Cannabis

<<Chi propone di legalizzare la cannabis eviti di appellarsi alla scienza: non sa di cosa parla»

Luglio 25, 2015 Benedetta Frigerio

L’oncologo Umberto Tirelli illustra i gravi rischi per la salute connessi all’uso della marijuana. E critica il collega Veronesi che elogia l’antiproibizionismo come moltiplicatore di introiti fiscali: «Non si possono dire cose simili a cuor leggero»

Il 17 luglio scorso, per la prima volta in Italia, la legalizzazione della cannabis è passata dall’essere un tema solo dibattuto a rappresentare una possibilità concreta: è stata presentata alla Camera una proposta di legge sottoscritta da 218 parlamentari del Pd, M5S, Sel, Forza Italia e Scelta civica. «Il proibizionismo è fallito» è il refrain scelto dal promotore del ddl Benedetto Della Vedova per sponsorizzare l’iniziativa. Ma secondo Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica e primario della divisione di Oncologia medica A al Centro di riferimento oncologico (Cro), Istituto nazionale tumori di Aviano (Pn), le argomentazioni usate per portare avanti quella che lui definisce «UNA FOLLIA INDEFINIBILE», non reggono. «Ad esempio – dice a tempi.itCOME SI FA A SOSTENERE CHE LA SOLUZIONE ALLA DIFFUSIONE DELLA DROGA SIA LEGALIZZARLA? Stiamo contraddicendo perfino la logica più semplice».

Professor Tirelli, dicono che legalizzare la cannabis permetterà di smantellare o spaccio illegale e dunque di togliere risorse ai criminali. Cosa risponde?Come si fa a non capire che se l’uso della droga diventerà legale il problema aumenterà? Allora, visto che gli OMICIDI proseguono nonostante la legge li punisca, perché non li legalizziamo? Perché non si fa lo stesso ragionamento con il FEMMINICIDIO, i FURTI e tutti i comportamenti ingiusti e quindi perseguibili? Inoltre, si alimenterebbe comunque un ALTRO MERCATO PROIBITO, fatto di SOSTANZE NUOVE, come quelle CHIMICHE. Altrettanto assurdo è sostenere che è giusto legalizzare la MARIJUANA perché anche l’ALCOL e il FUMO non sono proibiti. È come dire: risolviamo questi problemi aggiungendone un altro che è pure peggiore, dato che ALCOL e FUMO NON SONO NOCIVI QUANTO LO E’ LA MARIJUANA.

Ci spieghi.La MARIJUANA, a differenza del tabacco, può provocare ALTERAZIONI CEREBRALI, senza contare le CONSEGUENZE a medio e lungo termine sulla FUNZIONALITA’ DEL CERVELLO e sul SISTEMA IMMUNITARIO. La CANNABIS poi DANNEGGIA I POLMONI in maniera MOLTO PIU’ VIOLENTA DEL TABACCO, AUMENTA il RISCHIO di CANCRO, INDEBOLISCE le FACOLTA’ COGNITIVE, la MEMORIA, l’ATTENZIONE, e quindi fa aumentare il RISCHIO di INCIDENTI STRADALI. Aggiungerei che, contrariamente a quanto si pensa, i giovani sono molto inclini ad ASSUEFARSI. La MARIJUANA li rende ansiosi, angosciati, sonnolenti, il che si ripercuote sul loro RENDIMENTO SCOLASTICO, sui RAPPORTI INTERPERSONALI e sulla loro VITA in GENERALE. Infine, aumentano i casi di SCHIZZOFRENIA.

Come mai?Se negli ANNI SETTANTA la quantità di PRINCIPIO ATTIVO della CANNABIS ERA del 5%, OGGI siamo al 50-80%. NON ESISTONO DROGHE LEGGERE e la CANNABIS è SUPERPOTENTE, spacciata soprattutto fra i GIOVANI INCOSCIENTI DEI RISCHI CHE CORRONO.

Persino il quotidiano britannico The INDIPENDENT, dopo aver condotto per anni una CAMPAGNA ANTIPROIBIZIONISTA, nel 2007 FECE PUBBLICA AMMENDA, spinto proprio dai DATI ALLARMANTI che hanno dimostrato il COLLEGAMENTO fra uso di CANNABIS e SCHIZZOFRENIA.

TUTTI gli STUDI SCIENTIFICI PIU’ SERI rilevano GRAVI PROBLEMI VASCOLARI alle ARTERIE DEL CERVELLO.

