Le CREME SOLARI sono una protezione per il cancro della pelle?

 

Creme solari

Le creme solari sono una protezione per il cancro della pelle?

Molti si stanno preparando a trascorrere le vacanze in riva al mare. A differenza del passato, oggi una delle prime cose che ognuno si ricorda di mettere in valigia sono le creme solari. Abbiamo tutti imparato a sceglierle: fattore di protezione 25 o più alto per i bambini, molto più basso per noi che vogliamo ritornare a casa 00 abbronzatissimi.

Sperando di non rovinare le vacanze a qualcuno e condizionare la sua voglia di tintarella, ma alcune ricerche, fra l’altro poco pubblicizzate, consigliano che forse è necessaria un po’ di cautela nell’esposizione alla luce solare anche se “protetti” dalle creme solari. Vediamo perché.

Nel 1981 il prof. Moan del Norvegian Cancer Institute ha fatto una SORPRENDENTE SCOPERTA: l’incidenza annuale di nuovi casi di MELANOMA in Norvegia è aumentata del 350% per gli uomini e del 440% nelle donne nel periodo 1957 -1984, nonostante che in questo periodo non ci siano stati dei cambiamenti nello strato di OZONO, da molti indicato come il principale responsabile dell’aumento dei casi di tumori della pelle.

Il prof. Moan ha concluso la sua ricerca pubblicata sul British Journal of Cancer affermando che “l’assottigliamento dello strato di OZONO non è la causa dell’aumento dei tumori della pelle”.

L’epidemia del cancro della pelle è un fenomeno che interessa tutto il mondo. Negli USA l’aumento dei casi di MELANOMA MALIGNO è di circa il 7% all’anno, in CANADA del 6%, mentre l’AUSTRALIA ha il più alto tasso di aumento. Dal 1980 al 1987 per gli uomini i casi sono raddoppiati e per le donne si è registrato un aumento del 50%. Si stima che dopo i 75 anni di età due australiani su tre saranno trattati per qualche forma di tumore della pelle.

Se lo strato di ozono non si è ancora modificato significativamente eccetto che ai poli, qual’è allora la causa di questo aumento?

L’ipotesi filtri solari.

Il primo indizio lo può fornire l’ESPERIENZA AUSTRALIANA. L’ AUMENTO DEI MELANOMI è stato ECCEZIONALMENTE ALTO nella zona del QUEENSLAND dove per molto tempo e con molta ostinazione il CORPO MEDICO ha PROMOSSO l’USO delle CREME SOLARI PROTETTIVE. Ora il Queensland ha la maggiore percentuale di incidenza di melanomi. IN TUTTO IL MONDO, i MAGGIORI AUMENTI di MELANOMI si sono registrati proprio nei paesi dove l’USO DEI FILTRI SOLARI è stato maggiormente propagandato.

I dottori CEDAR e FRANK GARLAND dell’università della California sono i MAGGIORI OPPOSITORI dell’USO dei FILTRI SOLARI CHIMICI. Essi affermano che nonostante questi proteggano dalle scottature, non ci sono prove scientifiche che proteggano anche dal MELANOMA (carcinoma basocellulare). Comunque, essi riconoscono che c’è una certa evidenza che un loro uso regolare possa aiutare la prevenzione della formazione della cheratosi attinica, un precursore del carcinoma squamocellulare.

I fratelli Garland ritengono che l’AUMENTO dell’USO dei FILTRI SOLARI CHIMICI sia la CAUSA PRIMARIA dell’EPIDEMIA del TUMORE della PELLE. La ragione può essere ricercata nel fatto che le persone tendono a rimanere più a lungo sotto il sole poiché non accusano scottature così da sviluppare un falso senso di sicurezza.

I filtri solari chimici sono formulati per assorbire principalmente la radiazione UVB e lasciano passare gran parte dei RAGGI UVA che penetrano più in profondità nella pelle e sono fortemente assorbiti dai melanociti i quali sono coinvolti sia nella produzione di melanina (per l’abbronzatura) che nella formazione del MELANOMA; inoltre, gli UVA hanno un effetto soppressivo sul sistema immunitario.

