“Carne lavorata cancerogena”: Per l’OMS è come fumo e benzene – Interviste a UMBERTO VERONESI

«Carne lavorata cancerogena»: per l’Oms è come fumo e benzene 

CARNE LAVORATA

Ogni 50 grammi mangiati giornalmente aumentano il rischio di TUMORE del COLON-RETTO del 18%

Le CARNI LAVORATE come i wurstel «sono cancerogene», e vanno inserite nel GRUPPO 1 delle sostanze che causano il CANCRO a pericolosità più alta come il fumo e il benzene. Lo afferma l’International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Oms. Meno a rischio quelle rosse non lavorate, inserire fra le ‘probabilmente cancerogene’.

Carni lavorate cancerogene: la lista nera dell’Oms

La decisione è stata presa, si legge nel documento, dopo aver revisionato tutti gli studi in letteratura sul tema. «Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel gruppo 1 in base a una evidenza sufficiente per il TUMORE COLORETTALE. Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa».

(La lista nera dei cibi a rischio – LEGGI)

Ogni porzione da 50 grammi di carne lavorata o trattata mangiata giornalmente aumenta il rischio di TUMORE del COLON-RETTO del 18%. È questa la conclusione alla quale sono giunti gli esperti dell’International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Considerando il grande numero di consumatori di carni lavorate, affermano gli esperti Oms, «l’impatto globale sul tasso di incidenza del cancro ha un’importanza per la salute pubblica».

«Per un individuo – spiega Kurt Straif, a capo del Programma monografie dello Iarc – il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto a causa del consumo di carne trattata resta piccolo, ma tale rischio aumenta con la quantità di carne consumata». Gli esperti dello Iarc hanno considerato più di 800 studi che hanno investigato sull’associazione tra oltre una dozzina di tipi di cancro ed il consumo di carne rossa o trattata in vari Paesi e popolazioni con regimi alimentari differenti. I risultati, sottolinea il direttore dello Iarc Christopher Wild, «supportano ulteriormente le attuali raccomandazioni di salute pubblica che invitano a limitare il consumo di carne». Allo stesso tempo però, rileva, «la carne rossa ha un valore nutrizionale». L’invito alle autorità e alle agenzie regolatorie è quindi quello di «bilanciare i rischi e benefici del consumo di carni rosse o trattate» e di «fornire le migliori raccomandazioni alimentari possibili».

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SALUTE NUOVI FATTORI RISCHIO CANCRO UMBERTO VERONESI: “CONSUMO DI CARNE DA ELIMINARE DEL TUTTO”

L’oncologo commenta lo studio dell’OMS sulla relazione tra il consumo di carne rossa, in particolare lavorata, e il rischio di tumori

Tweet 113 Oms: carni lavorate e insaccati sono cancerogeni 27 ottobre 2015

“Per quanto mi riguarda io sono vegetariano da sempre, molto prima di essere medico e molto prima di essere oncologo, da quando cioè ho potuto scegliere la mia alimentazione – dice Umberto Veronesi commentando la pubblicazione su ‘Lancet Oncology’ dello studio sulla relazione tra il consumo di carne rossa, anche lavorata, e il rischio di tumori.

Il lavoro “aggiunge un tassello in più nella ricerca delle cause del cancro e l’eziologia è fondamentale nella lotta a questa malattia: POTREMO DIRE di AVER VINTO il CANCRO non quando lo cureremo – avverte Veronesi ma quando non ci ammaleremo più, cioè dopo aver trovato le CAUSE e averle ELIMINATE”.

Veronesi non è sorpreso da questa notizia, che sta facendo discutere: “Non ci coglie impreparati, lo sapevamo da tempo, da almeno 20 ANNI io per primo, ai congressi e agli incontri divulgativi, ripeto che ci sono indicazioni epidemiologiche di un legame tra consumo CARNI ROSSE e TUMORI del colon.

Quello che è stato fatto oggi è una sorta di sistematizzazione” degli studi.

NON MANGIO GLI ANIMALI – precisa l’oncologo – perché li amo e penso che i loro diritti di esseri viventi vadano rispettati, prima di tutto il loro diritto alla vita.

