Dr. FABIO FRANCHI: 1) Siamo sicuri dei Test? — 2) Come si isola un virus, spiegato una volta per tutte — 3) Come non hanno isolato il coranavirus — 4) Teoria virale truffa colossale? Siamo alla resa dei conti – Marcello Pamio Intervista il dottor Fabio Franchi – — 5) Intervista documentario dott. FRANCHI: Tutta la verità scientifica sul virus che non vi dicono!! – 6) Facciamo fallire il disegno – 7) I Test sono fasulli – 8) Sorpresa! Il pericolo pubblico N° 1 per l’OMS (il Coronavirus – Covid-19)  è meno pericoloso del sicurissimo Vaccino MPRV (per lo meno sulle navi da Crociera) — 9) Coronavirus & Dintorni “Il Vaccino era GIÀ stato brevettato anni fa” — 10) COVID colpevole senza regolare processo. 

 

INTERVISTA DOCUMENTARIO DOTT. FRANCHI: TUTTA LA VERITA’ SCIENTIFICA SUL VlRUS CHE NON VI DICONO!!

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Insieme all‘infettivologo Dott. Fabio Franchi commentiamo le recenti dichiarazioni del Prof. Matteo Bassetti sulle vaccinazioni e il caso di positività al test di SINISA MIHAJLOVIC, immunodepresso per le recenti vicissitudini di salute e, nonostante questo, asintomatico.

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Dr. FABIO FRANCHI

SORPRESA! Il pericolo pubblico N° 1 per l’OMS (il CORONAVIRUS – Covid-19)  è MENO PERICOLOSO DEL sicurissimo VACCINO MPRV (per lo meno sulle NAVI da CROCIERA)

(medico di Trieste che combatte da tanti anni contro le vaccinazioni obbligatorie e contro tutte le bufale sui virus della medicina ufficiale)

SORPRESA!

Il pericolo pubblico N° 1 per l’OMS (il CORONAVIRUS – Covid-19)  è MENO PERICOLOSO DEL sicurissimo VACCINO MPRV (per lo meno sulle NAVI da CROCIERA).

È possibile capirci qualcosa di più ora?

Proviamo, con la consapevolezza che MOLTI ASPETTI restano ancora OSCURI

Per PRIMA COSA, 

i Cinesi sono andati nel PANICO, le loro reazioni sono state condizionate da quello, e mantengono ancora molti SEGRETI. Hanno infatti BLOCCATO per molti giorni militarmente una popolazione di 60 milioni di persone, il che corrisponde all’intero popolo italiano. Gli scatenati tifosi sovranazionali delle pandemie hanno dato il loro contributo.

SECONDO,

in CINA hanno LIVELLI di INQUINAMENTO dell’ARIA e dell’ACQUA STRATOSFERICI, proprio nella regione di HUBEI ed in particolare nella metropoli di 11 milioni di abitanti WUHAN. Questo comporta maggiore incidenza di MALATTIE CARDIORESPIRATORIE, come ERA GIÀ NOTO DA MOLTI ANNI ed IN PEGGIORAMENTO. Quanto può aver influito la situazione locale?

TERZO,

GIÀ PRIMA di QUESTA EPIDEMIA i CINESI avevano un SISTEMA ASSISTENZIALE E SANITARIO MOLTO CARENTE, che è andato in tilt con gli ultimi avvenimenti. Una corrispondente cinese del New York Times aveva scritto il 28 gennaio:

«In un Paese che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante sotto innumerevoli punti di vista, la qualità della sanità cinese non è aumentata». È la corrispondente da Pechino del New York Times, SUI-LEE-WEE, a rispondere. E il suo racconto non è affatto rassicurante. WEE parla di un SISTEMA SANITARIO che «ha DIFFICOLTÀ ad ASSICURARE ai pazienti anche i SERVIZI più ELEMENTARI», «SOVRAFFOLLATO e SOVRACCARICATO», con medici «esausti e frustrati che devono visitare anche più di 200 pazienti al giorno». E tutto questo ben PRIMA dello SCOPPIO dell’EPIDEMIA. [NOTA 1]

La PERICOLOSITÀ della MALATTIA, QUALUNQUE SIA L’ORIGINE, mi pare che si sia MOLTO RIDIMENSIONATA. Per valutarla appieno avremmo bisogno di DATI CERTI che TUTTORA MANCANO. Le statistiche riguardano solo i casi medio gravi. Se infatti i casi pauci-sintomatici od ASINTOMATICI fossero 10 o 100 VOLTE DI PIÙ di quelli ed inclusi nel calcolo, la letalità sarebbe più bassa in modo corrispondente.