Molte creme hanno come ingrediente attivo il BENZOPHENONE, un potente generatore di radicali liberi. Questo è attivato dai raggi ultravioletti portando alla formazione di radicali liberi che ricercheranno l’atomo a loro mancante sia fra gli altri componenti del filtro solare che sulla superficie della pelle provocando una reazione a catena che può portare alla formazione di MELANOMI e ad altre forme di TUMORI della PELLE.

UN ALTRO INGREDIENTE SOSPETTO è l’OCTYL METHOXYCINNAMATE (OMC) che è presente nel 90% delle creme. Una ricerca pubblicata sul New Scientist Magazine rivela che le cellule del corpo umano potrebbero subire dei danni se una crema contenente OMC riuscisse a penetrare gli strati esterni della pelle.

Questa ricerca è stata condotta in Norvegia su TOPI DI LABORATORIO ed è stato scoperto che l’OMC danneggiava le cellule degli animali anche a bassi dosaggi.

(Abbiamo già manifestato la nostra posizione contraria circa gli esperimenti su animali che non producono risultati trasferibili all’uomo. L’esito della ricerca è riportato a solo titolo informativo).

All’Harvard Medical School i ricercatori hanno scoperto recentemente che lo PSORALEN, un altro generatore di radicali liberi attivato dai raggi ultravioletti, è un potente cancerogeno. Da questo studio è risultato che i pazienti con psoriasi trattati ripetutamente con raggi UVA dopo l’applicazione topica di PSORALEN hanno evidenziato un tasso di CARCINOMA SQUAMOCELLULARE dell’83% più alto che nel resto della popolazione.

Alcuni scienziati ritengono che i RAGGI UV provochino il CANCRO della PELLE attraverso l’effetto combinato della soppressione del sistema immunitario e del danneggiamento del DNA.

Comunque l’esposizione ai raggi UV non è del tutto nociva. Circa il 75% della vitamina D del nostro corpo è prodotta dall’esposizione ai raggi UVB. Usando degli FILTRI PROTETTIVI (anti-UVB) si abbassa drasticamente la produzione cutanea di vitamina D3. Un basso livello di questa vitamina nel sangue è collegato all’aumento del rischio di sviluppo di TUMORI al seno e al colon e può accelerare la crescita del MELANOMA. Infatti, si è scoperto che i I TASSI PIU’ ALTI DI MELANOMA erano PRESENTI NELLE PERSONE che UTILIZZAVANO REGOLARMENTE le CREME SOLARI.

Nonostante la maggioranza dell’ESTABLISHMENT MEDICO stia continuando a consigliare l’uso delle CREME SOLARI c’è comunque un crescente numero di RICERCATORI PROGRESSISTI che concordano nell’affermare che l’uso di questi filtri non previene i tumori della pelle, piuttosto li può favorire così come quelli del colon e del seno.

Che fare allora?

Come potremmo allora proteggerci dai tumori della pelle senza rinunciare all’abbronzatura? Riassumendo le recenti ricerche sarebbe saggio seguire le seguenti raccomandazioni:

NON fare affidamento sull’uso delle CREME SOLARI per proteggersi dal cancro della pelle.

NON tentare di abbronzarsi nei CENTRI ABBRONZATURA. I raggi UV delle loro lampade sono dannosi e l’abbronzatura ottenuta non ha gli effetti protettivi come quelli ottenuti naturalmente dalla luce solare.

PROVA a sviluppare un’abbronzatura naturale moderata a meno che tu non sia estremamente sensibile e soggetto a facili scottature.

quando sei all’aperto INDOSSA abiti protettivi e cappelli a larghe tese. Evita l’esposizione al sole dalle 10 alle 15 se possibile. I raggi UV, in particolare quelli UVA sono presenti anche nei giorni nuvolosi.

INDOSSA occhiali che filtrino il 100% dei raggi ultravioletti per proteggerti dallo sviluppo della cataratta.

RICORDA che la luce solare viene fortemente riflessa dalla sabbia, dalla neve, dal ghiaccio e dal cemento che possono aumentare l’esposizione diretta al sole dal 10 al 50%.

ASSICURATI di assumere abbastanza vitamina D3 e betacarotene, se necessario con integratori. Recenti ricerche hanno dimostrato che prendere 30mg di betacarotene al giorno protegge dalla soppressione del sistema immunitario provocato dai raggi UVA.

