Dr. STEFANO SCOGLIO: 1) ISTAT e media nazionali e le fake news dell’aumento di mortalità nazionale. Il Rapporto della mortalità 20-2/31-3 2020 dell’ISTAT. 2) Il dott Stefano Scoglio dimostra con tutti i dati Istat che la mortalità del 2020 è inferiore al 2015 e 2017   By: G.Zibordi 

Dr. Stefano Scoglio, Ph.D.

Media importanti, nonché tutti i promotori del panico, stanno esaltando il nuovo dato ISTAT sulla mortalità nazionale nel periodo centrale della presunta pandemia, il mese di Marzo 2020 + un terzo di Febbraio 2020.

Prendiamo, ad esempio, La Repubblica:

 

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Anche se temperata dalla distinzione tra Nord e Sud, resta il dato di una mortalità nazionale, almeno così ci viene presentata, superiore al passato di quasi il 50%. E questo è il dato che tutti citano come la definitiva smentita di coloro, come il sottoscritto, che avanzano dubbi sulla realtà dei questa pandemia. Questo è il commento all’articolo di Repubblica di un mio amico “affermativista” professore universitario:

“Come era lecito e logico aspettarsi, l’impatto della COVID-19 si è purtroppo manifestato in modo significativo dimostrando, se ce n’era bisogno, che la pandemia NON è una fantasia; che dietro alla COVID-19 NON c’è un complotto mediatico, ma al più una cattiva informazione; che come per tutte le malattie altamente contagiose c’è il rischio concreto di ripresa… Ricordiamoci però di queste ovvietà perché se già adesso il fronte dei negazionisti sostiene che non c’era stato nessun incremento dei decessi correlabili alla pandemia, figuriamoci domani cosa si inventeranno quando potrebbe essere disponibile il vaccino!…Siccome sarà già difficile convivere con la crisi economica e sociale, per il futuro evitiamoci almeno il fardello delle fesserie!”

E insomma, la mia idea che la presunta pandemia sia solo presunta è ora dimostrata essere una mera fesseria, e questo sarebbe garantito dall’ISTAT. Siccome ho la presunzione di non essere fesso, e quando sento ISTAT o qualsiasi altra istituzione governativa I smell a rat (sento la puzza di topo, come dicono gli americani), ho voluto andare a controllare, e quello che segue è quello che ho trovato.

Il documento ISTAT parte con questa affermazione apodittica e senza possibilità di discussione:

”Considerando il mese di marzo si osserva a livello medio nazionale una crescita dei decessi per il complesso delle cause del 49,4%. Se si assume come riferimento il periodo che va dal primo decesso Covid-19 riportato al Sistema di Sorveglianza integrata (20 febbraio) fino al 31 marzo, i decessi passano da 65.592 (media periodo 2015-2019) a 90.946, nel 2020. L’eccesso dei decessi è di 25.354 unità, di questi il 54% è costituito dai morti diagnosticati Covid-19 (13.710).”

C’è subito da notare la precisazione che la mortalità si riferisce al “complesso delle cause” e non solo al corona virus, quindi già il numero del 49,4% non dovrebbe neppure essere riferito al Covid-19. Uno si aspetterebbe che l’ISTAT, oltre a dare la percentuale, dia anche i numeri specifici di questo aumento medio nazionale; e invece, butta lì questa statistica del mese di Marzo, senza nessun supporto numerico, e poi passa direttamente a trattare un diverso periodo, quello dal 20 febbraio al 31 Marzo, periodo che ha il grande vantaggio (per l’ISTAT e i media di regime; svantaggio per noi) di non poter essere confrontato direttamente, dato che non esistono per gli anni precedenti statistiche riferite a questo periodo. Già qui si subodora l’intenzione di ingigantire senza dare la possibilità di verificare.

Ora, l’ISTAT ci dice che dal 20 Febbraio al 31 Marzo i morti sono passati da una media degli anni 2015-2019 di 65.592 ai 90.946 morti dello stesso periodo del 2020. Questo rappresenta un aumento dei morti del 38.6%, non del 49,4%:

90.946 : 65.592 = 1.386 = + 38,6%

p. 2

E così, quando si passa a dare numeri, e non solo percentuali astratte,

siamo già scesi di quasi 11 punti.

 

Purtroppo, come ho detto, questo numero non è direttamente verificabile, perché le statistiche reperibili degli anni precedenti sono mensili, non relative ad un periodo di 1 mese + 1/3 d. Tuttavia, si può fare una verifica indiretta, affidabile anche se non esattamente precisa, cercando di ricostruire i dati ISTAT. Vediamo qui alcune tabelle ISTAT utilizzate per il confronto, partendo dal 2015 (http://demo.istat.it/bilmens2015gen/index.html) :

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