La simbiosi normale – Dr. H. M. Shelton

 

                                                                                                                           

 IL SISTEMA IGIENISTICO

Dr. H. M. Shelton

                                                             CAPITOLO III

p. 51

                                 

LA SIMBIOSI NORMALE

Sin da quando CHARLES DARWIN ha formulato la sua teoria della lotta per l’ esistenza, abbiamo sempre condiviso quanto da lui affermato nell’opera L’ ORIGINE DELLA SPECIE:DALLA LOTTA PER L’ ESISTENZA E DALLA CAPACITA’ DI SOPRAVVIVENZA ALLE CONDIZIONI SFAVOREVOLI, SI SELEZIONANO INDIVIDUI CON LE MIGLIORI PROBABILITA’ DI SOPRAVVIVENZA”. Il PROGRESSO è concepito come una SCALA SANGUINOSA o un SENTIERO PIENO DI CADAVERI, che risuona delle urla di battaglia di una CARNEFICINA.

Questo credere nel cannibalismo universale, nel “MANGIA O SEI MANGIATO”, e questa “FILOSOFIA DELLA TIGRE”, sono così reali da far tirare fuori le zanne e gli artigli, per invadere il mondo moderno. Sia gli AMERICANI che gli EUROPEI sono caduti nell’INCANTESIMO delle TEORIE DI DARWIN: LA VITA è stata immaginata come uno “SPETTACOLO DI GLADIATORI” e siamo arrivati a pensare, con DARWIN, che i vari organi del corpo umano sono dei normali parassiti nel sistema organico. Nella cosiddetta “letteratura biologica” troviamo continuamente dei riferimenti alla “LOTTA PER L’ ESISTENZA”, intrapresa dai vari organi che formano un organismo vivente. DARWIN dichiarò che “ogni struttura cellulare epiteliale e muscolare conduce una sorta di esistenza parassita in relazione al resto del corpo”.

DARWIN riteneva che la VITA fosse una “LOTTA PER L’ ESISTENZA” e che tutti i modi di vita fossero ugualmente buoni. Secondo DARWIN l’ assassinio, il brigantaggio, il parassitismo e tutte le forme di sfruttamento di un organismo da parte di un altro, come qualsiasi altro modo di vivere erano “buoni”. Osò perfino fare riferimento ad un parassita che, in seguito al suo adattamento alla vita parassitaria, aveva perso la testa, gli occhi, le zampe e l’ apparato digerente, ma che si era avvantaggiato nella “lotta per l’ esistenza” proprio grazie a questa riduzione della sua integrità.

Basandosi sull’opportunismo più assoluto, DARWIN riuscì a DISTRUGGERE TUTTI I VALORI e a SMINUIRE LA BIOLOGIA. CORRUPPE IL PENSIERO MODERNO FINO ALLA FINE. I capitalisti, gli economisti e gli imperialisti di tutto il mondo si impadronirono rapidamente della sua “SELEZIONE-CASTIGO” (ZUCHTWAHL), come i tedeschi chiamavano la sua selezione, poiché anche “la scienza” autorizzava il sistema competitivo con tutti i mali che ne seguivano; la “scienza” consacrava la guerra che, eliminando le “discordie” fra le nazioni, era più produttiva di progresso della pace.

L’ EVOLUZIONE DARWINIANA ci ha insegnato che la Natura si preoccupa solo del benessere di ogni specie e ha trascurato L’ EVENTO BIO-SOCIALE FONDAMENTALE, secondo il quale nessuna specie può esistere da sola.

Non credo che siamo obbligati a continuare per sempre ad interpretare la Natura in termini di caos e ragionamento illogico. Esiste un aspetto migliore della Natura, quello osservato da EMERSON, SAMUEL BUTLER, PRINCE KROPOTKIN, MATERLINK, e altri. Perfino WALLACE si rifiutò di credere, come DARWIN, che la Natura è completamente crudele.

Probabilmente, L’ UOMO CHE HA FATTO PIU’ DI QUALSIASI ALTRO PER ELIMINARE LA MACCHIA DARWINIANA DALLA FACCIA DELLA TERRA è HERMANN REINHEIMER, biologo inglese che, nei suoi numerosi lavori sulla simbiosi, ha dimostrato che la “TRAMA DELLA VITA” è una REALTA’ e non una semplice espressione del linguaggio. Questo capitolo e quelli che seguono, in questo e in altri volumi della stessa serie, che trattano della simbiosi, si basano sui suoi splendidi lavori.

REINHEIMER dice: “Io considero tutti gli organismi viventi come un tipo di società dove le varie specie di piante ed animali rappresentano gli individui da cui è formata questa società”. Da questo punto di vista, la pianta e l’ animale sono legati indissolubilmente da legami bio-economici, bio-sociali e bio-morali e formano un insieme ben definito. LETTERALMENTE il termine SIMBIOSI significa “VIVERE INSIEME” e, inteso in un significato più ampio, può essere usato per tutti gli esseri viventi, in quanto essi vivono insieme ed hanno rapporti di interdipendenza, necessari per la continuità della vita. Lo stesso tipo di interdipendenza esiste anche fra gli organi di un intero organismo. LA DIVISIONE DEI COMPITI e L’ INTERDIPENDENZA, pertanto, sono principi naturali validi sia per gli ORGANI che per le SPECIE.

La SIMBIOSI rappresenta una combinazione di fattori biologici e sociologici che REINHEIMER ha giustamente descritto come UN’ UNIONE SOCIO-FISIOLOGICA. In questo modo HA SUPERATO I CONFINI LIMITATI DELLA MORFOLOGIA (la forma) ed è entrato nel problema reale, “quello di UNA RELAZIONE ECONOMICA E FISIOLOGICA che implica l’ adattamento reciproco degli organismi attraverso il SERVIZIO, piuttosto che attraverso il FURTO e l’ ASSASSINIO.”

Tutti gli organismi devono mangiare per vivere e questo implica dei rapporti reciproci tra essi. Il PRINCIPIO DARWINIANO della “EVOLUZIONE ATTRAVERSO LA DISTRUZIONE”, o della “EVOLUZIONE ATTRAVERSO IL CAOS” mostra una importante “LOTTA PER L’ESISTENZA in cui i forti e i potenti sopravvivono, i deboli soccombono. Gli animali hanno solo bisogno di mangiare, se non vengono mangiati.

REINHEIMER dice: “IL GENIO DELLA VITA ORGANICA doveva risolvere il problema della associazione e dell’adattamento reciproco delle specie viventi. Le necessità di “UN INDUSTRIA VIVENTE”, delicata e complessa, sono molte, ed è futile immaginare che esse non implichino, allo stesso modo, altre necessità altrettanto delicate in campo fisiologico e sociologico, così come determinati tipi di cibo, o precisi rapporti di “lavoro” o di sopportazione reciproca”.

