Dr. STEFANO SCOGLIO, candidato al Premio Nobel per la medicina nel 2018: 1) L’INVENZIONE CORONAVIRUS, prevenzione e alghe con il dottor Stefano Scoglio – 2) Medicina a piccole dosi, Giandomenico Giannetto: una chiacchierata con Stefano Scoglio – 3) Ecco i miei DUBBI sul Coronavirus – 4) ROBERTO BURIONI conferma le mie tesi sul coronavirus – 5) Il dott Stefano Scoglio dimostra con tutti i dati ISTAT che la mortalità del 2020 è inferiore al 2015 e 2017   By: G.Zibord – Sintesi dati ISTAT Dr. Stefano Scoglio – 6) ISTAT e media nazionali e le fake news dell’aumento di mortalità nazionale. Il Rapporto della mortalità 20-2/31-3 2020 dell’ISTAT.– 7) Brave New World in arrivo vogliono rendere stabile la pandemia: La nuova patologia MIS-C e i bambini – 8) La Nuova Patologia dell’ASINTOMATICITÀ e il TAMPONE INVALIDO (anche per la Commissione Europea) — 9) Obbligo del vaccino influenzale? Per la Cochrane Library, bibbia della medicina ufficiale, è sostanzialmente inutile e dannoso — 10) Crollo delle vaccinazioni infantili = crollo delle morti in culla (SIDS) – 11) QUESTA FINTA PANDEMIA PASSERÀ ALLA STORIA COME UNA DELLE PIÙ GRANDI TRUFFE AI DANNI DELL’UMANITÀ – 12) La manipolazione dei test Covid-19 come motore della pandemia perenne — 13) L’arbitrario lockdown nazionale di Conte e la finta desecretazione dei verbali

 

A piccole dosi : una chiacchierata con Stefano Scoglio

In diretta, chiacchierata con Stefano Scoglio.Parliamo di virus, vaccini, e tanto altro

Gepostet von Medicina a piccole dosi am Dienstag, 26. Mai 2020

 

Dr. STEFANO SCOGLIO: ecco i miei dubbi sul Coronavirus

Ho fatto questo post per spiegare realmente accadendo in Italia con il Coronavirus

Dato che il SARS-CoV 2 è stato accusato di causare sintomi respiratori molto gravi e unici (il Covid-19), qualcuno può fornirmi lo studio che lo dimostra?

 

Sono sicuro che abbiate familiarità con i 4 POSTULATI di KOCH, che sono il fondamento di ogni ricerca microbiologica. Quindi, dov’è lo studio in cui hanno isolato il virus; l’hanno messo in una cultura; l’hanno iniettato come virus purificato in un animale; hanno registrato sia i sintomi che il virus dovrebbe causare, sia la sua significativa proliferazione nell’ospite. Questo è l’unico tipo di studio che può provare la causalità in rapporto ad una malattia da parte di qualsiasi organismo ( il VIRUS ovviamente NON PUO’ nemmeno ESSERE DEFINITO un ORGANISMO, ma le regole sono valide anche per i virus). Ho cercato molto un tale studio, ma non sono stato in grado di trovarlo. È certamente dovuto ai miei limiti, quindi sarò felice di essere illuminato da chiunque possa farlo (dubito che qualcuno lo farà, però).

C’è l’ulteriore problema dell’IDENTIFICAZIONE e del RILEVAMENTO del VIRUS. AlGISAID, l’istituto genomico internazionale, ci sono diverse e differenti sequenze di genoma della SARS-Cov-2, il che fa pensare che stiamo parlando di virus diversi; o che non sanno davvero di cosa stanno parlando.

Per quanto riguarda il rilevamento del virus, vari studi dimostrano che il TEST RT-PCRutilizzato per SARS-CoV2 (o dovrei dire i diversi metodi PCR utilizzati in diversi paesi), fornisce circa l’80% di FALSI POSITIVI, cioè sono totalmente inaffidabili. Io stesso ho analizzato lo studio di base che fissa gli standard per il rilevamento SARS-Cov-2 (Corman VM, Drosten C. et al. 2020. Detection of 2019 novel coronavirus (2019-nCoV) by real-time RT-PCR. Euro Surveill 25 . doi: 10.2807 / 1560 7917.ES.2020.25.3.2000045), e ho scoperto che gli stessi autori ammettono implicitamente che il loro TEST ha circa il 70% di probabilità di successo; mentre UN’ANALISI PIU’APPROFONDITA, che non posso sviluppare qui, MOSTRA CHE in effetti il GRADO di PROBABILITA’ di RILEVAMENTO REALE è MOLTO PIU’ BASSO. Non sembra essere un terreno molto solido per procedere alla chiusura dell’economia mondiale!