La LETALITÀ (calcolata nel modo menzionato) si è mantenuta attorno al 5% a WUHAN, mentre è 2,7% nella provincia che la comprende (HUBEI), ed è molto PIÙ BASSA NEL RESTO della CINA (0,16% circa).  Al di FUORI della CINA la LETALITÀ è invece dello 0,48% al 18 febbraio su 1000 casi, ma I POCHI DECESSI hanno riguardato SOGGETTI ANZIANI, con patologie di base e 4 su 5 provenienti dalla Cina.               

Dei 500 colpiti SULLA NAVE da CROCIERA, NESSUNO È MORTO ad oggi.

MORTI FUORI dalla CINA:

– UOMO di 40 anni morto nelle Filippine, ma proveniente da Wuhan, 2 febbraio

– UOMO di 39 anni, proveniente da Wuhan, morto ad Hong Kong, SOFFRIVA per una PATOLOGIA di BASE 4 febbraio

– DONNA di 80 anni in Giappone 13 febbraio

– UOMO di 80 anni in Francia, una turista cinese, 15 febbraio

– UOMO di 60 anni taxi driver di Taiwan con PATOLOGIE CRONICHE di BASE 16 febbraio

– UOMO di 70 anni Hong Kong proveniente dalla Cina con MALATTIE CRONICHE di BASE 18, febbraio

Queste grosse differenze tra una zona e l’altra, in assenza di terapie specifiche, sta inequivocabilmente ad indicare che vi sono ALTRI FATTORI COINVOLTI. Già all’inizio avevamo ipotizzato le condizioni di INQUINAMENTO proprio a WUHAN.

Naturalmente sono ben consapevole che nei casi gravi con insufficienza respiratoria un’adeguata assistenza medica fa la differenza.

Ci sono però delle GROSSE PERPLESSITÀ.

Una riguarda la già menzionata estensione territoriale della infezione. Le misure di sbarramento messo in atto non sono in grado di fermarla, ma solo di rallentarla (si è già distribuita in tutta la Cina e fuori).

I BAMBINI ed i RAGAZZI FINO ai 15 ANNI praticamente NON COMPAIONO NELLE STATISTICHE. Per loro l’INFEZIONE sembra del tutto BENIGNA. Ma sono in grado di trasmetterla……Che sia un comportamento simile a quello del morbillo, benigno nei piccoli e più severo negli adulti?

Un’altra PERPLESSITÀ concerne invece il METODO DIAGNOSTICO, cioè un TEST che è stato VALIDATO DAGLI stessi AUTORI CHE L’HANNO PROPOSTO. L’operazione di individuazione della sensibilità e specificità ANDREBBE TESTATA in più laboratori IN DOPPIO CIECO.                                     

Poi la PCR, fosse pure perfetta, HA ALTRI LIMITI.

Così scrivevo:

“la PCR (POLYMERASE CHAIN REACTION) è capace di trovare un ago in un pagliaio, moltiplicando gli aghi fino a farli diventare un mucchio ben visibile, anche se all’inizio ce n’era uno solo. Quindi POTREBBE tornare POSITIVA anche NEL CASO vi sia, mettiamo, una POLMONITE DA ALTRA CAUSA e nel contempo la presenza di qualche CORONAVIRUS SMARRITOSI nelle VIE RESPIRATORIE.

La COLTURA delle BASSE VIE RESPIRATORIE HA PIÙ SIGNIFICATO, MA NON IN TUTTI I CASI VIENE CERCATA.NON sempre si riesce ad INDIVIDUARE la CAUSA della POLMONITE.