ASSICURATI di integrare la tua dieta con antiossidanti. Sono consigliate le vitamine C (+3gr/dì), la E (800IU) e selenio (200 microgrammi) come protezione dai danni dell’eccessiva radiazione ultravioletta. Le vitamine C ed E proteggono anche dalla formazione della cataratta.

DIMINUISCI la quantità di GRASSI nella tua dieta. Recenti ricerche hanno dimostrato che pazienti con tumori della pelle (non melanomi) possono ridurre il rischio di sviluppare ulteriore cheratosi attinica (il precursore del tumore della pelle) passando ad una dieta povera di grassi.

UTILIZZA filtri solari contenenti biossido di titanio, ossido di zinco o talco che agiscono riflettendo la radiazione UV, piuttosto che assorbendola.

Nemmeno le CREME SOLARI AD ALTISSIMA PROTEZIONE riescono a filtrare adeguatamente i raggi UVA.

VAI dal tuo medico se scopri dei NEI che cambiano di dimensione, con bordi irregolari, sanguinanti, che prudono o che sembrano cambiare colore. Molti tumori della pelle possono essere curati se presi in tempo.

Non si può affermare che la controversia sulle creme solari sia terminata. Le ricerche continuano e sicuramente molte altre scoperte saranno pubblicate. Ma fino a quando non riusciremo a conoscere un verdetto definitivo, sembra saggio essere prudenti e prendere le precauzioni secondo ciò che già conosciamo.

Alcune note bibiografiche.

-Moan, J. & Dahlback, A. The relationship between skin cancers, solar radiation and ozone depletion. British Journal of Cancer, Vol. 65, No. 6, June 1992, pp. 916-21

-Harmful effects of ultraviolet radiation. Journal of the American Medical Association, Vol. 262, No. 3, July 21, 1989, pp. 380-84

-Haynes, Harley A. Primary cancer of the skin. Harrison’s Principles of Internal Medicine, McGraw- Hill, 7th ed., 1974, pp. 2024-25

-Hacker, Steven M. & Flowers, Franklin P. Squamous cell carcinoma of the skin. Postgraduate Medicine, Vol. 93, No. 8, June 1993, pp. 115-26

-Lee, John A.H. The relationship between malignant melanoma of skin and exposure to sunlight. Photochemistry and Photobiology, Vol. 50, No. 4, 1989, pp. 493-96

-Miller, Dena L. & Weinstock, Martin A. Nonmelanoma skin cancer in the United States: incidence. Journal of the American Academy of Dermatology, Vol. 30, No. 5, Pt. 1, May 1994, pp. 774-78

-H. R. Larsen, MSc, ChE, Sunscreens: do they cause skin cancer?

-Skolnick, Andrew A. Revised regulations for sunscreen labelling expected soon from FDA. Journal of the American Medical Assocation, Vol. 265, No. 24, June 26, 1991, pp. 3217-20

-Statistics Canada, Canadian Cancer Statistics 1991.

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Relazione tra creme solari e tumori