Poi c’è il problema dell’INFETTIVITA’ o della CONTAGIOSITA’: come è possibile che un virus dalla CINA, che si dice sia il più contagioso della storia, salti dalla Cina, aggirando interi continenti, e finisca in due piccole città italiane, BERGAMO e BRESCIA? E poi, come è possibile che da BERGAMO e BRESCIA il virus super contagioso non abbia infettato massicciamente MILANO? A BERGAMO e BRESCIA vi furono 800 MORTI attribuiti a Covid-19 PRIMA che l’Italia procedesse al LOCKDOWN; nelle 3 settimane dall’inizio della presunta infezione al blocco, come è possibile che MILANO,una città di 5 milioni di persone, che è praticamente unita a Bergamo da una serie di città che collegano le due città vicine, dopo un mese dall’infezione, invece delle decine di migliaia di infetti e delle migliaia di morti che ci si poteva aspettare, aveva SOLO 1.000 INFETTI e NEMMENO 100 MORTI? Quindi, questo VIRUS è così INTELLIGENTE da essere CONTAGIOSO QUANDO VUOLE e NON CONTAGIOSO QUANDO NON VUOLE (il che a proposito solleva le domande più fondamentali: come può un PEZZO di RNA COPERTO da una PROTEINA, cioè una molecola, VOLERE QUALCOSA?

Si continua a trattare i VIRUS come se fossero VIVI, ma NON LO SONO, sono solo COMPOPSTI MOLECOLARI).

 

E diamo un’occhiata all’EPIDEMIOLOGIA. Alcune persone affermano che c’è stata una grande ondata di morti in tutto il mondo? Dove? L’unico luogo in cui vi sono morti apparentemente al di sopra della media sono ancora le due province di BERGAMO e BRESCIA, dove circa i 2/3 DI TUTTE LE MORTI ITALIANE sono avvenute; il che pone ancora una volta la domanda sul PERCHE’ un VIRUS COSI’ PERICOLOSO e SUPER-CONTAGIOSO COLPISCA SOLO quelle DUE PROVINCE (alcuni critici sostengono che è perché quelle due province furono effettivamente oggetto di una massiccia campagna di vaccinazione, che ha somministrato 185.000 VACCINI ANTINFLUENZALI e più di 35.000 VACCINI per MENINGOCOCCO, allo stesso tempo durante il mese di DICEMBRE 2019 – ma non apriamo ora questa discussione). Ad ogni modo, le MORTI TOTALI attribuite al corona virus IN ITALIA, DOPO DUE MESI, erano poco più di 7.500. Ora, erano sicuramente dovuti al corona virus? Beh, data l’INAFFIDABILITA’ del TEST,è difficile dirlo, no? Tuttavia, l’ISTITUTO SUPERIORE di SANITA’, l’organo scientifico ufficiale del governo italiano, HA ESAMINATOCARTELLE CLINICHE di 2003 PERSONE dichiarate MORTE per CORONAVIRUS e ha CONCLUSO che SOLO 24 PERSONE potevano essere considerate CON CERTEZZA UCCISE dal VIRUS CORONA, essendo TUTTI GLI ALTRI di un’ETA’ MEDIA di 81 ANNI e CON 2 o 3 O PIU’ PATOLOGIE LETALI (come il CANCRO, il DIABETE IN STADIO AVANZATO e le MALATTIE CARDIOVASCOLARI). Se applichiamo lo stesso standard alle 9.000 persone che si dice siano morte finora per il corona virus in Italia, ciò darebbe unTOTALE di 108 PERSONE MORTE PER IL CORONA VIRUS, una cifra quasi insignificanterispetto alle 1800 PERSONE che MUOIONO IN ITALIA OGNI GIORNO. Ma sono sicuro che ora l’ISS, considerato uno dei principali organi scientifici al mondo, è e sarà ignorato come l’ultimo dei ciarlatani …

In ogni caso, anche se decidessimo di attribuire a SARS-Cov-2 tutte le 9.000 persone con un’età media di 79,5 anni e con almeno 1 (24%), 2 (25%) o 3 (49,8%) patologie letali, 9.000 MORTI IN DUE MESI fanno circa 4.500 MORTI al MESE; anche se non sarebbe giusto moltiplicare quel numero per 12, poiché in INVERNO ovviamente CI SONO PIU’ PERSONE che MUOIONO per PROBLEMI RESPIRATORI, SE tuttavia lo MOLTIPLICHIAMO PER 12, otteniamo 54.000 PERSONE MORTE per PROBLEMI RESPIRATORI causati dal CORONA VIRUS. Negli ultimi anni IN ITALIA il NUMERO di PERSONE che sono MORTE per PATOLOGIE RESPIRATORIE è SEMPRE STATO 53-55.000, ESATTAMENTE LO STESSO. Questi sono i numeri disponibili sul sito dell’ISTAT, l’ente statistico nazionale. STIAMO SEMLICEMENTE CHIAMANDO gli STESSI PROBLEMI RESPIRATORI di cui le persone muoiono quest’anno, CON UN ALTRO NOME? Stiamo ossessivamente prestando attenzione a un NUMERO di MORTI assolutamente NORMALE COME una CATASTROFE SENZA PRECEDENTI solo perché le morti respiratorie sono messe sulla prima pagina di tutti i media 24/7?    I numeri reali sembrano dirlo.