Insomma la PRESENZA di POCHI VIRUS NON è detto che sia SINONIMO di INVASIONE SISTEMICA però è sufficiente per la diagnosi! Se il CORONAVIRUS fosse presente in piccola quantità potrebbe essere un SEMPLICE “PASSEGGERO” od uno “SPETTATORE”.

Sembra che il Dr. LI WENLIANG, il medico eroe che segnalò per primo il pericolo e ne morì, AVREBBE DETTO che i TEST gli RISULTAVANO NEGATIVI in NUMEROSE OCCASIONI PRIMA CHE alla fine NE VENISSE UNO POSITIVO [NOTA 2].

Anche altri PAZIENTI, CON QUADRO RADIOGRAFICO CARATTERISTICO, ebbero dei TEST NEGATIVI [NOTA 3].

GIORNALISTI CINESI avevano SCOPERTO che A MOLTI VENIVA FATTO IL TEST NUMEROSE VOLTE FINO A CHE NON VENIVA POSITIVO [NOTA 4] .

ALTRI RICERCATORI HANNO AMMESSO che il TEST USATO possa dare RISULTATI INCONCLUDENTI [NOTA 5]

Queste notizie, se vere, starebbero ad indicare una certa FORZATURA nell’EFFETTUARE la DIAGNOSI.

MANCA finora qualsiasi RISCONTRO di RICERCA degli ANTICORPI. Eppure il tempo sarebbe stato sufficiente per preparare il relativo test. Per tutte le malattie vaccinabili sono a disposizione tali esami: essi ci possono dare molte informazioni aggiuntive e confermare concretamente la diagnosi.

La DEFINIZIONE OPERATIVA di caso: nei casi cumulativi sono inclusi quelli confermati e quelli effettuati su base clinica, il che RENDE MENO AFFIDABILI I DATI.

— CONCLUSIONE —

Ritengo che bisogna RIDIMENSIONARE il PERICOLO dell’INFEZIONE, MIGLIORARE E VALIDARE le TECNICHE DIAGNOSTICHE, CALCOLARE la LETALITÀ in MODO CORRETTO (rifernedola al numero di casi di infezione), CONSIDERARE ALTRI FATTORI.                      

RICORDIAMO all’ONU che la sicurissima VACCINAZIONE ANTI MPRV PROVOCA PIÙ EVENTI AVVERSI GRAVI DEL PERICOLO N° UNO CORANAVIRUS – Covid-19 sulla NAVE da CROCIERA Princess (3,8% rispetto a 3,7%). CON LA DIFFERENZA che NEL CASO del VACCINO quelli COLPITI sono BAMBINI e NON ANZIANI ACCIACCATI.

Nota 1: (https://www.sanitainformazione.it/salute/coronavirus-sanita-cinese/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=nl28012020)

Nota 2:  https://www.bbc.com/news/health-51491763

Nota 3: (https://pubs.rsna.org/doi/10.1148/radiol.2020200343)

Nota 4: (https://mp.weixin.qq.com/s/RpXRE8Ow5nHeaLhxIEr-Ng)

Nota 5: (https://www.cdc.gov/media/releases/2020/t0212-cdc-telebriefing-transcript.html)    

 

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Dr. Fabio Franchi

CORONAVIRUS & DINTORNI

“Il VACCINO era GIÀ stato BREVETTATO ANNI FA”. 

“Il virus 2019-nCoV è stato sequenziato per la prima volta da un’ÉQUIPE ITALIANA, poi, sempre per la prima volta, da un ÉQUIPE CINESE , poi, sempre per primi, dagli AMERICANI” [curioso sarà vedere se le sequenze trovate sono uguali tra loro].

APPENA NATO il VIRUS, il relativo TEST è GIA’ DISPONIBILE dovunque si necessario. 

“Il vaccino sarà pronto in pochi mesi”.

“Ci vorranno molti mesi, forse un anno e mezzo, per prepararne uno efficace”.

“Le Case Farmaceutiche si stanno impegnando al massimo per venire incontro alle richieste della popolazione spaventata”.

“La situazione è potenzialmente pericolosissima”.

“Non bisogna allarmarsi”.

