarebbe la prima volta: da settimane, infatti, l’Oms consiglia a tutti gli stati alle prese con il virus di procedere con ampie campagne di test e tamponi a tappeto, in primi ai sanitari e alle persone che lavorano con il pubblico, anche in assenza di sintomi, per trovare e isolare i casi postivi ma asintomatici, mentre l’Iss ha più volte raccomandato di farlo solamente a chi presenta sintomi, possibilmente acuti. Una differenza non da poco, e che potrebbe fare la differenza.