Per quanto riguarda il CANCRO, invece, la BRITISH LUNG FOUNDTION tre anni fa ha pubblicato un rapporto in cui emerge come il RISCHIO di TUMORE AL POLMONE provocato dalla CANNABIS è 20 VOLTE MAGGIORE RISPETTO A QUELLO CAUSATO DALLA SIGARETTA.

Eppure la proposta di legge Della Vedova parla di “fini terapeutici”, prevedendo anche l’”AUTOCOLTIVAZIONE” di marijuana a questo scopo.Ci vuole un gran coraggio per mettere nero su bianco una proposta del genere. In questo modo NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO SI ABBASSA LA PERCEZIONE DELLA PERICOLOSITA’ DELLA CANNABIS, ma sopratutto si fanno affermazioni che non hanno nulla a che vedere con la scienza: l’USO TERAPEUTICO della MARIJUANA riguarda l’assunzione di COMPRESSE con effetti del tutto differenti dallo SPINELLO. Se i politici avessero davvero a cuore i malati, anziché liberalizzare la cannabis farebbero pubblicità a DETERMINATI FARMACI, la cui EFFICACIA nella TERAPIA DEL DOLORE è DI GRAN LUNGA SUPERIORE.

L’abuso di droga cresce, però, e questo è un fatto. Come si risolve il problema?Di sicuro il problema dei giovani esiste. Ma se volessimo risolverlo credo che tutti, dai genitori ai medici fino ai politici, per prima cosa dovrebbero opporsi con forza all’uso delle droghe e alla loro legalizzazione.

Umberto Veronesi, pur ammettendo che la MARIJUANA «FA MALE», ha segnalato come un dato positivo i notevoli introiti fiscali incassati dal Colorado grazie alla liberalizzazione della marijuana. Cosa risponde al suo collega?È come dire: lo Stato si arricchisce sulla pelle dei suoi cittadini e noi siamo contenti. Non si possono fare affermazioni simili a cuor leggero. Sì, con la legalizzazione lo Stato risparmierà anche i vent’anni di pensione che non dovrà pagare a quanti moriranno di TUMORE, ma a lungo andare uno scenario del genere sarà deleterio per tutti, perché avremo una SOCIETA’ DEBOLE, fatta di DROGATI, MALATI E SCHIZZOFRENICI.

Leggi di Più: «La cannabis legale? Assurdità per la scienza» | Tempi.it

Follow us: @Tempi_it on Twitter | tempi.it on Facebook

Legalizzazione, non è vero che cannabis, tabacco e alcol hanno gli stessi effetti

Liberalizzare le droghe leggere non risolve il problema della criminalità e rischia di incentivare le dipendenze

di Salvatore Rebecchini | 23 Luglio 2015 ore 13:53

Twee

Al direttore – Fumare cannabis fa male. Danneggia la salute, anche se l’assunzione avviene in piccole dosi. Crea dipendenza ed è il primo passo verso l’assunzione di sostanze sempre più forti e dannose. NON E’ VERO che CANNABIS, TABACCO e ALCOL abbiano gli STESSI EFFETTI. Come ha fatto osservare il Prof. LUIGI JANIRI, VICEPRESIDENTE della SEZIONE DIPENDENZE della SOCIETA’ ITALIANA di PSICHIATRIA, nel corso dell’AUDIZIONE svolta il 2 aprile 2014 davanti alle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali della Camera: “(…) sulla questione della DIFFERENZA tra la CANNABIS e l’ALCOL. Indubbiamente l’ALCOL è in grado di determinare effetti nocivi sulla salute sia fisica, sia psichica. E’ un dato accertato che questo avvenga per dosi progressivamente crescenti di alcol e in un tempo molto più lungo. L’altra differenza importante rispetto alla cannabis risiede nel fatto che gli EPISODI ACUTI PSICOTICI TRANSITORI di cui è responsabile la CANNABIS, NON SI VERIFICHINO AFFATTO CON L’ALCOL. MENTRE un EPISODIO PSICOTICO TRANSITORIO si può verificare in una persona anche alla PRIMA ASSUNZIONE DI CANNABIS, NON SI VERIFICA alla PRIMA ASSUNZIONE DI ALCOL”.