Una gran quantità di sostanze chimiche presenti nelle creme solari entra nel corpo attraverso la pelle e raggiunge il flusso sanguigno intossicando l’organismo. Nel 1970 il Prof. Howard Maibach dimostrò che oltre il 35% delle creme solari applicate sulla pelle, una volta che ci si espone al Sole, entrano nel flusso sanguigno . Inoltre, più a lungo le sostanze chimiche permangono sulla pelle, maggiore è l’assorbimento nel corpo .
Questo può essere uno dei fattori determinanti, evidenziato da una ricerca pubblicata sull’American Journal of Public Health nel 1992, del GRANDE AUMENTO DI TUMORI (polmone, utero, colon, prostata) osservato in regioni quali il NORD AUSTRALIA dopo che l’uso di CREME SOLARI PROTETTIVE è stato fortemente promosso da medici, dermatologi, aziende produttrici e dal governo locale, partendo dalla solita presunta pericolosità del Sole e dei raggi ultravioletti. La cosa paradossale è che l’incidenza di tumori della pelle a livello mondiale è aumentata in misura direttamente proporzionale all’impiego di filtri solari nelle aree geografiche dove ne è stato largamente promosso l’uso.
Molte creme solari contengono anche TRIETHANOLAMINE, una sostanza cancerogena perché produce nitrosammine quando si combina con i nitriti usati come conservanti e spesso nemmeno dichiarati sulle etichette
Nel 1998 il Dott. John Knowland dell’Università di Oxford ha pubblicato studi che hanno evidenziato come certi filtri solari contenenti PABA, Padimate-O e suoi derivati possono danneggiare il DNA provocando conseguentemente tumori.
L’ AVOBENZONE è un potente generatore di radicali liberi ed è facilmente assorbito attraverso l’epidermide. Quando blocca i raggi ultravioletti, trasforma la loro energia in energia chimica che viene rilasciata nella forma di radicali liberi. È efficace solo nel bloccare gli UVA, sbilanciando lo spettro di frequenze che raggiunge la pelle a favore degli UVB ed impedendo alla pelle di adattarsi. Inoltre, viene in genere combinato con altre sostanze producendo nitrosammine cancerogene .
Il Dott. Gordon Ainsleigh, in uno studio pubblicato su Preventive Medicine dal titolo ”Effetti benefici dell’esposizione al sole sulla mortalità per cancro”, è arrivato alla conclusione che l’uso di filtri solari causa più tumori e morti di quelli che dovrebbe teoricamente prevenire. Ha stimato che il 17% dei tumori al polmone osservati tra il 1981 e il 1992 può essere correlato con l’impiego massivo di filtri solari nei dieci anni precedenti . Ma anche sul Journal of the National Cancer Institute e sull’International Journal of Alternative & Complementary Medicine nel 1994 sono stati pubblicati lavori che portano alla conclusione di una maggiore incidenza di MELANOMA E CARCINOMA associato all’uso massivo di CREME e LOZIONI con FILTRI SOLARI. 

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Le creme solari provocano i tumori della pelle

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Creme solari

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Non ci sono prove o studi che dimostrano che le creme solari sono in grado di prevenire i tumori della pelle.

Il tuo dermatologo, quasi in automatico, ti consiglia di spalmarti sulla pelle una protezione solare tossica, come se fosse un rimedio sicuro e provato.

Ma scommetto che il tuo dottore non ti ha mai parlato degli studi che evidenziano che le persone che trascorrono gran parte del tempo all’aperto hanno i più bassi rischi di sviluppare un melanoma cutaneo.

Per esempio, chi lavora in ufficio rischia di avere un melanoma più degli agricoltori, dei costruttori e persino dei bagnini!

Sulla base degli studi, i tassi di melanoma sono più alti in Minnesota che in Arizona e più alti in Norvegia che nel sud della Francia.

Altro fatto curioso: il melanoma spesso si presenta nei posti meno esposti alla luce del sole, incluse le piante dei piedi, i genitali, l’interno del naso e della bocca e sotto le unghie.

L’evidenza indica che chi trascorre più tempo al sole senza scottarsi ha minori rischi di melanoma di chi trascorre poco tempo al sole. Nei Paesi in cui si abusa di creme solari come gli Stati Uniti ci sono i più alti tassi di tumori della pelle.

Cosa dicono gli esperti?

La Dottoressa Berwick dello Sloan-Kettering Cancer Center ha esaminato i principali studi su creme solari e tumori. Ecco la sua conclusione:

“Non ci sono prove che l’uso delle protezioni solari a qualsiasi età garantisca una vera protezione contro il melanoma maligno.”

Già nel 2007, l’FDA diceva:

“le prove disponibili non sono in grado di dimostrare che il solo utilizzo di protezioni solari aiuti a prevenire i tumori della pelle.”

I casi di melanoma maligno, il tipo di tumore della pelle più pericoloso e letale, sono in aumento nonostante gli anni di utilizzo di creme solari; il numero di casi di tumori della pelle sono triplicati negli scorsi 35 anni.

Il tipo di tumore più comune negli Stati Uniti è il melanoma. Approssimativamente a 68.000 americani è diagnosticato il melanoma ogni anno, mentre a 48.000 è diagnosticata una forma precoce di questa malattia.

2 milioni di persone sono trattate per carcinoma basocellulare e cutaneo a cellule squamose ogni anno.

La protezione solare provoca i tumori

L’ Environmental Working Group (EWG) ha evidenziato che quasi la metà delle creme solari più popolari sul mercato accelera in realtà lo sviluppo di cellule tumorali maligne della pelle.