Il secondo motivo è di equilibrio e sostenibilità ambientale: l’eccessivo consumo di carne è il motivo principale dell’ingiustizia alimentare, che fa sì che circa un miliardo di persone nel mondo occidentale muoia per troppo cibo mentre in Asia e nei Paesi africani circa 800 milioni di persone muoiono di fame o soffrono di malnutrizione”.

Lo scienziato aggiunge: “L’identificazione certa di una nuova sostanza come fattore cancerogeno è sempre e comunque una buona notizia in sé, perché aggiunge conoscenza e migliora la prevenzione. In questo caso dunque – avverte Veronesi – non si tratta della ‘vittoria’ di una parte sull’altra, ovvero dei vegetariani contro i carnivori, ma di un passo avanti della ricerca”.

Il maggiore problema nel trattare l”emergenza cancro’ infatti – spiega ancora Veronesi – è proprio quello di riuscire a identificare tutte le cause di questa malattia.

Ora – avverte – “si tratta di avere un supporto di tipo istituzionale a delle indicazioni che diamo da anni in merito all’opportunità di ridurre drasticamente il consumo di carne, come d’altronde indica pure il codice europeo contro il cancro”.

– See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/VERONESi-CONSUMO-di-CARNE-DA-ELIMINARE-DEL-TUTTO-846c5c50-48f8-42d8-a5d5-ddb63fd5fd77.html

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Oms: “Carne lavorata cancerogena”. Intervista a Umberto Veronesi: “Ora è nero su bianco, la via vegetale è l’unica, non ci sono più dubbi”

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L’Huffington Post Di Giacomo Talignani

Pubblicato: 26/10/2015 17:37 CET Aggiornato: 26/10/2015 18:21 CET

Un assist “certificato” per la sua battaglia nella lotta ai tumori. Esulta

Umberto Veronesi, presidente e fondatore della Fondazione Veronesi, vegetariano convinto e da anni in prima linea per promuovere una via alternativa alla carne, o per lo meno all’abuso, per prevenire la formazione del cancro. Oggi l’Oms, con i dati forniti dallo Iarc, ha definito le carni lavorate come wurstel, pancetta, prosciutti, salsicce, carne in scatola, secca o preparati a base di sughi di carne come “cancerogene” e le ha inserite nel gruppo 1 delle sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta come il fumo e il benzene. Inserendo nella lista delle “probabilmente cancerogene” anche le carni rosse.

Dottor Veronesi, che cosa significano le indicazioni dell’Oms?

Che per la prima volta la massima autorità internazionale in tema di cancro, lo IARC, ha messo nero su bianco che la carne può causare diversi tumori. Secondo le conclusioni redatte dai 22 esperti che compongono il board di valutazione, si afferma che “ci sono evidenze sufficienti a lasciar pensare che il consumo di carni processate causi il tumore del colon-retto”. Non solo, il legame è stato riscontrato anche per i tumori del pancreas e della prostata. Una relazione che, occorre sottolinearlo, è dipendente dalle quantità consumate”.

Per lei non è una novità. Da anni porta avanti la battaglia per una “via alternativa” alla carne. Ma allora, a quali risorse alimentari dovremmo fare riferimento?

Sì, le conclusioni non sono di certo una novità e rappresentano un motivo in più per intraprendere la strada vegetariana. Da anni con la Fondazione che porta il mio nome promuoviamo il messaggio che smettere di mangiare carne è salutare per l’uomo. Ormai ci sono pochi dubbi che un regime alimentare povero di carne e ricco di vegetali sia più adatto a mantenerci in salute. Frutta e verdura rispondono perfettamente ai bisogni del nostro organismo e contribuiscono a proteggerlo. In questi prodotti della terra abbiamo scoperto risorse preziose, vitamine, antiossidanti e inibitori della cancerogenesi come i flavonoidi gli isoflavoni. Studiamo le funzioni protettive delle molecole contenute in alcuni alimenti, come il licopene nei pomodori maturi contro i tumori della prostata, il resveratrolo nell’uva per i tumori gastro-intestinali, gli isotiocianati e l’indolo delle crucifere che hanno mostrato un’azione antitumorale in varie forme di cancro. Non solo, i valori pressori dei vegetariani sono nettamente più bassi, sia come “massima” che come “minima”, rispetto a quelli delle persone onnivore.