ARTICOLI CORRELATI

Carmelo Palma, estensore del ddl-cannabis che non fuma “manco morto”

E’ arrivato il momento di dire sì allo spinello libero? Girotondo fogliante

Ragionamenti fuorvianti e luoghi comuni. Così sulla cannabis si discute del punto sbagliato

LIBERALIZZARE LA CANNABIS non risolve il problema della delinquenza organizzata. Il vantaggio del commercio clandestino resterebbe sempre. Sia perché molto probabilmente rimarranno RESTRIZIONI ALLA VENDITA LIBERA per DETERMINATE CATEGORIE DI CONSUMATORI (I MINORI ecc. che continueranno a cercarla e comprarla dagli spacciatori…….). Sia perché la COMPONENTE FISCALE del PREZZO FINALE, che presumibilmente sarà significativa, costituirà un INCENTIVO al COMMERCIO PARALLELO da parte della CRIMINALITA’ ORGANIZZATA. VEDI lo sviluppo del GIOCO D’AZZARDO CLANDESTINO non ostante le liberalizzazioni. SE LIBERALIZZI L’OFFERTA DI CANNABIS, LA DOMANDA AUMENTA (prezzi più bassi, maggiore facilità di accesso), QUINDI AUMENTA il NUMERO dei SOGGETTI UTILIZZATORI, AUMENTANO i PROBLEMI DI SALUTE e SOCIALI CONNESSI ALL’USO, AUMENTA il COSTO per la COLLETTIVITA’ per CURARE e PREVENIRE TALI PROBLEMI. E’ paradossale che lo stato si impegni in campagne per dissuadere dall’uso del tabacco e allo stesso tempo faciliti il commercio di un PRODOTTO MOLTO PIU’ DANNOSO DEL TABACCO.

</EdIndex>

Attilio Mura: «La cannabis ogm è devastante»

di Luciano Piras

23 luglio 2015

L’ EX DIRETTORE (fino a tre anni fa) del CENTRO di SALUTE MENTALE e delle DIPENDENZE spiega gli EFFETTI della cosiddetta “ERBA SUPER-POTENTE”


73

NUORO. C’è cannabis e cannabis. Come dire: attenzione ragazzi a non farsi travolgere dalla foga del momento attorno alla proposta di legge di liberalizzazione della “droga leggera”.

«Una PROPOSTA che è FIGLIA di una MACROSCOPICA IGNORANZA e IRRESPONSABILITA’ della NOSTRA CLASSE POLITICA che non ha l’umiltà di informarsi seriamente sulle conseguenze dei propri atti e cavalca l’onda che gli sembra più FAVOREVOLE al PROPRIO TORNACONTO POLITICO-ELETTORALE», SENTENZIA il dottor ATTILIO MURA, già DIRETTORE (fino a tre anni fa) del DIPARTIMENTO-CENTRO della SALUTE MENTALE e delle DIPENDENZE della ASL di Nuoro.

Attilio Mura, l’ex direttore del Centro di salute mentale

«NEI VECCHI FUMATORI di “ERBA” – spiega – ERA RARO per il medico psichiatra OSSERVARE EFFETTI di TIPO PSICOTIZZANTE (distorsione dell’analisi di realtà con produzione di deliri e di allucinazioni, ndr). L’HASHISH, che ha una concentrazione significativamente più elevata di principio attivo THC (Tetra Hidro Cannabinolo) si osservava una percentuale ancora modesta di EFFETTI PSICOTICI, (nel 2-3% dei consumatori) e, per lo più, si trattava di PSICOSI ACUTE TRANSITORIE, CONFUSIONALI».

«DA ALCUNI ANNI PERO’ – avverte lo specialista – IL MERCATO è STATO INVASO da CANNABIS GENETICAMENTE MODIFICATA, con EFFETTI PSICOTIZZANTI che si presentano in una PERCENTUALE ALTISSIMA (anche oltre il 60%)». E nulla si sa sulla natura della cannabis coltivata (e smerciata) nel Nuorese come pure nell’Ogliastra. Nulla. Nulla neppure sull’origine genetica delle piantagioni sequestrate. I SEMI, infatti, potrebbero essere arrivati via Internet dall’Olanda o dalla Thailandia o dall’Estremo oriente, poco importa».

MAURO MACCARONE, docente di Biochimica e Presidente del Corso di Laurea triennale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Ribadisco, comunque, il concetto secondo cui non vedo vie ‘innocue’ quando si tratta di indurre attraverso sostanze chimiche il BENESSERE PSICO-FISICO della persona”.

