Bisogna farsi curare i denti cariati? – Dr. Robert Haegel

Tratto da:

SALVATE I VOSTRI DENTI

Dr. Robert Haegel

Chirurgo-dentista

La risposta non può essere che affermativa se viene formulata da un dentista, perché egli non saprebbe fare altrimenti che tirar acqua al suo mulino, penserà il lettore. Lasciamo tuttavia da parte ogni considerazione materiale di guadagno ed esaminiamo questo problema obiettivamente, perché si tratta di sapere se è meglio perdere i denti o conservarli il più a lungo possibile…benché riaccomodati. E innanzitutto, dobbiamo considerare un DENTE CARIATO come un tessuto ferito e paragonarlo ad una lesione dei TEGUMENTI della CARNE o di un OSSO dello scheletro? Tutti questi tessuti, possiedono una FORMA di riparazione, di ricostituzione autonoma e automatica: la PELLE lacerata si riforma, un MUSCOLO tagliato si ristabilisce, un OSSO fratturato si salda ancora. Ora, se i danni si estendono ad un organo, di cui comportano la perdita totale o soltanto parziale, la parte di cui l’organo è stato privato non si ricostituirà.

Si è mai visto crescere la FALANGETTA di un’estremità del DITO colpito o in CANCRENA per il GELO?

È mai stata segnalata, a maggior ragione, la ricrescita di un MEMBRO STRAPPATO o AMPUTATO?

Tali MIRACOLI, sono FUORI e anche CONTRO le LEGGI UNIVERSALI che regolano l’esistenza del VERTEBRATO.

L’ ORGANO DENTARIO che è collegato al resto del corpo da un ARTICOLAZIONE regolare, il LEGAMENTO ALVEOLO-DENTARIO (la cui infiammazione provoca un’artrite come le articolazioni delle membra), DEVE ESSERE CONSIDERATO come un ORGANO e NON come PARTE D’ORGANO, che sarebbe il mascellare. Un DENTE CARIATO non è differente da un DITO a cui siano MARCITE una o più FALANGI. E questo NON RICRESCE PIÙ. Esso formerà al limite della ZONA PERI-PULPARE un DEPOSITO di DENTINA SECONDARIA se la polpa ne ha ancora la possibilità, ma SENZA RIEMPIMENTO delle CAVITÀ o di COSTITUZIONE ANATOMICA del DENTE.

Bisogna riconoscere infatti che qualsiasi ORGANO LESO tenta di rigenerarsi se gli sono offerte condizioni favorevoli, ma tanto più difficilmente se quest’organo è fatto di TESSUTI DURI NON VASCOLARIZZATI INTERNAMENTE, come i CAPELLI, le UNGHIE, lo SMALTO e l’AVORIO.

I CAPELLI biforcuti o l’UNGHIA incisa nel suo bordo libero, un DENTE cariatoNON RITROVERANNO LA LORO FORMA ANATOMICA PER AUTO-RIGENERAZIONE della PARTE LESA.

E perché questo?

Anche ammettendo che il DENTE adulto LESO, avesse il potere di produrre l’avorio e lo smalto, non potrebbe provvedere a ristabilire la morfologia normale del dente cariato, vista l’ASSENZA di FORMA, che DELIMITA nelle TRE DIMENSIONI il CONTORNO ANATOMICO dell’INSIEME dell’ORGANO. Esso non saprebbe fornire che è una produzione più o meno anarchica di tessuti collageni che si impregnano di sali minerali in seguito, ma la cui proliferazione non sarebbe contenuta da alcun LIMITE NATURALE.

La CORONA del DENTE si è FORMATA in effetti all’interno del MASCELLARE, perciò in un SITO CHIUSO nell’ORGANISMO, a partire da un GERME guidato nel suo sviluppo dall’AMBIENTE OSSEO che lo CIRCONDA. Poi all’ETA’ dell’ERUZIONE DENTARIA, questa colonna ha fatto la sua comparsa nell’ambiente esterno, emersa come un’isola dal fondo dell’oceano. Una volta sull’arcata, non spinge più, non aumenta le sue dimensioni con l’età (il MOLARE di 6 ANNI ha lo stesso volume a 6 anni e a 60, a condizione che non abbia subito alcun danno nel tempo). È un insieme morfologicamente completo, la vita vi si è cristallizzata dentro CONFINI PRECISI. Non sembra quasi ragionevole pensare che una CAVITA’ CARIATA (o anche una frazione di colonna persa per trauma) possa chiudersi da sé mediante un DIGIUNO o l’adozione di un MODO DI VITA IDEALE. (Da notare a questo proposito che è stato tuttavia rilevato un processo di AUTO-LISI, che porta al riassorbimento di tessuti morti e dei residui, durante il DIGIUNO prolungato). Se è necessario, purtroppo, riconoscere che i DENTISTI saranno probabilmente gli ULTIMI “SPECIALISTI di cui l’IGIENISTA potrà fare a menoresta da sapere in quale momento è il caso di consultarlo.