Adesso ascoltate quel che mi è capitato nel 2005, quando “scoppiò la PANDEMIA AVIARIA”. Lavoravo al Reparto Infettivi. Ad un convegno di aggiornamento, un funzionario di una CASA FARMACEUTICA disse che il VACCINO per l’AVIARIA ERA GIÀ PRONTO e stavano aspettando il via per produrlo in massa e distribuirlo. Tenete conto che il VIRUS dell’AVIARIA (H5N1) ADATTATO all’UOMO, NON ERA ANCORA NATO.   E neppure nacque successivamente. RESTÒ CONFINATO agli UCCELLI come era avvenuto nei precedenti 10 milioni di anni, provocando pochi disturbi agli animali selvatici che infatti lo sopportano senza troppi problemi. Diverso il discorso per gli animali negli allevamenti intensivi, quella è un’altra faccenda.

ERA pronto il VACCINO per noi PECORE UMANE, anche se ovviamente NON POTEVANO, per forza di cose, AVER già PROVATO la SUA EFFICACIA sul campo. L’EMERGENZA avrebbe permesso di saltare certi passaggi per arrivare alla SUA VELOCE APPROVAZIONE. Poi ai politici mancò il coraggio e la faccia tosta di procedere.

AVETE CAPITO COSA SERVE DICHIARARE lo STATO di EMERGENZA? 

Permette una modalità di APPROVAZIONE ACCELERATA (fast track approval) in queste situazioni, SIANO esse VERE O PRESUNTE.                L’EMERGENZA permette di restringere i diritti civili ed OBBLIGARE, al caso, la POPOLAZIONE al VACCINO.

Non ci stupiremmo se tale “presidio salvavita” fosse PRONTO PRIMA del PREVISTO.

Tornando al nostro CORONAVIRUS. 

Si divide in QUATTRO GENERI: alfa, beta, gamma, delta.                                           Il PRIMO causa raffreddori e sindrome influenzali, il SECONDO sindromi più impegnative (SARS e MERS), comparse rispettivamente nel 2002 nel 2012 e che poi sono sparite come d’incanto senza vaccino. Gli ULTIMI DUE (gamma  e delta) colpiscono gli animali.

E questo “2019-nCoV”?           

È un NUOVO VIRUS oppure è uno VECCHIO con un NUOVO NOME?                                       

Ho le mie PERPLESSITÀ,  però ora c’è qualche elemento in più per giudicare. Lasciamo perdere la discussione sull’ORIGINE dai pesci, dai pipistrelli, dai serpenti). Fin dai primi giorni è stato IPOTIZZATO che fosse un’ARMA BIOLOGICA SFUGGITA dal LABORATORIO di WUHAN. Mi pare strano perché, fosse stato così, la LETALITÀ AVREBBE DOVUTO ESSERE MOLTO MAGGIORE. 

Invece NESSUN BAMBINO SI È AMMALATO secondo i primi rapporti. 

Gli ESPERTI fanno capire che BAMBINI abbiano contratto l’INFEZIONE, ma questa sia rimasta ASINTOMATICA (in un bambino di 10 anni ciò è stato provato). NON CI SONO STATI CASI di MALATTIA segnalati in SOGGETTI di ETÀ INFERIORE ai 15 ANNI, finora.

Una parte dei malati sono DECEDUTI, ma erano prevalentemente SOGGETTI in ETÀ più AVANZATA ed AFFETTI da ALTRE PATOLOGIE. 

La LETALITÀ è stata CALCOLATA per il momento IN MODO INCOMPLETO: n° morti /n° di malati in modo serio); NON È STATA CALCOLATA, COME DOVREBBE ESSERE: n° morti/n° di infettati). 

QUELLI CHE NON SONO MORTI SONO GUARITI.

Quindi attualmente la LETALITÀ risulta PIÙ ALTA DEL REALE. NON LA SI CONOSCE ANCORA, ma ovviamente è un elemento FONDAMENTALE PER STABILIRE la PERICOLOSITÀ della MALATTIA. Se gli infetti fossero in numero 10 volte superiore a quello dei malati, ecco che si arriverebbe ad una letalità del 2 × 1000, che NON è proprio SPAVENTOSA per un’arma biologica.

ATTENDIAMO che vengano effettuate delle STIME PIÙ VERITIERE.