Però l’Oms non si è espressa su una dieta vegetariana.

E’ vero che i vegetariani tendono ad avere uno stile di vita più salutare in genere, non fumare, bere poco, fare movimento, per cui è difficile attribuire certi benefici alla sola alimentazione. Ma tutte le evidenze puntano lì: chi mangia poco e vegetariano vive più a lungo e più in salute. Per contro diversi dati scientifici indicano da tempo un nesso fra il consumo di carni, specie quelle rosse e lavorate, e alcune malattie croniche, come tumori o patologie cardiovascolari. Lo stesso dicasi per l’obesità”.

E poi nella sua battaglia c’è una questione ambientale.

Siamo ormai 7 miliardi di esseri umani che hanno il diritto a cibo e acqua pulita, un miliardo di persone soffre la fame e la denutrizione, mentre un miliardo soffre delle malattie della sovralimentazione, come diabete, cardiopatie, tumori: non possiamo più permetterci di consumare 15mila litri d’acqua per ogni chilo di carne prodotto (“ne bastano mille per produrre un chilo di cereali”), né di destinare quasi la metà delle calorie prodotte in agricoltura a carburanti e mangimi per 4 miliardi di animali d’allevamento oltre a 20 miliardi di polli”.

A cui lei, cresciuto in campagna, aggiunge l’etica sugli animali.

Sono cresciuto in una cascina delle campagne lombarde, con cani, gatti, galline, vitelli. Gli animali sono stati i miei primi compagni di giochi e mi ripugna l’idea di ucciderli (“senza alcuna necessità”) per mangiarli. Lev Tolstoj, con un passato da cacciatore, nel suo scritto “Il primo gradino” raccontò della visita un macello, e commentò: “E’ orribile non solo la sofferenza e la morte di questi animali ma il fatto che l’uomo, senza alcuna necessità, fa tacere in sé il sentimento di simpatia e compassione verso le altre creature viventi e diviene crudele, facendo violenza a se stesso””

Se dovesse indicare un solo motivo per consumare meno carne, quale sarebbe?

Di buoni motivi per smettere di consumare carne ce ne sono parecchi. Le conclusioni dello IARC sono solo il punto di arrivo di quanto già molti studi affermano da tempo. Mi auguro che man mano la nostra cultura alimentare si decida a cambiare, ad abbandonare la carne. Abbiamo il dovere di ragionare sul modello di sviluppo del nostro pianeta e garantire la possibilità di sopravvivenza per tutti”.

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UMBERTO VERONESI: “LA CARNE E’ CANCEROGENA; VI SVELO IL MOTIVO PER CUI NON SE NE PARLA”.

Il primo luogo nel quale fare prevenzione, secondo Veronesi, è la tavola, perché l’alimentazione è responsabile del maggior numero di neoplasie nel mondo, superando anche il fumo.

CONTINUA A LEGGERE… Carne rossa: L’Oms la bolla come cancerogena (Adesso è ufficiale)

Veronesi “La carne è cancerogena”. Tutte le persone che consumano prodotti animali si espongono ad un rischio maggiore di contrarre diversi tipi di patologie. Corrono mediamente il 30% di rischio in più di contrarre vari tipi di tumori, come quello al seno, al colon, alla prostata, al pancreas, alla vescica e ai polmoni.

Un’alimentazione a base di carne porta, nel lungo periodo, ad un maggiore rischio di contrarre malattie connesse strettamente al metabolismo, disturbi cardiovascolari conseguenti al livello di colesterolo nel sangue, infarti, diabete ed obesità.

Vi riportiamo le parole del professor Umberto Veronesi (direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia): “Le RIVISTE MEDICO SCIENTIFICHE più accreditate sono SUL LIBRO PAGA delle MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE e pubblicano solo ciò che è consentito loro di pubblicare o ciò che è imposto loro dalle suddette multinazionali.