LA SIMBIOSI è un’ associazione tra individui diversi, ma ben adattati, e rappresenta IL METODO IDEALE per risolvere i problemi dell’esistenza, in quanto determina il miglioramento generale delle condizioni di vita. I rapporti di simbiosi esistenti tra diversi organismi vengono denominati, SIMBIOSI NORMALE. Con la denominazione SIMBIOSI INTERNA, invece, si indicano i rapporti simbiotici degli organi nell’organismo.

Il nesso simbiotico tra la PIANTA E I BATTERI è uno degli eventi più interessanti in tutto il regno della biologia. I batteri della terra crescono sui prodotti di scarto delle piante più forti, a cui sono utili. Il numero di piante che vivono in simbiosi attiva con i batteri e i funghi è molto numeroso. Se non fosse per il rifornimento di prodotti azotati, la vita sarebbe impossibile. I batteri e i funghi occupano una posizione preminente nella organicazione dell’azoto atmosferico. SENZA I BATTERI nel mare e sulla terra, il mondo diventerebbe rapidamente un posto inospitale sia per le piante che per gli animali. La pianta più forte sostituisce parte della sua eccedenza di carboidrati con l’ azoto, ed è stato scoperto che condizione indispensabile alla organicazione dell’azoto è il rifornimento continuo di carboidrati da parte delle piante verdi.

Attualmente sappiamo che la SIMBIOSI INFRACELLULARE è un fenomeno molto diffuso. E’ stato scoperto che molti animali, specialmente insetti e alcuni vermi, ospitano regolarmente nel loro corpo dei micro-organismi (batteri e funghi) che si localizzano in cellule speciali, chiamate MICETOCITI, le quali formano un altro tessuto dell’animale.

Alcune volte, assumono la forma di organi speciali con una struttura caratteristica. Queste associazioni hanno ricevuto il nome di PIANTE-ANIMALI. Molti infusori, polipi, coralli e vermi si associano ad alghe unicellulari gialle o verdi, e molto spesso non possono sopravvivere senza di loro. Sappiamo che, in molti casi la reciprocità del servizio assume importanza fra due organismi.

Un buon esempio della SIMBIOSI INFRA-CELLULARE è quelle della SPUGNA e dell’ALGA. I rami dell’alga si protendono lungo i canali della spugna: l’ alga rifornisce la spugna di ossigeno prodotto attraverso la fotosintesi, e utilizza il diossido di carbonio prodotto dalla spugna per produrre sostanze organiche indispensabili alla spugna stessa.

Le piante e gli animali si complementano mutuamente e si rendono molti servizi reciproci, in modo da assicurarsi SALUBRITA’ E INTEGRITA’ ADEGUATA. Le PIANTE non sono solo degli AGENTI BIO-CHIMICI, ma anche AGENTI BIO-SOCIALI, e lo stesso vale per gli ORGANISMI ANIMALI.

L’ interdipendenza tra la pianta e l’ animale, e il PATTO CONCOMITANTE PRIMORDIALE DI AIUTO RECIPROCO” che riguarda tutti gli organismi, in virtù delle loro costituzioni e del fatto che dipendono uno dall’altro, implicano una serie di “DOVERI” BIOLOGICI non diversi dai “DOVERI” FISIOLOGICI che esistono fra gli organi di un organismo. La PIANTA E L’ ANIMALE sono dei PARTNER UGUALI in una RECIPROCITA’ VITALE. C’ è una divisione del lavoro tra essi. Quando GRANT ALLEN ci dice che:L’ INSETTO ha TRASFORMATO tutta la SUPERFICIE DELLA TERRA IN UN GIARDINO FIORITO SENZA CONFINI, che lo rifornisce, anno dopo anno, di polline o miele e che a sua voltasi rinnova attraverso i frutti che offre per il suo soddisfacimento”, ci vuole dire che da tempi immemorabili, la pianta e l’ animale hanno prodotto dei valori intercambiabili e hanno beneficiato di questo scambio. Questo è il RAPPORTO NORMALE FRA PIANTA E ANIMALE.

La CAPACITA’ DI ADATTAMENTO di una specie animale o vegetale viene misurata dalla CAPACITA’ di ELABORARE LE SOSTANZE SEMPLICI e di ELIMINARE I PRODOTTI DI RIFIUTO. L’ impollinazione incrociata, effettuata dagli animali (soprattutto insetti) è stata ed è un fattore importante nella DIFFUSIONE e nella EVOLUZIONE delle piante. D’ altro canto, esse sono indispensabili per la vita dell’animale, in quanto gli forniscono nutrimento sotto forma di nettare, polline, sali, vitamine, amidi, zuccheri, proteine, nonché l’ossigeno. Ma per produrre queste sostanze esse hanno bisogno del diossido di carbonio, prodotto di rifiuto del metabolismo animale. LO SCAMBIO DI GAS – OSSIGENO e DIOSSIDO DI CARBONIO – fra la PIANTA e l’ANIMALE è quindi molto importante per la vita organica e costituisce realmente uno SCAMBIO NUTRITIVO.

Gli UCCELLI, così come i MAMMIFERI, sono gli “AGRICOLTORI” dei boschi, e questa è una cosa di valore inestimabile per gli alberi, dato che essi sono capaci di produrre molti semi ma non di assicurarne una giusta distribuzione. Così come i FIORI vengono usati per la fecondazione reciproca, i FRUTTI servono per la DISTRIBUZIONE DEI SEMI. Le piante hanno migliorato ed accresciuto la loro produzione in rapporto all’aumento dell’adeguamento dei servizi animali, sui quali contano.

GLI ANIMALI CHE SI NUTRONO DI FRUTTA hanno contribuito a disseminare le piante su tutta la terra: LE PIANTE CHE OFRIVANO I FRUTTI PIU’ APPETITOSI, sono state quelle che hanno ricevuto la migliore disseminazione.

Queste situazioni garantiscono un processo continuo di “stimolazione” reciproca che apporta dei mutui benefici e conduce a maggiore utilità, capacità, efficienza, produzione non solo dei partner del rapporto, ma anche di tutta la vita in generale.

Le piante e gli animali, attraverso il loro PATTO BIO-SOCIALE, hanno reso il mare e la terra più ospitali. Nel mare e sulla terra, LE PIANTE HANNO MOSTRATO IL CAMMINO, dato che GLI ANIMALI DIPENDONO DA LORO PER IL CIBO, così come per i RIFUGI.

Dice REINHEIMER:Questi e altri importanti risultati sono in armonia con il principio sociologico, secondo il quale il lavoro di tutti gli individui, come unità, porta risultati maggiori di quelli che possono essere prodotti dagli stessi individui che lavorano separatamente. E questo vale soprattutto nei casi di cooperazione naturale”.

CHI NON LAVORA NON MANGIA è la legge della vita, e gli animali e le piante che si burlano di questa legge, devono pagare, secondo il noto principio che: “se non riuscirò” a farlo uscire dal BORSELLINO (scambio di servizi), lo tirerò fuori dalla sua PELLE”.

