VIRUS cosa sono? – 1, e Fagoterapia – MedNat.org


Studio di un Biologo sulla falsa teoria dei Germi quali cause della malattia
La teoria dei Germi e’ FALSA
Con questo scritto vogliamo sfatare dei luogo comuni, insegnati e propagandati da una parte della medicina ufficiale e da certi biologi ad essa legati, sulla definizione della parola Virus.  – Continua in: Virus – 2

DEFINIZIONI delle parole:
Cosa e’ un Virus ?
Virus = (in sintesi):  File o sezione di un file, contenente un “mini programma” per provocare una reazione-azione, al programma di sistema  nel quale verra’ in contatto od inserito.

Virus “informatici”:  sono molto piu’ complessi ed autosufficienti di quelli biologici, per esempio quelli dei vaccini, in quanto l’ingegneria genetica vaccinale non e’ ancora, (per ora nel 2010) in grado di “scriverli” come invece e’ gia’ in grado di fare l’ingegneria informatica.

Virus “biologici”
: Capsidi di Proteine lipidiche complesse, con INFORMAZIONE = frammento di DNA (Geni), nel caso di quelli Biologici)  – leggere anche l’Intervista a Stefan lanka, virologo tedesco.
vedi anche QUI: https://formazione5lb.eu/video-5lb/201703-intervista-al-dr-stefan-lanka/
Qui sul sito di Stefan Lanka gli atti del processo relativo all’inesistenza del virus del morbillo 
http://wissenschafftplus.de/blog/de?caribaCMS=624e8acd548d3e8fa7387dde66f23a0a
Gli studi presentati alla Corte di cassazione Tedesca, avrebbe evidenziato che il supposto virus del morbillo NON sarebbe mai stato riscontrato in animali e/o umani, in quanto sarebbe stato confuso fino ad ora, con dei normali costituenti delle cellule umane (DNA mitocondriale), ma cio’ vale anche per qualsiasi altri supposto virus….quindi qualsiasi virus detto impropriamente “patogeno” non sarebbe altro che una proteina contenente DNA derivante dalla apoptosi cellulare nella disgregazione dei mitocondri si formerebbero questi “virus patogeni”, che a seconda del tipo di membrana protettiva (tipo di proteina)  detto capside, verrebbero falsamente identificati come eterologhi e quindi “patogeni” e non autologhi….cioe’ provenienti dallo stesso corpo dell’ammalato, misteri della falsa scienza di Big Pharma, la quale ha tutto l’interesse a inventarsi virus “alieni”…per generare PAURA nei medici e nella popolazione ignorante !
Tutto cio’ non fa che confermare cio’ che il sottoscritto ha da sempre affermato, che i virus detti “patogeni” null’altro sono che la conseguenza dell’ammalamento e MAI la causa della malattia !
Quindi se i virus non sono le cause delle malattie, per quali ragioni si preparano vaccini da inoculare per, come affermano i produttori, salvare dalle malattie provocate da quei virus….che nei fatti non sono patogeni ?
IMPORTANTE:
NON e’ vero che i virus sono nell’aria, come ci raccontano i medici allopati e gli “esperti” che vogliono spaventare le popolazioni con la pauradelle epidemie (es. influenze tipo Spagnola, Sars, Aviaria, Suina ecc.) che si diffondono nell’aria che respiriamo, per il semplice motivo che i virus (proteine complesse a DNA con involucro, capside, di grassi/lipidi) NON possono galleggiare e quindi viaggiare  nell’aria, cioe’ nelle Flugge (bollicine di vapor acqueo in sospensione nell’aria), come ci raccontano i cosiddetti “esperti“, gestiti dalle multinazionali dei farmacivaccini, perche essi, i cosiddetti “virus”, sono da 100 a 1000 volte piu’ grandi della piu’  grossa bollicina di vapor acqueo (Flugge) !

Quindi non possono essere veicolati od essere fluttuanti nell’aria… come ci raccontano i rappresentanti di Big Pharma, per spaventare i popoli affinche’ si vaccinino…..
Come ben riferisce la rivista Science la quale sottolinea che “La collocazione dei virus nell’albero della vita è sempre stata alquanto incerta e controversa, quindi indimostrata.
Secondo una teoria, i virus sarebbero antichi parassiti che avrebbero progressivamente perso quasi tutto il loro armamentario biologico, mentre altri biologi – vista l’assenza di funzioni metaboliche ed anche la totale dipendenza per la riproduzione dagli apparati delle cellule ospiti – li considerano GIUSTAMENTE, solo aggregati di proteine“,… NON Microrganismi !
La Medicina Naturale insiste su questa ultima definizione su cosa sono i virus: “solo aggregati di proteine a DNA” ! (il capside, cioe’ il contenitore composto da lipidi, cioe’ grassi) che provengono dalla decomposizione dei mitocondri contenuti nelle cellule quando vanno inapoptosi (morte cellulare), contenute nei corpi di: umani, animali, vegetali, microbi !

NON ESISTONO I VIRUS “Selvaggi”….si trovano SOLO i selvaggi IGNORANTI ed in malafede, che diffondono questa FALSITA’ !
NON esiste nessuna ricerca fatta per rintracciare i virus “selvaggi”
….e’ una invenzione bella e buona, una BALLA di Big Pharma per spaventare gli ignoranti medici e popolazione….

 

Infatti anche un TRIBUNALE TEDESCO conferma le affermazioni del Biologo dr. Stefan Lanka sull’INESISTENZA del virus del morbillo !
http://www.thelivingspirits.net/medici-controcorrente/dr-stefan-lanka-il-virus-del-morbillo-non-esiste-e-vince-anche-contro-la-cassazione-tedesca.html
….ma allora tutta la teoria sui vaccini per il morbillo e’ FALSA….!
– vedi alla fine di questa pagina la descrizione di cio’ che e’ avvenuto nel Tribunale in Germania  !

FINALMENTE la VERITA’ VIENE a GALLA ! – Intervista al virologo tedesco dott. Lanka
http://neue-medizin.com/lanka2.htm

Le cosiddette “malattie contagiose” come l’AIDS, le malattie veneree, il piede dell’atleta, non sono più contagiose di qualsiasi altra “malattia“. Ma ad alcuni interessi commerciali è utile che la gente creda che lo siano.
Fondamentalmente, l’accettazione della “teoria del contagio” presuppone l’accettazione della “teoria dei germi” come causa delle malattie: e cioè che specifici batteri o “virus” possano produrre i sintomi di malattie specifiche.
Questa teoria è stata più volte dimostrata erronea in campo scientifico, e perfino Pasteur ammise la sua insostenibilità.
vedi: il sogno dell’impostore Pasteur + Pasteur e le sue bugie + l’ultima Cospirazione, l’apparato medico
Nonostante ciò, la teoria del contagio continuano ad essere propagandate dal moderno sistema medico, il cui prestigio, i cui profitti e il cui potere dipendono largamente dalla fiducia in questa assurda teoria.
In sostanza, la popolazione crede a ciò che l’establishment medico vuole che creda. La teoria del contagio serve a tenere alta la domanda di farmaci e di cure mediche e ospedaliere.

RIVOLUZIONARIA SENTENZA di TRIBUNALE TEDESCO – 2016
La sentenza della Cassazione Tedesca RIVELA le MALEFATTE e le BUGIE della cosiddetta “SCIENZA MEDICA ALLOPATICA o FALSA SCIENZA

– Il VIRUS del MORBILLO NON ESISTE, cosi come gli altri virus…., cosi come descritto nella “teoria” inventata della FALSA scienza medica ufficiale e conferma tutto cio’ che la Medicina Naturale afferma da sempre; i VIRUS sono scarti proteici e NON sono le cause delle malattie, ma la loro conseguenza…e con questa INVENZIONE divulgata a mezzo i canali pseudo scientifici, le riviste mediche ed i mass media tutti gestiti e/o sovvenzionati da Big Pharma,  si immettono le PAURE di un “demone” invisibile, il “virus“, che “possiede i corpi viventi ammalandoli”, questa FALSA teoria e’ esattamente una teoria religiosa, molto cara e nota fra i Cristiani…e cosi si spingono le persone a Vaccinarsi, e farsi iniettare molte tossine pericolose, per creare ed ampliare il mercato dei malati….tutto cio’ con la guida ed il beneplacet dei politici ignoranti o collusi del mondo intero ed i medici impreparati allopati in quanto “fedeli” e quindi al servizio di Big Pharma….ecco la nuova religione allopatica od antipatica, figlia del cristianesimo.

Definizione di Virus Biologici, dalDizionario Medico del Medlineplus” edizioni governative USA:
Virus: “any of a large group of submicroscopic “infective agents” that are  regarded either as “extremely simple microorganisms” or as extremely  complex molecules, that typically contain a protein coat surrounding an RNA or DNA core of genetic material but no semipermeable membrane, that  are capable of growth and multiplication only in living cells, and that  cause various important diseases in humans, animals, or plants
Questa la definizione della parola Virus (biologia) per la medicina allopatica ufficiale ed e’ FALSA, quando afferma che e’ un molto semplice”micro organismo“, cosa non vera, essendo nei fatti un involucro (capside) formato da sostanze proteiche (lipidi) cioe’ un contenitore contenende materiale genetico = cioe’ DNA, RNA, ecc.

Traduzione: Grande gruppo di agenti infettivi sub-microscopici che sono “considerati” microrganismi (NdR: ipotesti non provata) estremamente semplici o come molecole estremamente complesse (NdR fatto provato) che tipicamente contengono un “cappotto” (capsula esterna detto Capside) di proteine (lipidi = grassi) che racchiude  al suo interno del materiale genetico: RNA e/o del DNA di  (NdR: sono dei files simili ad un file informatico), ma nessuna membrana semi-permeabile, e sono solamente “capaci di crescere e moltiplicarsi” (NdR cosi si dice nella medicina ufficiale, ed in questo articolo vi spiegheremo, perche’ NON e’ cosi) in cellule viventi e cio’ puo’, se eterologhi = estranei),  provocare vari ed importanti sintomi chiamati impropriamente “malattie“, in esseri umani, animali o piante (NdR: cosi’ si dice in medicina ufficiale allopatica, ma NON e’ cosi).

Anche alcuni eminenti studiosi NON parlano di virus “vivi”, ma di Proteine virali a DNA (dizione esatta) vedi ad es.:
PARLANDO del  VACCINO UNIVERSALE NASALE:
«Non ho letto ancora il lavoro scientifico» commenta il professor Massimo Galli, ordinario di infettivologia dell’università di Milano, «ma la pubblicazione su una rivista come PLos ONE fa pensare che si tratti di una ricerca condotta con metodi affidabili». «Tuttavia, da quanto si apprende siamo ancora a uno stadio molto lontano da una verifica della sua efficacia e della sua sicurezza nell’uomo, quindi non è il caso di pensare che sia una possibile arma contro questa “nuova influenza”». «Dal punto di vista tecnico l aspetto che mi lascia perplesso, non avendo però, sottolineo ancora, letto ancora l’articolo originale, è quale sia l’antigene utilizzato. In altre parole, per ottenere davvero un effetto universale sarebbe necessario bloccare una proteina virale comune a tutti i ceppi e cruciale per la penetrazione nelle cellule, e mi sembra una faccenda non facilissima».
Tratto da: Ansa del 30/04/2009

La parola Virus, è comunque un termine che deriva dal latino e che significa Veleno
Con una particolare Tecnica di Studio che trovate in questo sito, potrete avere maggiori particolari sulla parola virus;
Questa parola contiene due radici fonetiche VIR ed IRU che anagrammate danno RIV ed URI.
La radice fonetica RIV è la matrice della parola italiana RIVELARE, cioè apprendere informazioni, la radice URI è quella che ha generato anche la parola ORO che in antico linguaggio significa “luce” intesa come informazione, quindi la parola virus significa “portatore di informazioni….ma utili……sopra tutto quando si tratta di virus endogeni”.

(E) – Un virus, e’ un’insieme di sostanze (proteine di lipidi che compongono l’involucro, il capside) contenente, nella sua parte interna, lo spezzone (File del programma) di DNA od RNA, il quale e’ composto da  4 SOSTANZE – adenina, guanina, citosina e timina – legate assieme in un modo spazial-geometrico ben preciso e distinguibile, diverso a seconda delle funzioni che comunica, atto a generare anche una “scala” nella struttura cromosomica, ed e’ anche atto a contenere TUTTE le informazioni sul Progetto Vita, mi pare sia chiaro e accettato da tutti; i virus non si autoriproducono MAI, ma e’ la cellula stessa che li riproduce, secondo le sue proprie funzioni e le sue proprie programmazioni di duplicazione cellulare, ed occorre che vi siano degli enzimi appropriati che taglino i File di DNA dei virus, e li ricolleghino se necessario, riformulino specializzandoli se necessario, e/o duplichino ed infine li  rilasciano nei liquidi sanguigni, in giro nell’organismo, ecc. (non voglio fare qui un trattato di biologia).

Alle volte molte di queste funzioni cellulari sono inibite per problemi latenti dovuti a vari cofattori: farmaci, vaccini, mutazioni genetiche acquisite, per cui la cellula non riesce a distinguere i virus endogeni da quelli eterologhi=estranei ed allora sono guai….ecc.
Quindi, per poter far si che vi possa essere una “autoriproduzione” da parte del virus, occorrerebbe che il “file” del DNA o RNA contenesse i bit necessari e quindi i geni,  che determinerebbero lo scatenamento del meccanismo di autoriproduzione, cosa che non e’, perche’ questo tipo di geni non esistono nel DNA/RNA virale !
Infatti e’ il meccanismo di una delle varie funzioni cellulari che li riproduce e non viceversa,  ovviamente se e quando questo virus e’ eterologo, puo’ scatenare reazioni anomale ben note, oltre alla riproduzione di esso nelle cellule, che possono generare facilmente vari tipi di sintomi, detti impropriamente “malattie“, a seconda del tipo di tessuto e quindi di organo colpito.
Per il capside, che e’ un contenitore formato una proteina di lipidi molto lunga e complessa (che contiene nell’involucro che forma, del  RNA-DNA), la cosa e’ ancora piu’ semplice e chiara, NON si autoriproduce, ma comunque puo’ anch’esso destabilizzare le funzioni cellulari e quindi tissutali, per l’apporto di proteine complesse ed eterologhe nel citoplasma cellulare, e con le informazioni contenute nel materiale genetico apportato, che viene alcune volte detettato/rivelato/copiato dal DNA mitocondriale, con tutte le interferenze, problemi del caso !

Questa invece e’ la “definizione” della medicina ufficiale di un virus:
Un virus è una complessa proteina tossica rivestita da una capsula proteica (Lipidica) detta “capside” costituita da tante unità elementari dettecapsomeri che si dispongono secondo un particolare ordine geometrico che permette di riconoscere un virus da un altro. Un virus è costituito da antirecettori ossia delle molecole presenti sulla superficie del capside virale che riconoscono i recettori presenti sulla superficie della cellula. Gli antirecettori e i ricettori sono due molecole che si riconoscono e si possono legare insieme.
I virus sono tutti parassiti endocellulari obbligati. All’esterno delle cellule ospiti sono costituiti da un virione, formato da una capsula proteica (dettacapside) contenente acido nucleico  (DNA).
I virus degli Eucarioti possono possedere anche una membrana che avvolge il capside.
Il DNA è un lungo polimero costituito da unità ripetute di nucleotidi. La catena del DNA è larga tra i 22 ed i 26 Ångström (da 2.2 a 2.6 nanometri) ed ogni unità nucleotidica è lunga 3.3 Ångstrom (0.33 nanometri).
Sebbene ogni unità occupi uno spazio decisamente ridotto, la lunghezza dei polimeri di DNA può essere sorprendentemente elevata, dal momento che ogni filamento può contenere diversi milioni di nucleotidi. Ad esempio, il più grande cromosoma umano (il cromosoma 1) contiene quasi 250 milioni di paia di basi.

Virologia:
La virologia è nata sull’onda della “forzatura ideologica” che ha portato i virus sul banco degli imputati.
Alla morte della cellula (e ne abbiamo ben 300 miliardi che muoiono (apoptosi cellulare) regolarmente ogni giorno, ovvero 9 miliardi di cellule/ora) la cellula stessa si autodistrugge coi suoi enzimi interni (i lisosomi), che la disintegrano in infiniti pezzi di detriti cellulari,  compresi i mitocondri (detriti da eliminare), che divengono e sono definibili successivamente come virus endogeni-interni, autoprodotti=autologhi.
Alcuni tipi di virus autologhi, possono essere utilizzati dal sistema immunitario assieme a certi batteri e funghi, nei processi di riparazione-disnfezione di certi tessuti cellulari, gli altri debbono essere eliminati attraverso gli organi emuntori.

La Bio-Chemical Society di Toronto (Canada) condusse una serie di esperimenti dove colture di germi della tifoide, difterite, polmonite, tubercolosi e meningite, vennero fatte consumare in abbondanza a un gruppo di volontari sani e ben pagati.
Che rimasero sani !
Ecco spiegato il perche’ molti sani venendo a contatto con “malati da virus” (cosi’ ci dicono erroneamente i medici allopati) non contraggono la malattia

Anche le origini dei virus sono misteriose.
Secondo alcuni studiosi, si sarebbero evoluti contemporaneamente alle prime cellule ancestrali; secondo altri, si tratta invece di parti del materiale genetico di batteri divenute indipendenti, ma senza conquistare la capacità di riprodursi da sole.

Oggi vi sono due teorie sull’origine dei virus:

– la prima teoria e’ quella della degenerazione parassitaria che afferma che essi derivano da organismi cellulari che avrebbero perduto quasi tutte le loro strutture in quanto sfruttavano quelle della cellula ospite;

– la seconda teoria e’ quella che i virus deriverebbero da porzioni del genoma degli ospiti che si sono rese indipendenti.

A favore della seconda ipotesi c’è l’esistenza dei trasposoni e dei repliconi autonomi che mostrerebbero l’esistenza di forme intermedie. Anche i viroidi, che differiscono dai virus solo per l’assenza del capside, possono svolgere questo ruolo.
Qualsiasi tipo virus non ha un proprio macchinario molecolare per la replicazione di se stesso.

I virus, deve essere ben chiaro quindi, non sono altro che proteine complesse, cioè sostanze prive di vita, che ogni corpo vivente (cellule) puo’ produrre e/o riprodurre e se non necessarie, li deve espellere fisiologicamente a ritmo, senza soluzione di continuità e normalmente senza intoppi, fin quando uno e’ sano, altrimenti quell’organismo se li tiene dentro…..e possono essere forieri nel tempo, di intossicazioni ed infiammazionianche gravi.