UN FERMO ‘NO’, MACCARONE lo oppone alla COLTIVAZIONE E PRODUZIONE CASALINGA, personale o associata, di derivati dalla CANNABIS. “Ritengo – nota il docente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – che l’AUTOPRODUZIONE sia ESTREMAMENTE PERICOLOSA, poiché esistono varietà, le cosiddette ‘CULTIVAR’, MOLTO DIVERSE di CANNABIS, che producono a loro volta LIVELLI DIFFERENTI di PRINCIPI ATTIVI. Esiste, inoltre, un effetto dato dalle variabili condizioni di coltivazione dei principi attivi della medesima pianta e anche dalle modalità di loro estrazione”.

UMBERTO TIRELLI (il 17 luglio 2015):

D’altra parte come medico impegnato nella lotta contro il CANCRO e contro l’AIDS, come potrei non essere decisamente contrario? Come d’altra parte dovrebbe agire un medico di fronte a chi fuma MARIJUANA, se non avvertirlo che questa abitudine DANNEGGIA GRAVEMENTE i suoi POLMONI, aumenta il suo rischio di CANCRO, ottunde le sue FACOLTA’ COGNITIVE come l’ATTENZIONE e la MEMORIA ed aumenta conseguentemente il rischio di INCIDENTI STRADALI?

Il direttore del Dipartimento di oncologia medica di Aviano ricorda quindi “quando, tanti anni fa, il povero VINCENZO MUCCIOLI mi fece visitare per la prima volta la COMUNITA’ di SAN PATRINIANO, che fu uno degli eventi più importanti e toccanti della mia vita, RIMASI COLPITO dal fatto che TUTTI COLORO CHE ERANO lì RICOVERATI, AMMETTEVANO di AVER FATTO USO di MARIJUANA PRIMA del PASSAGGIO alle COSIDDETTE DROGHE PESANTI. Anche se ovviamente non tutti i consumatori di marijuana passeranno alle droghe pesanti, certamente IL DATO CHE RISCONTRAI a SAN PATRINIANO mi colpì e mi colpisce tuttora. Credo sia necessario richiamare tutti i nostri concittadini al concetto che non possiamo deliberatamente alterare le capacità del nostro CERVELLO fumando o impasticcandoci con droghe leggere o pesanti e iniettandoci in vena sostanze ‘paradisiache’. IL RISPETTO che dobbiamo al nostro CORPO ed al suo organo più nobile, il CERVELLO, deve prevalere su queste BASSEZZE”.

Non voglio fare del terrorismo né criminalizzare alcuno – conclude TIRELLI -, ma cercare soltanto di convincere che non conviene fumare né fumo di sigaretta né fumo di droghe leggere, e che BISOGNA COMBATTERE CONTRO OGNI TIPO DI DROGA. E’ una QUESTIONE di PRINCIPIO e noi adulti dobbiamo batterci affinché i nostri FIGLI ed i GIOVANISSIMI CRESCANO in un AMBIENTE dove la BATTAGLIA alle DROGHE è TOTALE.

GIOVANNI SERPELLONI, capo del Dpa, condivide pienamente queste preoccupazioni così come l’invito di aumentare la divulgazione di linee di indirizzo per la salute pubblica riguardo i NUMEROSI DANNI che l’USO di CANNABIS e le sostanze stupefacenti possono produrre soprattutto TRA I PIU’ GIOVANI. Dallo STUDIO INGLESE è emerso che il 32% degli intervistati non ritiene che fumare cannabis sia dannoso per la salute, e il dato sale al 40% nella fascia di età compresa tra i 35 e i 40 anni.

 

CENTRO DI RIFERIMENTO ONCOLOGICO

ISTITUTO NAZIONALE TUMORI – AVIANO

Comunicato Stampa: Danni neurologici delle cosiddette droghe leggere 28 agosto 2012 CRO Aviano

Questo interessantissimo STUDIO STATUNITENSE e NEOZELANDESE oggi PUBBLICATO sui Proceedings of the National Academy of Sciences conferma quanto già riportato in passato sui DANNI NEUROLOGICI delle COSIDDETTE DROGHE LEGGERE, suggerendo un effetto neursui otossico della CANNABIS sul CERVELLO degli ADOLESCENTI che è in FASE di SVILUPPO” dichiara il prof. Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell’Istituto Tumori di Aviano. “Non va comunque dimenticato che l’uso della cannabis aumenta anche il rischio del tumore del polmone, come recentemente riportato da uno studio della British Lung Foundation. Pertanto, se nello STUDIO attuale AMERICANO si evidenzia che soltanto coloro che hanno usato la CANNABIS PRIMA DEI 18 ANNI hanno riportato DANNI CEREBRALI,