So di essere stato a lungo, e mi scuso, ma i miei dubbi sono molti e chiedo di essere illuminato, ma sospetto ancora che il MAINSTREAM adotterà la solita tattica contro le domande scomode: ignorarle!

Stefano Scoglio

BURIONI CONFERMA LE MIE TESI SUL CORONA VIRUS (involontariamente)…Roberto Burioni, virologo supremo (in Italia), dice spesso tutto e il contrario di tutto, a seconda dell’argomento che deve confutare…E così, in un recente webinar di cui riporto uno stralcio, Roberto (lo chiamo così perché lo conosco da più di quarant'anni) fa un’affermazione forte, che conferma la posizione che io vado sostenendo dall’inizio di questa tragicommedia Covid-19. Io ho infatti sempre sostenuto che il virus non è mai stato isolato, e che quindi non se ne conosce la struttura, né la sequenza genica reale, con la conseguenza che i test-tampone usati per reperirlo nei pazienti sono del tutto inaffidabili, per il semplice motivo che non hanno il riferimento del modello di base del virus, e quindi non possono stabilire l’equivalenza tra ciò che si trova nel muco o nel liquido broncoalveolare dei pazienti e, appunto, il SARS-Cov2. La stessa cosa vale per il test sierologico, che trova solo due anticorpi, le IgM e le IgG, che sono eguali per tutti e per qualsiasi tipo di sfida immunitaria. L’unico modo per poter poi dire che tali IgG o IgM sono specifiche per il SARS-Cov2 è quello di metterle in contatto col virus specifico per vedere se si attivano, ma non essendoci il virus, hanno specificità zero (cioè, potresti risultare positivo solo perché le tue IgM o IgG si sono attivate per altro, per un raffreddore). In altre parole, senza conoscere il virus, tutto quello che ne consegue è privo di fondamento, una pura invenzione. Ebbene, questa mia posizione ha oggi la conferma più inaspettata, quello di Roberto Burioni; il quale ovviamente negherebbe immediatamente, ma le cose che afferma sono indiscutibili. Lo spezzone di video che riporto qui (e che risale a 3-4 gg fa) contiene i passaggi chiave. Burioni si spinge a fare le affermazioni che vedremo perché deve confutare un suo collega che, come sentirete, ha affermato che le mascherine sono inutili contro il virus. E allora Burioni si scatena: ma come fa il mio collega a dire una cosa del genere se non sappiamo quasi nulla del virus? Poi fa l’esempio della pallina da tennis: se abbiamo una palla da tennis di cui conosciamo peso, dimensione, struttura, allora possiamo predire come rimbalzerà; ma se abbiamo un virus-palla da tennis di cui non conosciamo né il peso, né la dimensione, né la struttura, come facciamo a fare qualsiasi predizione? E soprattutto, aggiunge, teniamo conto che qui abbiamo un virus che muta in continuazione, quindi sarebbe come dire che la palla da tennis di cui non conosciamo nulla oltre tutto cambia struttura, peso e dimensione in continuazione! Queste dichiarazioni di Burioni hanno due effetti, uno che lui sottoscriverebbe immediatamente, l’altro che farebbe di tutto per negare, ma che è intrinseco e indissolubilmente legato alle sue affermazioni: se non sappiamo nulla del virus, né il peso, né la dimensione, né la struttura, che oltretutto cambia in continuazione, Burioni ha ragione nel dire che su queste basi il suo collega non può dire se la mascherina ferma o non ferma il virus (anche se dovrebbero essere i sostenitori dell’utilità delle mascherine a provarne l’utilità, non viceversa); ma sulle stessa basi, si deve concludere che i test-tamponi sono inutili perché cercano un virus di cui non sappiamo nulla e che oltretutto sarebbe già mutato tante volte; e lo stesso vale per i test sierologici, che sono inutili senza un marker virale di riferimento.

Gepostet von Stefano Scoglio am Samstag, 6. Juni 2020

ROBERTO BURIONI CONFERMA LE MIE TESI SUL CORONA VIRUS (involontariamente)…

Dr STEFANO SCOGLIO candidato al premio nobel per la medicina

Roberto Burioni, virologo supremo (in Italia), dice spesso tutto e il contrario di tutto, a seconda dell’argomento che deve confutare…E così, in un recente webinar di cui riporto uno stralcio, Roberto (lo chiamo così perché lo conosco da più di quarant’anni) fa un’affermazione forte, che conferma la posizione che io vado sostenendo dall’inizio di questa TRAGICOMMEDIA COVID-19.