Poi vi sono i virus (scarti proteici, capsidi/contenitore con Dna) che introduciamo nel corpo attraverso alimenti, farmaci e soprattutto Vaccini – questi sono i virus detti “eterologhi” vedi sopra: (E), e se inseriti per esempio, con i vaccini, sono i piu’ pericolosi, perche’ saltano le normali difese immunitarie naturali, essendo iniettati nei tessuti dei muscoli con una siringa, passano direttamente nel sangue che li distribuisce assieme aicontaminanti e gli eccipienti tossici ed una volta raggiunta la micro circolazione in qualsiasi tipo di tessuto di qualsiasi organo, ed aggrediti da macrofagi e/o globuli bianchi, inviati dal sistema immunitario per difendere l’organismo dalle aggressione di queste sostante nocive, possono generare, per l’aumento dimensionale del cluster che si e’ prodotto fra sostanze tossiche e macrofagi e/o globuli bianchi, anche e non solo delle micro ischemie tanto pericolose, tant’e’ che possono indurre specie nei bambini anche malattie autoimmuni, allergie, celiachie, malassorbimento,autismo, adhd, adem, disfunzioni dello sviluppo, paralisi dette flaccide, meningiti, distrofie, sclerosi ecc.., NON esiste malattia che non possa essere indotta con le sostanze vaccinali.

Ma i virus (tutti) sono stati invece “dipinti” SOLO come dei “mostri distruttori”…mentre possono avere, quelli autoctoni, delle funzioni riparatrici, guaritrici…..e cio’ e’ stato inventato dalle case farmaceutiche…per spaventare  le popolazioni del mondo e per poter vendere a tutti i loro prodotti, i vaccini ed i farmaci “antivirali”.
In realta’ i virus sono stati posti sul banco degli imputati senza alcuna prova di reale colpevolezza !

Quindi: Cosa sono i virus
?
.. trattasi nei fatti di  materiale proteico lipidico (grassi), contenente, nell’involucro formato dalla struttura proteica, un frammento DNA, ed in molti casi, endoprodotto e/o degradato, cioe’ materiale di scarto derivante dal normale e fisiologico processo di catabolismo che riguarda tutte le cellule dei corpi di Umani, animali, vegetali, microbi, e derivante dall’apoptosi cellulare (dal mitocondrio=microforno cellulare dotato di DNA), questo e’ quanto dichiarano tutti i microbiologi seri e trasparenti.
Salvo i virus, quelli introdotti (saltando le naturali difesse immunitarie = Pelle e mucose, iniettando direttamente nei tessuto e quindi nel sangue) con i VACCINI (manipolati in laboratori, delle varie Big Pharma) e/o con sostanze contaminate, eterologhe, materiale proteico virale che e’ altamente TOSSICO, perche’ NON compatibili con la vita sana dell’ospitante.
La trasformazione dei batteri e simil-batteri, come ad esempio i mitocondri in sottoprodotti virali (Virus), e’ stata fotografata dal ricercatore Naessens.
Un virus, meglio dire scarto di proteina virale, è quindi, per definizione, un pezzetto=frammento di DNA, acido nucleico (cioe’ informazione su di un supporto biochimico) avvolto in una capsula proteica (detta capside, che in genere e’ coeso/preparato dalla melanina  con i grassi in sospensione in tutti i liquidi dei corpi di: umani, animali, vegetali, batteri); che e’ formato da molecole di proteine complesse di lipidi, oltre a certe proteine che il capside contiene (P) e che intossicano gli organismi viventi ed in molti casi determinano per reazione stati infiammatori (piu’ o meno intensi) e quindi anche ed alle volte, reazioni immunitarie abnormi (le cosiddette malattie autoimmunitarie, allergiche, ecc., NON esist5e malattia che non possa essere scatenata da queste Intossicazioni/Infiammazioni alimentale dalle reazioni a queste proteine virali non riconosciute come utili ma tossiche, dagli organismi viventi)

Sindrome infiammatoria chiamata “Asia” scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da:  http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
vedi: SINDROME INFIAMMATORIA “ASIA”
… ed e’ noto che… le infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici impreparati allopati chiamano erroneamente “malattie“..
– vedi le proteine “infiammatorie” che si formano principalmente nel fegato:
Le proteine di fase acuta sono proteine presenti nel plasma sanguigno la cui concentrazione aumenta (proteine positive di fase acuta) o diminuisce (proteine negative di fase acuta) in presenza di infiammazione e questa e’ la reazione psico-nervosa della mente inconscia, che attiva il sistema endocrino > immunitario, alle intossicazioni dei tessuti colpiti dalle sostanze tossiche, e soprattutto quelle dei vaccini, per insegnare alla mente conscia del soggetto che sta compiendo azioni contro la sua stessa vita !

Una ricerca scientifica ed ufficiale, spiega perchè le infezioni/infiammazioni, in tenera età non sono ottimali, cioe’ sono pericolose
:
http://www.lescienze.it/news/2017/01/26/news/infezioni_infantili_lunghezza_telomeri_salute_globuli_bianchi-3397169/
…ed e’ proprio cio’ che i vaccini inducono…..Brutto colpo per chi sostiene di vaccinare a 3 mesi i bambini indifesi
Cari vaccinatori vi inchioderemo alle vostre Responsabilità CRIMINALI !
IMPORTANTE ricordare nuovamente che anche, dal degrado-morte dei Batteri (microbi), cosi come dall’apoptosi cellulare, si formano deivirus (dal loro DNA), questo processo di “trasformazione” e’ stato fotografato e filmato da G. Naessens con apposito microscopio !

Questi virus (proteine virali complesse a DNA = scarti) devono poi essere eliminati dagli organi emuntori e, se cio’ non avviene, questi prodotti di scarto (virus endoprodotti) vengono immagazzinati nei grassi dei tessuti.
Altro problema quello dei virus e batteri dei Vaccini, che provengono da altre specie e che chiamiamo eterologhi, estranei e da manipolazioni di laboratori delle varie Big Pharma…..come quelli contenuti nei vaccini, assieme alle nanoparticelle…;
– vedi sopra: (E),  in questo caso la cosa e’ molto piu’ complessa ed altamente pericolosa per gli organismi umani ed animali !
Per cui NON vaccinate i vostri figli ne’ voi stessi ! – vedi: Meccanismi dei Danni dei Vaccini

SEQUENZIAMENTO dei VIRUS (secondo la medicina e la ricerca ufficiale)
Per comprendere e per individuare somiglianze-differenze dei virus, nel tempo e nello spazio, si valuta la variazione genomica.
Si utilizzano sia il sequenziamento del virus che il polimorfismo di lunghezza dei frammenti di restrizione (RFLP).
Il sequenziamento del virus confronta gli acidi nucleici amplificati, agli aminoacidi corrispondenti, presenti in una regione bersaglio, in base all’omologia percentuale (A) e al clustering. La regione utilizzata più comunemente è l’ORF5.
(A) = Il termine omologia  si applica anche a sequenze di acidi nucleici e proteine. … Un errore ancora più grave è di parlare di ‘percentuale di omologia’, che non ha NESSUN SENSO…

Per l’RFLP, si utilizzano enzimi per tagliare gli acidi nucleici e si confrontano i pattern.
Il sequenziamento del virus è più preciso dell’RFLP. Ceppi simili possono avere pattern RFLP diversi, mentre ceppi con un pattern RFLP simile possono avere acidi nucleici sufficientemente dissimili da essere collocati in raggruppamenti filogenici diversi.
Per questi motivi, il sequenziamento del virus sta diventando l’approccio raccomandato. Nessuno di questi due strumenti viene utilizzato per monitorare la presenza di PRRSV (malattia respiratoria dei suini), tuttavia sono stati ritenuti il test ottimale per confermare la specificità della RT-PCR.​
L’analisi delle sequenze dei genomi virali è ormai il metodo di elezione per la caratterizzazione degli isolati di PRRSv.
Il sequenziamento e l’analisi filogenetica vengono eseguiti su prodotti PCR provenienti da campioni (NdR: Chi determina che questi sono campioni, lo si fa perche’ magari lo ha detto qualcuno di Big Pharma, oppure vi sono ricerche specifiche, non sponsorizzate da Big Pharma, effettuate per poterli chiamare “campioni”); i dati più attendibili vengono forniti dal siero e dai tessuti infetti (NdR: cioe’ malati, non sani  !).
In genere e ad esempio si prendono tessuti o sieri dai maiali malati di PRRS = La sindrome respiratoria e riproduttiva dei suini (PRRS, dall’inglese Porcine reproductive respiratory sindrome) è una malattia che porta sia disturbi della fertilità sia problemi polmonari di respirazione……

Commento NdR: …Quindi tutto parte dalle analisi dei tessuti/sieri MALATI, NON sani !
Cio’ significa che tutta la teoria dei virus quali cause di malattia e’ FALSA, perche’ questi  semplici meccanismi dimostrano  che i virus sono la conseguenza della malattia/ammalamento e non la sua causa, infatti nei tessuti de/o sieri degli individui sani questi virus NON si TROVANO MAI!

…….Generalmente, i dati relativi alla sequenza ORF5, altamente variabile, sono i più attendibili per distinguere i ceppi, ed è disponibile un’ampia libreria di sequenze ORF5 per il confronto. I rapporti filogenetici fra i ceppi vengono visualizzati con l’ausilio di alberi genealogici, che possono essere generati a livello di singolo allevamento per monitorare le variazioni locali all’interno dell’ allevamento, come la comparsa di un nuovo ceppo oppure la ricomparsa di un’infezione. Tuttavia, le mutazioni non casuali, per esempio quelle dovute alla ricombinazione o alla selezione genetica, possono influire sui pattern degli alberi genealogici.
Occorre dunque adottare cautela nell’interpretazione dei dati relativi ai potenziali nuovi virus all’interno dell’allevamento..(NdR: in realta’ non si tratta di “allevamento”, termine improprio ma di duplicazione/moltiplicazione da parte di cellule o microbi adatte/i allo scopo).

Commento NdR: quanta imperizia, superficialita’, imprecisione e pressapochismo si vedono in questi meccanismi per il sequenziamento dei virus….,da parte di questi “ricercatori”…..
Sono gli stessi autori e ricercatori che lavorano sul/nel sequenziamento dei virus, che confermano cio’ che gridiamo da decine di anni, i virus sono le conseguenze delle malattie/ammalamento e MAI la loro causa !

vedi anche: L’invisibile mondo dei Microbi + Somatidi + Microbi + Funghi + Flora batterica Autoctona + Virus e Batteri NON “volano” nelle Flugge + Pseudovirus + HIV virus inventato ? +  Sistema Ontogenetico dei Microbi +  Pleoformismo + La teoria dei Germi di Pasteur e’ FALSA  +  La bugia di Pasteur +  Cosa sono i Prioni ? + Trasmissione PatologicaParassiti e Veleni  + VIRUS e/o Microbi nelle flugge ? = Nulla di piu’ fantasioso, quindi FALSO !

Importante scoperta:
Ospedale San Raffaele, Come i virus metterebbero KO il sistema immunitario – 24/10/2016
Comunicato stampa – I ricercatori dell’Ospedale San Raffaele hanno osservato per la prima volta dal vivo i meccanismi attraverso i quali alcuni virus riescono a impedire l’attivazione efficace del sistema immunitario.

(P)  Milano, 24 Ottobre 2016 – Uno studio coordinato da Matteo Iannacone all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, una delle 18 strutture di eccellenza del Gruppo Ospedaliero San Donato, e pubblicato questa settimana su Science Immunology svela, per la prima volta, un meccanismo utilizzato da alcuni tipi di virus per mettere fuori gioco il sistema immunitario e permanere all’interno dell’organismo più a lungo. Questa strategia potrebbe spiegare la capacità che hanno alcuni virus come l’HIV, l’Epatite B e l’Epatite C di evadere la risposta del sistema immunitario.
Per la scoperta, i ricercatori hanno usato una rivoluzionaria tecnica di microscopia in vivo (la microscopia intravitale), che ha consentito di osservare dall’interno e in tempo reale come si comportano le cellule del sistema immunitario in azione.

Quando un virus entra nell’organismo, i linfociti B, un tipo di globuli bianchi, si attivano e producono anticorpi specifici, delle proteine a forma di Y, che si attaccano alla superficie del virus, disattivandolo o segnalandolo ad altre cellule del sistema immunitario, che possono così riconoscere il corpo estraneo ed eliminarlo. Esistono tuttavia alcuni virus – come ad esempio il virus dell’epatite B, dell’epatite C e dell’HIV – che sono in grado di bloccare questo processo e riescono quindi a proliferare nell’organismo senza che il sistema immunitario sia in grado di fermarli. Il motivo per cui alcuni virus vengono eliminati immediatamente dall’organismo e altri no è rimasto fino a oggi sconosciuto. Il nuovo lavoro su Science Immunology fornisce una prima spiegazione a livello molecolare di questi meccanismi.

“Siamo andati a osservare con la microscopia intravitale cosa accade nei linfonodi, dove normalmente i linfociti B si attivano per produrre gli anticorpi. L’obiettivo era capire cosa va storto nel funzionamento  della risposta immunitaria”, spiega Matteo Iannacone, a capo dell’Unità di ricerca in Dinamica delle Risposte Immunitarie nella Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie Infettive del San Raffaele.
Grazie alla microscopia intravitale i ricercatori hanno visto che questi virus sono capaci di richiamare nei linfonodi una popolazione particolare di cellule del sistema immunitario – i monociti infiammatori – e di scatenarle contro i linfociti B, uccidendoli: questo blocca la produzione di anticorpi, che a sua volta permette la proliferazione del virus.
“Una volta identificato il meccanismo che i virus sfruttano per persistere nell’ospitante” dice Iannacone, “Abbiamo provato a intervenire direttamente sui monociti infiammatori che sembravano ostacolare la risposta immunitaria e abbiamo scoperto che eliminandoli, impedendone l’arrivo nei linfonodi o ancora disattivandone la funzione – si ripristina una corretta risposta immunitaria: i linfociti B riescono di nuovo a produrre anticorpi così da eliminare il virus”.
Per visualizzare le varie fasi della risposta immunitaria, Matteo Iannacone e colleghi hanno utilizzato il virus LCMV, un virus dei topi molto usato dai ricercatori per mimare alcuni tipi di infezioni virali nell’uomo, quelle causate dai cosiddetti virus non-citopatici, come il virus dell’HIV, dell’epatite C o dell’epatite B.
Ecco perché il meccanismo messo in atto dal virus LCMV potrebbe essere lo stesso usato da questi virus per evitare di farsi eliminare dal sistema immunitario nelle prime fasi dell’infezione.
Lo studio potrebbe avere applicazioni anche nella progettazione dei vaccini, il cui obiettivo è appunto indurre la produzione degli anticorpi: capire come alcuni virus sono in grado di impedirla può aiutarci a disegnare vaccini migliori.

La MICROSCOPIA INTRAVITALE
La simulazione dell’interazione tra fattori fisici, cellulari e biochimici che influenzano il comportamento delle cellule nei vasi, nei tessuti o negli organi è ancora fuori dalla portata dei più sofisticati metodi in vitro. La microscopia intravitale è una tecnica avveniristica che permette di visualizzare – in tempo reale e con altissima risoluzione – il comportamento di singole cellule all’interno di organi e tessuti in vivo (cioè direttamente nell’organismo).

I FINANZIAMENTI
Lo studio è stato finanziato dallo European Research Council (ERC), da Fondazione Giovanni Armenise-Harvard, dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), della European Molecular Biology Organization e del Ministero della Salute.
Matteo Iannacone è responsabile dell’Unità di Dinamica delle Risposte Immunitarie dell’Ospedale San Raffaele (MI). Il suo rientro da un lungo periodo di ricerca negli Stati Uniti e l’apertura del nuovo laboratorio al San Raffaele sono stati possibili grazie alla vittoria del Career Development Award della Fondazione Armenise-Harvard.
Tratto da lescienze.it

Commento NdR:
Primo:
questa ricerca e’ la conferma  e la dimostrazione, che alla base di tutte le cosiddette falsamente “malattie”, anche virali, (che in realta’ sono solo sintomi dell’unica “malattia” = l’ammalamento), vi e’ un processo infiammatorio scatenato dal riconoscimento (bioelettronico e biochimico), da parte anche e non solo del sistema nervoso ed immunitario, di quei virus NON adatti alla Perfetta Salute che di fatto sono proteine complesse con capside di lipidi e contenenti anche DNA/RNA), e dalle sostanze tossiche ad esempio quelle dei Vaccini, inoculati bypassando le normali difese immunitarie (pelle e mucose); tutto cio’ e’ esattamente quanto affermato da sempre, dalla Medicina Naturale.

Secondo:
Cio’ dimostra che e’ l’ambiente il “terreno“, la matrice che, informato della presenza di agenti non salubri, dai suoi sensori elettronici (DNA antenna– frequenziali-vibrazionali, in quanto esso si comporta come un spettrofotometro scandagliando ad ogni istante l’organismo alla velocita’ della luce, seguendo i ritmi, per ridondanza, cioe’ capaci di svolgere le stessa funzione vibratoria, come quelle delle vibrazioni della melanina nella quale sono immersi) e biochimici, e quindi,  attraverso le sue part: sistema nervoso ed immunitario, agisce-reagisce, pero’ solo se i neurotrasmettitori sono regolarmente funzionali a tutti i livelli ed in tutti i sistemi, organi, tessuti ed i loro vari livelli, cellule, DNA, per attivare le difese, sempre se tutto e’ in ordine, ma se non lo e’, allora il sistema immunitario agisce di conseguenza in modo alterato, “facilitando” batteri, virus, funghi, alla loro riproduzione nel terreno adattato ed alla distribuzione successiva nell’organismo ospite, generando in quel modo la possibilita’ di slatentizzare i sintomi i piu’ disparati (le cosiddette falsamente “malattia” = l’ammalamento“), cioe’ lo scatenarsi di qualsiasi sintomo,”malattia”, per un circolo vizioso che, se non interrotto dalle tecniche della medicina naturale, puo’ arrivare fino alla morte dell’ospitante.
Terzo fatto,
con quella ricerca si conferma anche che i virus (qualsiasi) e’ in grado di contenere, non sempre ma molte volte, delle proteine anomale, che fanno scatenare la risposta infiammatoria…come quei virus introdotti ad esempio con i Vaccini;  infatti queste sostanze tossiche scatenano proprio quelle risposte infiammatorie anche perche’ i virus vaccinali sono un intruglio di sostanze tossiche, che l’organismo vivente sano vorrebbe se possibile, eliminare al piu’ presto, pena l’ammalamento grave dell’ospitante ed anche la possibile morte.

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Negli esseri umani esistono due sistemi che contribuiscono all’IMMUNITA’ (vedi sotto):
il sistema immunitario innato o aspecifico e il sistema adattativo o specifico, suddiviso in umorale e in cellulo-mediato. Entrambi questi sistemi sono essenziali per la sopravvivenza della specie.
Alcuni “Virus” (sostanze complesse a Dna) vengono replicati non solo dalle cellule, ma anche nei e dai macrofagi primari umani, SENZA stimolare l’immunità innata, nonostante la trascrizione inversa di RNA genomico in DNA a doppio filamento, attività che ci si potrebbe aspettare per attivare i recettori dei “pattern recognition” (immunitari) innati.
Cio’ significa che alcuni “virus” NON vengono riconosciuti dal sistema immunitario e quindi possono andare ove li porta il flusso di liquidi ove vengono o sono inseriti, ad esempio con i vaccini.

Recenti scoperte hanno dimostrato che un cosiddetto “virus”, che non e’ stato mai inserito in uno dei 5 regni con i quali si distinguono gli esseri viventi,  quando e’ fuori dalle cellule e circolante nei liquidi del corpo, puo’ essere visto ed “interpretato“, oltre che come una “sostanza lipidica complessa a DNA”, anche come un cristallo, ed avere caratteristiche simili od identiche ai cristalli.