La laboriosità dell’APE, nel raccogliere il nettare e nel portare il polline, è responsabile della raccolta dei fiori del prossimo anno. Se lavora bene questa stagione, mangerà bene nella prossima. Se non lo fa, non ci sarà nessun raccolto. Così, L’ APE si rifornisce del proprio cibo, mentre L’ ANIMALE PREDATORE lo distrugge. Il comportamento dell’ape è produttivo, quello del LADRO e dell’ASSASSINO è distruttivo.

L’ ANIMALE CHE LAVORA SIMBIOTICAMENTE, quando serve la pianta, pensa anche a procurare il cibo per sé stesso. Raramente ci soffermiamo a pensare quanto noi dipendiamo dal lavoro degli INSETTI (nella fecondazione dei fiori) per il nostro rifornimento di frutta e cibo. Loro NON LAVORANO SOLO PER SE’ STESSI, MA PER TUTTA LA VITA.

NESSUN UOMO VIVE PER SE’ STESSO”. Nessuna nazione vive per sé stessa. Sicuramente nessuna specie vivente vive per sé stessa. LE PIANTE E GLI ANIMALI FORMANO UN’ UNITA’ in correlazione e in rapporto reciproco, che agisce insieme armoniosamente.

Il servizio simbiotico reciproco fra gli animali e le loro piante nutritive, migliora ed accresce i loro rifornimenti di cibo.

In questo modo, gran parte dell’organismo è responsabile del suo ambiente. La fauna (gli animali) di un paese dipende soprattutto dalla sua forza (la vegetazione). Dall’altra parte, la vita animale di una zona ha determinato, più di una volta, la sua vegetazione; quelle forme vegetali che venivano servite meglio dagli animali ricevevano i servizi reciproci migliori (la compensazione) e, in questo modo, venivano protette meglio e distribuite maggiormente. E’ evidente, quindi, che la simbiosi è una cooperazione o una relazione biologica essenziale, e che se i partner portano avanti la loro cooperazione “a distanza”, ciò è molto pericoloso. L’ ESSENZA VITALE DELLA SIMBIOSI, è quella in cui i partecipanti si aiutano gli uni con gli altri e non si nascondono, quella in cui esiste “UNA DIFFERENZIAZIONE RECIPROCA E COOPERATIVA”. Non hanno bisogno di essere attaccati fisicamente, possono essere dei partner “liberi”, ma allo stesso tempo possono essere usati mutuamente, in SERVIZIO RECIPROCO DIPENDENTE E COSTANTE, di cui L’ ESEMPIO CLASSICO è L’ APE e il FIORE.

Il sevizio a distanza fra le specie in natura, è simile o identico alla RIPRODUZIONE DELLE SPECIE, in cui i sessi sono separati. In questi casi, gli “elementi” maschili e femminili vengono elaborati, maturano a distanza e vengono uniti da un istinto non diverso da quello che unisce L’ APE e il FIORE.

E’ stato detto che non esiste una cooperazione reale in natura, se un organismo pensa solo al suo benessere. Questo sebbene sia vero, non ha importanza; quello che importa, invece, è che il metodo di collaborazione sia stabilito, sulla terra e che tutto quello che nella vita è desiderabile ed elevato provenga da esso. NON E’ STABILITO CHE GLI ORGANISMI COOPERANO PERCHE’ SI AMANO (anche se questo può essere vero), ma “perché DIPENDONO l’ uno dall’altro; perché HANNO BISOGNO l’ uno dell’altro; perché attraverso la cooperazione possono raggiungere degli scopi elevati e di grande utilità. Per esempio, possono superare meglio le difficoltà di esistenza in luoghi dove la lotta contro gli elementi è particolarmente severa”.

Non importa se la COOPERAZIONE è dettata dalle necessità, se non richiede un’intelligenza elevata o una profonda emozione; quello che importa è che l’ associazione sia “di beneficio ai partecipanti e di aiuto generale ad una VITA MIGLIORE O PIU’ LUNGA”.

NEI LIBRI DI TESTI DI BIOLOGIA, la simbiosi e il parassitismo vengono scambiati per la stessa cosa. Questo è sbagliato e noi dobbiamo assolutamente tracciare una linea di distinzione tra i due concetti. Il PARASSITISMO è l’ ANTITESI DIRETTA DELLA SIMBIOSI; implica uno sfruttamento unilaterale di un organismo da parte di un altro, con il risultato finale dell’impoverimento di entrambi. Il PARASSITISMO è ANORMALE, perfino PATOLOGICO, sebbene la biologia Darwiniana lo ritenesse normale.

Sfortunatamente, nella maggior parte dei casi, la biologia, per giustificare GLI ISTINTI CORROTTI, è stata considerata in modo sbagliato. Essa prende in prestito le sue premesse dai pregiudizi popolari. Passa la maggior parte del tempo ad analizzare i lati spiacevoli della vita anziché quelli che concernono la salute. Ha un’ inclinazione alle interpretazioni patologiche. Praticamente TUTTI I SUOI “ESEMPI” DI EVOLUZIONE SONO CASI DI DEGENERAZIONE.

LA SIMBIOSI SI DISTINGUE DAL PARASSITISMO, come diceva WEISMANN, in quanto mentre in quest’ultimo un organismo viene sfruttato da un altro senza ricevere nessun compenso, nella simbiosi c’ è un rapporto dal quale ogni partner trae vantaggio aiutando, nello stesso tempo, l’ altro partner e rendendogli più facile la vita. NON CI SONO ORGANISMI INDIPENDENTI. Solo la DIPENDENZA ILLEGGITTIMATA porta alla CONTAMINAZIONE. Il parassita che non rispetta i suoi doveri di reciprocità distrugge il suo ospite e, quindi, anche il suo rifornimento di cibo.

Il prof. J. ARTHUR THOMSON dice: “Molti PARASSITI sono ESTETICAMENTE REPELLENTI per la loro forma, colore e movimento ed è interessante il contrasto che c’ è fra il loro stato di attrazione libera e quello di parassita repellente. LA BRUTTEZZA E’ IL MARCHIO DELLA DEGENERAZIONE. E’ come se la NATURA dicesse, questo ASILO è aperto, se vuoi, ma se entri, devi indossare L’ ABITO DEL DISONORE.”

Le COMPENSAZIONI NEGATIVE, che soffre il parassita, non sono uguali alle COMPENSAZIONI POSITIVE degli organismi simbiotici: sono dovute a DUE PRINCIPI differenti: uno PROGRESSIVO ED INTEGRATIVO, l’altro REGRESSIVO E DEGENERATIVO. I PARASSITI hanno perso il loro dominio sulla vita normale, e il loro stadio infantile è l’ unica espressione fedele del loro passato dignitoso. Rappresentano il DISADATTAMENTO e, a causa del loro carattere anormale o patologico, non occupano un posto permanente nella gerarchia o nella vita. Sono IMPLICATI IN UN PROCESSO PATOLOGICO CHE SI PROTRAE, una patologia che riguarda tutte le specie e il cui EFFETTO FINALE è la loro ESTINZIONE.

