Troppo calcio per l’osteoporosi raddoppia il rischio di infarto

Si riapre il controverso capitolo sulle INTEGRAZIONI DI CALCIO contro l’OSTEOPOROSI. Una ricerca pubblicata sul British Medical Journal dimostra che assumere più di 1.400 milligrammi AL GIORNO di questo minerale RADDOPPIA il RISCHIO di MORTE per MALATTIE CARDIOVASCOLARI.

Non è la prima volta che ci capita di commentare la disinvoltura con cui, soprattutto alle donne in menopausa, si prescrivono integratori di calcio ad alto dosaggio per prevenire e combattere la rarefazione ossea.

Un nuovo studio scientifico conferma ora, se ancora ce ne fosse bisogno, che i PERICOLI di una SUPPLEMENTAZIONE spesso incauta di questo nutriente superano i vantaggi per la salute. I ricercatori dell’Università di Uppsala si sono proposti l’obiettivo di valutare il nesso tra l’assunzione a lungo termine di calcio e il TASSO di MORTALITA’, monitorando per quasi un ventennio oltre 61.000 donne nate tra il 1918 e il 1948.

L’analisi, che tiene conto dell’APPORTO COMPLESSIVO DI CALCIO (derivato cioè sia dalla DIETA sia da eventuali INTEGRATORI ALIMENTARI), HA CONCLUSO CHE introdurre più di 1.400 milligrammi AL GIORNO di questo minerale AUMENTA significativamente il RISCHIO di MORTALITA’, arrivando persino a RADDOPPIARE le PROBABILITA’ di DECESSO per MALATTIE CARDIACHE e INCIDENTI CARDIOVASCOLARI.

Pensate che la soglia dei 1.400 milligrammi al giorno sia fuori portata? Non sottovalutate due fattori: il primo è che I SUPPLEMENTI DI CALCIO PIU’ PRESCRITTI dai MEDICI ne CONTENGONO 1.000 milligrammi, il secondo è che la dieta di un italiano medio conta tanti alimenti in cui questo minerale è ben rappresentato, LATTE e DERIVATI in testa.

Per tutelare la SLUTE delle OSSA e CONTRASTARE l’OSTEOPOROSI bastano 700 milligrammi di CALCIO al GIORNO, come ha provato un analogo studio pubblicato circa un anno e mezzo fa (Dietary calcium intake and risk of fracture and osteoporosis: prospective longitudinal cohort study, BMJ 2011; 342). IL RESTO PUO’ RIVELARSI NOCIVO, facilitando l’insorgere di CALCOLI RENALI, accelerando il deterioramento cognitivo legato all’età ed esponendo, appunto, a PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI, in primo luogo INFARTO.

FONTE:

Long term calcium intake and rates of all cause and cardiovascular mortality: community based prospective longitudinal cohort study, BMJ 2013; 346

LINK: http://www.bmj.com/content/346/bmj.f228