PUBMED -Is COVID-19 receiving ADE from other coronaviruses? – Ecco perché I VACCINATI sono più suscettibili ad ammalarsi- Dr.ssa LORETTA BOLGAN

2020 Mar;22(2):72-73. doi: 10.1016/j.micinf.2020.02.006. Epub 2020 Feb 22.

Abstract

One of the most perplexing questions regarding the current COVID-19 coronavirus epidemic is the discrepancy between the severity of cases observed in the Hubei province of China and those occurring elsewhere in the world. One possible answer is antibody dependent enhancement (ADE) of SARS-CoV-2 due to prior exposure to other coronaviruses. ADE modulates the immune response and can elicit sustained inflammation, lymphopenia, and/or cytokine storm, one or all of which have been documented in severe cases and deaths. ADE also requires prior exposure to similar antigenic epitopes, presumably circulating in local viruses, making it a possible explanation for the observed geographic limitation of severe cases and deaths.

KEYWORDS:

Antibody dependent enhancement; COVID-19; Coronavirus

PMID:
32092539
DOI:
10.1016/j.micinf.2020.02.006
[Indexed for MEDLINE]

 

Ecco perchè i VACCINATI sono più suscettibili ad AMMALARSI”

Dr.ssa Loretta Bolgan

Vorrei segnalare un meccanismo immunopatologico dell’infezione virale da coronavirus (e non solo, riguarda anche la SARS, MERS, Dengue e influenza stagionale)

Qui riporto l’esempio della Dengue (DENV) perchè la figura riassume il meccanismo in maniera molto chiara, insieme all’altro meccanismo di cui ho parlato in altri post, cioè il peccato antigenico originale, in base al quale un vaccinato risulta più vulnerabile all’infezione cronica dalla malattia in caso di reinfezione, perchè il sistema immunitario rimane bloccato nella programmazione data dalla vaccinazione, e risponde in maniera debole al virus infettivo rispetto ad un non vaccinato.

Il meccanismo del potenziamento dipendente dall’anticorpo (ADE = antibody-dependent enhancement) è piuttosto complesso, ma si può riassumere in questo modo: chi possiede un livello anticorpale sub-ottimale contro un’infezione primaria (o da vaccinazione), se viene a contatto con un virus simile e s’infetta, il sistema immunitario favorisce l’infezione e le complicazioni fatali della malattia.

In altre parole una parte dei vaccinati sono predisposti dalla vaccinazione proprio a manifestare le complicazioni gravi e fatali della malattia dalla quale si vogliono proteggere.

Questo fenomeno è stato dimostrato per il vaccino della Dengue e la Sanofi è stata costretta a ritirare il vaccino e si spera anche a risarcire per i decessi:

Riporto sotto alcuni articoli che hanno studiato l’ADE e il coronavirus, e la difficoltà di sviluppare un vaccino sicuro:

Microbes Infect. 2020 Feb 22. pii: S1286-4579(20)30034-4. doi: 10.1016/j.micinf.2020.02.006. [Epub ahead of print]

Is COVID-19 receiving ADE from other coronaviruses?

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32092539)

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31826992

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29541941

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22311359

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21775467

I numeri sotto spiegano la figura

Teorie multiple della patogenesi immunitaria della dengue

“Il peccato antigenico originale” ha il potenziale che si verifichi durante un’infezione secondaria di DENV da un sierotipo eterologo di DENV.

Ad esempio, questo inizia quando

1 si verifica un’infezione primaria con il sierotipo 1 di DENV, che porta a

2-3 risposte immunitarie adattive in cui le cellule T specifiche del sierotipo 1 sono selezionate, attivate e clonalmente espanse per combattere l’infezione.

4 Durante la risoluzione dell’infezione primaria, si formano cellule T specifiche del sierotipo 1 di memoria che vengono mantenute con una frequenza maggiore nel repertorio di cellule T rispetto ad altre cellule T naıve.

5 Un attacco secondario con il serotipo 1 evocherebbe una risposta al richiamo della memoria e (5) un efficace contenimento dell’infezione da parte delle cellule T.

6-7 Un attacco secondario con un ceppo eterologo, il serotipo 2, ha il potenziale per riattivare le cellule T della memoria che sono di maggiore specificità per il sierotipo 1 che per il sierotipo 2.

8 Queste celle T specifiche del sierotipo 1 di memoria superano le celle T naïve che sarebbero più specifiche per il sierotipo 2, risultante in un pool di cellule T di memoria espansa che è a bassa specificità per il serotipo 2 e scarsa clearance virale in vivo.

“Il potenziamento dipendente dall’anticorpo”

La replicazione può anche verificarsi durante un’infezione secondaria ed eterologa.

9-10 Durante l’infezione primaria, si verifica la selezione delle cellule B, promuovendo la produzione di anticorpi specifici per sierotipo 1.

11-12 Questi anticorpi preesistenti sono presenti durante l’attacco secondario.

13-14-15 Se l’attacco secondario è di nuovo con il sierotipo 1, si verifica sia la neutralizzazione mediata da anticorpo del DENV che la limitazione dell’infezione.

16-17 Se l’attacco secondario è eterologo, cioè con il sierotipo 2, la specificità dell’anticorpo può essere bassa e gli anticorpi debolmente neutralizzanti possono favorire l’assorbimento mediato dal recettore Fc di complessi virus-anticorpo.

18 Un maggiore assorbimento del virus nella cellula senza un’efficace neutralizzazione mediata dagli anticorpi porta alla produzione di titoli virali più elevati e aumenta l’attivazione delle vie di segnalazione intracellulari pro-infiammatorie.

19-20 La tempesta di citochine può verificarsi durante l’una o l’altra infezione primaria o secondaria quando le cellule infette producono alti livelli di citochine o possono anche essere derivate ​​da cellule immunitarie non infette, come le cellule T attivate.

21-22 Le citochine agiscono direttamente sulla vascolarizzazione dell’ospite e promuovono la perdita vascolare quando raggiungono i livelli patologici. Le MCs (mast cellule) possono anche rilasciare citochine e altri mediatori vasoattivi de novo sintetizzati e pre-memorizzati quando sono attivati ​​da DENV.

23 Prima dell’infezione secondaria, le MC possono anche essere sensibilizzate legando gli anticorpi specifici del DENV, che possono anche mediare l’attivazione dell’MC in risposta al DENV. I mediatori derivati dalle MC agiscono direttamente sul sistema vascolare ospite per favorire la fuoriuscita vascolare.

Loretta Bolgan