Nel pensiero Darwiniano il parassitismo rappresenta un adattamento riuscito; ma questo ha poca importanza, dato che l’ asserzione è accompagnata raramente dal criterio del successo. Se la degenerazione crescente è successo, lasciate che i Darwiniani abbiano tutto il successo che desiderano. L’ ADATTAMENTO E LA RIPRODUZIONE conseguenti alla mancanza di integrità’ , che implica il parassitismo, sono dei sostituti poveri.

I BIOLOGI TRASCURANO il fatto, che la RIPRODUZIONE possa agire patologicamente, a spese dello stato di salute futuro, e cioè, che implichi delleCOMPENSAZIONI NEGATIVE”.

Il PARASSITISMO è, indubbiamente, secondo le parole di REINHEIMER una influenza antisociale e maligna, nemica dell’integrazione e in antitesi all’integrità'”. Siamo, quindi, obbligati a cercare l’ opposto – un principio sociale benigno – come salvaguardia della SALUTE e dell’INTEGRITÀ. Sembra quindi, che ci siano DUE MODI DI VITA: UNO che, attraverso la SIMBIOSI, porta alla SALUTE e alla VITA; L’ ALTRO che, attraverso il “BRIGANTAGGIO”, il PARASSITISMO e il CANNIBALISMO porta alla MALATTIA e al DECLINO.

Le CONCLUSIONI qui riportate riguardano la scienza medica, fisiologica, biologica e sociologica.

REINHEIMER raccomanda giustamente che i fattori influenti nel GRANDE DRAMMA MONDIALE DELLA VITA dovrebbero essere osservati da un punto di vista più profondo e discriminato, che implica una SEPARAZIONE DELLE PARTI in questo grande dramma “in FATTORI POSITIVI, ECONOMICI E MORALI da una parte, e OSTACOLI, che costituiscono la parte spiacevole della vita, la FASE ANORMALE dall’altra; distinzione che il Darwinismo non è riuscito a fare. Infatti, con la giusta valutazione di tutti i fattori, si nota che la biologia porta ad un’ idea di un universo ordinato, intelligente e ragionevole, proprio come oggi fanno altre scienze.”

L’ OPPORTUNISMO AMORALE del DARWINISMO, la delusione del fatto che “IL PROFITTO” IMMEDIATO DELL’ ORGANISMO, sebbene sia un grande vantaggio, sia l’ UNICO RAPPORTO CON LA NATURA, sostenuto dalla biologia, ha portato i nostri insegnanti a sostenere che TUTTE LE ABITUDINI DI VITA SONO BUONE, NIENTE INTERESSA LA NOSTRA CONDOTTA DI VITA.

Il prof. J. ARTHUR THOMSON dichiara che TUTTI I MODI DI VITA, dato che sono compensati con la SOPRAVVIVENZA, sono GIUSTIFICATI e SANZIONATI allo STESSO MODO, e sono tutti buoni. MA SE LI GUARDIAMO PIU’ DA VICINO, scopriremo che molte specie sopravvivono male, che il loro “successo” di oggi va a scapito del futuro.

La SEMPLICE RIPRODUZIONE, come PRINCIPIO DEL SUCCESSO EVOLUTIVO, e la “SOPRAVVIVENZA”, formano un modello molto povero di perfezione biologica e fisiologica.

REINHEIMER sottolinea che il DARWINISMO che fa della “SOPRAVVIVENZA” il PRINCIPIO del SUCCESSO e del VALORE BIOLOGICO, rende il passerino di fiume uguale al filosofo. La TENIA diventa superiore al suo ospite umano. Il DARWINISMO esalta il PARASSITISMO, che è L’ ULTIMO STADIO DELLA DEGENERAZIONE, di cui L’ INSETTIVORISMO è la manifestazione iniziale e il CARNIVORISMO quella intermedia. Il biologo, avendo eliminato in questo modo il BENE e il MALE dalla NATURA, ci dice, che non ci sono CRIMINI nella natura, che la NATURA è AMORALE.

Se il biologo pensa che può trarre qualche vantaggio dai CRIMINI delle piante e degli animali, crede di aver scoperto come giustificarsi e allo stesso tempo si è giustificato, classificando la cosa come “anormale”. Tuttavia, se le abitudini maligne di un carnivoro lo portano ad uccidere e a divorare il frutto, essi ammettono di aver fallito nella loro interpretazione di questa condotta, in quanto dicono: “il significato biologico di tale comportamento ci sfugge”. Secondo l’ autore, il significato patologico di tale comportamento è abbastanza evidente.

EMERSON pensa che il legame fra la Natura e la virtù faccia assumere a tutte le cose una posizione opposta al vizio e che le leggi della natura riescono a vincere le anormalità.

Questo lo possiamo notare nel caso del parassita.

Invece di considerare la Natura come una CARNEFICINA, dovremmo capire che non abbiamo avuto fiducia nelle sue INFINITE VIRTU’.

Il CARNIVORISMO, il PARASSITISMO e il CANNIBALISMO, sono fatti, dice il sig. REINHEIMER, ma ciononostante, appartengono al LATO PATOLOGICO e SPIACEVOLE della NATURA, l’ OPPOSTO della sua LEGGE GENERALE.

Quel comportamento che intensifica i rapporti della vita degli animali e delle piante è buono, pieno di valore e BIO-MORALE. Quello che invece, sminuisce i meriti di questi rapporti non è buono, è privo di valori ed è BIO-IMMORALE. Questo equivale a dire che UNA DELLE PRIME NECESSITA’ DEGLI ESSERI VIVENTI è di OBBEDIRE ALLA LEGGE DI COOPERAZIONE, DI SIMBIOSI e di servire a seconda dei valori; che la cooperazione ripaga, mentre la COMPETIZIONE ROVINOSA e il BRIGANTAGGIO portano sicuramente al FALLIMENTO e alla ROVINA.

Siccome la Natura non ha degli scompartimenti per l’ onore, la bellezza, l’ integrità, la moralità, e se, come sostiene RUSKIN, le linee della bellezza e dell’onore sono normalmente limitate, non c’ è virtù simbiotica. Dobbiamo essere d’ accordo con REINHEIMER quando dice che NELLA SIMBIOSI devono essere ricercati GLI INIZI DELL’ INTEGRITA’ COMPLETA.” La simbiosi normale, con la sua libertà ordinata, le sue attività ben controllate, le sue reciprocità e le sue compensazioni, le sue numerose ricompense benefiche, le sue stimolazioni regolate, le sue abitudini laboriose, le sue disposizioni di pace ed i suoi momenti di giustizia biologica, rappresenta IL RAPPORTO LEGITTIMATO, DOMINANTE E NORMALE NEL MONDO DELLA VITA e ci offre un sistema in cui niente andrà bene, a meno che non sia responsabile del VANTAGGIO BIO-SOCIALE.