IO HO infatti SEMPRE SOSTENUTO che IL VIRUS NON È MAI STATO ISOLATO, e che quindi non se ne conosce la struttura, né la sequenza genica reale, con la conseguenza che i TEST-TAMPONE usati per reperirlo nei pazienti SONO DEL TUTTO INAFFIDABILI, per il semplice motivo che non hanno il riferimento del modello di base del virus, e quindi non possono stabilire l’equivalenza tra ciò che si trova nel muco o nel liquido broncoalveolare dei pazienti e, appunto, il SARS-Cov2.

La stessa cosa vale per il TEST SIEROLOGICO, che trova solo DUE ANTICORPI, le IgM e le IgG, che sono EGUALI PER TUTTI e PER QUALSIASI TIPO DI SFIDA IMMUNITARIA. L’unico modo per poter poi dire che tali IgG o IgM sono specifiche per il SARS-Cov2 è quello di metterle in contatto col virus specifico per vedere se si attivano, ma NON ESSENDOCI IL VIRUS, HANNO SPECIFICITÀ ZERO (cioè, POTRESTI RISULTARE POSITIVO solo PERCHÈ le TUE IgM o IgG SI SONO ATIVATE PER ALTRO, PER UN RAFFREDDORE). In altre parole, SENZA CONOSCERE il VIRUS, TUTTO quello che ne consegue è PRIVO DI FONDAMENTO, una PURA INVENZIONE.

Ebbene, questa mia posizione ha oggi la conferma più inaspettata, quello di ROBERTO BURIONI; il quale ovviamente negherebbe immediatamente, ma le cose che afferma sono indiscutibili. Lo spezzone di VIDEO che riporto qui (e che risale a 3-4 gg fa) contiene i passaggi chiave. BURIONI si spinge a fare le affermazioni che vedremo perché deve confutare un suo collega che, come sentirete, ha affermato che le MASCHERINE sono inutili contro il virus. E allora BURIONI SI SCATENA: ma COME FA IL MIO COLLEGA a DIRE UNA COSA DEL GENERE SE NON SAPPIAMO QUASI NULLA DEL VIRUS?

Poi fa l’esempio della PALLINA DA TENNIS: se abbiamo una palla da tennis di cui conosciamo peso, dimensione, struttura, allora possiamo predire come rimbalzerà; ma se abbiamo un VIRUS-PALLA DA TENNIS di cui non conosciamo né il peso, né la dimensione, né la struttura, come facciamo a fare qualsiasi predizione? E soprattutto, AGGIUNGE, teniamo conto che qui abbiamo un VIRUS che MUTA in continuazione, quindi sarebbe come dire che la palla da tennis di cui non conosciamo nulla oltre tutto cambia struttura, peso e dimensione in continuazione!

QUESTE DICHIARAZIONI di BURIONI hanno DUE EFFETTI, uno che lui sottoscriverebbe immediatamente, l’altro che farebbe di tutto per negare, ma che è intrinseco e indissolubilmente legato alle sue affermazioni: SE NON SAPPIAMO NULLA DEL VIRUS, né il peso, né la dimensione, né la struttura, che oltretutto cambia in continuazione, BURIONI ha ragione nel dire che su queste basi il suo collega non può dire se la mascherina ferma o non ferma il virus (anche se dovrebbero essere i sostenitori dell’utilità delle mascherine a provarne l’utilità, non viceversa); ma sulle stessa basi, si deve concludere che i TEST-TAMPONI SONOINUTILI perché CERCANO UN VIRUS DI CUI NON SAPPIAMO NULLA e che oltretutto sarebbe già mutato tante volte; e lo stesso vale per i TEST SIEROLOGICI, che sono INUTILI. SENZA un MARKER VIRALE di RIFERIMENTO.

 

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Il dott Stefano Scoglio dimostra con tutti i dati Istat che la mortalità del 2020 è inferiore al 2015 e 2017

  By: G.Zibordi on Venerdì 15 Maggio 2020 10:59

Ricopio qui dalla pagina Facebook del dott Scoglio la versione breve del suo report sui numeri Istat che conferma in modo più dettagliato quello che scrivo da più di un mese e cioè che nel 2020 non si è verificata una mortalità eccessiva, perché ci sono stati anni come il 2015 e 2017 ad esempio in cui nel periodo invernale (dicembre-marzo o gennaio-aprile) i DECESSI sono stati MAGGIORI che nell’equivalente periodo del 2020 con il Covid.

