Emergenza Covid-19, GIULIO TARRO virologo di fama mondiale sul vaccino “non serve non è l’ebola, il Coronavirus diventerà un’influenza normale”

Emergenza Covid-19, Giulio Tarro virologo di fama mondiale sul vaccino “non serve non è l’ebola, il Coronavirus diventerà un’influenza normale”

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Secondo quanto dichiarato dal professor Giulio Tarro, virologo famoso in tutto il mondo il Covd-19 potrebbe diventare nei prossimi mesi un’influenza normale: “Si potrebbero verificare diversi scenari. Potrebbe accadere quello che accadde con la Sars che durò diversi mesi e poi scomparve da sola. O quanto accaduto con la Mers, la sindrome respiratoria mediorientale, che si diffuse a macchia di leopardo e fu risolta con gli anticorpi monoclonali e con quelli dei pazienti guariti. O ancora quello che accadde con l’aviaria: continuerà a circolare ma i cittadini avranno gli anticorpi e il Coronavirus diventerà un’influenza stagionale.”

Il professor poi attacca alcuni medici italiani che dicono che il virus resterà in circolazione per molto tempo: “Meglio lasciar perdere certi pareri. Tra questi esperti che appaiono in televisione c’è chi ha ripiegato sulla politica e chi fino a qualche mese fa parlava di “rischio zero” in Italia, azzardando che nel Paese non ci sarebbe stato un solo caso di contagio, e ora fa pronostici. Abbiamo visto cosa è accaduto poi. Lasciamo perdere.”

Il Prof spiega anche la valenza del bollettino della protezione civile di ogni giorno: “Il caldo è un antivirale che abbiamo a disposizione. Meglio lasciarle agli esperti le mascherine così non dicono troppe stupidaggini. Anche quei numeri che ascoltiamo in conferenza tutti i pomeriggi alle 18 sono semplicemente una costruzione numerica. Dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità che analizza le cartelle cliniche è stato possibile vedere, incrociando i dati, che su 909 vittime solo 19 erano collegate alla morte per Coronavirus. Sono questi i dati scientifici su cui bisogna riflettere. Però, come leggiamo anche dalle cronache e dalle recenti inchieste, la sensazione è che a inizio emergenza tutti abbiano preso sottogamba la situazione. C’è stato un enorme errore di valutazione legato soprattutto al dimezzamento dei posti letto di terapia intensiva. Ma è un fatto che ha origini lontane. E all’inizio dell’epidemia non abbiamo fatto come i francesi raddoppiando i posti letto, così ci siamo trovati di fronte a problemi. C’è stato un crollo a questo punto della Lombardia e delle province inizialmente blindate. Ma ricordiamo che per l’80% dei casi il contagio ha un andamento mite.”

Il virologo pensa che più del vaccino servano cure specifiche: “Onestamente sul vaccino non ci conterei neppure. Per la prima Sars e per la Mers non si è fatto: è stato più semplice ricorrere gli anticorpi monoclonali e ricavati da soggetti guariti. In questo caso bisognerebbe pensare a un vaccino per diversi ceppi e, stando a una serie di valutazioni, non sarebbe pronto prima di un anno. Il vaccino deve essere buono per tutti. A questo punto meglio fare affidamento sugli anticorpi monoclonali e su alcuni medicinali che sono stati utilizzati come antivirali, antimalarici che possono essere usati nel caso specifico e possono essere più tempestivi.”