MOLTI MEDICI e RICERCATORI sono coscienti degli effetti dannosi del consumo della carne, ma hanno le MANI LEGATE. Io che sono uno scienziato di fama internazionale posso prendermi il lusso di fare queste dichiarazioni, se lo facessero loro molto probabilmente non lavorerebbero più.

L’INDUSTRIA ALIMENTARE e le MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE viaggiano di pari passo, l’una ha bisogno dell’altra e queste due entità INSIEME generano INTROITI circa 20 VOLTE SUPERIORI a tutte le INDUSTRIE PETROLIFERE del globo messe insieme, potete dunque capire che gli INTERESSI ECONOMICI sono alla BASE di questa DISINFORMAZIONE.

Ogni malato di cancro negli Stati Uniti fa guadagnare circa 250.000 dollari a suddette MULTINAZIONALI, capirete che questa DISINFORMAZIONE è VOLUTA ed è volta a FARVI AMMALARE PER POI CURARVI.”

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Veronesi: “Dosi minime di carne per regalarci la longevità”

L’oncologo: «Sono diventato vegetariano per ragioni etiche, ma è provato che frutta, verdura e cereali contengono tutti gli elementi per mantenerci sani»

Il professor Umberto Veronesi

dataPubblicazione : 2015/10/27

 


«La IARC la più autorevole organizzazione esistente a livello mondiale e l’unica che cataloga in modo rigoroso e sistematico tutte le sostanze cancerogene conosciute. Dunque, dal punto di vista di vista scientifico, la pubblicazione ha un valore fondamentale perché viene “ufficializzata” la carne rossa (lavorata) come causa di tumore. E non è poco». Ne è convinto il professor Umberto Veronesi, oncologo di fama e direttore emerito dell’Istituto europeo di oncologia. «Sono anni che si ipotizza la pericolosità del consumo di carne, ora abbiamo una base scientifica più solida. I responsabili delle politiche sanitarie e l’educazione alla salute non potranno non tenerne conto. Si pensi, ad esempio, alle mense scolastiche».

Cosa rende la carne cancerogena?

«Le sostanze nocive mangiate dal bestiame anche attraverso i mangimi vengono introdotte nel loro tessuto adiposo e poi finiscono nel nostro piatto. Una volta ingerite si accumulano più facilmente nel nostro tessuto adiposo dove rimangono per molto tempo esponendoci a effetti tossici a lungo. Invece, con frutta e verdura, che sono poverissime di grassi e ricche di fibre, viene agevolato il transito del cibo ingerito e viene ridotto il tempo di contatto con la parte intestinale di eventuali agenti cancerogeni presenti nella nostra alimentazione quotidiana. Per la carne lavorata, a tutto questo si aggiungono le sostanze utilizzate per la conservazione e il trattamento».

SCHEDA – Tutto quello che sappiamo sulla “carne cancerogena” (di F.Zaffarano)

La carne è considerata necessaria alla salute di bambini e di anziani. È davvero così?

«No. Alcuni studi hanno osservato che i BAMBINI che seguono una dieta vegetariana si ammalano meno già dall’asilo perché hanno difese immunitarie migliori. Oltre a vivere più sani, poi, i vegetariani vivono più a lungo. FRUTTA, VERDURA E CEREALI contengono tutti gli elementi necessari allo sviluppo del BAMBINO e al mantenimento della salute nell’ANZIANO. La regola da seguire è quella di ridurre al minimo il consumo di carne rossa e adottare il più possibile la dieta mediterranea: pesce, pasta, verdure, frutta, olio d’oliva. Io sono vegetariano per motivi etici, perché amo gli animali e rispetto i loro diritti e perché la carne è un cibo non sostenibile per il pianeta».

Il rispetto del consumo massimo di 500 grammi di carne a settimana ci mette al riparo dal rischio di tumore all’intestino?