I Virus e la cristallizzazione

La cristallizzazione è una transizione di fase della materia, da liquido a solido, nel quale composti disciolti in un solvente solidificano, disponendosi secondo strutture cristalline ordinate. Da un punto di vista fisico, è quindi una trasformazione che implica diminuzione di entropia. La cristallizzazione puo’ avvenire anche nei corpi viventi (animali, umani e vegetali).
Nel 1955, Conrat e Williams hanno fatto una sorprendente scoperta dimostrando che il virus del mosaico del tabacco (TMV) si formava spontaneamente a partire da una miscela di RNA genomico e proteine di rivestimento purificate. Infatti la struttura del TMV è autoregolata.
La  morfologia dei virus, evidenziabile solo da pochi decenni grazie alla microscopia elettronica, è estremamente varia in quanto ogni virus è caratterizzato da forma geometrica (sferica, filamentosa, poliedrica) e dimensioni proprie dell’ordine delle centinaia di micrometri.
Tali dimensioni hanno fatto considerare i virus più piccoli come molecole, al pari delle quali i virus presentano la proprietà di cristallizzare.
Le preparazioni cristalline dei virus ne consentono lo studio della costituzione chimica, che risulta più o meno complessa in relazione alla grandezza del virus stesso, ma che è sempre caratterizzata dalla presenza di nucleoproteine cui possono aggiungersi lipidi e carboidrati. Gli acidi nucleici sono rappresentati da RNA e/o DNA (i virus delle piante superiori contengono solo RNA, quelli batterici solo DNA, quelli animali possono contenerli entrambi).
Le proteine, che formano una sorta di guscio attorno all’acido nucleico e sono caratterizzate dalla presenza di subunità che si ripetono tipicamente, pur essendo responsabili di gran parte delle proprietà morfologiche e sierologiche del virus, non vengono sintetizzate dal virus che non hanno queste possibilita’, bensì provengono dalle cellule parassitate cui il virus stimola gli enzimi necessari a tale sintesi. In genere i virus non sono sensibili alle basse temperature ma sono termolabili e più o meno sensibili all’azione delle radiazioni e degli antisettici. (nota bene, infatti in uno stato febbrile  possono rivilurentare e generare problemi).

Una classificazione universalmente valida dei virus non è ancora stata realizzata per quanto siano stati effettuati tentativi di sistemazione all’interno dell’ordine virales della classe Microtabiotes, secondo le caratteristiche morfologiche e fisico- chimiche.
Al pari di tutti i parassiti obbligati, i virus possono stimolare, per reazione, le cellule a svolgere le attività metaboliche e duplicative e solo nell’ambito di cellule viventi, animali e vegetali, che li duplicano e quindi li moltiplicano, che le cellule ricavano dai materiali energetici e plastici. Fuori dalle cellule i virus sono inerti in quanto incapaci di qualsiasi azione metabolica, essendo sostanze lipidiche complesse a Dna: il loro studio è possibile perciò solo in colture di tessuti vivi.
Il trasporto di un virus da un organismo all’altro viene spiegato, “ammettendo” l’esistenza di particelle virali, costituite dalla catena nucleica propria del virus in questione, e di un involucro di proteine formate nell’ultimo ospite, quando un’altra cellule ospite li accoglie, perche’ ormai gia’ malata, la particella virale perde la sua membrana proteica (si scioglie) e si interpone nel metabolismo dell’ospite sostituendosi al DNA o all’RNA di quest’ultimo e provocando ovviamente disordini di entità variabile, piu’ o meno gravi.
Se il metabolismo dell’ospite subisce gravi alterazioni la cellula muore, il virus prima dell’apoptosi viene comunque riprodotto ed alla morte cellulare, viene espulso e invade altre cellule; è invece verosimile che, se i disordini metabolici sono di minor entità, le cellule parassitate gia’ indebolite, integrino la porzione nucleica del virus nel loro patrimonio cromosomico (come se si trattasse di un gene aberrante) e diventino cellule malate (anche e non solo cancerose).
Ciò è proprio dei virus oncogeni, che sono retrovirus, cioè capaci di effettuare la trascrizione inversa dell’RNA in DNA, che viene incorporato nel genoma della cellula, solo se le cellule sono gia’ predisposte da acidosi cellulare.
Il primo tipo di alterazioni, è proprio il sintomo di infiammazione (influenza, febbre gialla, rosolia, morbillo, ecc.): l’organismo infiammato  mette in atto rapidamente una reazione immunitaria nei confronti del guscio proteico sciogliendolo, il che consente agli anticorpi (globuli bianchi e macrofagi, ecc.) di rintracciare e distruggere il virus.
Nel secondo caso la reazione immunitaria è invece difficile da realizzarsi in quanto l’RNA o il DNA sarebbe praticamente integrato a quello delle cellule dell’individuo, per cui risulterebbe protetto. Le cellule che hanno introdotto virus eterologhi, reagiscono anche con la produzione di interferon.
La patogenicità dei sintomi scatenati dall’introduzione in cellule dei virus, è suscettibile di ampie variazioni in quanto i virus, al pari di altri microrganismi, producono spesso mutazioni proprie dovute alla continua azione delle sostanze presenti nel citoplasma cellulare, che, anche mantenendo la stessa struttura dei progenitori virali, presentano notevoli variazioni nella virulenza. Inoltre certi virus (vegetali) hanno la proprietà di sommarsi ad altri complicandone l’azione patogena.

Le modalità “riproduttive” dei virus non sono ancora del tutto note, alla medicina ufficiale, infatti essi non hanno nessuna proprieta’ autoriproduttiva perche’ sono le cellule stesse che li riproducono, in quanto le nozioni relative note alla medicina classica, derivano per la maggior parte dagli studi condotti sui virus batterici (batteriofagi).
Comunque “si ritiene” che molti virus derivanti da cellule di animali, siano provvisti, al pari dei batteriofagi, di strutture specifiche – corrispondenti a recettori superficiali delle cellule sensibili – che ne consentono la fissazione e la penetrazione, nelle cellule gia’ malate, i cui meccanismi sono peraltro sconosciuti, perche’ non si tiene conto del meccanismo e delle proprieta’di richiamo o permemabilita’ delle cellule stesse gia’ malate.
Probabilmente la penetrazione del virus è concomitante a un aumento della permeabilità cellulare, grazie a cui la maggior parte dell’acido nucleico virale entra nella cellula, mentre la frazione proteica ne resta quasi del tutto esclusa.
Segue quindi un periodo (di eclisse) in cui il virus non è evidenziabile, dopo di che l’acido nucleico virale determina la sintesi di nuovo acido nucleico e di altre proteine. I virus neoduplicati dalla cellula ospitante, lasciano la cellula ospite a volte subito dopo essere stati formati, altre volte dopo la disintegrazione cellulare.

I virus animali possono essere trasmessi direttamente dal malato al sano tramite escrementi, cibi e bevande inquinati da portatori, acque malsane, polveri infette, mediante il morso di animali infetti, le escrezioni di vertebrati inferiori, la puntura di un artropodo vettore. – vedi: i Virus non viaggiano nelle flugge
I virus dei vegetali si trasmettono prevalentemente tramite l’innesto di una porzione di pianta malata in una sana sensibile, predisposta all’ammalamento, ma talvolta possono essere veicolati da insetti.

Farmacologia
La cristallizzazione di una proteina (virale o non) è generalmente difficile, la crescita dei cristalli può essere molto lenta ed ottenere cristalli sufficientemente grandi (>0.5mm) può richiedere diversi mesi.
Ciò che rende i cristalli proteici diversi da quelli di una piccola molecola è il contenuto in solvente: nei cristalli delle molecole tutti gli atomi possono essere descritti in termini di reticolo regolare, mentre per i cristalli proteici un reticolo cristallino coesiste con un elevata quantità di materia allo stato liquido.
La soluzione madre, il cui contenuto nel cristallo può variare ca. dal 30 all’80%, ha una forte influenza sul comportamento dei cristalli stessi determinandone pregi e difetti caratteristici tra cui il principale è il fatto che i cristalli proteici sono molto meno ordinati dei cristalli classici, sia per l’elevato contenuto di materiale disordinato presente all’interno del cristallo, ma anche perché i gruppi sulla superficie della macromolecola in contatto con il solvente possono avere una forte mobilità.
Gli agenti circolanti e precipitanti biologici dell’organismo sono principalmente:
Sali (inorganici: AS, Na2SO4, NaCl, KCl, NH4Cl, MgSO4, CaCl2, NH4NO3, LiCl, etc.– organici: Citrato, Acetato, Formiato, etc.) i quali agendo nel tempo, creano la cristallizzazione dei vari tipi di proteine presenti e circolanti nella matrice, virus compresi.
La cristallizzazione puo’ avvenire anche per un processo di dialisi nel quale la membrana di filtro e’ rappresentata dalla membrana cellulare.
Poiché in un cristallo proteico vi sono poche interazioni dirette di impaccamento tra le molecole di proteina, piccole variazioni della soluzione di cristallizzazione, come ad esempio piccole variazioni nel pH, stati febbrili (aumento temperatura corporea, oppure la alterazione bioelettronica della matrice rispetto ai cristalli virus e sostanze entro contenute) possono portare ad avere impaccamenti diversi e si possono quindi ottenere forme cristalline differenti.
Le strutture di alcune molecole di proteina (ad esempio il lisozoma e la mioglobina) sono quindi state determinate in diverse forme cristalline, ma risultano sostanzialmente uguali, ad eccezione di alcune catene laterali che sono coinvolte nell’impaccamento.
Proprio perché le interazioni tra le molecole proteiche in un cristallo sono poche, esse non modificano la struttura complessiva della proteina anche avendo un diverso impaccamento. Tuttavia, diverse forme cristalline possono avere un diverso grado di ordine e quindi dare un quadro di diffrazione di diversa qualità. In generale, più le molecole sono strettamente impaccate e quindi meno acqua contiene il cristallo, migliore è la diffrazione che si ottiene poiche’ le molecole nel cristallo sono più ordinate.

Il microscopio elettronico è stato utilizzato per ottenere informazioni a bassa risoluzione sulla struttura dei virus. Il termine “risoluzione“, usato in questo contesto, sta ad indicare la dimensione di una unità strutturale, che può essere vista chiaramente. Con il microscopio elettronico il livello di risoluzione è 5 nm (1 nm=10-9 metri).
Il microscopio elettronico  e le informazioni sulla forma dei virus.
Per la risoluzione di strutture atomiche, la sola tecnica idonea è la cristallografia a raggi X, che richiede che il virus sia stato cristallizzato.
La prima cristallizzazione di un virus è stata eseguita nel 1930.
I virus hanno una struttura definita (geometrica), che può essere identificata dal tipo di diffrazione.
Fred Sanger ha determinato la prima sequenza aminoacidica di una proteina, l’insulina, nel 1950,
John Kendrew ha descritto la prima struttura cristallica di una proteina, la mioglobina, agli inizi del 1960.
La prima risoluzione della struttura atomica di un virus è stata fatta solo nel 1978.
Da allora sono state determinate molte strutture virali e non le conosciamo tutte…e nuove risoluzioni sono frequentemente descritte nelle riviste scientifiche.

Ricordiamo che NON tutti i virus sono pericolosi o nocivi: alcuni (quelli autologhi) si sono rivelati preziosi alleati per diverse e importanti attività umane, purtroppo degli ultimi due secoli, con i Vaccini pero’ si sono introdotti virus “eterologhi” (estranei di altre specie) negli esseri viventi umani ed animali, che sono infatti delle sostanze tossico-nocive contenenti, anche  non solo virus (cristalloidi e non), che hanno destabilizzato e destabilizzano, con le mutazioni genetiche da essi indotte, trasmissibili anche alla prole,  le normali e naturali funzionalita’ atte a mantenere laperfetta salute.
Esempi di immagini di virus, al microscopio elettronico:


 

Definizione di:
VIRON
:  ossia “virus” geneticamente modificati dall’industria delle nanobiotecnologie e quindi anche da quelle farmacologiche, da una a cento cinquanta (150) volte più piccoli dei normali virus.
Nessuna proteina può essere iniettata in un virus, viste le ridotte dimensioni dei virus, ma esse sono la materia prima del capside(il capside e il genoma sono a volte chiamati nel complesso nucleocapside O core, che alle volte indica addirittura il genoma con le proteine più intimamente legate, e non tutto il capside), cioe’ dell’involucro esterno di un virus, che di fatto e’ una piccola porzione di DNA o RNA, che possono essere:

– “VIRUS” Eterologhi
, (cioe’ proveniente dall’esterno=estraneo) all’organismo sano, (cioe’ contro il Progetto di Vita); il corpo estraneo se viene identificato dal programma mentale di sopravvivenza, che controlla il Sistema Immunitario – S.I.- come TOSSICO, contro di “esso” vengono attivati tutti i meccanismi di fagocitosi e di eliminazione, prima che raggiungano  le cellule, se il S.I., non e’  stato precedentemente leso od alterato, altrimenti quelle sostanze tossiche, virus compresi, vengono a contatto con i recettori della membrana cellulare e molte volte, non sempre, vengono introdotti nel citoplasma cellulare, con tutte le conseguenze del caso – vedi: cellule).
E’ esclusa la contaminazione aerea per via dell’impossibilità dei virus di entrare nelle flugge, la via principale rimane l’alimentazione carnea, formaggi, acque inquinate, l’intossicazione farmacologica e soprattutto l’inoculazione vaccinica. Essi sono i principali veicoli assieme alle tossine endoprodotte ed estranee introdotte, dello stress ossidativo cellulare.
I virus eterologhi, come i batteri ed i funghi autoctoni, che “mutano le loro funzioni”, per i disordini del pH del terreno e la mancanza di propri antagonisti che regolano le quantita’ di ognuno di essi (funghi e batteri), secondi principi naturali eco biologici, e che di conseguenza vengono chiamati “patogeni” (es. Candida), svolgono un ruolo importante nell’intossicazione dei corpi viventi; ed e’ solo il riordino dei giusti rapportidella flora autoctona che evita la continua emissione di tossine che intasano le cellule, i tessuti e quindi gli organi, generando malfunzione organica e quindi sistemica.
Normalmente, per le persone sane ed immunitariamente non compromesse (quelle non vaccinate), anche in questo caso le cose dovrebbero andare senza troppi problemi, viste le nostre ottime barriere immunitarie che essi hanno e che i vaccinati, in genere non hanno piu’.
I virus eterologhi, interferiscono con la normale routine biosintetica della cellula, cio’ determina il rallentamento e/o lo stop della produzione proteica cellulare al punto che la cellula alla fine si sfalda, perchè non ha piu’ la capacita’ di si automantenersi in vita; inoltre, in molti casi le cellule muoiono a causa dell’accumulo di numeri enormi di virus (cioe’ di sostanze tossiche) nel citoplasma o nel nucleo, derivanti dalla rallentata respirazione cellulare e quindi di replicazione cellulare di cio’ che si introduce nella cellula stessa, favorendo quindi lo stress ossidativo e la conseguente distruzione fisica della cellula (apoptosi).
Le morti delle cellule a loro volta, possono provocare disfunzioni tissutali e reazioni infiammatorie e malfunzione d’organo e quindi di sistema, riversando contemporaneamente nella matrice extracellulare i virus, cioe’ le sostanze tossiche che la cellula ha riprodotto, con le conseguenze del caso: intasamento del sistema linfatico e ischemie nella micro circolazione, ecc., cioe’ ammalamento.

Per chi non è attrezzato al meglio e/o sta abusando del suo sistema immunitario in continuazione, con processi di leucocitosi (ad esempio nel mangiare troppo e male e od avere digestioni difficili) e di surriscaldamento intestinale cronico, alterando le flora autoctona, utilizzando farmaci evaccini, le difese immunitarie diventano un colabrodo e permettono l’insediamento di tossine e la proliferazione abnorme di qualsiasi parassita, microbo, fungo (che generano micotossine) generando qualsiasi tipo di sintomo e quindi instaurando la malattia.

“Virus” eterologhi (estranei) dei VACCINI, sono proteine complesse a DNA ad alta pericolosita’ ! perche’ derivano dai frammenti cellulari (apoptosi cellulare) di altri organismi, di altre specie, quindi non consoni alla vita sana dell’organismo ricevente
Cosi come i vaccini a batteri od a spore.
Queste proteine complesse a DNA, i vaccini, sono preparate in laboratorio con tecniche di ingegneria genetica e sono delle bombe a tempo daguerra batteriologica, perche’  ?
Quando queste tossine entrano con l’iniezione vaccinale, by PASSANO le normali barriere immunitarie e NON solo quelle, perche’ sono veicolati direttamente, per iniezione intramuscolare, anche nel sangue e raggiungono qualsiasi parte dell’organismo colpendo le cellule, i tessuti, il sistema immunitario, quello nervoso ed intasando anche e successivamente il sistema endocrino e linfatico, naturalmente questi bombe a tempo, colpiscono in modo variabile a seconda delle “debolezze” e delle predisposizioni dei vari soggetti che si vaccinano, mentre i NON Vaccinatiquesti problemi NON li HANNO !.

Essi, il contenuto dei vaccini, sono responsabili dello stress ossidativo cellulare e dell’alterato metabolismo cellulare, assieme alle tossineintrodotte con alimentazione inadatta od acque malsane, e per l’alterazione della flora batterica autoctona che mal funzionando genera anche micotossine (tossine dai funghi), tossine microbiche e virali.

vedi: Elenco dei batteri nell’Intestino + La teoria dei Germi e’ falsa

Queste proteine virali tossiche eterologhe (esempio, quelle dei virus dei vaccini) entrano nella circolazione sanguigna e linfatica in breve tempo, arrivando anche alle cellule di qualsiasi tipo, anche nervose; queste cellule, cercando di riconoscere questi virus proteici eterologhi – vedi sopra: (E), li decodificano per mezzo del loro DNA antenna ed immettono in certi casi (per malfunzione) nel DNA mitocondriale la frazione del DNA eterologo, modificando il DNA originale del mitocondrio ed ecco apparire le mutazioni genetiche; queste mutazioni possono essere indotte anche dalle sostanze mineralimetalloidi contenute nei vaccini; inoltre questi virus da laboratorio, alterano immediatamente nelle cellule il loro potere e funzione di preparazione di sintesi e specializzazione delle proteine, che servono alle altre cellule di tessuti di organi del corpo, per il loro buon funzionamento; queste alterazioni determinano prima intossicazione e immediatamente fatti infiammatori, piu’ meno intensi nei tessuti e quindi negli organi di appartenenza, con l’immediata malfunzione degli organi colpiti, e per caduta, alterano anche i sistemi od apparati nei quali quegli organi sono immessi, generando malfunzione organica e sistemica, ed ecco apparire i primi sintomi della malattia da vaccino….