Inoltre le creme solari bloccano i raggi UVB, che sono quelli che producono Vitamina D, e quindi impediscono alla pelle di produrre Vitamina D grazie alla luce del sole.

Attualmente più del 70% della popolazione degli USA soffre di carenza di Vitamina D e la Vitamina D ha dimostrato di avere proprietà anticancerogene.

Le creme solari bloccano anche la melanina, che è la protezione innata del tuo corpo contro le scottature attraverso l’abbronzatura. La produzione di melanina è inversamente proporzionale al danno al DNA da parte dei raggi UV. Ironia della sorte, gli studi mostrano che la pelle abbronzata, specialmente durante l’infanzia e l’adolescenza, protegge dal melanoma.

Usare regolarmente creme solari ha un altro effetto: è più facile che ti scotti quando dimentichi di metterle.

Quello delle creme solari è un business di enormi dimensioni

In accordo con IBISWorld.com (2013), le vendite di protezioni solari sono cresciute del 4.2% all’anno tra il 2007 e il 2012 e hanno generato 1 miliardo all’anno. Con questo boom di vendite c’era da aspettarsi che i tumori diminuissero. E invece c’è stato un aumento preoccupante di melanoma cutaneo.

Diverse cause legali sono state aperte contro i principali produttori di protezioni solari nel 2006, relative al fatto che i produttori “stanno sistematicamente frodando e ingannando i consumatori con le etichette e le pubblicità sui siti internet, esaltando la capacità delle protezioni solari di proteggere dal sole e ridurre il rischio di tumori e altre malattie della pelle”.

Le nuove norme sulle etichette dell’FDA protezione consumatori sono entrate in vigore nel 2012, ma i produttori continuano a sostenere che le loro creme abbiano effetti protettivi contro il cancro.

Regole o non regole, ha senso spalmarsi un prodotto chimico sulla pelle quando quel prodotto non ha uno scopo preventivo dimostrato, ma in realtà potrebbe aumentare i rischi di tumore della pelle?

Fonti:

Institute for Natural Healing; FDA Gov; Lawyers and settlements; Cancer Gov; Huff Post; Dr Momma; Holding her own; Environmental Working Group; Science Natural News.

Humans are free

 


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Raffaella Scirpoli

Raffaella Scirpoli è una giovane Naturopata che da più di 3 anni collabora con Francesca nel programma Energy Training. Ha scoperto il mondo dell’alimentazione naturale solo pochi anni fa, ma è stato “amore a prima vista”. Seguendo i consigli di Francesca, di cui si considera l’allieva numero uno, ha stravolto le sue abitudini alimentari e si è sentita subito più energica, più consapevole e più sana.

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Creme solari, sostanze chimiche entrano nel sangue

Nuovo studio Fda, livelli anche 40 volte piu’ alti dei limiti di sicurezza

Redazione ANSA WASHINGTON

 Le sostanze chimiche piu’ usate nelle creme e negli spray solari non restano in superficie sulla pelle, ma entrano in circolo nel sistema sanguigno e nell’organismo in meno di 24 ore dall’applicazione. La sicurezza per la salute delle sostanze sperimentate in uno studio della stessa Food and drug admnistration Usa (Fda,) non e’ stata accertata.
I livelli di avobenzone, ossibenzone, ecamsule e octocrylene, identificati nei 24 volontari che hanno partecipato alla ricerca pilota, sono risultati anche 40 volte piu’ alti rispetto ai limiti sopra i quali e’ consigliato condurre test di sicurezza dei prodotti.
Le quattro sostanze chimiche fanno parte di una categoria sulla quale la Fda ha sollecitato piu’ studi delle case produttrici per determinare la loro ‘sicurezza ed efficacia’.
Secondo l’indagine pubblicata su JAMA, la concentrazione nel sangue dei composti continua inoltre a salire con le applicazioni ripetute delle creme solari. E ci vogliono 24 ore perche’ vengano smaltite dall’ organismo. I volontari hanno utilizzato sia lozioni che spray applicati su 75% del corpo.
(ANSA)

 

 

 

3 thoughts on “Le CREME SOLARI sono una protezione per il cancro della pelle?

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