L’ISTAT in un nuovo report del 4 maggio di cui hanno parlato tutti i media con titoli sul “+49% di morti nel marzo 2020”aveva risposto indirettamente alle critiche che IO e BECCHI avevamo sollevato sui social come Twitter e poi nel famoso articolo sul Sole24ore che il CdiRedazione dei giornalisti aveva chiesto al direttore Tamburini di rimuovere. Il risultato era stato che per giorni tutti i TG e i giornali hanno titolato su un aumento dei morti del 50%

 

ISTAT nel nuovo report del 4 maggio lungo 40 pagine e pieno di tabelle e numeri come in nessun altro report che abbia mai prodotto, indica delle percentuali di aumento della mortalità che NON corrispondono ai numeri della mortalità che l’Istat stessa pubblica (se li si vanno a cercare nascosti dentro i suoi report come ha fatto il dottor Scoglio).

Il TRUCCO è quello che usano in tanti anche in Economia…. usare le PERCENTUALI, ma NON indicare i NUMERI da cui le percentuali dovrebbero derivare. Sia nel mio caso che in quel dott. Scoglio invece, abbiamo cercato i NUMERI dei MORTI TOTALI in ITALIA nel PERIODO INVERNALE del 2020 per CONFRONTARLI con quelli dell’ANALOGO PERIODO degli ANNI PRECEDENTI. Questo è l’approccio corretto e che si usa per vedere la “mortalità eccessiva” stagionale.

Il PROBLEMA E’: nei mesi di GENNAIO-APRILE o DICEMBRE-MARZO, che sono i periodi che si calcolano per valutare l’incidenza della mortalità da influenza e polmonite stagionale, ci sono stati più morti o meno morti in presenza del virus del Covid degli anni precedenti?

QUANTI SIANO ATTRIBUIBILI al COVID è un altro problema e secondario perché in un 86ENNE con DUE PATOLOGIE GRAVI è DIFFICILE STABILIRE la CAUSA ULTIMA del DECESSO.

Se però il TOTALE dei MORTI QUEST’ANNO, nei MESI in cui colpiscono le POLMONITI STAGIONALI, è UGUALE o QUASI UGUALE a QUELLO degli ALTRI ANNI, allora ci si chiede PERCHE’ STIAMO DISTRUGGENDO 300 MILIARDI di PIL e provochiamo un CROLLO del 30% della PRODUZIONE INDUSTRIALE.

ISTAT produce 40 pagine di numeri che sono quasi tutti percentuali e FA APPARIRE “un +49% di MORTI” che poi tutti i GIORNALI mettono IN PRIMA PAGINA, ma se hai la pazienza di leggerle, EVITA DI INDICARE QUANTE PERSONE SONO DECEDUTE negli ANNI PRECEDENTI nel PERIODO delle POLMONITI INVERNALI che sarebbe il DATO BASE di PER CONFRONTARLO CON il TOTALE dei DECESSI QUESTO INVERNO.

Se sono 232 mila i decessi negli anni precedenti tra Dicembre e Marzo in media e 240mila quest’anno come ho stimato io, allora non c’è nessuna emergenza. Il dott. Scoglio usa il periodo Gennaio-Marzo qui di seguito e nel report PDF che ha messo sul suo sito che contiene tutti i numeri.. Quest’anno risulta allora, in base ai suoi calcoli che utilizzano i dati Istat, con 188 mila morti in 3 mesi nel 2020 è  leggermente superiore alla MEDIA degli equivalenti tre mesi degli anni precedenti, ma se si guarda alle SINGOLE ANNATE ci sono anni come il 2015 con 188MILA MORTI e 2017 con 192MILA MORTI che risultano PARI O LEGGERMENTE SUPERIORI ai DECESSI del 2020

 

 Aggiungo che al dott. SCOGLIO è forse SFUGGITO il DETTAGLIO che addirittura ISTAT a PAGINA 25 SCRIVE che ha deciso di “NON DIFFONDERE il DATO di 1,038 COMUNI” perché avevano una MORTALITA’ PIU’ BASSA della MEDIA. Per cui in FRIULI e SICILIA che hanno MORTALITA’ PIU’ BASSA della MEDIA STORICA ISTATcome scrive lei stessa riporta i dati di un 72% dei COMUNI, mentre in LOMBARDIA per il 97%!!

 

Questo è un FATTO CLAMOROSO, perché ISTAT vuole indicare se la mortalità quest’anno è eccessiva rispetto agli altri anni ed ESCLUDE PIU’ DI 1,000 COMUNI SU 7,900 perché risultano avere mortalità bassa e dice che ” probabilmente in  questi comuni del Friuli sono lenti a riportare i morti” per cui li escludo…

In più, il CONFRONTO CORRETTO dovrebbe INCLUDERE anche DICEMBRE, come hanno fatto per la FRANCIA DIDIER RAOULT e per l’EUROPA intera MICHAEL LEVITT (vedi mio articolo precedente) E DATO CHE il mese di DICEMBRE QUEST’ANNO aveva MENO MORTI in tutta EUROPA della MEDIA, questo RIDUCE ancora la DIFFERENZA.