ATTENZIONE
:
I virus possono derivare dall’apoptosi cellulare, e quindi dalla disgregazione dei mitocondri delle cellule, oppure da sostanze estranee, cioe’ eterologhe, quindi TOSSICHE, es. i Vaccini.
Le fabbriche dei Vaccini, laboratori di ingegneria genetica vaccinale, sono quelli gestiti da Big Pharma e questi meccanismi li conoscono bene e li utilizzano per le loro sporche finalita’…..
I tecnici gli operatori  che li preparano, cioe’ li scrivono, copiandoli dalla natura, cioe’ preparando virus e/o batteri o spore, comunque eterologhi – vedi sopra: (E) = estranei, cioe’ tossici  agli esseri viventi nei quali vengono successivamente introdotti, si chiamano “virus writer ”, come quelli che creano i virus informatici = i ricercatori nei laboratori di Big Pharma
La siringa e’ paragonabile al modem che permette l’accesso al WEB (vedi: Uomo psicoelettronico) che e’ paragonabile al sangue-linfa del corpo vivente, ed il capside che contiene le proteine complesse a DNA, cioe’ i virus, all’e.mail contenente il virus che si puo’ ricevere nel PC e che destabilizza il sistema operativo del PC stesso..
Il sistema operativo di un PC e’ paragonabile al sistema immunitario (S.I.), degli esseri  viventi, anche se quest’ultimo (S.I.), e’ molto piu’ complesso, essendo un programma che si autoprogramma con le informazioni che acquisisce man mano che l’essere cresce.
Il virus biologico eterologo=estraneo, come quello informatico, contiene un file o porzione di esso (piccolissimo programma-software) che contiene informazioni tossiche per il sistema operativo o sistema immunitario (software dell’organismo vivente) che ne viene alterato in OGNI CASO, ma ed in specie il DNA mitocondriale.

Una volta inserito nel DNA mitocondriale, per mezzo delle funzioni della cellula, quel micidiale “file” tossico verra’ “distribuito” con due linee di azione: una per mezzo del meccanismo derivante dal DNA antenna (a radiofrequenza) e per mezzo della distribuzione del contenuto virale del vaccino (ogni iniezione inserisce circa 1.500.000 unita’ di  proteine complesse virali a DNA) all’intero organismo, perche’ veicolato dal sangue (rete WEB corporea) alle varie cellule dell’organismo, le quali altereranno immediatamente le loro funzioni, oltre a reagire in modo anomalo – vedi sotto le dichiarazioni dello scienziato Koch in (B), sia per le proteine eterologhe = estranee, del capside del virus, sia per quelle funzioni riguardanti la sintesi e specializzazione delle proteine, alterando quindi il metabolismo e generando malnutrizione cellulare e nei tessuticorrispondenti, alterazioni e quindi malfunzione anche degli organi (sistemi) ai quali quelle cellule e tessuti appartengono lavorando per ed in essi.
La malfunzione del sistema operativo (immunitario e corporeo) e’ quindi assicurata, sia immediatamente piu’ o meno intensamente, sia nel tempo a seconda del tipo e qualita’ del sistema immunitario e corporeo del soggetto ricevente…. con grande gioia di Big Pharma che crea e distribuisce malfunzioni, dolore, sofferenza…. e ne ricava guadagni miliardari in Euri o dollari.
vedi: Influenza suina o maiala
Queste cose Big Pharma e la cricca che li circonda che li serve e li rappresenta…. e che e’ nei FATTI connivente,  le sanno molto bene e le utilizzano per i loro sporchi scopi: generare, mantenere ed ampliare il mercato dei malati

“Virus” Autologhi, autoprodotto quindi dall’organismo stesso, come “detrito” nel processo di apoptosi cellulare e quindi anche mitocondriale – e’ proprio il mitocondrio, nella sua disgregazione, che avviene nel processo di apoptosi, che genera i virus autologhi (proteine complesse a DNA).
Inoltre, come ogni micro organismo e qualsiasi sostanza eterologa, essi hanno una propria carica sia elettrostatica che elettromagentica ben definibile con apposite apparecchiature, infatti essi “risuonno” a determinate frequenze ben precise a seconda del tipo di sostanza, microgranismo, proteine, molecole, ecc.
Quando queste sostanze eterologhe  vengono introdotte nell’organismo del vivente, esse hanno potere, quali cationi positivi di essere elementi “coagulanti” – cioe’ determinano l’aggregazione, agglomerazione, il deposito, lo  “addensarsi” di particelle dotate di massa.
Quindi sono sostanze che producono anche e non solo, ischemie nella microcircolazione….
Ricordo che tutti i metalli, hanno un caratteristica elettrica (carica) propria, ad  esempio: l’alluminio (contenuto nei vaccini), ha una carica elettrica (ioni caricati in modo positivo) di +3, ecc. ecc.
Il virus, per riassumere, è un parassita intracellulare obbligato; quindi se si vuole ottenerne una certa quantità, occorre per forza inocularlo-introdurlo in una cellula e farlo da essa riprodurre-replicare, in quanto il virus non ha in se stesso la proprieta’, ne’ la funzione diautoriprodursi !

I “virusautologhi, si creano, negli esseri viventi, per  decomposizione cellulare (mitocondriale), le reazioni immunitarie sono minime od assenti; al contrario, quelle dei virus eterologhi, le reazioni immunitarie sono intense e deleterie a seconda del tipo, qualita’ e funzionalita’, del sistema immunitario del soggetto nel quale il virus eterologo – vedi sopra: (E) viene ad introdursi, magari con un Vaccino, determinando malfunzionamentiin ogni possibile parte del corpo ed anche nel tempo, vedi le: ischemie indotte dai vaccini
Al contrario, il contenuto del capside del virus eterologo, cioe’ la frazione di materiale genetico (DNA-RNA) non produce nessuna reazione immunitaria, ma scatena altri disordini ed alterazioni delle funzioni delle cellule nel quale il virus viene introdotto, per le informazioni (DNA-RNA)destabilizzanti che contiene

– a conferma, vedi sotto a: (B)

I “virus”, sono quindi INCAPACI di vita autonoma (perche’ NON sono esseri Viventi, ma sostanze a DNA), in quanto necessariamente dipendenti dall’impianto metabolico (ricambio) di una cellula, sono divisibili in quattro gruppi:
– virus da batteri;
– virus degli insetti;
– virus delle piante;
– virus animali.

Il “virus” contiene nel suo capside (involucro-membrana proteica), un solo acido nucleico e si comporta da parassita assoluto ed obbligato nella cellula ospite; è anche detto virus filtrabile, in contrapposizione ai germi microbici.
Le ricerche hanno permesso di determinare dei caratteri generali dei virus, ovvero le dimensioni submicroscopiche, la filtrabilità, l’incapacità di moltiplicazione nei terreni artificiali di coltura, parassitismo cellulare vivente obbligato, la variabilità, la capacità di promuovere anticorpi.
Per attivare la produzione di anticorpi, in certi casi ed a seconda del tipo di reattivita’ del sistema immunitario (S.I.) esso si “avvale di due vie”:
PIU’ il S.I. e’ funzionale MENO si producono anticorpi, perche’ il S.I. li individua prima e li neutralizza prima della produzione di anticorpi, facendoli eliminare dal sistema-organi emuntori dell’organismo, oppure facendoli immagazzinare nei grassi
MENO il S.I. e’ funzionale PIU’ anticorpi si producono, perche’ il sistema immunitario, non riuscendo a eliminarli velocemente, deve sopperire a questa mancanza producendo anticorpi, con l’abnorme reazione immunitaria suscitata, per aggredirli e poterli eliminare, se vi riesce; in questa fase il soggetto infettato somatizza una piccola o grave malattia a seconda del tipo di reazioni scatenatesi dall’aggressione virale a livello cellula, tissutale, organica e/o sistemica).

Nuove e successive possibilità tecniche, quali l’ultrafiltrazione, l’ultracentrifugazione, la microscopia elettronica, l’impegno di substrati idonei a coltivare virus e rappresentati soprattutto da colture di tessuti ed embrioni di pollo, hanno aperto nuove strade di indagine alla virologia.
Dei virus si sono potuti così stabilire caratteri morfologici, chimici e biologici di grande importanza:
– Dimensioni: Pur rimanendo nell’ambito submicroscopico, le dimensioni dei virus sono molto variabili: da 10 a 300 millimicron.
– Forma: Alcuni virus possiedono una simmetria cubica, altri sferica o bacilliforme o filamentosa o simile a quella dei nemaspermi; in funzione del tipo di forma, varia anche la funzione, come nei batteri.

– Composizione chimica: I virus sono essenzialmente costituiti da nucleoproteine, diverse a seconda del tipo di virus; per esempio nei virus delle piante l’acido nucleico è rappresentato dall’acido ribonucleico (RNA); in quelli dei batteri dall’acido desossiribonucleico (DNA), nei virus animali, l’acido nucleico è per lo più rappresentato da DNA, talvolta da RNA, talvolta da entrambi.
Questa “porzione” di DNA o RNA e’ null”altro che un pezzetto di acido desossiribonucleico o deossiribonucleico (DNA) che è un acido nucleico che contiene le informazioni genetiche necessarie alla biosintesi; esso quando eterologo = estraneo alla specie nel quale viene introdotto, cioe’ proveniente da specie diverse, esso e’ quindi molto pericoloso per la nuova specie nella quale viene introdotto, artificialmente con i vaccini od i farmaci, ferite, oppure attraverso i cibi, specie quelli carnei.

Le proteine virali sono molto diverse non solo da virus a virus, per il fatto che provengono da specie diverse (vegetali, animali, umani), ma anche da ceppo a ceppo di uno stesso virus.
Esse hanno un involucro protettivo all’acido nucleico DNA/RNA, la sostanza che racchiude in sé tutte le caratteristiche genetiche dei virus, compreso il suo potere infettante. Tale involucro è formato da una guaina proteica di lipidi.
Anche nel corpo virale si possono inoltre riscontrare lipidi (virus animali, quindi eterologhi – vedi sopra: (E), glicidi (virus vegetali, enzimi, eterologhiecc.); i virus sono sostanze tossiche, quando sono eterologhi; quando sono autologhi, autoprodotti dall’apoptosi cellulare, cioe’ dalla disgregazione del nucleo e del mitocondrio in esse contenuti, queste sostanze vengono immagazzinate nei grassi dei tessuti, oppure eliminate dall’organismo, se in buona salute.
Tre gruppi di ricerca – uno della Brigham Young University, uno della Florida University e l’altro della Iowa State University – sono riusciti a costruire la struttura tridimensionale completa di proteine M2 (NdR: La proteina M2 attiva il canale ionico che contribuisce all’abbassamento del pHnell’endosoma, essenziale per la fusione dell’envelope (capside proteico), grazie alla Nmr allo stato solido.
Quello che hanno osservato è che M2 funziona come uno “shuttle” di ioni idrogeno; la cellula, riconosce la proteina, crea quindi un canale che trasporta attivamente dall’esterno all’interno della cellula, la proteina virale. “In particolare – ha spiegato Mei Hong, docente di chimica alla Iowa State University – è l’aminoacido istidina a legare due ioni idrogeno all’esterno e a rilasciarli dall’altra parte della membrana cellulare”.
Riferimenti: DOI: 10.1126/science.1197748; DOI: 10.1126/science.1191714; DOI: 10.1126/science.1191750

Una volta che il virus si è attaccato alla membrana cellulare, la cellula, questa lo circonda e lo ingloba con un processo di endocitosi. Una volta all’interno della cellula, la proteina virale di membrana M2 viene utilizzata per aprire, da parte della cellula, il canale protonico, in modo che dallacellula si abbia un flusso di protoni verso il capside virale a DNA, con un aumento della sua acidità, che a sua volta innesca il rilascio del materiale genetico virale nella cellula stessa.
A questo punto le risorse e le funzioni cellulari sono impiegate per la replicazione del virus. (NdR: questa e’ l’attuazione delle alterazioni delle funzioni cellulari, depistate dai virus anche vaccinali).
Il meccanismo di funzionamento di questa pompa protonica cellulare, non era però finora ben chiaro e si contrapponevano due modelli. Il primo ipotizzava un canale “a otturatore” che, a causa di forze di repulsione elettrostatica, si allarga, mentre il secondo ipotizza un meccanismo “a navetta”, in cui un residuo amminoacidico della proteina in qualche modo ristruttura la propria forma in modo da catturare i protoni e riversarli all’interno della cellula.
I ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione sulla struttura e sulla dinamica del residuo amminoacidico, un’istidina nella parte transmembrana della proteina, che hanno studiato con mezzi di spettroscopia NMR (Risonanza Magnetica Nucleare) allo stato solido. “L’informazione strutturale ottenuta è quasi invisibile alle tecniche ad alta risoluzione convenzionali, e dimostra la capacità della NMR allo stato solido, di chiarire il chimismo e le dinamiche delle proteine di membrana”, ha spiegato Mei Hong, che ha diretto lo studio.
In questo modo i ricercatori sono riusciti a scoprire che gli anelli di istidina cambiano la propria struttura, riorientandosi di 45° oltre 50.000 volte al secondo quando il canale è aperto, mentre restano immobili quando è chiuso. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: I virus hanno bisogno di un recettore particolare gestito dal DNA cellulare, sulla membrana cellulare per essere accettati ed aiutati ad entrare all’interno della cellula, e quel recettore in genere e’ geneticamente mancante od inadeguato in una particolare popolazione od in soggetti particolarmente sani a livello immunitario e metabolico;  questo particolare immunocellulare conferisce al soggetto con quella caratteristica, una resistenza piu’ o meno marcata a quelle sostanze, batteri,  virus eterologhi
vedi sopra: (E).
Idem se una sostanza eterologa od un agente patogeno estraneo, sono in grado di provocare risposte immunologica crociate verso un altro agente.

I “Virus” AUTOLOGHI, lo ricordiamo, sono quindi quelli autoprodotti e sono i virus derivanti dalla “morte=apoptosi cellulare” dei mitocondri (parti della cellula) i quali si disgregano in genere del tutto, generando alle volte, non sempre, delle proteine complesse a DNA, (perche’ il metabolismo e lo smembramento, non funzionano bene) contenenti quindi un frammento del DNA mitocondriale o nucleico, che pero’ essendo autologo, in genere non disturba, solo se vengono eliminati al piu’ presto, ma se cio’ non avviene, queste proteine complesse a DNA (di lipidi) si immagazzinano nei lipidi=grassi dei tessuti ed in certi casi possono disturbare nel tempo il soggetto, ma non piu’ di tanto, salvo che non siano soggetti immunodepressi.
Virus Autologhi – sono autoprodotti anche dal degrado=morte=disgregazione anche dei batteri autoctoni e non.
Anche questi virus sono autoprodotti, ma hanno una particolare caratteristica, essi sono i virus utili che il sistema ontogenetico dei microbi utilizza per l’aiuto alla riparazione dei tessuti dell’organismo.
vedi: il ciclio dei Somatidi di Naessens

RIFLESSIONE:
Ricordiamo, per esempio che il 99% di malattie cosiddette “virali”, esempio:  le influenze stagionali, esse derivano da intasamento interno  delle viscere (specie dell’intestino tenue) causato da improprietaalimentari e comportamentali, da indebolimenti dovuti ad intossicazioni ed infiammazioni e quindi da pessima gestione del proprio ricambio metabolicocellulare, generando parallelamente indebolimento immunitario.
Il processo metabolico sballato, funzionante a tempi alternati e/o male, non riguarda le persone avvedute che si cibano e si comportano in linea con la propria vera natura.
A quel punto, oltre all’indebolimento precedente, arriva l’intasamento dei frammenti virali interni (virus autoprodotti oppure da quelli derivanti anche e non solo dai vaccini), che va ad aggiungersi al problema che con l’indebolimento immunitario permette il manifestarsi delle piu’ svariate malattie.

Dato che le influenze stagionali, sono “malattie” BENEFICHE, perche’ permettono ai soggetti che si ammalano, di eliminare intossicazioni,infiammazioni e catarri accumulati, esse vanno vissute, senza bloccarle con farmaci di sintesi, ma vanno aiutate ad uscire dall’organismo con metodi e cure naturali.
Cio’ riguarda chi si ammala essenzialmente di costipazione (in genere tutto parte dal rallentamento delle funzioni intestinali) e delle sue innumerevoli conseguenze, cioe’ di chi si ammala mangiando troppe carni e proteine animali, cibi cotti, chi consuma sigarette, alcolici, caffè, ecc, chi non si muove, chi si spaventa troppo emotivamente, chi non prende il sole, chi non ama e non fa sesso, chi si sclerotizza e si cronicizza, chi non è sensibile alle sorti dei deboli e degli indifesi e/o non risolve il Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo.
In tutti questi casi l’unico danno dei virus interni (autologhi) è l’intasamento e la poltiglia virale che può arrecare impedimenti e rallentamenti interni. L’intasamento e’ soprattutto intestinale, linfatico, sanguigno oltre che tissutale (microcircolazione) !
Normalmente un individuo “sano” non  ha conseguenze di nessun genere anzi si fortifica dopo una qualsiasi influenza.

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Descrizione de meccanismo di riproduzione-moltiplicazione dei “virus” (che sono proteine a DNA) da parte della cellula stessa:
Queste le 3 fasi della riproduzione dei virus nella cellula
1 – l’inizio dell’intossicazione;
2 – espressione con decodifica del genoma e la replicazione-moltiplicazione da parte della cellula stessa;
3 – il rilascio da parte della cellula, dei virioni maturi nei liquidi, fluidi del corpo.
I virus vengono replicati solo quando penetrano all’interno di una cellula; la moltiplicazione avviene però solamente nelle “cellule deboli e penetrabili” ai virus.
Il processo moltiplicativo si divide in varie fasi:
1° fase: detettaggio frequenziale da parte del DNA dei mitocondri della cellula ed adsorbimento del virus nella membrana cellulare;
2° fase: inserimento-penetrazione del virus con il suo acido nucleico nel citoplasma della cellula;
3° fase: svestimento o eclissi (perdita degli involucri lipidici virali ed esposizione dell’acido nucleico), questo meccanismo si chiama: Uncoating (spoliazione) del genomaDNA – virale ed esposizione al macchinario genetico/biosintetico della cellula ospite (quindi verrà liberato il genoma da replicare da parte della cellula)
Essa rappresenta la fase in cui le particelle virali sono disassemblate nei loro componenti all’interno della cellula, con liberazione del genoma, e rappresenta un prerequisito per la replicazione.
Il periodo di latenza è l’intervallo che intercorre fra l’infezione e la comparsa di nuove particelle virali extracellulari, ed è dell’ordine di 20-25 minuti per la maggior parte dei batteriofagi.
Circa 40 minuti dopo che le cellule sono state intossicate, la curva che rappresenta la conta totale dei virioni e quella dei virioni extracellulari si intersecano; ciò accade perché le cellule sono andate incontro a lisi e le particelle virali intracellulari sono state rilasciate nel mezzo.
4° fase: replicazione mediante il processo di duplicazione cellulare (sintesi delle macromolecole, cioè DNA, RNA e proteine virali); le cellule possiedono diverse strategie replicative ed ognuna di esse moltiplica in maniera differente, sfruttando i propri enzimi ed organelli;
Fasi replicative precoci del genoma virale, in cui il macchinario biosintetico (funzioni cellulari) della cellula ospite si e’ modificato, come preludio alla sintesi di nuovi acidi nucleici virali.
5° fase: assemblaggio (formazione all’interno della cellula – nel nucleo o nel citosol – del capside; all’interno di questo involucro si inserisce il DNA virale formando il nucleocapside); In questa fase vengono prodotti enzimi virus-specifici, prima ondata dell’ espressione del genoma virale da inviare nell’organismo;
In questa fase avviene la sintesi delle componenti virioniche che includono le subunità proteiche del capside e le proteine associate all’involucro pericapsidico;
Assemblaggio delle subunità proteiche (e dei componenti di membrana per i virus rivestiti) e impacchettamento del genoma nelle nuove particelle virali duplicate e preparate dalla cellula;
6° fase: liberazione e/o fuoriuscita dei virus replicati dalla cellula, cioe’ dei virioni maturi, ed immissione nell’organismo dei virus duplicati i quali, veicolati dal sangue, linfa e/o la via purinica, vanno ad “intossicare” altre cellule dell’organismo, se questi ha un sistema immunitario debole e/o gia’ leso da vaccinazioni precedenti e/o da altri fattori immunodepressivi, es. le amalgami e/o protesi dentali, farmaci, alimenti intossicati, acque inquinate, droghe

Le Vaccinazioni e certi farmaci, producono molto facilmente anche l’alterazione del Terreno verso l’acidosi….e producono lo stress ossidativocellulare e quindi tissutale, oltre alle mutazioni genetiche.