 

In linea con le idee di Ermann Reinheimer scritte in questo articolo sulla SIMBIOSI.

Nel suo articolo LA BUFALA LAICISTA DELLA TERRA PIATTA, Emilio Biagini scrive:

 

E veramente senza ritegno è il parallelo tra le critiche all’evoluzionismo contenute negli atti del convegno di De Mattei (2009) e chi sostenesse che la TERRA è “PIATTA”, azzardato sull’ineffabile Repubblica, da un biologo dell’università di Lecce, Ferdinando Boero.

Ovviamente il Boero è troppo in alto per riuscire a vedere le falle scientifiche e le motivazioni inconfessabili della FRODE EVOLUZIONISTICA DARWINIANA che sostenendo l’IDEA (NON PROVATA) della “SELEZIONE NATURALE” puntella le più sfacciate, invereconde e razzistiche dominazioni dei PADRONI MONDIALISTI DELLA TERRA quelli che, fra l’altro, ci stanno massacrando con la presente crisi.

Ma certo, il SUPER-BANCHIERE che sposta miliardi con un batter di ciglia, forte della sua appartenenza a qualcuno dei sinedri mondiali che decidono chi dovrà ingrassare e chi dovrà soffrire la fame, come il Council of Foreign Relations statunitense, il Gruppo Bilderberg, la Trilaterale, la B’nai B’rith (una LOGGIA MASSONICA composta esclusivamente da EBREI, dalla quale emanò la BANCA LEHMAN, quella che tanto si attivò per promuovere la PEDERASTIA IN ASIA: e perché lo hanno fatto? domandatelo a loro), il SUPER-BANCHIERE, dicevamo, è un essere superiore, benedetto dalla “SELEZIONE NATURALE”. Che colpa può avere se gli altri, meno favoriti dalla mitica “selezione naturale”, sono così facili da abbindolare? Bisogna comprenderlo, il Boero. È come un astronauta che, dallo spazio, non può naturalmente vedere le formiche.

CHI, come il SOTTOSCRITTO e migliaia di altri, si muove modestamente più terra terra, vede invece benissimo le FALLE nelle TEORIE PIU’ STROMBAZZATE, e vede pure le formiche, le PERSECUZIONI LAICISTE e cosa sta dietro alle dichiarazioni di fuoco fatte per compiacere i padroni del vapore mondialista e materialista e tappare la bocca a chi cerca di districarsi nella RAGNATELA DI MENZOGNE che i paludati “SCIENZIATI” ammanniscono dalle MAL ACQUISTATE CATTEDRE agli INDIFESI STUDENTI.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

DE MATTEI R. (cur.) (2009) Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi, Siena, Cantagalli

DRAPER J.W. (1910) History of the conflict between religion and science, London, Kegan Paul, Trench, Trübner & Co., 21st ed. (pubbl. la prima volta 1874)

PENNETTA E. (2011) Inchiesta sul darwinismo. Come si costruisce una teoria. Scienza e potere dall’imperialismo britannico alle politiche ONU, Siena, Cantagalli

RUSSELL Jeffrey Barton. (1997) Inventing the flat Earth, New York, Praeger, 2nd ed. (pubbl. la prima volta 1991)

TUTTE LE FORME DI VITA DISCENDONO DA UN ANTENATO COMUNE?

DARWINpensava che tutte le forme di vita discendessero da un ANTENATO COMUNE. Immaginava la storia della vita sulla terra come un albero gigantesco. Altri studiosi, in seguito, ipotizzarono che il tronco alla base di questo “albero della vita” rappresentasse le prime cellule semplici. Dipartendosi dal tronco, nuove specie avrebbero dato origine a rami principali che poi si sarebbero divisi in rami secondari, o famiglie di piante e animali, quindi in ramoscelli via via più piccoli, ovvero tutte le specie esistenti oggi all’interno di tali famiglie.

 

Ma è andata veramente così?

 

Nel 1999 il biologo MALCOLM GORDON  ha scritto: “Sembra che le forme di vita abbiano avuto molte origini, che l’albero universale della vita non abbia un solo ceppo”.

GORDON  continua: “A quanto pare la versione tradizionale della teoria dell’antenato comune non si applica ai regni come li conosciamo oggi. Probabilmente non si applica a molti phylum, se non a nessuno, e forse nemmeno a molte classi all’interno dei phylum”.

 

Anche  RICERCHE  PIU’ RECENTI CONTRADDICONO la TEORIA DARWINIANA dell’ANTENATO COMUNE.

 

Ad esempio:

un articolo comparso su New Scientist nel 2009  cita queste parole del biologo evoluzionista ERIC BAPTESTE: “Non c’e` alcuna evidenza che l’albero della vita sia una realtà”

 

Nello stesso articolo è citato anche un altro biologo evoluzionista,  MICHAEL ROSE, che ha detto: “L’albero della vita sta per essere gentilmente seppellito, lo sappiamo tutti. Ciò che è più difficile ammettere è che la nostra concezione stessa della biologia deve cambiare”.

Invece di trovare una gradualità nello sviluppo della vita”, dice il paleontologo evoluzionista DAVID RAUP,“ciò che i geologi del tempo di Darwin e quelli odierni hanno trovato e trovano è una documentazione alquanto disomogenea e discontinua; in altre parole, nella sequenza LE SPECIE COMPAIONO ALL’IMPROVVISO,finché sono presenti nella documentazione non mostrano che piccoli cambiamenti o nessuno, e poi SCOMPAIONO IMPROVVISAMENTE”.

In realtà, la stragrande maggioranza dei fossili rivela stabilità tra i vari tipi di creature nel corso di lunghi periodi di tempo. NON CI SONO EVIDENZE di una LORO EVOLUZIONE  da un tipo all’altro.

 

SPECIFICI PIANI DI ORGANIZZAZIONE ANATOMICA COMPAIONO BRUSCAMENTE.

Anche NUOVE CARATTERISRTICHE COMPAIONO BRUSCAMENTE.

 

Per esempio, i PIPISTRELLI, dotati di sonar e sistemi di eco-locazione, COMPAIONO SENZA essere riconducibili a un  ANTENATO PRIMITIVO.

 

In effetti, oltre metà delle principali categorie di animali sembra essere comparsa nel corso di un periodo relativamente breve. Nella documentazione fossile MOLTE FORME DI VITA NUOVEe diverse fra loro APPAIONO TALMENTE all’IMPROVVISO che i paleontologi parlano di “ESPLOSIONE CAMBRIANA”.

A quando risale il CAMBRIANO?