LA DIAGNOSI.

La diagnosi rappresenta un’altra sfida.

Il fatto di ritrovare il virus con la PCR e con la cultura è un buon indizio, ma – a mio parere – NON è SUFFICIENTE.

Mi spiego meglio: la PCR (Polymerase Chain Reaction) è capace di trovare un ago in un pagliaio, moltiplicando gli aghi fino a farli a diventare un mucchio ben visibile, anche se all’inizio c’era un solo elemento. Quindi POTREBBE tornare POSITIVA anche NEL CASO VI SIA, mettiamo, una POLMONITE DA ALTRA CAUSA e nel contempo la PRESENZA di qualche singolo CORONAVIRUS SMARRITOSI nelle VIE RESPIRATORIE. 

La coltura delle basse vie respiratorie ha più significato, ma non viene cercata in tutti i casi.

Per capire meglio, bisognerebbe cercare lo stesso CORONAVIRUS, con lo stesso impegno e mezzi, anche in soggetti che abbiano patologia simile (POLMONITE) ma da causa diversa e ben determinata, ed in soggetti asintomatici scelti nella popolazione colpita. Insomma bisogna capire se può essere un “PASSEGGERO PER CASO”.  

Ho notato che nessun lavoro che abbia letto sinora ha segnalato la ricerca di altri elementi importanti: ANTICORPI delle due classi (IgG, IgM), aumenti significativi del titolo anticorpale dopo la malattia. NE’ TITOLI ANTICORPALI sarebbero stati TESTATI su SOGGETTI ASINTOMATICI.

Sono state riportate le caratteristiche comuni dei malati e che ben si accordano con la diagnosi laboratoristica: POLMONITE INTERSTIZIALE a focolai (in forma estesa oppure limitata), febbre, tosse secca, sintomi generali, moderata linfopenia.

I CASI MORTALI sono stati caratterizzati da: infiltrazione multi lobulare a vetro smerigliato (caratteristica di certe polmoniti virali), linfopenia,  co-infezione batterica, FUMO, IPERTENSIONE ed ETÀ PIÙ AVANZATA.

Insomma, SE UN BAMBINO PUÓ SUPERARE l’INFEZIONE SENZA AMMALARSI, CHE RAZZA di VIRUS MORTALE AVREBBERO “COSTRUITO”?????

LA MASCHERINA.

Le migliori hanno PORI  di diametro 5-6 volte maggiore di quello di un coronavirus. Quindi NON sono una PROTEZIONE ASSOLUTA. Tutte riparano dagli sputi e dalle goccioline visibili ed invisibili di saliva, ma la loro utilità si ferma lì. L’ESISTENZA di CASI ASINTOMATICI fa sì che ARGINARE L’EPIDEMIA sia quanto mai IMPROBO. Neanche l’esercito!

PS-1 

Ho letto che alcuni hanno COFRONTATO la LETALITÀ per INFLUENZA CON QUELLA del CORONAVIRUS CINESE. 

E’ giusto fare confronti. Tuttavia è meglio precisare che attualmente MOLTI ESPERTI citano una MORTALITÀ per INFLUENZA MOLTO PIÙ ALTA DEL REALE, cioè parlano di 8000-9000 MORTI all’ANNO (LETALITA’circa 2 PER MILLE). 

In verità IMBROGLIANO nel senso che tale LETALITÀ è riferita ad INFLUENZA E POLMONITE ASSIEME. 

POLMONITE per ogni causa.

 La MORTALITÀ per INFLUENZA è limitata a uno o due centinaia di casi all’anno. ANCHE QUESTI POCHI CASI sono DISCUTIBILI PERCHÈ molto spesso vi sono ALTRE PATOLOGIE CONCOMITANTI.

PS-2 

Con MORTALITÀ si intende numero di MORTI per una DETERMINATA CAUSA riferito all’INTERA POPOLAZIONE.                        