Se si tiene conto quindi anche del fatto che a) l’ISTAT HA ESCLUSO 1.035 COMUNI A BASSA MORTALITA’ e b) che si dovrebbe includere anche DICEMBRE, la DIFFERENZA tra i MORTI in QUESTA STAGIONE 2020 e QUELLI MEDI DELLE ALTRE E’ anche MINORE DI QUELLA CHE CALCOLA il dott. SCOGLIO E DIVENTA praticamente ZERO

 

 

Qui di seguito trovi la VERSIONE più SINTETICA del report dott. Scoglio

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Come promesso, posto qui il mio documento breve sul Rapporto iSTAT relativo alla mortalità al tempo del corona virus. Chi fosse interessato ad approfondire, può scaricare il .pdf della versione più ampia, completa di tutti i calcoli: purtroppo FB non mi consente di allegarlo a questa nota; così lo posterò (spero entro oggi) nel mio gruppo Dr. Stefano Scoglio – Nutriterapia Primordiale, da dove potrete scaricarlo (se non siete membri, basta che chiediate di diventarlo).

ISTAT, MEDIA NAZIONALI E PRESUNTO AUMENTO DI MORTALITÀ AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Dr. Stefano Scoglio, Ph.D.

Quella che segue è la sintesi di un più ampio lavoro di analisi del recente Rapporto, stilato congiuntamente da ISTAT e ISS, sull’aumento di mortalità nel periodo centrale della crisi corona virus, che potrete scaricare a parte.

Nel loro Rapporto, ISTAT e ISS fanno subito un’operazione scorretta: prima affermano che nel Marzo del 2020 c’è stato un aumento di morti del 49.4% rispetto alla media dei mesi di Marzo dei precedenti 5 anni (e questo è il numero che è finito su tutti i media), ma non forniscono nessun dato a supporto di tale affermazione (e vedremo che è “sbagliata”); poi cambiano immediatamente discorso e passano a trattare un periodo diverso, ovvero quello dal 20 Febbraio al 31 Marzo 2020, in rapporto allo stesso periodo negli anni precedenti, dando una serie di numeri molto difficili da verificare, perché ovviamente non esiste alcuno storico di dati riferito a tale anomalo periodo. Insomma, ISTAT/ISS si sono assicurati che i numeri dati fossero difficilmente verificabili, chissà perché.

– Il rapporto inizia dicendo che relativamente al periodo 20 Febbraio-31 Marzonel 2020 si sono avuti 90.946 morti contro i 65.592 morti come media dello stesso periodo nei 5 anni precedenti. Intanto, evitano accuratamente di dire che la differenza di quelle due cifre non da lo strombazzato 49.4% di differenza, ma una più ridotta differenza del 38.6%.

Ma la cosa più grave è che, quando sono andato a fare il calcolo effettivo, ricostruendo un periodo (20-2/31-3) che non è direttamente disponibile, ho scoperto che la media del periodo dei 5 anni precedenti non è 65.592, come asserito apoditticamente da ISTAT/ISS, ma 79.172 morti; e che dunque la differenza tra i morti del periodo suddetto di quest’anno e quelli dei 5 anni precedenti non è del + 38,6% ma di un ben più misero + 14%! 

 

– E se si va a verificare non tanto la media (TRUCCO STATISTICO utilizzato per abbassare il termine di confronto), ma i singoli anni, si vede che ad esempio, nel 2015, nello stesso periodo ci furono 84,429 morti, e dunque la differenza a vantaggio del 2020 si riduce ad un ancora più minuscolo + 7%. NON CERTO UN NUMERO DA PANDEMIA, quindi inutile per chi vuole continuare a spargere panico!

 

Ma non finisce qui.

MARZO 2020 è stato un mese insolito, perché è stato il vero mese invernale, dato che quest’anno GENNAIO e FEBBRAIO sono stati PRIMAVERILI. Ecco perché a MARZO c’è stato un seppur minimo aumento di mortalità. Così, se andiamo a fare il confronto con lo stesso numero di giorni del periodo 20-2/31-3, ovvero 41 gg, ma dei periodi 1° GENNAIO – 10 FEBBRAIO (sempre 41 gg) degli ANNI 2019 e 2017, troviamo che nel 2019 ci sono stati 89.593 MORTI, numero molto vicino ai 90.946 del 20-2 /31-3 2020; e nel 2017 ben 96.417 MORTI ovvero un 6% di MORTI IN PIU’ DELLA presunta devastante PANDEMIA di QUEST’ANNO.

Di fatto c’è stato un mero spostamento di MORTALITA’ legato alla VARIAZIONE STAGIONALE (il MARZO INVERNALE di quest’anno), usato da governo, media, ISTAT e ISS per chiudere in modo folle l’intera economia e nazione. 