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Pandora, i mega-virus che potrebbero ridefinire la vita così come la conosciamo – 24 luglio 2013
Megavirus
Un team di ricercatori francesi ha pubblicato su Science lo studio Pandoraviruses: Amoeba Viruses with Genomes Up to 2.5 Mb Reaching Thatof Parasitic Eukaryotes, nel quale spiega che “Dieci anni fa, la scoperta del Mimivirus, un virus che infetta le Acanthamoeba, ha avviato un riesame dei limiti del mondo virale, sia in termini di dimensioni delle particelle (>0,7 micrometri) che della complessità del genoma (>1000 geni), dimensioni tipiche del parassita dei batteri. La diversità di questi virus giganti (i Megaviridae) è stata valutata mediante il campionamento di una varietà di ambienti acquatici e dei loro sedimenti associati in tutto il mondo”.
I ricercatori segnalano «L’isolamento di due virus giganti, uno al largo della costa centrale del Cile, l’altro in un laghetto di acqua dolce nei pressi di Melbourne (Australia), senza somiglianza morfologica e genomica con eventuali famiglie di virus precedentemente definiti. Le loro particelle ovoidali di dimensioni micrometriche contengono genomi di Dna rispettivamente di almeno 2,5 ed 1,9 megabases,. Questi virus sono i primi membri del proposto genere “Pandoravirus”, un termine che riflette la loro mancanza di somiglianza con microrganismi descritti in precedenza e le sorprese previste dal loro studio futuro».

Come spiega Science, questi megavirus di dimensioni spropositate scoperti di recente “Raggiungono il micron di lunghezza e all’apparenza potrebbero essere scambiati per batteri. Possiedono un genoma spropositatamente grande rispetto agli altri virus, nel quale sono presenti geni completamente diversi da quelli che caratterizzano archea, batteri ed eucarioti, suggerendo che possano derivare da antichi parassiti appartenenti a un nuovo dominio della vita”. Quindi, la conclusione a cui sono giunti i biologi che li hanno scoperti è che “Archea, batteri ed eucarioti non sarebbero i tre soli domini della vita esistenti”.
Science sottolinea che “La collocazione dei virus nell’albero della vita è sempre stata alquanto incerta e controversa. Secondo una teoria, i virus sarebbero antichi parassiti che avrebbero progressivamente perso quasi tutto il loro armamentario biologico, mentre altri biologi – vista l’assenza di funzioni metaboliche e la totale dipendenza per la riproduzione dagli apparati delle cellule ospiti – li considerano solo aggregati di proteine”.
I due “Pandoravirus” sembrano cosa diversa dai  Mimivirus, che pure hanno dimensioni fisiche e genetiche simili a  quelle di molti batteri, ma i circa 900 presunti geni identificati in questi virus erano considerati dalla maggioranza dei virologi geni acquisiti casualmente dalle cellule in cui era avvenuta la riproduzione del virus.
Una spiegazione non ha mai convinto Jean-Michel Claverie, un ricercatore del Cnrs dell’università di Aix-Marseille, che ha sequenziato il genoma di Mimivirus e guidato la ricerca sui “Pandoravirus”, «Perché le sequenze geniche identificate risultavano molto diverse da quelle dei geni del suo ospite, Acanthamoeba».
Il team di Claverie è andato quindi a caccia di altri virus gigantinei i sedimenti marini e lacustri  dove era stato trovato il Mimivirus e si è imbattuto nei “nuovi” mega-virus: il Pandoravirus salinus, trovato nei sedimenti della foce del fiume Tunquen in Cile, e i Pandoravirus dulcis, ancora più grande, nei fondali di un laghetto di acqua dolce vicino a Melbourne. Ognuno di questi megavirus è anche in possesso di circa 2.500 geni, dei quali 2.300 sono del tutto nuovi per la biologia.
I Pandoraviruses, in altre parole, sono molto più di enorme,  sono anche inequivocabilmente distinti, di qualsiasi virus conosciuto sulla Terra, compresi gli altri virus giganti. Il fatto che questi “Pandoravirus” siano geneticamente  unici e che siano stati trovati in continenti diversi e separati dall’Oceano Pacifico, suggerisce che i generi virali giganti possono essere più comuni di quanto si credesse, mentre aumentano gli interrogativi su quali siano i confini tra le cellule viventi ed i virus “inanimati”.
A prima vista sembrano simili a batteri, anche perché non possiedono il caratteristico capside; ma a un attento esame microscopico, ottico ed elettronico, è evidente che si tratta di virus: non hanno i geni per produrre energia, così come non possono produrre autonomamente proteine. Inoltre, quando si riproducono non si dividono in due come fanno i batteri, ma producono centinaia di nuove particelle virali, fino all’esplosione della cellula ospite.
Science sottolinea: “Particolarmente notevole è il fatto che la maggior parte dei geni dei pandoravirus non compare in alcun database, il che  non solo rafforza l’ipotesi che i virus giganti discendano da cellule a vita libera che a poco a poco hanno perso la maggior parte dei geni in seguito a un parassitismo sempre più spinto”.
Claverie sostiene “Che  abbiano avuto origine da una stirpe cellulare primitiva totalmente diversa da Archea, Bacteria e Eukarya”.  Per questo nuovo raggruppamento è stato proposto il nome di Things Resisting Uncomplete Classification, abbreviato in “Truc”, che in francese significa “coso”.
Il biologo molecolare Luis Villarreal su Scientific American si chiede se i virus siano vivi e spiega: “Inizialmente erano visti come veleni, poi come forme di vita, quindi come prodotti chimici biologici, oggi si pensa ai virus di come ad una zona grigia tra vivente e non vivente. Non possono replicarsi in proprio, ma vengono replicati da cellule davvero viventi e possono anche influenzare profondamente il comportamento dei loro ospiti”.
L’ambiguità deriva in gran parte dalla natura paradossale dei virus: da un lato, possiedono molte caratteristiche associate alla vita, come ad esempio il Dna e l’Rna, e la capacità di evolvere. Sono anche abili simulatori che si impadroniscono del meccanismo cellulare dei loro ospiti, che sfruttano per riprodursi,  diffondere e infettare, a volte con efficienza letale. Si tratta di un impressionante e spaventoso armamentario per qualcosa che non è in grado di produrre proteine.
Forse per la loro natura subdola i virus sono stati visti a lungo come qualcosa di relativamente semplice: dato le loro piccole dimensioni, gli scienziati pensavano che i loro genomi fossero piccoli, non hanno parete cellulare e nemmeno processi metabolici, tutte caratteristiche che hanno impedito ai virus di diventare un piccolo rametto nell’albero della vita disegnato dall’uomo.
Ma ora i  Pandoravirus rischiano di riedificare quell’albero fin dalle sue radici: “Dato che più del 93% dei geni dei Pandoravirus non somigliano a nulla conosciuto – scrivono i ricercatori su Science – la loro origine non può essere fatta risalire ad un qualsiasi lignaggio cellulare conosciuto. Tuttavia, la loro polimerasi del Dna fa cluster con quelle del Dna di altri virus giganti, suggerendo l’esistenza di un quarto controverso dominio della vita”.
Tratto da Science

SINTESI:
Ma cos’è quindi un “virus”
?
La storia della virologia è costellata di scoperte, ma e da grandi abbagli. Ma questo e’ comune anche a tutta la biologia.
Su alcuni testi di Patologia clinica, troviamo questa definizione:
– un virus è una informazione (brutta notizia) avvolta in una proteina.
La seconda parte della definizione fa riferimento alla struttura comune a tutti i virus:
– uno strato proteico che ricopre il file del DNA (genoma).
Molti virus si limitano a questa struttura, altri aggiungono strati aggiuntivi, quasi sempre formati da fosfolipidi.
Questo secondo rivestimento è chiamato envelope, (capside) sul quale sono evidenti le spikes o spicole (lancia, spuntone, chiodo), che non fanno parte del capside ma che sono vere e proprie proteine di membrana, spesso glicoproteine.
Esistono poi altri tipi di proteine, si va dalle proteine importanti per la fusione delle membrane a quelle emoagglutinanti, l’importante è capire che comunque tutte sono indispensabili al virus: in una struttura piccola ed essenziale come quella virale non c’è spazio per strutture inefficienti.
Nei virus con envelope, il capside e il genoma virale sono spesso chiamati con l’unico nome di nucleocapside, mentre il capside è spesso chiamato core.
Esistono poi, nei virus con envelope o per-capside, oppure tunica, ma ci può essere anche uno strato di matrice, delle proteine con funzione strutturale, situate proprio al di sotto dello strato fosfolipidico, chiamate proteine di matrice o proteine M. Infine, alcuni virus portano con se deglienzimi.

Esistono virus di tutti i tipi: piccoli o molto grandi, allungati, a forma di mattone o proiettile, rotondi, icosaedrici…, complesso (come nei fagi T pari o il capside a mattone del Poxvirus).
Quando il virus è nudo, il capside è l’unico rivestimento della particella. In questo caso presenta le proteine necessarie per il riconoscimento recettoriale (spikes o spicole).
Le dimensioni variano da 18 a 700 nm di diametro (anche se esistono i filovirus, con particella allungata, la cui lunghezza può arrivare ad 1 μm) e contengono un solo tipo di acido nucleico;
Un virus e’ quindi costituito da una catena di acido nucleico, che può essere DNA o RNA, a seconda del tipo di virus; cio’ significa che in sintesi, il virus e’ un pezzetto di DNA/RNA circondato, avvolto da una capsula proteica, piu’ o meno complessa.
Nessun virus puo’ MAI entrare nelle flugge (bollicine di vapor acqueo in sospensione nell’aria) perche’ esso e’ 1.000 volte piu’ grande di una singola Flugga.
Comunque la vera Funzione ed il Significato biologico dei virus, e’ quello di “trasportare materiale genetico”, cioe’ informazione,  per promuovere il cambiamento della e nella Natura in senso lato !

Nel 1940 finalmente la prima foto: veniva fotografato il TMV al microscopio elettronico, e nel 1952 Harshey e Chase dimostrarono, con l’uso di un batteriofago, il cui codice genetico risiede nel DNA che e’ all’interno e non nelle proteine che lo avviluppano.
Un batteriofago o fago è una proteina complessa virale  detta anche virus, che parassita un determinato batterio, di cui può provocare la distruzione per lisi.
I batteriofagi più complessi, come quelli della serie T, hanno una forma a spillo. La parte chiamata testa, contiene l’acido nucleico, sotto a questa si trova una specie di collare, seguito da una coda che si sfrangia all’estremità libera in 5 o 6 fibre.
Il batteriofago attacca il batterio fissando le fibre su un punto preciso della superficie del batterio. Con un meccanismo di contrazione inietta il suoacido nucleico, mentre l’involucro proteico rimane all’esterno. Una volta iniettato, il genoma fagico può seguire due vie.
Nel ciclo litico (tipico dei batteriofagi T), utilizzerà l’apparato di replicazione dell’ospite per produrre nuove particelle fagiche, fino al raggiungimento del volume di scoppio, momento in cui la cellula si disgregherà per lisi.
Nel ciclo lisogenico invece, il genoma fagico (solitamente quello di λ) si integrerà in un punto specifico del cromosoma batterico, attλ. In questo stato integrato, il fago viene chiamato profago, e ogni qual volta il cromosoma batterico si replica, il genoma di λ integrato replica anch’esso. Un batterio che contiene un profago è detto “lisogeno”.
Lo stato di profago è mantenuto da una specifica proteina prodotta dal fago stesso. L’allontanamento di questo repressore induce il ciclo litico.

I “virus” sono quindi strutture=sostanze (proteine complesse a DNA) non visibili ad occhio nudo, così piccole da non possedere nel loro “file” di DNA, tutte le funzioni necessarie per essere “accettati”, dalle cellule e quelli (files = segmento di DNA) per farsi riprodurre dalla cellula, oltre agli enzimi adatti alla loro lettura nella cellula, contrariamente a quanto affermano alcuni medici poco preparati della medicina ufficiale.
I virus, quando riescono a passare le barriere immunologiche: pelle, mucose. batteriofagi, ecc, si ancorano alla membrana delle cellule con i loro spikes ed attendono che la cellula li decodifichi e se la funzione cellulare non e’ stata alterata in precedenza, li introduca nel citoplasma cellulare; in seguito alla decodifica l’informazione virale passa al genoma cellulare, specie quello mitocondriale, modificando e/o alterando, es. nel caso dei Vaccini, SEMPRE tossici e contenenti anche virus eterologhi = estranei, le funzioni principali cellulari, che sono principalmente: produzione e specializzazione delle proteine e generazione di energia con il sistema ATP nel mitocondrio.
Una volta introdotti all’interno di una cellula, i virus eterologhi, modificano la funzionalità della cellula che li ospita, per mezzo del loro DNA e con le reazioni cellulari e quindi immunitarie al capside proteico complesso del virus stesso, specie quelli eterologhi che passano le prime e piu’ importanti e le varie barriere immunitarie (pelle e mucose), compromettendola e generandole stress ossidativo ed a volte molto piu’ gravemente, tanto da provocarne la morte (apoptosi), per questi processi, contro la vita cellulare, nasce quindi l’alterazione nutrizionale della cellulla stessa, e quella di tutte le cellule viciniore ammalate e non, nel tessuto ove queste cellule, che contengono virus risiedono; la conseguenza e’ che il tessuto si intossica, si infiamma e/o scatena ischemie, infarti (di tutti i tipi), oppure va in necrosi.
Quindi non e’ il “virus” in se’ che produce la malattia, ma la degenerazione delle funzioni cellulari indotte dal DNA virale, per l’intossicazione indotta, da e per le reazioni alle proteine del capside virale che esso la scatena, ma e’ la malfunzione della cellula che scatena l’ammalamento, questo perche’ un “virus” e’ lo ripetiamo una ennesima volta, un’applicazione (file di DNA) che si attacca od informa ad altre applicazioni (file di DNA cellulare) nei quali modifica l’informazione normalmente contenuta a pro della Vita sana, oltre all‘intossicazione introdotta nella cellula con quelle sostanze tossiche chiamate “virus”.
Anche Stephan Lanka (virologo) ed altri virologi non indottrinati, vanno vicino alla verità, Lanka afferma e riconosce che in vita sua non ha mai visto un virus uccidere, aggredire, comportarsi da killer. Anche lui dice che che è follia terroristica parlare di virus pericolosi ed assassini, come fanno i medici in malafede, giornalisti analfabeti, indottrinati e/o pagati, di quotidiani, riviste, televisioni, gestite da Big Pharma.
Anche Lanka riconosce quindi che un virus, non è un essere vivente, che non si può “uccidere o attenuare”, essendo esso un residuo proteico non-ammazzabile e non-attenuabile.
Aggiungete poi il concetto importante della NON propagabilità nell’atmosfera, formata da vapor acqueo, per cui nessun virus al mondo può entrare nelle  flugge (la qual cosa fa apparire ancora più ridicoli e deficienti tutti quelli che indossano le mascherine, allo stesso demenziale modo di quelli che cercano di proteggersi coi profilattici dai papillomi e dall’Aids).

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Gli scienziati studiano la meccanica dei gusci (capside) dei “virus” – 10 dicembre 2013
SISSA Trieste, Italy – Il genoma dei virus è solitamente racchiuso in un guscio chiamato capside. I capsidi hanno proprietà meccaniche uniche: devono essere resistenti e al tempo stesso in grado di dissolversi per rilasciare il genoma nella cellula infettata.
Gli scienziati della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste hanno coordinato uno studio sulle proprietà meccaniche dei virus che ne ha migliorato la comprensione, tanto da fare previsioni sul comportamento di virus ancora poco conosciuti.
I virus sono come navicelle che contengono una parte attiva, cioe’ il materiale genetico, in grado di infettare una cellula ospite. La navicella, chiamata capside o vettore, è sostanzialmente un guscio che si deforma quando deve penetrare nella cellula da infettare, e può addirittura andare in pezzi.
Il gruppo di ricerca, fra cui Guido Polles e Cristian Micheletti della SISSA, hanno usato simulazioni al computer e modelli teorici proprio per capire come questa “navicella” risponda alle sollecitazioni termiche e meccaniche. Così facendo hanno individuato i punti deboli dei capsidi e ne hanno dedotto il processo di assemblaggio spontaneo.
Ogni guscio è formato da tanti tasselli proteici che si incastrano spontaneamente come pezzetti di Lego.
Un capside può essere formato da centinaia di queste sub-unità, ma ogni tassello è formato da un numero limitato di proteine. I bordi dei tasselli rappresentano le linee “deboli” dove avviene la deformazione della struttura generale e lungo le quali il guscio si frammenta in caso di rottura.
Per alcuni tipi di virus sono state fatte delle osservazioni sperimentali, proprio per capire la dinamica interna del vettore (deformazione) e la forma dei singoli tasselli (che è di solito piuttosto regolare – pentagoni, esagoni, triangoli).
Micheletti e colleghi hanno prodotto un modello al computer che, in linea di principio, può essere applicato a qualunque virus di cui sia nota la struttura.
“Partendo dalle conoscenze sulla struttura molecolare del capside abbiamo provato a ‘stuzzicarlo’ un po’ per vedere come cambiava forma. Abbiamo infatti simulato delle fluttuazioni termiche (banalmente l’abbiamo virtualmente scaldato e raffreddato) osservando lungo quali linee il guscio si modificava.
Molto probabilmente queste linee sono anche i punti in cui il capside tende a frantumarsi”. Hanno spiegato Polles e Micheletti. “Il nostro modello si è rivelato molto robusto. Le simulazioni infatti hanno riprodotto le condizioni che sono state osservate sperimentalmente su una serie di capsidi noti. Per questo motivo abbiamo prodotto altre previsioni su capsidi di cui non esiste conoscenza diretta in questo senso”.
La ricerca, che è stata condotta insieme all’Università di York (UK), all’Università di Torino e all’Istituto Max Planck di Mainz (Germania), è stata pubblicata su Plos Computational Biology. Gli studi sulla natura dei capsidi virali sono importanti per conoscere i meccanismi di azione dei virus (e studiare metodi per contrastarla).
I vettori virali inoltre sono usati in farmacologia e per la terapia genica. I gusci dei virus infatti possono essere utilizzati come vettore per far entrare una terapia direttamente dentro le cellule, una metodologia che oggi rappresenta l’avanguardia in medicina. La possibilità di identificare i punti meccanicamente deboli potrebbe, in prospettiva, essere sfruttata per modificare i capsidi naturali ottimizzandone la loro resistenza per un più efficace trasporto e consegna del contenuto farmacologico
Tratto da: lescienze.it

Commento NdR:  qui manca anche un fatto molto importante, siccome ogni sostanza ha una sua specifica carica elettronica individuabile e detettabile ad esempio con uno spettrofotometro, l’analisi delle reazioni che intervengono fra la carica elettronica del capside e quelle della membrana cellulare NON e’ stata fatta ed e’ uno dei fattori piu’ importanti nelle “relazioni” fra una sostanza che si avvicina alla membrana cellulare e la membrana stessa.
Inoltre una delle caratteristiche dei liquidi extracellulare ed intracellulari, ove i virus possono arrivare per mezzo della via linfatica, nervosa e sanguigna, e’ che essi, i liquidi possono variare, per vari motivi innanzi tutto per quelli intracellulari, l’alterazione del metabolismo  – anche i virus lo possono indurre –  il loro pH e quindi interferire piu’ o meno sulla rottura del capside il quale rilascia il DNA nei liquidi con conseguenze difficili da prevedere.