Con LETALITA’ numero di MORTI da MALATTIA riferito al TOTALE degli INFETTATI.g   

 

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COVID colpevole senza regolare processo

Pandemia, COVID-19 e test

di Fabio Franchi (Versione 1, 3 aprile 2020)

Indice

Premessa ……………………………………………………………………………………………………………………….. 1 La definizione di “caso” ……………………………………………………………………………………………………. 1 Considerazioni conclusive sulle modalità di diagnosi: ………………………………………………………. 3                                                                                  Esame del test (RT-PCR) …………………………………………………………………………………………………… 3                                       Isolamento virale…………………………………………………………………………………………………………….. 4                                         Possibili significati del test ……………………………………………………………………………………………… 10                                          Come hanno proceduto nella preparazone del test(RT-PCR) ………………………………………………. 10                                                                                                 Come spiegare l’epidemia………………………………………………………………………………………………. 11                                   La dimostrazione di causa ed effetto ……………………………………………………………………………….. 11                                            Bibliografia …………………………………………………………………………………………………………………… 12

Premessa

L’urgenza di fronteggiare una polmonite interstiziale di causa inizialmente ignota con alta mortalità ed a rapida diffusione 1, 2 ha giustificato un approccio operativo frettoloso e grossolano. Sono state avanzate allo scopo delle ipotesi operative, senza che fosse seguita presto un’analisi completa ed un approccio metodologico corretto.

È tempo di rivalutare i passaggi più importanti, in particolare alcuni aspetti della definizione, dell’isolamento virale e la dimostrazione di causa ed effetto del Coronavirus rispetto alla sindrome respiratoria.

Solo allora i misteri del COVID-19 (o SARS-CoV-2) potranno essere chiariti 3

La definizione di “caso”

Quella stabilita dall’OMS prevede tre possibilità: “caso sospetto” 4, “probabile” e

5 “confermato” .

Per quanto concerne il primo, è previsto un corredo di sintomi, segni, alterazioni laboratoristiche e radiologiche associato ad un contesto epidemiologico, per il secondo invece si permette che venga posta la diagnosi (seppur probabile) anche

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1

1 Gia Dirigente Medico presso il Reparto di Malattie Infettive, Azienda Opsedaliero-Universitaria di Trieste, specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, inoltre in Malattie Infettive all’Università di Siena

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con un test di amplificazione genica dal risultato inconcludente (cioè negativo per una delle due proteine ricercate e caratteristiche del COVID), oppure quando sia positivo un test generico per tutti i coronavirus. Quindi vi possono essere inclusi anche soggetti che abbiano per esempio una sindrome influenzale dovuta a comuni coronavirus circolanti.

Per esempio in Cina, di 76.314 casi riportati in una estesa review 6, il 22, 4% vennero catalogati come “casi sospetti”, il 14,6% come “diagnosticati clinicamente” e l’1,2% come “asintomatici”. Ciò significa che il 37% dei casi riportati nelle statistiche cinesi fino a quel momento era stato diagnosticato solo su base clinica (“casi sospetti” secondo la definizione OMS). Eppure la informazione mainstream fornita alla popolazione del mondo intero li ha presentati tutti come accertati.

Sempre secondo la definizione OMS, il “caso conclamato” si impernia sulla positività del test, di un unico test cioè la RT-PCR, ed è svincolato dalla sintomatologia. Quindi “caso” sarà con ogni diritto anche chi stia benissimo, non abbia alcun disturbo né alcuna alterazione laboratoristica (se non al famoso tampone) né radiologica. La ricerca degli anticorpi, che avrebbero dovuto essere considerati fondamentali nel confermare o meno un’infezione acuta, sono stati trascurati. Erano disponibili fin dall’inizio, ma finora non sono stati utilizzati (a causa della discordanza con i risultati del tet RT-PCR?). Altri esami vengono menzionati, ma non sono indispensabili ed in effetti il più delle volte non sono stati e non vengono effettuati. Ne deriva che i decessi sono considerati come dovuti al Coronavirus se tale test risulta positivo, anche se l’accertamento di causa di morte prevede altre regole (deve essere individuata la patologia più importante che ha portato all’exitus, e menzionate a parte le patologie collaterali o favorenti). Per definizione sono previsti casi asintomatici, e, sempre per definizione, se questi muoiono per una qualsiasi ragione, la causa stabilita resta il COVID-19. In Italia è stato seguito il criterio del “tutti dentro”, mentre altrove, come in Germania, vige l’approccio più razionale (almeno fino a metà marzo 2020). Da qui deriva in parte l’enorme differenza di letalità tra Italia e Germania (11,40% versus 0,9%, fine marzo 2020) e probabilmente per altri Paesi (Austria, Svizzera, Norvegia, Cechia, Australia, Taiwan, Croazia, Filippine, Finlandia, Tailandia: letalità provvisoria sotto l’1%, al 28 marzo 2020). Il capo della Protezione Civile italiana, Angelo Borrelli, ha dichiarato espressamente durante la Conferenza Stampa del 12 marzo che i decessi riguardano soggetti deceduti con Covid-19 (test PCR positivo), senza distinzioni per quelli giunti ad exitus a causa del Covid-19.