505-540 MAF(milioni di anni fa)

 

Ponendo che le stime dei ricercatori siano accurate, potremmo immaginare laSTORIA DELLA TERRA come una LINEA che si estende per tutta la LUNGHEZZA di un CAMPO DI CALCIO .

ADOTTANDO QUESTA SCALA, dovreste camminare per circa SETTE OTTAVI del CAMPO PRIMA di ARRIVARE al PERIODO che i paleontologi chiamano CAMBRIANO.

Le principali CATEGORIE di ANIMALI fanno la LORO COMPARSA nella DOCUMENTAZIONE FOSSILE DURANTE un BREVE TRATTO di QUEL PERIODO.

 

QUANTO BREVE?

 

Mentre percorrete il campo, TUTTE QUESTE VARIETA’ COMPAIONO BRUSCAMENTE nello SPAZIO di NEANCHE UN PASSO!

LaCOMPARSA relativamenteIMPROVVISAdi queste diverseFORME di VITA sta inducendo alcuni RICERCATORI EVOLUZIONISTI a METTERE in DUBBIO la versione tradizionale della TEORIA di DARWIN.

 

Per esempio, in un’intervista rilasciata nel 2008, il biologo evoluzionista  STUART NEWMAN  ha parlato della necessità di una NUOVA TEORIA dell’EVOLUZIONE in grado di spiegare l’IMPROVVISA COMPARSA di NUOVE FORME DI VITA. Ha detto: “Ritengo che il meccanismo darwiniano usato per spiegare tutti i cambiamenti evolutivi finirà per essere considerato solo uno dei vari meccanismi evolutivi, e forse nemmeno il più importante per comprendere la macroevoluzione, ovvero l’evoluzione che porta a cambiamenti significativi nelle caratteristiche anatomiche”.

 

Ma che dire dei FOSSILI  presentati come prove per dimostrare che i PESCI si sarebbero TRASFORMATI IN ANFIBI e i RETTILI IN MAMMIFERI?

 

Da un’analisi più attenta emergono diversi problemi.

 

IN PRIMO LUOGO, i LIBRI DI TESTO a volte danno un’IDEA FALSATA delle DIMENSIONI relative degli ANIMALI posti nella TRANSIZIONE RETTILE-MAMMIFERO. Anziché essere tutti di taglia simile, ALCUNI di questi animali sono ENORMI, ALTRI PICCOLI.

 

UN SECONDO PROBLEMA, ancora più serio, e la  MANCANZA di PROVE che QUESTI ANIMALI SIANO  in qualche modo IMPARENTATI.A detta dei ricercatori, spesso TRA ESEMPLARI POSTI IN QUESTA SERIE INTERCORRONO MILIONI DI ANNI.

 

In merito ai PERIODI di TEMPO che SEPARANO molti di questiFOSSILI,lo zoologo HENRY GEE  afferma: “Gli intervalli di tempo che separano tra loro i fossili sono così ENORMI che noi NON POSSIAMO DIRE NULLA DI CERTOsulla loro possibile connessione in una linea diretta di ANTENATI e DISCENDENTI”.

 

Commentando i fossili di PESCI E ANFIBI,  il biologo MALCOLM GORDON  dichiara che rappresentano solo “un campione ristretto . . . e probabilmente poco rappresentativo della biodiversità esistente all’epoca in questi gruppi”.

E AGGIUNGE: “Non c’è modo di sapere se e fino a che punto quei particolari organismi ebbero un ruolo negli sviluppi successivi, né come fossero imparentati tra loro”.

 

Un ARTICOLO pubblicato su NATIONAL GEOGRAPHIC nel 2004 paragonava la DOCUMENTAZIONE FOSSILE a “un FILM sull’EVOLUZIONE da cui siano stati TAGLIATI 999 FOTOGRAMMI SU 1000”.

Considerate ciò che questo paragone implica.

 

SUPPONETE di trovare 100 FOTOGRAMMI di un FILM che IN ORIGINE NE AVEVA 100.000.

 

COME FARESTE a DETERMINARE la TRAMA?

Potreste avere già una vostra idea al riguardo, ma che dire se solo 5 dei 100 FOTOGRAMMI potessero essere DISPOSTI in MODO da SOSTRENERLA, MENTRE GLI ALTRI 95 raccontassero TUTTA UN’ALTRA STORIA?

Sarebbe ragionevole sostenere che la vostra idea del film sia giusta per via di queiCINQUE FOTOGRAMMI?

 

E’ possibile che abbiate disposto i cinque fotogrammi in un certo modo solo per assecondare la vostra teoria?

 

NON SAREBBE PIU’ RAGIONEVOLE TENER CONTO DEGLI ALTRI 95 FOTOGRAMMI?

Prendere una serie di fossili e sostenere che rappresentano una linea evolutiva non è un’ipotesi scientifica sostenibile, bensì un’affermazione che ha lo stesso valore di una FAVOLA DELLA BUONA NOTTE:divertente, forse anche istruttiva, ma NON SCIENTIFICA”(Tempo profondo. Antenati, fossili, pietre, di Henry Gee, p. 115)

 

Che relazione c’è tra questo esempio e il modo in cui gliEVOLUZIONISTI interpretano la DOCUMENTAZIONE FOSSILE?

 

Per anni i ricercatori non hanno ammesso che la stragrande maggioranza dei fossili (i 95 FOTOGRAMMI)  mostra che le specie cambiano pochissimo nel corso del tempo.

PERCHE’ QUESTO ELEMENTO IMPORTANTE E’ STATO TACIUTO?

 

Lo scrittore RICHARD MORRIS  dice: “A quanto pare i PALEONTOLOGIavevano ADOTTATO l’IDEA TRADIZIONALE dei CAMBIAMENTI EVOLUTIVI GRADUALI e vi si erano ATTRIBUTI anche DOPO aver SCOPERTO PROVE del CONTRARIO.Avevano cercato di interpretare i reperti fossili basandosi su idee evoluzionistiche accettate”.

 

Che dire degli EVOLUZIONISTI ODIERNI?

E possibile che continuino a disporre i fossili in una determinata sequenza, non perché questa sia suffragata dalla maggioranza delle evidenze fossili e genetiche, ma perché concorda con idee evoluzionistiche accettate?

 

 

La PRIMA FORMA di VITA sulla TERRA NON ERA “SEMPLICE”.

 

Le PROBABILITA’ che anche solo i COMPONENTI di una CELLULA siano VENUTI all’ESISTENZA DA SOLI sono INCOMMENSURABILMENTE BASSE.

`

Il DNA, cioè il “software” o codice che gestisce la cellula, è INCREDIBILMENTE COMPLESSO e dà prova di un INGEGNO che sorpassa di gran lunga qualsiasi software o sistema di memorizzazione prodotto dall’uomo.

 

Le RICERCHE in CAMPO GENETICO indicano che la VITA NON HA AVUTO ORIGINE DA UN UNICO ANTENATO COMUNE.