 

La cosa è confermata da altri numeri:

 Nel primo trimestre 2020 il numero dei MORTI è stato approssimativamente (perché ricostruito plausibilmente dal sottoscritto) di 188.684. Questo NUMERO è PERFETTAMENTE nella MEDIA degli ANNI PRECEDENTI, ed è sostanzialmente IDENTICO al numero di MORTI del 2015 (188.072), e addirittura INFERIORE al numero dei MORTI del PRIMO TRIMESTRE 2017 (192.045).

Il numero di MORTI del mese di MARZO 2020 in rapporto agli anni precedenti, ci dà anche la possibilità di verificare l’attendibilità di quel + 49.4% che E’ STATO POMPATO DA tutti i MEDIA.

Il numero di morti del MARZO 2020 è di circa 71.487; la media del numero dei morti dei mesi di MARZO 2015-2019 è di 58.531. La DIFFERENZA NON non è dunque del 49.4%, MA di un ben più modesto + 22%, MENO della META’.

Ma di nuovo, questo è possibile solo perché il confronto è fatto con la media, che se andiamo a vedere ALTRI SINGOLI MESI di MARZO, troviamo che nel 2015 ci sono stati 61.581 MORTI, e qui la differenza si riduce ad un mero 16%; e se di nuovo allarghiamo la prospettiva ad altri mesi invernali, troviamo il GENNAIO 2019 con 68.209 MORTI, poco meno di quelli del 2020, e il GENNAIO 2017, con 75.623 MORTI, addirittura UN 6% di MORTI IN PIU’ in più RISPETTO al MARZO 2020.

Di nuovo, NESSUNA PANDEMIA nel FEBBRAIO-MARZO 2020: eccetto quella mediatica che continua imperterrita tuttora; e forse quella IATROGENICA.

– Già, perché gran parte dei MORTI in eccesso nelle poche città più colpite, come BERGAMO o PESARO, dove ci sono stati forti aumenti di mortalità, sono dovute non al Covid-19 ma molto più probabilmente al protocollo stabilito dall’OMS, che ha allargato l’uso di una METODOLOGIA INVASIVA e MOLTO PERICOLOSA, l’INTUBAZIONE e VENTILAZIONE FORZATA normalmente riservata come ultima spiaggia in pazienti comatosi e in fin di vita, a tutti i soggetti anche con difficoltà respiratorie temporanee.

  • Questo è di nuovo CONFERMATO dai numeri ISTAT, se letti bene. Nella seconda parte del suo rapporto, ISTAT tratta l’insieme delle province italiane dividendole in 3 zone: Centro-Nord ad alta diffusione; Centro a media diffusione; Sud a bassa diffusione. L’incidenza dei MORTI con Covid-19 (dico “con”, perché NON C’E’ NESSUNA PROVA CHE IL VIRUS ABBIA UN NESSO CAUSALE con la PATOLOGIA) sul totale dei morti è: al Nord del 20,9%; nelle 35 province intermedie del 5.15%; nelle 34 a bassa diffusione del Sud, la percentuale di morti Covid-19 sul totale è di appena l’1.3%. Praticamente, al CENTRO-SUD la PRESUNTA PANDEMIA ha avuto EFFETTI pari a ZERO; al NORD avrebbe e CAUSATO la MORTE SOLO di 1 DECEDUTO SU 5. NUMERI che NON SONO NE’ da PANDEMIA NE’ da EPIDEMIA.E se guardiamo per esempio la provincia di BERGAMO, non c’è dubbio che il passaggio, nel periodo 20-2/31-3, dalla media dei 5 anni precedenti di 1180 morti ai 6.238 morti di quest’anno, è stato impressionante (+567%).

Ma se si guarda con attenzione, si vede che di questi 6.238 MORTI ne sono stati attribuiti al Covid-19 solo 2.346, mentre la stragrande maggioranza, quasi 4.000 (3.892) sono MORTI a CAUSA di ALTRI FATTORI (non specificati). Se consideriamo che gran parte dei MORTI ATTRIBUITI COVID-19 SONO nella STRAGRANDE MAGGIORANZA casi di INDIVIDUI con una MEDIA ETA’ di 80 ANNI e con GRAVI PATOLOGIE PREGRESSE, il numero di morti effettivi da Covid-19 è addirittura di molto inferiore. Ma anche così, è evidente che l’EPIDEMIA che avrebbe COLPITO alcune LIMITATE PARTI parti di QUESTO PAESE (il che di per sé RIVELA la NATURA NON CONTAGIOSA DELLA PATOLOGIA IA STESSA) NON E’ di ORIGINE VIRALE, ma si potrebbe definire, scherzando, “EPIDEMIA IDIOPATICA”, cioè DI CUI NON SI SA L’ORIGINE, dato che i 2/3 (e a TORINO addirittura i 9/10 e a PESARO i 4/5) dei MORTI sono classificati come MORTI SENZA CAUSA.