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“VIRUS”: il “nemico invisibile” viene descritto dalla medicina allopatica ufficiale, come se fosse un essere vivente, essi in realta’ sono solo come abbiamo visto, proteine tossiche con “frammenti di materiale genetico” endogeno o/o eterologo interno, i virus (lo ripetiamo una ennesima volta, NON sono quindi esseri viventi, ma solo sostanze lipidiche a DNA),  quelli eterologhi, estranei alla specie sono una minaccia per l’uomo, gli animali e le piante, alcuni dei quali vengono introdotti negli esseri viventi ad esempio con i vaccini per  umani ed animali.
Quelli “autologhi” provenienti dall’apoptosi cellulare con il disgregamento del mitocondrio, sono molto meno tossici ed in genere vengono espulsi per le vie emuntorie naturali e, se non espulsi, si immagazzinano nei grassi dei tessuti e possono rimanere latenti (virus lenti) per decenni, senza provocare danni, ma ad esempio, in uno stato febbrile intenso, possono ritornare e svolgere le loro funzioni e generare qualche problema al soggetto essendo tossine a DNA.
Ricapitoliamo: I virus NON sono “forme di vita semplici”, ma sostanze proteiche (lipidi = grassi) complesse a DNA, che tuttavia sono state in grado di far sviluppare alle cellule nelle quali vengono introdotti, delle reazioni od azioni chimiche complesse ed in genere molto pericolose (in in specie quelli eterologhi=estranei – vedi sopra: (E), e le cellule che li ricevono, consentono loro di rimanere e successivamente vengono replicati-fotocopiati e ridistribuiti all’organismo intero nel quale sono stati introdotti.
Pero’ servono anche all’evoluzione della Vita, che segue il Progetto vita, insito dentro nell’energia (atomi) e quindi nella materia solida (qualsiasi essa sia)
I pezzetti di DNA e di RNA, racchiusi in queste proteine complesse a DNA (virus eterologhi), che viaggiano anche nella cellula, quando questa li fa entrare nel citoplasma, lasciano tracce durature in quasi ogni genoma (specie nel mitocondrio), generando mutazioni genetiche latenti ed occulte, se non si attivano subito od in qualche anno, che si possono trasmettere anche alla prole.
Ecco dimostrati i Danni dei vaccini !
Queste sostanze proteiche a DNA, parassitando le cellule, dal momento che vengono ad essere moltiplicate dalle cellule stesse, i virus sono fra le sostanze biologiche (proteine complesse a DNA) più frequenti del pianeta: con circa 5000 tipi conosciuti e centinaia di miliardi ancora senza scheda segnaletica, esse abbondano in ogni ecosistema terrestre, perche vengono autoprodotte anche dai sistemi viventi.

Quindi se, come abbiamo fino ad ora dimostrato, i virus non sono le cause primarie, ma secondarie, di determinate “malattie“, cosi come li identificano e li chiamano i ricercatori ed i medici della medicina ufficiale, serva di Big Pharma, cosi come non lo sono i batteri detti impropriamente “patogeni”, il principio stesso della vaccinazione e dei vaccini e’ TOTALMENTE ERRATO; per cui vaccinando i Viventi siinseriscono tossine con DNA, bypassando le normali barriere immunitarie, che altereranno le funzioni del Terreno, della matrice e quindi quelle immunitarie, cellulari, tissutali e quindi sistemiche ed organiche, generando anche  mutazioni genetiche da “regalare” alla prole.

Quando leggete o sentite le parole “virus vivi”, ricordate questo FATTO: I “virus vivi” sono sempre “MORTI”
I termini “virus vivo” indicano semplicemente quei virus creati dalla coltura di tessuti viventi in vitro (cioè in laboratorio), dai quali si possono ottenere trilioni di virus che sono SOLO proteine complesse di lipidi, a DNA.
Ma proprio qui sta il punto: anche se alcune colture da laboratorio vengono tenute vive, nel corso del processo si verifica un massiccio ricambiocellulare ed è dalle cellule morenti che vengono ottenuti i “virus”.
Infatti i virus detti autologhi (autogenerati) provengono alla disgregazione dei mitocondri delle cellule morenti=morte (apoptosi), quelli eterologhi al contrario, sono quelli che vengono introdotti dall’esterno con: farmaci, cibi inadatti, acque malsane, ma e soprattutto con i Vaccini.
I virus quindi contengono acido nucleico (file – spezzoni – di DNA) e proteine, ma salvo alcuni e sono estremamente rari, mancano di enzimi e non possiedono una vita propria, poiché mancano dei prerequisiti fondamentali della vita, e cioè dei meccanismi di controllo metabolico (che perfino i batteri “inferiori” possiedono).
Il Guyton’s Medical Textbook riconosce che i virus non hanno nessun sistema riproduttivo, nessuna capacità di locomozione, nessun metabolismo e non possono essere riprodotti in vitro come entità viventi.
Essi, i virus detti falsamente “vivi”, sono comunque inattivi, quindi NON vivi, poiché non possiedono né metabolismo, né vita e non sono altro che molecole di DNA e proteine, ma quelli eterologhi possono, se introdotti in un terreno vivo come i corpi viventi, attivare nelle cellule delle anomale reazioni chimiche e rilasciare il loro potere informazionale contenuto nei file del loro DNA, alterando le funzioni cellulari ed il DNA mitocondriale, cofattori che di conseguenza ammalano il soggetto fino a poter in certi casi, far morire l’ospitante.
VIRUS Eterologhi = estranei – vedi sopra: (E)
Le reazioni fisiologiche, immunitarie e cellulari, ai virus eterologhi=estranei, sono determinate SOLO dal capside; quelle cellulari anche dal contenuto (DNA-RNA).
Sono le complesse catene molecolari delle proteine lipidiche del capside a scatenare le reazioni immunitarie, alle sostanze estraneeall’organismo; queste reazioni possono essere piu’ o meno importanti e/o estreme, a seconda del tipo di molecole complesse delle proteine del capside, specie quelle create in laboratorio (leggasi Vaccini).
Mentre il DNA/RNA dei virus eterologhi, generano malfunzione cellulare non solo per le intossicazioni del citoplasma dovuto alle sostanze vaccinali, ma anche per le alterazioni alle informazioni del DNA mitocondriale, che quello eterologo – vedi sopra: (E) produce in esso.

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VIROGENESI (riproduzione dei “virus” da parte della stessa cellula che lo “ospita”).
A differenza degli altri agenti patogeni infettanti (batteri, miceti, ecc.), i virus non possono essere coltivati sui comuni terreni di coltura perché, essendo privi di metabolismo proprio, presentano un parassitismo endocellulare obbligato, vale a dire possono essere moltiplicati esclusivamente dalle cellule viventi animali, vegetali o batteriche.
Essi, infatti, non si riproducono per suddivisione, ma si formano o si duplicano dall’organizzazione di materiale prodotto all’interno della cellulaospite e per mezzo di essa, utilizzando le sue specifiche funzioni di duplicazione e specializzazione delle proteine.
Quest’ultima, dopo la penetrazione e/o il contatto sulla sua membrana dei virus, presenta la cosiddetta induzione virale, ossia una profonda deviazione del proprio metabolismo, tale che i processi della cellula sono quasi totalmente rivolti alla formazione di nuove entità virali e non rivolti alla produzione ed alla specializzazione delle proteine ed altre sostanze utili alle altre cellule, tessuti, organi, degli organismi ai quali appartengono.
Le modalità di aggressione dei virus alla cellula sono state studiate cimentando dei batteriofagi con dei batteri, per cui si è visto che dapprima il virus aderisce per assorbimento alla superficie batterica, per penetrare subito dopo con la “”coda”” nella parete e inoculare quindi, nell’interno del corpo batterico, la parte attiva (DNA) una volta dato il via all’introduzione, da parte della cellula.
(NdR: sempre se il sistema immunitario non e’ efficiente, ma gia’ compromesso – esempio da precedenti vaccini, farmaci o tossine – infatti solo nel 25% dei casi vi e’ l’ introduzione del virus all’interno della cellula, scatenando una reazione immunitaria che crea degli anticorpi – nell’altro 75% dei casi il sistema immunitario informa la cellula, la quale impedisce l’introduzione del virus nel suo citoplasma e quindi non si scatena una reazione immunitaria che produce anticorpi).
Questo file virale di DNA eterologo e relativa proteina, viene quindi riprodotto dal DNA cellulare e la cellula riproduce gli involucri proteici virali a DNA, che poi espelle; ecco descritto il meccanismo della duplicazione virale da parte della cellula.
A questo punto, si entra nella cosiddetta “”fase di eclissi”” o periodo latente, durante il quale il virus sfugge ad ogni osservazione, perche veicolato fuori dalla cellula per osmosi nei liquidi extracellulari e sempre per osmosi passa nei vari circuiti, sanguigno, linfatico ecc e quindi distribuito nell’organismo.
Segue la fase di “”sviluppo””, nel corso della quale gli involucri dei virus vengono riempiti di DNA duplicato dalla cellula. Successivamente la cellulabatterica, piena di nuovi virus, si disgrega liberandoli nel terreno, i liquidi del corpo.
Un fenomeno particolare della virogenesi è quello detto di interferenza, essa consiste nell’inibizione dei processi moltiplicativi dei virus in cellule intossicate da un altro virus. Il fenomeno non è costante, perché a seconda delle condizioni sperimentali e della stessa natura dei virus, può verificarsi, invece dell’interferenza, la moltiplicazione contemporanea ed indipendente dei due diversi virus.
I meccanismi di duplicazione dei virus da parte delle cellule, da essi intossicate, non sono al momento molto chiari e certi, questo e’ evidente, per cui tutti i meccanismi non si conoscono perfettamente, per cui pensare di giocare con i virus (es. con i Vaccini o con gli OGM) e’ una delle follie della medicina moderna, legata e sostenuta ed indirizzata, dagli interessi di Big Pharma.
Connessa alla moltiplicazione dei virus vi è, inoltre, la comparsa, di taluni sintomi, nelle inclusioni cellulari o corpi inclusi.
Sono queste delle particolari formazioni, per lo più e per ora, “considerate come la sede” della moltiplicazione dei virus, osservabili anche al comune microscopio. Possono essere situate nel nucleo e nel citoplasma.

– Variabilità.
I virus possono presentare variazioni, a volte stabili, a volte transitorie, di alcuni loro caratteri, modificazione del potere antigene, e cio’ dipende dal tipo di “lavorazione nella duplicazione dei virus da parte della cellula”).
Queste variazioni sono dovute ora a mutazioni indotte dal DNA delle cellula, dovuti a processi di adattamento.

–  Caratteristiche immunologiche.
I virus “animali” (cioè quelli che si trovano nelle cellule degli animali) per la loro struttura chimica sono dotati di azione antigenica, ossia della possibilita’ a generare una reazione chimica per la sintesi di anticorpi da parte dei linfociti.
Tratto in parte da: medinasalute.com

vedi: La teoria dei germi (batteri, virus) quali cause della malattia e’ FALSA

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VIROFAGI – Luglio 2012 – Le contraddizioni della scienza medica=scemenza medica
Il Virophago scoperto recentemente, suggerisce che i virus siano vivi
Questi ricercatori pensano che, la prova della malattia “indotta” nel virus gigante, sembrerebbe indicare che i virus siano vivi, ma cosi’ NON e’ non e’ ! La scoperta di un virus gigante che si ammala attraverso l’ “infezione” da un altro virus, sta alimentando il dibattito sul fatto che i virus siano o meno vivi.
“Non c’è dubbio che questo è un organismo vivente”, dice Jean-Michel Claverie, virologo presso il laboratori del CNRS UPR a Marsiglia, parte della Francia di basic-agenzia di ricerca. “Il fatto che si può ammalare lo rende piu’ vivo.”
Virus giganti sono stati trovati dai virologi fin dal 2003, quando un team guidato da Didier Raoult Claverie e al CNRS UMR, anche a Marsiglia, hanno riferito la scoperta del primo “monster” virale.
Il virus era stato isolato più di un decennio prima in ameba prelevata da una torre di raffreddamento a Bradford, Regno Unito, ma è stato inizialmente scambiato per un batterio a causa della sua dimensione, ed è stato relegato in freezer.
Un esame susseguente di esso, più approfondito, ha mostrato che quel microbo sembra essere enorme  virus, come più tardi hanno rivelato i lavori sul suo genoma, capace di ospitare più di 900 proteine codificanti genes3  – con dimensione superiore di almeno tre volte a quelle dei più grandi virus già noti e più grande di quello di alcuni batteri. È stato quindi chiamato Acanthamoeba polyphaga mimivirus (perche’ mima un microbo), ed è stato pensato essere parte di una famiglia molto più grande. “Cio’ e’ stata la causa della grande eccitazione in virologia” – dice Eugene Koonin presso il National Center for Biotechnology Information in Bethesda, Maryland, USA – “Ha attraversato il confine immaginario tra virus e organismi cellulari; non c’è dubbio che questo è un organismo vivente; il fatto che si può “ammalare” lo rende più vivo. ” – (* NdR: vedi sopra)
Ora Raoult, Koonin e colleghi hanno segnalato l’isolamento di un nuovo ceppo di virus gigante prelevato da una torre di raffreddamento a Parigi, che hanno chiamato mamavirus perché sembrava leggermente più grande dei mimivirus.
I loro studi di microscopia elettronica hanno anche rivelato un secondo, piccolo virus strettamente associato con mamma virus che si è guadagnato il nome di Sputnik, come il primo satellite artificiale.
Con soli 21 geni, Sputnik è piccolo rispetto alla sua mamma – ma insidioso. Quando il gigante mamavirus “infetta-informatizza” – vedi sopra – un’ameba, usa la sua vasta gamma di geni per costruire una ‘fabbrica virale’, un hub dove sono create nuove particelle virali da parte della cellula ospitante. Lo Sputnik informa con il suo DNA, il  DNA di questa nuova fabbrica viral-cellulare, la quale sembra dirottare i propri macchinari al fine di replicare l’informazione virale.

Il team ha scoperto che le cellule co-infettate, cioe’ informatizzate dal DNA di Sputnik induce a produrre meno particelle mamavirus e spesso deformate, rendendo meno “infettivo” del virus matrice dell’informazione.
Questo suggerisce che Sputnik è effettivamente un parassita virale che disgusta il suo ospite – apparentemente il primo esempio del genere.
Il team suggerisce che Sputnik sia un “virophago”, proprio come i virus batteriofagi che infettano-informatizzano il DNA dei batteri in modo da farli ammalare o mal funzionare, come anche avviene nelle cellule, quando sono parassitate-informatizzate-infettate da un virus che incontra la membrana cellulare o passa attraverso di essa, perche’ il sistema immunitario cellulare e sistemico e’ in quel momentoimmunodepresso=malfunzionante,. ecco come “nei fatti ‘infetta-informatizza questa fabbrica, e come un fago infetta-informatizza un batterio”, Koonin dice. “Sta facendo quello che ogni parassita può’ fare – sfruttando il suo ospite per farsi replicare da esso”.
Il Genoma di Sputnik rivela una visione più completa della sua biologia. Anche se 13 dei suoi geni mostrano poca somiglianza con tutti gli altri geni noti, tre sono strettamente legate ai geni mimivirus e mamavirus, perche’ informatizzato-infettato dal minuscolo virus, in quanto ha confezionato le sue necessarie particelle. Questo suggerisce che il virus satellite può eseguire il trasferimento genico orizzontale tra virus – parallelamente al modo in cui i geni traghetti batteriofagi trasferiscono l’informazione del loro DNA nel  DNA dei batteri o viceversa.
I Virophagi possono essere comuni nel Plancton (Blooms.J plancton. Schmaltz / NASA)
I risultati potrebbero avere implicazioni globali, secondo alcuni virologi. Uno studio metagenomica nelle acque degli oceani (4) ha rivelato l’abbondanza di sequenze genetiche strettamente legate al virus gigante, portando  sospettare che essi siano parassiti comuni nel plancton.
Questi virus erano stati dimenticati da molti anni, dice Claverie, perché i filtri utilizzati per rimuovere i batteri eliminavano anche i virus giganti.
La squadra di Raoult ha anche scoperto i geni relativi allo Sputnik in un enorme campionamento di dati, quindi questo potrebbe essere il primo di una nuova, comune famiglia di virus. “Si suggerisce che ci sono altri rappresentanti di questa famiglia virale, là fuori nell’ambiente”, dice Koonin.
Regolando la crescita e la morte del plancton, i virus giganti ed i virus satelliti Sputnik – come potrebbero avere effetti importanti sui cicli dei nutrienti ed il clima degli oceani. “Questi virus possono essere i principali attori di sistemi globali”, dice Curtis Suttle, un esperto di virus marini presso la University of British Columbia a Vancouver.
“Penso che alla fine troveremo un gran numero di nuovi virus nel mare e in altri luoghi”, dice Suttle – il 70% dei geni virali identificati nelle indagini oceaniche, non sono mai stati visti prima. “Si sottolinea quanto poco si sa di questi organismi”.

Commento NdR: ma il “contatto” o la vicinanza, di cui si parla nell’articolo, fra proteine complesse a DNA (virus) – vedi: DNA antenna ricetrasmittente – puo’ alterare il DNA della proteina gigante (Virofago), facendo credere a questi ignoranti “ricercatori”, che i virus siano “vivi”, cosa assolutamente inesatta, in quanto anche fra “virus”, batteri e parassiti, i loro DNA si scambiano informazioni, cio’ se necessario o per errore, nei fatti essi si informatizzano l’un l’altro indipendentemente dal contatto fisico, per via delle emissioni elettromagnetiche dei vari Cromosomi-DNA esistenti e propri dei vari virus, batteri, parassiti, presenti (autoctoni e/o introdotti dall’esterno=eterologhi, nell’organismo ospitante. Infatti il loro vari DNA, nella loro parte misconosciuta (il 90% di esso) fanno parte e sono una vera e propria rete Web biologica che comunicano fra di loro, utilizzando i vari campi elettromagnetici propri, di virus, batteri, parassiti, per mezzo del Campo Elerttromagnetico dell’ospitante, utilizzato come vero e proprio supporto-oceanico per le onde trasmesse e ricevute.