 

Inoltre, NELLA DOCUMENTAZIONE FOSSILE le PRINCIPALI CATEGORIE di ANIMALI COMPAIONO all’IMPROVVISO.

 

DATI DI FATTO E  DOMANDE

̨Dato di fatto: Due concetti fondamentali dell’evoluzione, ovvero che le forme di vita abbiano un’origine comune e che nuove caratteristiche anatomiche compaiano in seguito al lento accumularsi di piccoli cambiamenti, sono messi in discussione da ricercatori che non sostengono il resoconto biblico della creazione.

 

Domanda:  Dal momento che questi due pilastri della teoria darwiniana sono oggetto di controversia, si può onestamente considerare questa versione dell’evoluzione un fatto scientifico?

 

Dato di fatto: In tutti gli organismi viventi il DNA, il “software” o codice che controlla in larga misura forma e funzioni cellulari, è strutturato in maniera simile.

Domanda:  E` possibile che queste somiglianze esistano non perché tutti gli organismi abbiano un antenato comune ma perché hanno lo stesso Progettista? La Natura? O, per chi ci crede, Dio?

 

 

Che dire dell’EVOLUZIONE dell’UOMO?

 

 

Facendo una RICERCA sull’argomento dell’EVOLUZIONE dell’UOMO, in molti testi ed enciclopedie noterete una serie di disegni in cui da una creatura scimmiesca ricurva si passa a creature dalla posizione progressivamente più eretta e dal cranio sempre più grande, fino ad arrivare all’uomo moderno. Queste rappresentazioni, oltre alle notizie sensazionalistiche sulla scoperta di cosiddetti ANELLI MANCANTI, danno l’impressione che ci siano abbondanti prove a sostegno della tesi secondo cui l’uomo si sarebbe evoluto da creature scimmiesche. Tali asserzioni si basano su prove concrete? Considerate il punto di vista di ricercatori evoluzionisti sui seguenti argomenti.

 

 

COSA DIMOSTRA VERAMENTE LA DOCUMENTAZIONE FOSSILE?

̨ All’inizio del XX secolo, i fossili usati per sostenere la teoria secondo cui uomo e scimmia si sarebbero evoluti da un antenato comune potevano stare tutti su un tavolo da biliardo. Nel corso del tempo il loro numero è aumentato, e adesso si ritiene che potrebbero riempire un vagone merci. Tuttavia, la stragrande maggioranza di questi fossili consiste in nient’altro che singole ossa o denti. I CRANI COMPLETI, per non parlare degli SCHELETRI COMPLETI, SONO RARI.

 

L’aumento dei fossili attribuiti all’“albero genealogico”umano ha messo d’accordo gli evoluzionisti su quando e come l’uomo si sarebbe evoluto da creature scimmiesche?

 

NO, tutt’altro.

Parlando del criterio con cui questi fossili dovrebbero essere classificati,ROBIN DERRICOURTdell’Università del Nuovo Galles del Sud, in Australia, nel 2009ha scritto: “Forse l’unica cosa su cui siamo d’accordo è che non siamo d’accordo”.

 

Nel 2007il periodico scientifico NATURE  ha pubblicato un articolo redatto dagli scopritori di un altro dei presunti ANELLI MANCANTI nell’albero evolutivo. Stando all’articolo non si sa nulla su quando e come la linea evolutiva umana si sia distinta da quella delle scimmie.

 

GYULA GYENIS, ricercatore presso il Dipartimento di Antropologia Biolo- gica dell’Università Eotvos Lorand, in Ungheria, ha scritto nel 2002: “La classificazione e la collocazione evolutiva dei fossili di ominidi sono oggetto di costante dibattito”. Questo scienziato sostiene inoltre che la DOCUMENTAZIONE FOSSILE raccolta finora NON CI PERMETTE affatto di STABILIRE CON PRECISIONEquando, dove o come l’uomo si sia evoluto da creature scimmiesche.

 

SONO DAVVERO “ANELLI MANCANTI”?

̨ Spesso i mass media danno grande rilievo alle notizie secondo cui sarebbe stato scoperto un altro “anello mancante”. Per esempio, nel 2009 la scoperta di un FOSSILE, che è stato soprannominato IDA,  è stata accompagnata da quella che un giornale ha definito “una pubblicità degna di una ROCKSTAR”.

Ad esempio, il quotidiano britannico THE GUARDIANtitolava: “IDA:  lo straordinario reperto è un “ANELLO MANCANTE”nell’evoluzione dell’uomo”. Ma solo POCHI GIORNI DOPOil periodico scientifico britannico NEW SCIENTIST affermava: “IDA  NON E’ UN ANELLO MANCANTE nell’EVOLUZIONE dell’UOMO.

 

Come mai ogni scoperta di un fossile considerato un nuovo “anello mancante” riceve vasta risonanza mediatica mentre la sua eliminazione dall’“albero genealogico” passa quasi sotto silenzio?

ROBIN DERRICOURT,  menzionato in precedenza, dice in merito a chi fa queste scoperte: “Il responsabile di un’equipe di ricercatori potrebbe ingigantire l’eccezionalità di una ‘scoperta’ per attirare  FINANZIAMENTI  anche da fonti diverse da quelle accademiche, e questo viene senz’altro incoraggiato dai MEDIA a CACCIA DI SCOOP”.

 

CHE DIRE DI COME VENGONO RAFFIGURATI GLI UOMINI-SCIMMIA? ̨ Nei libri di testo e nei musei i cosiddetti antenati dell’uomo sono spesso rappresentati con colore della pelle, villosità e lineamenti caratteristici. In genere queste riproduzioni presentano gli “antenati” più remoti con tratti scimmieschi e quelli ritenuti più vicini all’uomo con colore della pelle, villosità e lineamenti più umani.

Gli scienziati possono ricostruire in modo attendibile questi tratti basandosi sui fossili rinvenuti?

NO.

Nel 2003CARL STEPHAN,esperto di medicina legale presso il Dipartimento di Scienze Anatomiche dell’Università di Adelaide, in Australia, ha scritto: “I volti dei primi antenati umani non possono essere oggettivamente ricostruiti o verificati”. E HA AGGIUNTO che i tentativi di farlo partendo dalle moderne scimmie antropomorfe “con tutta probabilità sono fortemente condizionati da idee preconcette, grossolanamente inaccurati e inattendibili. LA SUA CONCLUSIONE: E’ possibile che qualsiasi ‘RICOSTRUZIONE” del VOLTO dei PROIIMI OMINIDI sia FUORVIANTE”.

 

L’INTELLIGENZA DIPENDE DALLE DIMENSIONI DEL CERVELLO? ̨

Le dimensioni del cervello sono uno dei principali criteri in base ai quali gli evoluzionisti determinano il grado di parentela tra un presunto antenato dell’uomo e l’uomo stesso.