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2

Essendo le statistiche così alterate in eccesso, il risultato è che la percezione della pericolosità viene corrispondentemente aumentata, volendo considerare questo solo fattore.

Considerazioni conclusive sulle modalità di diagnosi: In Italia quella di

“caso confermato” è indipendente dalla sintomatologia ed è legata solo al

risultato del test (RT-PCR da tampone nasofaringeo). La diagnosi di caso

“probabile” e quello “sospetto” vengono posti senza effettuazione del test o con

risultati inconcludenti allo stesso. In caso di coinfezione con “altri patogeni” [i.e.

virus e batteri], comunque viene assicurato al Covid-19 una sorta di diritto di

78 prelazione . La stessa definizione OMS lo prevede chiaramente .

Esame del test (RT-PCR)

Come funziona?

Permette di ricercare la sequenza nucleotidica del virus.

Un campione è preso dal paziente. Quindi, in laboratorio, la sequenza nucleotidica del virus (se ce n’è), è estratta e copiata ripetutamente, facendo diventare minute quantità grandi e quindi determinabili con altre metodiche.

Ce lo spiegano più in dettaglio Corman et al, coloro che tra i primi ne hanno

preparato uno che poi è stato adottato estesamente: “noi ci siamo proposti di

sviluppare e schierare una metodologia diagnostica robusta senza avere il

9
materiale virale a disposizione” . Nota bene: “senza avere il materiale virale a

disposizione”! Hanno avuto la sequenza genica via internet e su quella hanno lavorato.

Il problema è grosso: prima di validare il test, questo dovrebbe venir confrontato con il gold standard, ovvero proprio con il virus la cui presenza ha il compito di rivelare. L’amplificazione genica non è sostitutiva di questo passaggio. È un mezzo potentissimo, in grado di scovare minute quantità di materiale genetico moltiplicandolo per due, più e più volte. Con un ciclo, da un solo frammento se ne formano 2, da due 4, da quattro si arriva ad otto…Con 20 cicli consecutivi arriviamo già ad oltre 1 milione di copie. Insomma, trasforma un ago disperso in un pagliaio in un grande covone di aghi, ben visibili ed esaminabili. Tale test, anche nel caso del COVID-19, non amplifica il virus intero, ma moltiplica una piccola sequenza genica considerata peculiare di quel virus e non altro. Come si fa ad identificarla esattamente? È infatti indispensabile che tale piccola sequenza riveli con sicurezza che si tratta proprio di quel particolare virus. Prima deve esserci l’isolamento.

3

Il test (il tampone effettuato il più delle volte sul secreto nasofaringeo e poi sottoposto ad amplificazione genica) non è stato validato 10,11, non è

standardizzato

12 13 14 15 , sembra dare numerosi falsi positivi e falsi negativi , , .

Isolamento virale

L’isolamento deve essere il primo passaggio, e consiste nella separazione del supposto virus da ogni altra cosa (dal latino insulatum). C’è una procedura precisa da seguire: la separazione per ultracentrifugazione in gradiente di saccarosio. In breve: da una cultura cellulare presunta infetta si preleva il sopranatante e lo si centrifuga con tali modalità. Di lì si preleva il materiale che si è sedimentato in uno strato corrispondente ad una densità particolare, quella virale, appunto. Un campione prelevato da quello strato viene fissato e colorato negativamente su un particolare supporto per essere esaminato al microscopio elettronico. Lo si fotografa. La stessa operazione deve essere fatta con materiale del tutto uguale, ma sicuramente non infetto (controllo negativo). Per una

16

Procedura di ultracentrifugazione in gradiente di saccarosio

descrizione più tecnica si rimanda al lavoro di X-Y Ge et al.