E “IDIOPATICO” è termine che spesso copre, appunto, EZIOLOGIE IATROGENICHE.

I NUMERI NON MENTO, almeno SE NON LI SI FANNO MENTIRE…

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ISTAT e media nazionali e le fake news dell’aumento di mortalità nazionale.
Il Rapporto della mortalità 20-2/31-3 2020 dell’ISTAT.

Dr. Stefano Scoglio, Ph.D.

Media importanti, nonché tutti i promotori del panico, stanno esaltando il nuovo dato ISTAT sulla mortalità nazionale nel periodo centrale della presunta pandemia, il mese di Marzo 2020 + un terzo di Febbraio 2020.

Prendiamo, ad esempio, La Repubblica:

 

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Anche se temperata dalla distinzione tra Nord e Sud, resta il dato di una mortalità nazionale, almeno così ci viene presentata, superiore al passato di quasi il 50%. E questo è il dato che tutti citano come la definitiva smentita di coloro, come il sottoscritto, che avanzano dubbi sulla realtà dei questa pandemia. Questo è il commento all’articolo di Repubblica di un mio amico “affermativista” professore universitario:

“Come era lecito e logico aspettarsi, l’impatto della COVID-19 si è purtroppo manifestato in modo significativo dimostrando, se ce n’era bisogno, che la pandemia NON è una fantasia; che dietro alla COVID-19 NON c’è un complotto mediatico, ma al più una cattiva informazione; che come per tutte le malattie altamente contagiose c’è il rischio concreto di ripresa… Ricordiamoci però di queste ovvietà perché se già adesso il fronte dei negazionisti sostiene che non c’era stato nessun incremento dei decessi correlabili alla pandemia, figuriamoci domani cosa si inventeranno quando potrebbe essere disponibile il vaccino!…Siccome sarà già difficile convivere con la crisi economica e sociale, per il futuro evitiamoci almeno il fardello delle fesserie!”

E insomma, la mia idea che la presunta pandemia sia solo presunta è ora dimostrata essere una mera fesseria, e questo sarebbe garantito dall’ISTAT. Siccome ho la presunzione di non essere fesso, e quando sento ISTAT o qualsiasi altra istituzione governativa I smell a rat (sento la puzza di topo, come dicono gli americani), ho voluto andare a controllare, e quello che segue è quello che ho trovato.

Il documento ISTAT parte con questa affermazione apodittica e senza possibilità di discussione:

”Considerando il mese di marzo si osserva a livello medio nazionale una crescita dei decessi per il complesso delle cause del 49,4%. Se si assume come riferimento il periodo che va dal primo decesso Covid-19 riportato al Sistema di Sorveglianza integrata (20 febbraio) fino al 31 marzo, i decessi passano da 65.592 (media periodo 2015-2019) a 90.946, nel 2020. L’eccesso dei decessi è di 25.354 unità, di questi il 54% è costituito dai morti diagnosticati Covid-19 (13.710).”

C’è subito da notare la precisazione che la mortalità si riferisce al “complesso delle cause” e non solo al corona virus, quindi già il numero del 49,4% non dovrebbe neppure essere riferito al Covid-19. Uno si aspetterebbe che l’ISTAT, oltre a dare la percentuale, dia anche i numeri specifici di questo aumento medio nazionale; e invece, butta lì questa statistica del mese di Marzo, senza nessun supporto numerico, e poi passa direttamente a trattare un diverso periodo, quello dal 20 febbraio al 31 Marzo,periodo che ha il grande vantaggio (per l’ISTAT e i media di regime; svantaggio per noi) di non poter essere confrontato direttamente, dato che non esistono per gli anni precedenti statistiche riferite a questo periodo. Già qui si subodora l’intenzione di ingigantire senza dare la possibilità di verificare.

Ora, l’ISTAT ci dice che dal 20 Febbraio al 31 Marzo i morti sono passati da una media degli anni 2015-2019 di 65.592 ai 90.946 morti dello stesso periodo del 2020. Questo rappresenta un aumento dei morti del 38.6%, non del 49,4%:

90.946 : 65.592 = 1.386 = + 38,6%

p. 2

E così, quando si passa a dare numeri, e non solo percentuali astratte,

siamo già scesi di quasi 11 punti.

 

Purtroppo, come ho detto, questo numero non è direttamente verificabile, perché le statistiche reperibili degli anni precedenti sono mensili, non relative ad un periodo di 1 mese + 1/3 d. Tuttavia, si può fare una verifica indiretta, affidabile anche se non esattamente precisa, cercando di ricostruire i dati ISTAT. Vediamo qui alcune tabelle ISTAT utilizzate per il confronto, partendo dal 2015 (http://demo.istat.it/bilmens2015gen/index.html) :

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