Le DIMENSIONE del CERVELLO sono un INDICATORE AFFIDABILE dell’INTELLIGENZA?

NO.

Un’equipe di ricercatori che si è basata sulle dimensioni del cervello di varie creature estinte per congetturare quali fossero più strettamente imparentate con l’uomo ha ammesso di “avere spesso la sensazione di muoversi su un terreno insidioso”.

Perché?

Considerate l’affermazione riportata nel 2008  sul periodico SCIENTIFIC AMERICAN MIND: “Gli scienziati non sono riusciti a trovare una correlazione tra le dimensioni assolute o relative del cervello e l’intelligenza, ne ́ negli esseri umani né ́in altre specie animali. Non hanno neppure potuto stabilire un parallelo tra l’intelligenza e le dimensioni o l’esistenza di specifiche regioni del cervello, a eccezione forse dell’AREA DI BROCA, che nell’UOMO presiede al LINGUAGGIO”.

 

PERCHE’ gli SCIENZIATI dispongono i FOSSILI nella sequenza che dalla SCIMMIA porta all’UOMOin base alle DIMENSIONI del CERVELLO, quando é risaputo che queste  NON sono un INDICATORE AFFIDABILE  dell’INTELLIGENZA?

 

Stanno forzando le prove per adattarle alla loro teoria?

E perché i ricercatori discutono costantemente su quali fossili includere nell’“albero genealogico” dell’uomo?

 

Non è possibile che quei FOSSILI siano semplicemente quello che sembrano, cioè FORME ESTINTE DI SCIMMIE?

 

Ma che dire dei resti fossili del cosiddetto UOMO di NEANDERTHAL,  spesso presentato come prova del fatto che è esistito UN TIPO DI UOMO-SCIMMIA?

 

I RICERCATORI stanno CAMBIANDO OPINIONE al riguardo.

Nel 2009 MILFORD WOLPOFFha scritto sull’AMERICAN JOURNAL OF PHYSICAL ANTHROPOLOGY  che “l’UOMO di NEANDERTHAL  potrebbe essere stato una RAZZA UMANA VERA E PROPRIA”.

 

Un osservatore onesto non ha difficoltà a riconoscere che EGO, SOLDI eBISOGNO DI ATTENZIONE MEDIATICA INFLUISCONO sul MODO  in cui vengono PRESENTATE le “PROVE” dell’EVOLUZIONE dell’UOMO.

 

 

̨Le FIGURE  che mostrano l’EVOLUZIONE dalla SCIMMIA all’UOMO, SI BASANO  su preconcetti e supposizioni di ricercatori e artisti,  NON SU FATTI CONCRETI.

 

̨La maggior parte di QUESTE RAFFIGURAZIONI  si basa su CRANI INCOMPLETI e SINGOLI DENTI.

I CRANI COMPLETI, per non parlare degli SCHELETRI COMPLETI, SONO RARI.

̨

I RICERCATORI NON si trovano d’ACCORDO sui CRITERI con cui CLASSIFICARE i FOSSILI di queste creature.

 

Gli ARTISTI NON POSSONO RICOSTRUIRE  in modo affidabile i lineamenti, il colore della pelle e la villosità di queste CREATURE ESTINTE.

 

OGNI CREATURA è DISPOSTA nella SEQUENZA che PORTA all’UOMO MODERNO in una POSIZIONE che DIPENDE in gran parte dalle DIMENSIONI della SCATOLA CRANICA.

 

Questo MALGRADO SIA DIMOSTRATO che le DIMENSIONI del CERVELLO NON SONO INDICATORE AFFIDABILE dell’INTELLIGENZA.

 

BIBLIOGRAFIA

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3. Le Scienze, agosto 2007, p. 82.

4. Ibid., pp. 81-83.

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2. ESISTONO FORME DI VITA VERAMENTE SEMPLICI?

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  1. Ibid. 9. Encyclopædia Britannica, CD 2003, “Cell”, “The Mitochondrion and the Chloroplast”, sottotitolo “The Endo- symbiont Hypothesis”.

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10. How Life Began—Evolution’s Three Geneses, cit., p. 32.

11. Biologia molecolare della cellula, cit., p. 726.

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  1. Ibid., pp. 126-127.

 

A CHE VELOCITA’ PUO’ RIPRODURSI UNA CELLULA?

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3. DA DOVE VENGONO LE ISTRUZIONI?

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22. Genoma: L’autobiografia di una spe- cie in ventitre ́ capitoli, di Matt Ridley, trad. di P. Messeri, Instar Libri, Torino, 2002, pp. 7-8.

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24. Biologia molecolare della cellula, cit., p. 300.

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27. Associated Press Newswires, “Fa- mous Atheist Now Believes in God”, di Richard N. Ostling, 9 dicembre 2004.

 

UNA MOLECOLA CHE SI PUO’ LEGGERE E COPIARE

28.Intelligent Life in the Universe, Second Edition, di Peter Ulmschneider, 2006, p. 125.

 

4. TUTTE LE FOPRME DI VITA DISCENDONO DA UN ANTENATO COMUNE?

29. Biology and Philosophy, “The Concept of Monophyly: A Speculative Essay”, di Malcolm S. Gordon, 1999, p. 335.

30. New Scientist, “Uprooting Darwin’s Tree”, di Graham Lawton, 24 gennaio 2009, p. 34.

31. Ibid., pp. 37, 39.

32. Field Museum of Natural History Bulletin, “Conflicts Between Darwin and Paleontology”, di David M. Raup, gennaio 1979, p. 23.

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34. Tempo profondo. Antenati, fossili, pie- tre, di Henry Gee, trad. di M. Luzzatto, Einaudi, Torino, 2006, p. 24.

35. Biology and Philosophy, cit., p. 340. 36. National Geographic, “Prove fossili”, novembre 2004, p. 25. 37. The Evolutionists—The Struggle for

Darwin’s Soul, di Richard Morris, 2001, pp. 104-105.

 

CHE DIRE DELL’EVOLUZIONE DELL’UOMO?

38. The Human Lineage, di Matt Cartmill e Fred H. Smith, 2009, Preface, p. xi.

39. Fossils, Teeth and Sex—New Perspectives on Human Evolution, di Charles E. Oxnard, 1987, Preface, pp. xi, xii.

a. From Lucy to Language, di Donald Johanson e Blake Edgar, 1996, p. 22.

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c. Tempo profondo. Antenati, fossili, pietre, cit., p. 22.

40. Critique of Anthropology, volume 29(2), “Patenting Hominins—Taxo- nomies, Fossils and Egos”, di Robin Derricourt, 2009, pp. 195-196, 198.

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42. Acta Biologica Szegediensis, volume 46(1-2), “New Findings—New Pro- blems in Classification of Hominids”, di Gyula Gyenis, 2002, pp. 57, 59.

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45. New Scientist, 30 maggio 2009, pp. 18-19.

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