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Come si “fotografa” un “virus” – 04 Feb. 2011  – vedi: Come si isola un Virus
È possibile fotografare un virus. La singola particella virale deve restare in posa solo per qualche frazione di un miliardesimo di secondo: tanto basta per ricreare la sua struttura. Considerando che per dare una forma all’adenovirus (NdR: quello che dicono essere “causa” delle congiuntiviti e delle gastroenteriti, ma cosi’ NON e’ ! ), ci sono voluti 12 anni di lavoro, potremmo dire che ci troviamo davvero di fronte a uno di quegli avanzamenti tecnologici che cambiano la storia della scienza.
Questa è, in effetti, la speranza, confessata su Nature, di un’ottantina di ricercatori (di 21 diversi centri) che hanno collaborato allo scatto. Il primo nome dei credit dell’immagine, però, spetta a Janos Hajdu, dell’ Università di Uppsala in Svezia.
La macchina fotografica è il Linac Coherent Light Source (Lclc), il primo laser al mondo a elettroni liberi che produce raggi X duri (con una lunghezza d’onda di 0,1 nanometri). È proprietà del dipartimento per l’energia statunitense e si trova presso lo Stanford Linear Accelerator Center (Slac).
Il fascio di Lcls è un miliardo di volte più luminoso dei classici raggi X, e così intenso che può attraversare l’acciaio. In teoria, grazie a questa macchina si potrebbero osservare gli atomi in movimento, o la formazione e la distruzione dei legami chimici in tempo reale; per ora, gli studi appena pubblicati (gli articoli su Nature sono in realtà due) danno un assaggio delle potenzialità di questo laser nel campo della biologia.

Veniamo al sodo. Come hanno fatto a fotografare un virus intatto ?
Hanno preso quello più grande che si conosca, il mimivirus, e lo hanno messo sulla traiettoria del laser, poi hanno aperto il fuoco. Ovviamente il virus viene disintegrato, ma ciascun impulso è talmente veloce, dura pochi milionesimi di un miliardesimo di secondo, che si riescono a ottenere tutte le informazioni necessarie a ricreare la sua immagine prima che esploda.
Ma come sempre non si dice che se ne scopre solo la forma !

Foto di un Virus: Come potete osservare, se ne vedono solo gli aspetti esterni

Dei centinaia di mimivirus messi sotto i raggi X, solo due hanno prodotto abbastanza dati !?.
Le loro foto mostrano la struttura a 20 lati dell’involucro virale; un’area di materiale più denso è inoltre visibile all’interno, e “potrebbe” essere il DNA. Secondo i ricercatori, impulsi ancora più brevi e più brillanti, focalizzati su aree più piccole, potrebbero aumentare di molto la risoluzione di queste immagini, per rivelare dettagli grandi quanto un nanometro. Magari, per riuscire a cogliere persino le variabilità individuali.
Hajdu aveva immaginato questo metodo di indagine circa un decennio fa, e i ricercatori all’ Arizona State University, dello Slac e dell’Università di Uppsala hanno speso anni per sviluppare la strumentazione specializzata: quella necessaria a iniettare il campione nel fascio di raggi; poi, il Max Planck Advanced Study Group ha prestato la sua strumentazione ultrasensibile, Camp, in grado di registrare ogni singolo fotone.
“Questi primi dati e queste prime immagini lasciano davvero scorgere una nuova frontiera della ricerca”. Parola di Persis S. Drell, direttrice dello Slac.
By Tiziana Moriconi – Riferimenti: Wired.it – Tratto da galileonet.it

Commento NdR: cio’ comprova che il virus dell’AIDS NON e’ MAI stato fotografato, ma hanno spacciato foto fasulle con dei disegni …e che quando “fotografano” un virus, fotografano l’aspetto esteriore, cioe’ la forma di queste proteine complesse a DNA = Virus, ma non il contenuto e/o le vere funzioni di queste proteine complesse eterologhe e non.

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“Virus” e cervello, ecco come avvengono le infezioni
SCOPERTA VIA con cui i VIRUS INFETTANO il CERVELLO
Bloccare il percorso con cui certi virus, detti “neurotropici”, vengono veicolati attraverso il sangue, la linfa ed il sistema nervoso fino ai neuroni del cervello, dove possono concausare encefaliti o meningiti. E’ quello che vogliono arrivare a fare Matteo Iannacone e i suoi collaboratori dell’Harvard Medical School di Boston e del San Raffaele di Milano.
Gli scienziati, in particolare, in uno studio pubblicato su Nature sono riusciti a ricostruire tutti i passaggi dall’ingresso del virus nell’organismo al momento in cui invadono il sistema nervoso centrale.
Normalmente, spiegano gli stessi esperti, i virus entrano nell’organismo attraverso la cute (anche con i Vaccini) o le mucose attraverso l’acqua od i cibi adulterati; prima di raggiungere la circolazione del sangue devono pero’ passare attraverso i linfonodi, che hanno l’importante compito di bloccare sul nascere le invasioni dei microrganismi e di sviluppare la risposta immunitaria, ma se non sono sufficientemente efficienti essi non bloccano il loro “passaggio”, per cui entrano nella via sanguigna, specie quelli introdotti con i vaccini, che li distribuisce in tutto l’organismo, ma specialmente nei due cervelli
Proprio analizzando tutti questi passaggi, e grazie a tecnologie d’avanguardia come la microscopia intravitale multifotone, Iannacone e collaboratori sono riusciti a ricostruire tutti i momenti che portano il virus fino al cervello.
L’importanza di questo studio, spiegano i suoi autori, ”e’ nella dimostrazione che i linfonodi sono riccamente innervati e che alcuni virus possono usare questa caratteristica per raggiungere il sistema nervoso”.
Scoperte importanti affinche’ si scopra anche il modo di bloccare questa diffusione, e che potrebbero avere un forte impatto su molte malattie: tra i virus neurotropici dell’uomo, infatti, ci sono anche quello della rabbia e quello che provoca la febbre del Nilo occidentale. Fonte: L’Unita’

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Evoluzione: un “virus” nel cervello ha influenzato il nostro cammino evolutivo ?
Un subdolo virus che si intrufola nel cervello umano, capace di lasciare tracce permanenti ed in grado persino di influenzare l’evoluzione della nostra specie. Fantascienza o nuova affascinante scoperta ?
Queste le scoperte di un gruppo di ricercatori giapponesi, pubblicate sulla rivista Nature.
La novità presentata nello studio del team di ricercatori giapponesi sta nella scoperta delle tracce, nel genoma umano e di altre specie di mammiferi, del bornavirus, che infetta principalmente i neuroni.
Sequenze simili al gene endogeno N dei bornavirus sono state rintracciate in diverse linee di mammiferi e lo studio suggerisce che questi eventi di integrazione siano avvenuti in tempi diversi, circa 40 milioni di anni fa nel caso dei Primati, meno di 10 milioni di anni fa per gli scoiattoli.
Un altra straordinaria sorpresa, viene dal fatto che due di queste sequenze, presenti nel genoma umano, contengono le cosiddette Open Reading Frames, ovvero obbligano le cellule a dare origine a certe  proteine.
In uno di questi due casi è stato dimostrato che, la proteina co-prodotta da questo gene ereditato dal bornavirus, sia anche in grado di interagire con diversi processi cellulari.
Non solo una testimonianza molecolare fossile di un’antica infezione virale dunque, ma una vera e propria partecipazione all’evoluzione da parte del piccolo bornavirus, che inserendo il suo materiale genetico DNA ha dato il via ad una nuova imprevedibile fonte di innovazione del nostro genoma.
Fonte: pikaia.eu

La Merck ammette l’inoculazione del virus del cancro – La divisione vaccini della farmaceutica Merck, ammette l’inoculazione del virus del cancro per mezzo dei vaccini.
La sconvolgente intervista censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackwell Science, è stata tagliata dal libro “The Health Century” a causa dei sui contenuti – l’ammissione che la Merck ha tradizionalmenteiniettato il virus (SV40 ed altri) nella popolazione di tutto il mondo.
Questo filmato contenuto nel documentario “In Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism“, prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall’esperto di salute pubblica, Dott. Leonard Horowitz, caratterizza l’intervista al maggior esperto di vaccini del mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l’AIDS, la leucemia e altre orribili piaghe nel mondo : http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU

Nei vaccini venduti al terzo mondo si é scoperto che molti di questi contenevano l’ormone B-hCG un anti fertile se immesso in un vaccino.
La corte Suprema delle Filippine ha scoperto che oltre 3 milioni di ragazze e donne hanno assunto questi vaccini contaminati, cosí come in Nigeria, Tailandia ecc…
Per chi non abbia ancora visto questi video-documenti scioccanti:
http://uk.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU
http://it.youtube.com/watch?v=wg-52mHIjhs&feature=related
Sembrerebbe che oltre al profitto a tutti i costi, ci sia dietro qualcosa d’altro….impedire alle donne dei paesi del terzo mondo… di avere figli….

I Vaccini creano Mutazioni Genetiche nei Mitocondri delle cellule, mutazioni che sono trasmissibili alla prole, dalla via materna. Nelle cellule infettate da virus si risvegliano i virus piu’ vecchi.
Dei ricercatori hanno osservato che quando il metabolismo della cellula infettata da un virus (NdR: che puo’ essere anche vaccinale) essa viene ingannata al fine di riprodurre il virus che la infetta, pero’ in essa decade la funzionalità di alcune reazioni biochimiche di contenimento e di funzione cellulare: sintesi e specializzazione delle proteine, specializzazione degli enzimi e duplicazione del DNA.
Quindi anche l’infezione da virus vaccinale e’ in grado quindi di riattivare genomi di precedenti virus, o di quelli iniettati con i vaccini ai genitori, nonni, avi del vaccinato, virus, che erano divenuti parte del genoma delle cellule dei genitori, nonni, avi, generando anticipatamente qualsiasi tipo di patologia; il meccanismo si chiama slatentizzazione = liberare anticipatamente patologie.
Di fatto i Vaccini sono un cocktail di Tossine altamente pericolose che possono rimanere inerti per anni e riesplodere come bombe a tempoanche dopo 30-40 anni o piu’, in uno stato febbrile… che alterano il Terreno in modo importante, specie negli organismi non perfettamente sani, per problemi ereditari e/o di alimentazione inadatta alla Perfetta Salute.

Un esempio sulle alterazioni genetiche del DNA da parte dei virus vaccinali (contenuti nei vaccini):
AUTISMO: FINANZIATO STUDIO su DNA dei VIRUS – 22 Gen. 2011
Il Laboratorio di Psichiatria Molecolare e Neurogenetica del Campus Bio-Medico ha ottenuto uno dei tre assegni del primo programma ‘Trailblazer’ della Fondazione statunitense Autism Speaks, dedicato a ricerche sulla sindrome autistica con forte impatto potenziale di novità
Gameti infettati da virus con un genoma in grado di restare ‘intrappolato’ al loro interno o, addirittura, di andare ad aggiungersi alle sequenze genomiche delle cellule riproduttive umane, per trasmettersi al nascituro nel momento della fecondazione; sequenze di DNA virale capaci di mantenersi ‘latenti’ fino al primo trimestre di gravidanza e quindi di attivarsi, provocando la compromissione del funzionamento di alcune cellule del sistema nervoso e, di conseguenza, l’emergere della malattia: è la suggestiva ipotesi di studio sull’autismo, pienamente fondata a livello scientifico, per mezzo della quale il Laboratorio di Psichiatria Molecolare e Neurogenetica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, diretto dal Prof. Antonio Persico, ha ottenuto un finanziamento di circa 80 mila dollari nell’ambito del primo ciclo del programma Trailblazer della Autism Speaks, fondazione nordamericana che finanzia ricerche rivoluzionarie nella lotta contro la sindrome dell’autismo.
“L’idea – spiega il docente – è frutto, tra le altre cose, dell’immenso rispetto per le ricerche compiute negli ultimi vent’anni da dozzine di genetisti su questa patologia, con le quali si sono cercate ricorrenze significative di mutazioni genetiche nel DNA dei genitori di bambini affetti da questa sindrome.
I risultati, tuttavia, hanno evidenziato che tali mutazioni genetiche possono spiegare non più del 15-20% dei casi di autismo. Per questo, riteniamo che almeno una parte del restante 80% delle sindromi autistiche potrebbe essere causata dal meccanismo che ipotizziamo”.
Secondo gli scienziati, occorre considerare anche la cosiddetta ‘ereditabilità’ della malattia: i dati scientifici, infatti, indicano con certezza che una coppia con figlio autistico ha 150 volte più della popolazione generale la possibilità che una seconda gravidanza dia un altro figlio affetto da autismo.
Ecco, dunque, l’ipotesi che quel ‘qualcosa’ che necessariamente si trasmette da genitori a figli per produrre in questi ultimi la sindrome autistica non sia genoma umano, ma DNA virale celato all’interno delle sue sequenze.
Lo studio del Prof. Persico verrà condotto in collaborazione con l’Istituto di Endocrinologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per l’ambito andrologico, con l’Unità Operativa di Anatomia Patologica del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico per l’attività di microscopia elettronica e con il contributo del Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario di Tor Vergata per completare il reclutamento dei soggetti padri di individui autistici, in parte reclutati anche presso l’Ambulatorio di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, diretto dallo stesso Persico.
“La nostra teoria – aggiunge il Prof. Persico – sarebbe tra l’altro compatibile anche con tutta una serie di alterazioni tipicamente presenti nei soggetti autistici a livello immunitario, biochimico e della curva di crescita: elementi che ci fanno ritenere possibile una patogenesi che affianchi alla disfunzione regolativa a livello immunitario anche una sorta di ‘interruttore’ di tipo virale”.
Per questo, una parte dei finanziamenti saranno usati per testare la presenza di migliaia di sequenze virali nel seme di soggetti che hanno accettato di sottoporsi all’esperimento.
Le prospettive, in caso di conferma dell’ipotesi allo studio, sono importanti: la facilità, in ambito diagnostico, di confermare la presenza di specifiche ‘sequenze virali tipiche’ nel DNA dei soggetti autistici, così come la possibilità, a livello di prevenzione, di impedirne la diffusione, di controllarne l’attivazione, oppure di limitarne i danni nel nascituro.
“Anche dal punto di vista delle cure – chiarisce Persico – pur non esistendo farmaci efficaci contro tutti i virus, saremmo in grado di indirizzare in modo molto più ‘mirato’ le terapie esistenti e la ricerca farmacologica”.
Il Prof. Antonio Maria Persico si occupa di autismo dal 1997. Ha coordinato la raccolta di oltre 400 famiglie (DNA, RNA, plasma, siero, etc.) con uno o più soggetti autistici reclutate in tutta Italia per studi di genetica, biochimica, immunologia e psicopatologia dell’autismo. È co-fondatore e segretario della SIRFA, la Società Italiana per la Ricerca e la Formazione sull’Autismo, nata nel marzo 2006 per promuovere a tutti i livelli la formazione, la ricerca, le iniziative e le pubblicazioni utili alla cura della sindrome autistica.
Fonte: unicampus.it

Quindi per riassumere, i virus e particolarmente quelli estranei=eterologhi – vedi sopra: (E), sono in grado di modificare il “programma di sistema”, cio’ significa che i virus, per esempio quelli dei vaccini alterano, piu’ o meno intensamente, il DNA mitocondriale e/o nucleico, questo perche’, i vaccini, bypassando le normali difese immunitarie che dalla nascita sono qualificabili come aspecifiche le quali sono in sintesi, pelle, polmoni, sistema gastro-intestinale, ecc., ed essendo veicolati dall’iniezione vaccinale direttamente nel sangue, raggiungono facilmente e direttamente le cellule nelle quali potranno, una volta che la cellula li introdurra’ nel suo interno, attraverso la membrana cellulare nel citoplasmaper decodificarli, con il loro file di “programma eterologo=estraneo” destabilizzare ed alterare il sistema immunitario aspecifico e fisiologico d’insieme”.
Questa azione di “decodifica=riconoscimento”, riprodurra’ il file estraneo nel mitocondrio della cellula, inserendolo nel suo proprio DNA,  ed alle volte cio’ succede anche nel DNA nucleico, producendo danni piu’ o meno gravi (subito o nel tempo) a seconda del tipo e della qualita’ del “programma immunitario” che si trova nell’essere vivente ospitante, ed a seconda se eì gia’ piu’ o meno  predisposto alla somatizzazione (slatentizzazione) di una o piu’ malattie.
Nei casi in cui il sistema immunitario e quello generale dell’organismo sia in grado di “assorbire”  il file tossico virale, quell’essere diverra’ un portatore sano che trasmettera’ dal suo DNA alterato, l’informazione patologica, alla progenie, trasmettendo e quindi generando la sofferenza e la malattia sulla sua discendenza…..figlio, nipote, bisnipote, tris nipote, fino alla 4° generazione, nella quale e’ possibile che il DNA si autotipari e nel caso che uno di questi  discendenti somatizzi una o piu’ malattie generate da quel “virus” tossico, il DNA eliminera’ dal suo interno il file tossico ricevuto dai suoi avi, con un meccanismo di autoriparazione, gia’ previsto dal “sistema operativo corporeo”.
Ricordiamo che i vaccini a batteri od a spore, contengono anch’essi del DNA eterologo=estraneo, nei mitocondri delle cellule che li compongono.
Promemoria IMPORTANTE per capire bene cosa avviene, quando un virus raggiunge e viene introdotto da una o piu’ cellule, specie se esso e’ Eterologo = ESTRANEO (ad es. quelli dei vaccini):
Gli enzimi protease possono rompere questa pellicola di proteine del capside virale, permettendo il rilascio delle informazioni biochimiche della catena complessa del DNA/RNA virale, che viene decodificata dal Mitocondrio.

Spiegazione, con linguaggio informatico, del meccanismo dei virus negli organismi viventi: Tratto da:wikipedia.it
Virus informatici:

Nell’ambito dell’informatica un virus è un software, appartenente alla categoria dei malware, che è in grado, una volta eseguito, di infettare dei filein modo da riprodursi facendo copie di sé stesso, generalmente senza farsi rilevare dall’utente.
I virus possono essere o non essere direttamente dannosi per il sistema operativo che li ospita, ma anche nel caso migliore comportano un certo spreco di risorse in termini di RAM, CPU e spazio sul disco fisso. Come regola generale si assume che un virus possa danneggiare direttamente solo il software della macchina che lo ospita, anche se esso può indirettamente provocare danni anche all’hardware, ad esempio causando il surriscaldamento della CPU mediante overclocking, oppure fermando la ventola di raffreddamento.

Nell’uso comune il termine virus viene frequentemente ed impropriamente usato come sinonimo di malware, indicando quindi di volta in volta anche categorie di “infestanti” diverse, come ad esempio worm, trojan o dialer.

Coloro che creano virus sono detti virus writer.

