Incidenza e MORTALITA’ del coronavirus – LUIGI GRIMALDI e MARCELLO PAMIO

                 

  

Luigi Grimaldi                          

21-2-2020

In Cina hanno avuto a febbraio 44.000 casi di “CONTAGIO” a Wuhan

Quindi 44.000 su 11 MILIONI di ABITANTI

Quindi la possibilità di “CONTAGIO” o di ammalarsi è dello 0,2% circa.  

Praticamente NULLA.

Vogliamo fare i conti sull’INTERO NUMERO degli INFETTI in CINA?                                Ok, facciamolo.                    

79.000 SU UN MILIARDO E MEZZO di ABITANTI. La possibilità di “CONTAGIO” è dello 0,0045% circa. 

La possibilità di imbroccare un TERNO SECCO al GIOCO dell’OTTO è 0,007.          

BASTA TERRORISMO PSICOLOGICO

MARCELLO PAMIO

INCIDENZA E MORTALITA’ DEL CORONAVIRUS

23-2-2020

Cerchiamo di capire cosa sta realmente succedendo a livello globale.

Secondo i DATI del WORLDMETER sul CORONAVIRUS, costantemente aggiornati, ci sarebbero in TOTALE: 

– 78.880 “CONTAGIATI

– 2.466 MORTI.

Se su 79.000 PERSONE “INFETTE”(ammalate) 2.400 sono MORTE stiamo parlando di un virus la cui MORTALITA’ è pari al 3% circa. 

Ricordo che la SARS viaggiava attorno al 9%!

MORTALITA’ del CORONAVIRUS: 3%

Come mai viene decretato per sei mesi in Italia lo stato di “Emergenza sanitaria”, vengono isolati ospedali e intere città, chiuse scuole, per una banale influenza? 

Come mai non è stato fatto per la SARS, l’AVIARIA, la MUCCA PAZZA? Ovviamente ci devono essere altre spiegazioni…

Sembreranno queste delle ERESIE per chi si informa solo tramite la TELEVISIONE.

Forse a chi sta arraffando nei supermercati scatolette di tonno pinna gialla e fagioli borlotti; a chi sta riempiendo il carrello di acqua in bottiglia e confezioni di pile tripla A per la nuova torcia acquistata su Amazon assieme all’immancabile best seller: “Come sopravvivere ad un conflitto nucleare”, sfugge un piccolo particolare. 

NESSUNO HA DETTO LORO che OGNI ANNO MUOIONO IN ITALIA per INFLUENZA STAGIONALE MOLTISSIME PERSONE. 

Ma tutti quanti stanno attendendo con trepidazione il VACCINO!

Secondo il dottor FABRIZIO PREGLIASCO, virologo dell’Università di Milano, “in Italia I VIRUS INFLUENZALI causano direttamente all’incirca 300-400 MORTI OGNI ANNO, con circa 200 MORTI per POLMONITE virale primaria. A seconda delle stime dei diversi studi, VANNO AGGIUNTI tra le 4.000 e le 10.000 MORTI ‘INDIRETTI’, dovute a complicanze polmonari o cardiovascolari, legate all’influenza”.

OGNI ANNO IN ITALIA MUOIONO 10.000 PERSONE PER COMPLICANZE DA VIRUS INFLUENZALE

Se teniamo conto che OGNI ANNO MUOIONO 10.000 PERSONE anche per INFEZIONI PRESE in OSPEDALE, il quadro assume una connotazione paradossale.

Quindi in Italia ogni anno più di 20.000 PERSONE SE NE VANNO al CREATORE per un VIRUS STAGIONALE o per una INFEZIONE OSPEDALIERA e per UN MORTO in VENETO siamo quasi alla LEGGE MARZIALE?

Qualcosa sfugge alla logica, anche perché il MORTO IN QUESTIONE, come la maggioranza delle persone interessate da infezioni simili, NON ERA proprio un GIOVANOTTO: AVEVA 78 ANNI e NON GODEVA proprio di PERFETTA SALUTE.

Infatti l’altro tassello che manca a quelli che girano disperati per i centri commerciali alla ricerca dell’ultima bottiglia di Amuchina, è che NESSUNO MUORE PER UN VIRUS, ma sempre per l’aggravamento di patologie pregresse.

Una PERSONA in PERFETTA SALUTE può MORIRE per un VIRUS? 

Assolutamente SI, SE il PATOGENO è APPICCICATO al PARAURTI del CAMION che la INVESTE!

Grazie a LUCA SPECIANI e a tutti i medici presenti al Corso Basi Cliniche di Medicina di Segnale che hanno redatto questo comunicato:

Stasera, alla fine del quarto giorno del corso “Basi cliniche di Medicina di segnale” un nutrito gruppo di medici dell’AMPAS ha sentito la necessità di produrre e divulgare questo documento condiviso:

Adesso basta!

Da medici e professionisti della salute (la nostra associazione AMPAS conta ad oggi 714 medici iscritti) stiamo con rammarico assistendo ad una irresponsabile diffusione di uno stato di panico generalizzato e ingiustificato, per noi (alla luce dei dati in nostro possesso) di difficile comprensione, il cui danno complessivo sembra essere di gran lunga superiore al danno della malattia stessa.

La diffusione del Coronavirus Covid-19 non sembra particolarmente diversa dalle diffusioni usuali di altri virus influenzali, almeno sulla base dei dati ufficiali ad oggi disponibili.

Ad esempio a livello mondiale secondo le ultime notizie (Ansa) del 22 febbraio 2020, ci sono rispettivamente:

77.662 contagiati

21.029 guariti

2.360 decessi.

Il sito Epicentro scrive:

“Globalmente, ogni anno, il virus influenzale colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione adulta (vale a dire da 350 milioni a 1 miliardo di persone)”.

L’OMS definisce poi meglio gli effetti: “Tra i 3 e i 5 milioni di casi di influenza riportati annualmente evolvono in complicanze che causano il decesso in circa il 10% dei casi (vale a dire da 250 a 500 mila persone), soprattutto tra i gruppi di popolazione a rischio (bambini sotto i 5 anni, anziani e persone affette da malattie croniche).”

I 2360 decessi del Covid-19 appaiono dunque essere un numero ridottissimo (meno dell’1%) rispetto alla mortalità annuale attesa per la normale influenza.

A fronte di quella che sembra essere una maggiore contagiosità rispetto ad altre influenze e malattie infettive, questo coronavirus risulta dunque poco letale e la sua diffusione assolutamente inferiore a qualsiasi influenza del passato.

Risultano perciò a noi inspiegabili, nonostante le possibili complicanze polmonari, le misure di sicurezza eccezionali adottate, fonti di allarmismi ingiustificati e psicosi collettiva.