«No. Dobbiamo ricordare che il CANCRO origina sempre da un danno al nostro Dna, che può essere causato da uno o più agenti esterni. La MALATTIA è dunque sempre frutto di un’interazione del nostro Dna con agenti cancerogeni. Questo spiega perché anche se esposti allo stesso cancerogeno, alcuni individui sviluppano un tumore e altri no. Il ragionamento va esteso al rischio di sviluppare la malattia. Una sostanza cancerogena ci espone al rischio che il nostro Dna venga danneggiato, ma non ne abbiamo certezza. Al contrario però, se evitiamo quella sostanza, il Dna potrebbe essere danneggiato da un altro agente esterno o da fattori genetici. Meno ci esponiamo a cancerogeni conosciuti, meno ci ammaliamo. Dunque, meno mangiamo la carne rossa, meno ci ammaleremo».

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L’OMS: CONTRO LA E LA CARNE ROSSA, Veronesi: MEGLIO ELIMINARLA DEL TUTTO

I consigli dell’oncologo. Alimenti come i WURSTEL nel GRUPPO 1 delle sostanze che causano il tumore come il fumo e il benzene

Redazione Tiscali

”Il mio consiglio da vegetariano da sempre è quello di eliminare del tutto il consumo di carne, e questo per motivi etici e filosofici. Detto ciò, lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità Oms sulla cancerosità della carne rossa e trattata non ci coglie di sorpresa”. Umberto Veronesi plaude all’avvertimento dell’Oms, secondo cui tra le cause dei tumori ci sarebbero anche le carni più consumate. Per l’oncologo, tutti gli studi che vanno nella direzione di identificare nuovi possibili fattori di rischio per il cancro sono comunque un ”grande passo avanti”. ”L’identificazione certa di una nuova sostanza come fattore cancerogeno è sempre e comunque una buona notizia in sé, perché aggiunge conoscenza e migliora la prevenzione. In questo caso dunque – avverte Veronesi – non si tratta della ‘vittoria’ di una parte sull’altra, ovvero dei vegetariani contro i carnivori, ma di un passo avanti della Ricerca”.

Cosa dice l’Oms – Le carni lavorate come i wurstel e gli insaccati ”sono cancerogene”, e vanno inserite nel gruppo 1 delle sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta come il fumo e il benzene, afferma l’International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’ Oms. Meno a rischio quelle rosse non lavorate, inserire fra le “’probabilmente cancerogene”. La decisione è stata presa, si legge nel documento, dopo aver revisionato tutti gli studi in letteratura sul tema.

Evidenza per tumore colorettale – “Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel GRUPPO 1 in base a una evidenza sufficiente per il tumore colorettale.

Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa“.

A rischio tutti i prodotti da muscolo di mammiferiCarni in scatola, hot dogs, prosciutto: sono solo alcuni esempi di carni trattate, considerate cancerogene per l’uomo dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Sono invece considerate ‘probabilmente cancerogene‘ le carni rosse: questa categoria, spiega l’Oms, ”si riferisce a tutti i tipi di carne di muscolo di mammifero, come ad esempio manzo, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo e capra”.

Carni lavorate – Le carni lavorate, spiega l’Oms, includono le carni che sono state trasformate ”attraverso processi di salatura, polimerizzazione fermentazione, affumicatura, o sottoposte ad altri processi per aumentare il sapore o migliorare la conservazione”. La maggior parte contiene maiale o manzo, ma possono anche contenere altri tipi di carni rosse, pollame, frattaglie o prodotti derivati dalla carne come il sangue. Esempi di CARNI LAVORATE includono anche gli hot dogs, prosciutto, salsicce, carne in scatola, preparazioni e salse a base di carne. Gli esperti hanno concluso che ogni porzione di 50 grammi di carne lavorata mangiata ogni giorno aumenta il rischio di cancro colorettale del 18%. “Un rischio che aumenta con la quantità di carne consumata” spiegano i relatori.

La notizia della ”condanna” da parte dell’agenzia dell’Oms, era uscita sulla stampa inglese ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva nei giorni scorsi comunicato che ”nessun materiale embargato” era stato condiviso o violato. Secondo le indiscrezioni pubblicate alla vigilia dal Daily Mail arriverebbe una bocciatura anche alla carne rossa fresca, che potrebbe essere inserita nella “enciclopedia dei cancerogeni” ed etichettata come “lievemente meno pericolosa” rispetto ai lavorati industriali.