17 etal .

, inoltre a J Leibowitz

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4

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Se, in questo modo, vengono identificate particelle delle dimensioni di un virus, tutte uguali, mentre nel controllo sono assenti, si procede con l’analisi (di proteine costitutive, materiale genetico), analisi anche comparativa con virus conosciuti. Nello stesso modo si possono ricavare i reagenti usati per i test (sequenziamento genico, identificazione e produzione degli antigeni specifici e poi ricerca e produzione degli anticorpi).

Tutto quanto sopra per ribadire che la causa virale putativa deve essere PRIMA isolata (tanti elementi, tutti uguali, visti e fotografati) e POI analizzata. È logica elementare.

La sorpresa è che per il COVID-19 manca la prima parte di tale procedura. Nei lavori pubblicati sul COVID-19 non si trovano fotografie del virus isolato, se non di singoli elementi senza contesto. Si ritrovano fotografie di sezioni ultra sottili di tessuti dove si individuano agglomerati di piccoli cerchi che sono indicati con le frecce e chiamati particelle virali. Ammesso che lo siano, costituiscono meno del 10% del materiale cellulare che li circonda. Non si tratta propriamente di isolamento. Ma c’è di più: vi sono forti dubbi che quei piccoli cerchi siano Coronaviridae. Infatti hanno dimensioni più piccole: il loro diametro (circa 65-70

18

nm) è inferiore al minimo previsto per i Coronavirus (120-160 nm)
altri autori 19 riportano diametri diversi (80-220 nm), oppure 100-160nm20 , ma questi sono comunque fuori range. Ed i virus sono caratteristicamente costituiti da pochi elementi fondamentali capaci di replicare copie identiche di sé stessi. Insomma in biologia … i cuccioli di virus non sono previsti!

. In verità

5

Se il diametro delle piccole sfere è inferiore del 30%, in volume esse lo sono di più ancora, cioè si riducono ad 1/3 circa. Il che non è possibile sia sostenuto: starebbe inevitabilmente a significare una differente composizione e struttura incompatibile con esseri che sono dotati di uguale sequenza nucleotidica (perché appartenenti alla stessa specie).

Per la discussione, presentiamo una delle tante fantasiose ricostruzioni al computer che rafforza quel che sosteniamo: rivela la convinzione di tutti, esperti e non esperti, che i l virus COVID-19 sia costituito da particelle tutte uguali a sé stesse.

Ora esaminiamo per confronto il Coronavirus ritenuto responsabile della SARS (da Wikipedia 21): le dimensioni e l’aspetto corrispondono alla descrizione. Il diametro, escluse le spikes è di 100 nm.

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6

Il Coronavirus della SARS, presentato sulla rivista Nature 22, ha aspetto compatibile anche se le dimensioni sono leggermente maggiori:

Il COVID-19, la cui foto è stata pubbllicata sul N Eng J Med 23, ha invece un aspetto diverso e le dimensioni pure:

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7

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I due elementi nella foto di sinistra corrispondono nei diametri (attorno a 100 nm, escluse le spikes che non son ben visibili). Viceversa le piccole particelle divise in gruppi sulla destra sono apparentemente troppo piccole per essere di Covid-19. Quel che è notevole è che le formazioni rotondeggianti nella foto a destra non hanno le dimensioni di quelle nella foto a sinistra pur trattandosi asseritamente degli stessi COVID-19 del medesimo studio!

L’immagine più sotto è l’ingrandimento della parte inferiore della foto di destra per permettere una misurazione facilitata.

Come si può controllare con un software di misurazione su schermo 24, le particelle sono di circa 65-75 nm di diametro, tranne una che è di 100 nm.

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Lo stesso può essere osservato sulla foto pubblicata su un’altra rivista 25 (dimensioni delle “particelle virali”: in media 67 nm di diametro, range 48-90):