Che alcune carni come quelle rosse o quelle più grasse siano rischiose per la salute non è certo una novità. Non si contano le prese di posizione da parte della comunità scientifica e medica. Questa sarebbe invece la prima classificazione ufficiale da parte della più alta istituzione sanitaria mondiale fra le sostanze che causano i tumori.

L’associazione tra consumo di carne rossa e maggior rischio di insorgenza del cancro è stata osservata principalmente per il tumore del colon-retto, ma un’associazione si è rilevata anche per il cancro del pancreas e della prostata. Ad affermarlo è l’International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che ha rilevato la cancerosità della carne rossa e di quella lavorata o trattata. Proprio quello al colon è il tumore a maggior insorgenza tra gli italiani.

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ONCOLOGIA

VERONESI: ATTENTI ALL’ALIMENTAZIONE, INNESCA I TUMORI PIU’ DEL FUMO

La lezione del direttore dell’Ieo agli studenti della Sapienza: “La prevenzione riduce i decessi più della medicina e comincia a tavola”. I dati sul cancro al colon dimostrano che è quasi inesistente nei paesi a dieta priva di carne. I consigli sui cibi “protettivi”

L’oncologo Umberto Veronesi

ROMA – La prevenzione fa più delle medicine nella lotta contro il cancro. Ne è convinto Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, intervenendo a un incontro del ciclo “Vivere in salute promosso dall’università La Sapienza di Roma. Il primo luogo nel quale fare prevenzione, secondo Veronesi, è la tavola, perché l’alimentazione è responsabile del maggior numero di neoplasie nel mondo, superando anche il fumo.

Numeri alla mano, l’oncologo ha spiegato che a innescare il tumore sono nel 35% dei casi le cattive abitudini alimentari; seguono il tabacco (30%), le infezioni virali (10%), i fattori riproduttivi (7%), l’attività lavorativa e l’inquinamento (4%). “Ciò di cui ci nutriamo – ha sottolineato Veronesi, parlando agli studenti – è un elemento fondamentale per la nostra vita. Alimentarsi vuol dire scegliere e questa scelta può essere importantissima per preservarci da diverse malattie, a partire dai tumori. Il 35% di questi – ha ribadito – è dovuto a ciò che mangiamo, che può agire indisturbato sui nostri organi”.

A sostegno della sua tesi, Veronesi ha mostrato ad esempio due slide che rappresentano la diffusione del TUMORE AL COLON nel pianeta e dalle quali emerge che questo tipo di neoplasia è rarissima nei Paesi dove non si mangia carne”, al contrario di quelli in cui raramente la carne manca a tavola.

FRUTTA e VERDURA, al contrario, sono ALIMENTI PROTETTIVI“: “Più alto è il loro consumo – ha ricordato Veronesi – più diminuisce il rischio” di insorgenza di un tumore perché in essi è presente “UN’ARMATA di MOLECOLE ANTITUMORALI”.

PER PROTEGGERSI, dunque, l’oncologo ha indicato una serie di prodotti comuni quali “fragole, tè verde, aglio, verza, broccoli e pomodori” ed altri di importazione quali la curcuma, “presente ad esempio nel curry”:

“Nell’ISOLA di OKINAWA – ha detto Umberto Veronesi – , dove la curcuma viene consumata quotidianamente, c’è una presenza di ULTRACENTENARI che supera del 10-15% quella degli altri Paesi nel mondo”. Alcuni cibi, ha aggiunto, formano una pericolosa “complicità” con il fumo: studi recenti avrebbero rilevato una correlazione tra il consumo di CARNE, FUMO e TUMORE del POLMONE.

Più in generale, Umberto Veronesi ha ribadito che la PREVENZIONE è stata finora PIU’ EFFICACE DEI FARMACI nell’evitare le MORTI per TUMORE. “Se le morti per tumore sono diminuite – ha detto – il merito va alla PREVENZIONE, che ha avuto anche una grande importanza sull’incidenza e sulla curabilità ; per questo, ha concluso, “adesso vogliamo puntare a identificare i fattori protettivi contenuti negli alimenti che aiutano a combattere il cancro”.

02 marzo 2011