I virus informatici presentano numerose analogie con quelli biologici per quello che riguarda il ciclo di vita, che si articola nelle fasi seguenti:

creazione: è la fase in cui lo sviluppatore progetta, programma e diffonde il virus. Di solito i cracker per la realizzazione di virus utilizzano linguaggi di programmazione a basso livello (quali l’assembler e il C) in modo da ottenere codice virale di pochi centinaia di byte. La diffusione di pacchetti software che permettono anche ad utenti inesperti di creare virus pericolosissimi ha reso accessibile il procedimento di creazione anche a persone senza competenze.

incubazione: il virus è presente sul computer da colpire ma non compie alcuna attività. Rimane inerte fino a quando non si verificano le condizioni per la sua attivazione;

infezione: il virus infetta il file e di conseguenza il sistema

attivazione: al verificarsi delle condizioni prestabilite dal cracker, il virus inizia l’azione dannosa.

propagazione: il virus propaga l’infezione, riproducendosi e infettando sia file nella stessa macchina che altri sistemi

riconoscimento: il virus viene riconosciuto come tale e viene individuata la stringa di riconoscimento, ossia la firma che contraddistingue ciascun virus

estirpazione: è l’ultima fase del ciclo vitale del virus. Il virus viene eliminato dal sistema.

I virus informatici più semplici sono composti da due parti essenziali, sufficienti ad assicurarne la replicazione:

una routine di ricerca, che si occupa di ricercare dei file adatti ad essere infettati dal virus e controlla che gli stessi non ne contengano già una copia, in modo da evitare l’infezione ripetuta di uno stesso file;

una routine di infezione, con il compito di copiare il codice del virus all’interno di ogni file selezionato dalla routine di ricerca in modo che venga eseguito ogni volta che il file infetto viene aperto, in maniera trasparente rispetto all’utente.

Molti virus sono progettati per eseguire del codice estraneo alle finalità di replicazione del virus stesso e contengono dunque altri due elementi:

la routine di attivazione, che contiene i criteri in base ai quali il virus decide se effettuare o meno l’attacco (es. una data, o il raggiungimento di un certo numero di file infetti);

il payload, una sequenza di istruzioni in genere dannosa per il sistema ospite, come ad esempio la cancellazione di alcuni file o la visualizzazione di messaggi sullo schermo.

I virus possono essere criptati e magari cambiare algoritmo e/o chiave ogni volta che vengono eseguiti, quindi possono contenere altri tre elementi:

una routine di decifratura, contenente le istruzioni per decifrare il codice del virus;

una routine di cifratura, di solito criptata essa stessa, che contiene il procedimento per criptare ogni copia del virus;

una routine di mutazione, che si occupa di modificare le routine di cifratura e decifratura per ogni nuova copia del virus.

A seconda del tipo di danni causati, i virus si classificano in:

innocui: se comportano solo una diminuzione dello spazio libero sul disco senza nessun’altra alterazione delle operazioni del computer;

non dannosi: se comportano solo una diminuzione dello spazio libero sul disco, col mostrare grafici, suoni o altri effetti multimediali.

dannosi: possono provocare problemi alle normali operazioni del computer (ad esempio, cancellazione di alcune parti dei file);

molto dannosi: Causano danni difficilmente recuperabili come la cancellazione d’informazioni fondamentali per il sistema (formattazione di porzioni del disco).

Ciò che distingue i virus è la modalità di replicazione e di diffusione: un virus è un insieme di “frammento di codice” che non può essere eseguito separatamente da un programma ospite.

Prima della diffusione su larga scala delle connessioni ad Internet, il mezzo prevalente di diffusione dei virus da una macchina ad un’altra era lo scambio di floppy disk contenenti file infetti o un virus di boot. Il veicolo preferenziale di infezione è invece oggi rappresentato dalle comunicazionie-mail e dalle reti di peer to peer.

 

Sintomi più frequenti di infezione

Rallentamento del computer: il computer lavora molto più lentamente del solito. Impiega molto tempo ad aprire applicazioni o programmi. Il sistema operativo impiega molto tempo ad eseguire semplici operazioni che solitamente non richiedono molto tempo[11];

Impossibilità di eseguire un determinato programma o aprire uno specifico file;

Scomparsa di file e cartelle: i file memorizzati in determinate cartelle (di solito quelle appartenenti al sistema operativo o a determinate applicazioni) sono scomparse perché cancellate dal virus. Potrebbero scomparire intere cartelle e directory;

Impossibilità di accesso al contenuto di file: all’apertura di un file, viene visualizzato un messaggio di errore o semplicemente risulta impossibile aprirlo. Un virus potrebbe aver modificato la File Allocation Table (FAT) provocando la perdita degli indirizzi che sono il punto di partenza per la localizzazione dei file;

Messaggi di errore inattesi o insoliti: visualizzazione di finestre di dialogo contenenti messaggi assurdi, buffi, dispettosi o aggressivi;

Riduzione di spazio nella memoria e nell’hard disk: riduzione significativa dello spazio libero nell’hard disk; quando un programma è in esecuzione, viene visualizzato un messaggio indicante memoria insufficiente per farlo (sebbene questo non sia vero e ci siano altri programmi aperti);

Settori difettosi: un messaggio informa della esistenza di errori nella parte di disco sulla quale si sta lavorando e avverte che il file non può essere salvato o che non è possibile eseguire una determinata operazione;

Modifiche delle proprietà del file: il virus modifica alcune o tutte le caratteristiche del file che infetta. Di conseguenza risultano non più corrette o modificate le proprietà associate al file infettato. Tra le proprietà più colpite: data/ora (di creazione o dell’ultima modifica), la dimensione…;

Errori del sistema operativo: operazioni normalmente eseguite e supportate dal sistema operativo determinano messaggi di errore, l’esecuzione di operazioni non richieste o la mancata esecuzione dell’operazione richiesta;

Duplicazione di file: se ci sono due file con lo stesso nome ma con estensione rispettivamente EXE e COM, quello con estensione COM sarà un virus. I virus fanno così perché in caso di presenza di due file con lo stesso nome il sistema operativo eseguirà sempre per primo quello con estensione COM;

Ridenominazione di file: un virus può rinominare i file infettati e/o file specifici;

Problemi di avvio del computer: il computer non si avvia o non si avvia nella solita maniera;

Blocchi del computer: nonostante l’apertura di pochi o nessun programma e la mancanza di un pesante carico sul sistema, questo si blocca (‘crasha’), rendendo necessario l’utilizzo del Task Manager per rimuovere il task bloccato o riavviare il computer;

Interruzione del programma in esecuzione senza che l’utente abbia eseguito operazioni inaspettate o fatto qualcosa che potrebbe aver provocato questo risultato;

Apertura e chiusura del lettore Cd/DVD senza intervento dell’utente;

Tastiera e/o mouse non funzionanti correttamente: la tastiera non scrive ciò che è digitato dall’utente o esegue operazioni non corrispondenti ai tasti premuti. Il puntatore del mouse si muove da solo o indipendentemente dal movimento richiesto dall’utente;

Scomparsa di sezioni di finestre: determinate sezioni (pulsanti, menu, testi etc…) che dovrebbero apparire in una particolare finestra sono scomparse o non vengono visualizzate. Oppure, in finestre nelle quali non dovrebbe apparire nulla, appaiono invece icone strane o con contenuto insolito (ad esempio nella taskbar di Windows

Riavvio spontaneo del computer;

Antivirus disattivato automaticamente;

Programmi all’improvviso non più funzionanti o malfunzionanti;

Lentezza della connessione Internet;

Emissione da parte del computer di suoni insoliti;

Microsoft Internet Explorer si blocca o comunque funziona male dando continui errori (ad esempio non riesce a chiudere la finestra delle applicazioni)

Si tenga comunque presente che i sintomi appena descritti potrebbero essere riconducibili a cause diverse da virus. Nel caso di presenza di uno o più di questi sintomi, è comunque consigliabile l’esecuzione di una scansione antivirus del sistema;
Tecniche usate per il rilevamento di virus

Non esiste un metodo generale per individuare un virus all’interno di un sistema. Le tecniche di rilevamento utilizzate dagli antivirus sono diverse: utilizzate contemporaneamente garantiscono un’ottima probabilità di rilevamento della presenza di un virus. In base alle tecniche di rilevamento usate, gli antivirus si distinguono in tre tipi:

programmi di monitoraggio:mirano a prevenire un’infezione mediante il controllo di attività sospette (ad esempio, la richiesta di formattazione di un disco oppure l’accesso a zone privilegiate di memoria). Sono importanti perché rappresentano la prima linea di difesa. Ma sono facili da bypassare attraverso la tecnica di tunnelling.

scanner: effettuano la ricerca dei virus attraverso due tecniche:

il confronto tra le firme memorizzate in un database interno, con quelle, eventualmente, contenute nei file infetti;

l’utilizzazione delle tecniche euristiche per i virus che sono cifrati o sconosciuti.

programmi detection: utilizzano due tecniche:

verifica dell’integrità: calcolano l’hash dei file da confrontare successivamente coi nuovi valori risultanti da un nuovo calcolo per verificare che i file non abbiano subito modifiche nel frattempo.

tecniche euristiche: salva le informazioni sufficienti per ripristinare il file originale qualora questo venga danneggiato da un virus.
vedi: Meccanismo dei danni dei vaccini a virus

vedi: Meccanismo delle Mutazioni  cromosomiche cercare in questa pagina : Aberrazioni Cromosomiche + Meccanismi delle Mutazioni al DNA cellulare  (del mitocondrio).

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I virus per combattere i batteri – Fagoterapia
Questa antica pratica e’ stata abbandonata dalla scienza medica allopatica detta “moderna”, l’uso della terapia dei “Fagi” era molto efficace prima che gli antibiotici aspetto.
Quali sono ?
I Fagi sono virus naturali che possono distruggere i batteri (ogni virus ha un’azione su uno specifico i batterio).
Il primo a  scoprirlo fu’ Frederick W. Twort a Londra nel 1915, fenomeno che fu osservato ancora una volta da Félix d’Hérelle nel 1917 ed isolati da parte di quest’ultimo.
Questi virus “mangiatori” di batteri, in quel periodo rivelarono la loro prima applicazione terapeutica nel trattamento di varie infezioni e conobbero il loro primo successo nei primi anni 1920.
La Terapia Fagi è l’uso di questi virus chiamati anche batteriofagi per trattare le infezioni batteriche. In effetti, i Fagi hanno la caratteristica di infettare i batteri che colpiscono specificamente, e persino distruggerli senza danneggiare le cellule umane, animali o vegetali.
Alain Dublanchet, patologo francese, specialista in terapia dei Fagi, ha lavorato per dieci anni con vari istituti di ricerca, tra cui l’Istituto Pasteur di Parigi (F).
Riscopriamo grazie a lui che la medicina allopatica detta ufficiale  ha dimenticato x 100 anni….: un rimedio affidabile e sicuro, per correre dietro alle indicazioni di Big Pharma….
Attualmente, la medicina sono circa 6000 Fagi, ciascuno associato ad un singolo batterio. I Fagi sono quindi un modo ben noto della terapia, ma in Francia, nessuno ne parla !
Ma altri paesi, come la Russia o la Georgia dove il dottor Dublanchet ha condotto la maggior parte della sue ricerche, da sempre utilizzando i Fagi.
In quelle nazioni, li troviamo nella stessa farmacia dove troviamo anche e comunemente i cari antibiotici.

Quando esisteva ancora l’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, gli antibiotici occidentali non potevano oltrepassare la cortina di ferro, ed i medici sovietici per combattere i batteri infettivi utilizzavano dei virus, i Fagi appunto.
Ora, di fronte alla crescente resistenza agli antibiotici, quella che è stata chiamata terapia dei Fagi potrebbe prendere piede in tutto il mondo.
Come spiega il network russo RT, «la tecnica di curare le infezioni con gli stessi batteri che le provocano risale a migliaia di anni fa, quando gli esseri umani si accorsero che l’acqua di alcuni fiumi poteva curare malattie infettive come la lebbra e il colera.
All’inizio del XX secolo gli scienziati scoprirono che quelle acque contenevano virus molto specifici che uccidono i batteri che causano le infezioni».
Scoperti dai due microbiologi francesi (vedi sopra), già agli inizi del secolo scorso, i batteriofagi – o “mangiatori di batteri” – operano per  infettare i batteri nocivi con i virus disattivati ​​che essenzialmente li distruggono dall’interno verso l’esterno.
Una terapia che nell’Occidente – che si affidava sempre più agli antibiotici – venne considerata come la dimostrazione dell’arretratezza scientifica del comunismo e che ora, caduta la cortina di ferro, si prende una rivincita, visto che i rapidi progressi della medicina occidentale hanno portato all’evoluzione di ceppi di batteri resistenti, compresi batteri letali per l’uomo, con l’uso degli antibiotici.
Della cosa se ne è occupata anche Nature che in un articolo (Phage therapy gets revitalized) spiega che “nella riunione dell’American Society for Microbiologya (Asm) tenutasi il mese passato a Boston (maggio 2014), Gregory Resch, dell’università di Losanna, in Svizzera, ha presentato il progetto Phagoburn: la prima terapia clinica multicentrica della terapia dei Fagi per le infezioni umane, finanziato dalla Commissione europea”.
Phagoburn è il primo studio clinico europeo sulla terapia dei Fagi ed è finanziato dal 7° Programma quadro per la ricerca e sviluppo (programma  sanità). È stato avviato nel  giugno 2013 e durerà 27 mesi.
Il progetto è coordinato dal  ministero della difesa francese della Difesa  in collaborazione con Pherecydes Pharma e viene testato in altri sei centri di trattamento in Francia, Belgio e Svizzera e da un’altra piccola industria francese: Clean Cells.
Il team di Phagoburn spiega che il progetto «Mira a valutare la terapia dei Fagi (uso terapeutico dei batteriofagi) per trattare le infezioni della pelle causate da Escherichia coli e dal batterio Pseudomonas aeruginosa nei pazienti ustionati».
Già nel  2012 uno studio sulla terapia dei Fagi pubblicato su  Frontiers in Microbiology sottolineava che “dal punto di vista terapeutico la terapia dei Fagi può eliminare l’infezione di un  paziente senza compromettere la comunità dei batteri benefici del corpo.
Sotto  questa luce, la terapia dei Fagi rappresenta una sorta di “bomba intelligente” biomedica,  che colpisce solo un target specifico, riducendo al minimo i danni collaterali, che sono comunque estremamente rari (…). A suo modo, la terapia dei Fagi è una forma di medicina personalizzata, perché i Fagi specifici (di solito più Fagi  uniti in  un cocktail polivalente) sono accuratamente selezionati per trattare l’infezione batterica specifica di un paziente.  Le percentuali di successo di questi Fagi su misura, sono da 5 a 6  volte superiori a quelle  prodotte da  Fago standardizzati, quindi l’uso di cocktail di Fagi personalizzati è storicamente efficace per un trattamento”.
I russi ricordano che “Uno dei più importanti vantaggi della terapia dei Fagi e che mentre gli antibiotici funzionano in modo indiscriminato, uccidendo sia i batteri sani che quelli infettivi, ogni tipo di Fago si dirige precisamente su un tipo molto specifico di batteri”.
Probabilmente il fatto che negli US la legge proibisca di brevettare geni di origine naturale, un divieto quindi estensibile ai Fagi, ha ridotto l’interesse dell’industria farmaceutica a questa terapia che però, anche dopo la caduta dell’Urss, ha continuato ad essere applicata in Russia, Georgia e anche nella Polonia entrata a far parte dell’Unione europea.
I Fagi quindi sono un rimedio naturale, conosciuto da migliaia di anni ed impiegato da un secolo in alcuni paesi dell’Europa dell’Est, anche se da noi in Europa ed in occidente, non viene praticamente utilizzato.  Si tratta di questi batterioFagi, in pratica dei microrganismi che aggrediscono i batteri. Assolutamente incapaci di attaccare le cellule umane, i Fagi si comportano con i batteri esattamente come i virus con le cellule dell’organismo umano:
il Fago si attacca alla superficie del batterio ed a quel punto avviene un transfer del materiale genetico del Fago,  fra il Fago ed il DNA all’interno del microrganismo, cioe’ del batterio e cio’ avviene a livello elettronico con reazioni chimiche per caduta; a quel punto il Fago prende il comando del batterio, con il quale e’ entrato in contatto ed utilizza gli apparati/cellule presenti al suo interno per farsi riprodurre. Una volta moltiplicato dalla cellula, avendo essa terminato il compito di riproduzione del virus, il comando del file di DNA trasferito obbliga l’apoptosi di tutte le cellule del batterio, quindi esso muore liberando cosi un gran numero di nuovi Fagi a loro volta in grado di aggredire altri batteri e solo loro e cosi via…..

….e per concludere a conferma di quanto sopra affermato,

FINALMENTE la VERITA’ sui VIRUS, VIENE a GALLA !
“In attesa del video relativo all’intervista a Stefan Lanka che verrà messo in rete nel WEB, dall’associazione Salute Attiva e dell’eventuale traduzione della sentenza della Corte d’Appello del 16/2/2016 che rigetta quella del Tribunale del 2015,
copiato da:  http://saul-arpino.blogspot.it/2017/03/il-giornaletto-di-saul-del-7-marzo-2017.html
: I virus non esistono ?
– Scrive Marco Bracci: “Sabato 4 marzo ho assistito a una conferenza sulla Nuova Medicina Germanica e così ho potuto ascoltare l’intervista fatta al Dr. Lanka. In sostanza, da virologo esperto qual è, Lanka ha dimostrato che quelli che vengono definiti virus e che l’industria farmaceutica cavalca per produrre medicine chimiche brevettate e fare miliardi di euro a spese dei malati, altro non sono che proteine, derivate dai batteri di cui ognuno di noi è pieno e che permettono lo svolgimento dei processi vitali che ci mantengono in vita, che, quando muoiono, si spezzano in piccolissime parti per fornire nutrimento ai batteri ancora viventi. In sostanza, i virus non esistono, quindi le MALATTIE NON SONO CAUSATE DAI VIRUS, ma dai vari modi di reagire di ognuno di noi agli shock e impulsi provenienti dal vivere quotidiano
– Ci sono in rete poche notizie sul tema e ancora girano quelle del mainstream (BBC, Die Welt, Dailymail) del 2015 che dicono il contrario: che il dr Lanka ha perso la causa. L’articolo che segue, però, parla della sentenza a favore di Lanka, del 2016.
– Ci sono anche note, su blog tedesco,  che dicono che la sentenza trattava di problema di forma (non di sostanza) relativo ai 6 protocolli presentati quali evidenza scientifica della esistenza del virus, che invece, periziati da esperti, confutano questo assunto.
– In youtube ci sono, in tedesco, i video di Lanka, biologo:  https://www.youtube.com/watch?v=yC1eZsk2kGM
– anche qui in inglese:
http://anonhq.com/anti-vaxxer-biologist-stefan-lanka-bets-100k-measles-isnt-virus-wins-german-federal-supreme-court/

In Sostanza:
dall’articolo sul sito che riferisce il dr Lanka come responsabile editoriale, si evince che la corte suprema tedesca a livello internazionale e su base di rigorosa perizia scientifica, ha sconfessato la veridicità del virus-morbillo.
Paola Botta Beltramo, attenta su questi temi (è lei infatti che ha passato la notizia) comunica:
E’ una notizia clamorosa  perchè come è scritto nell’articolo comporta una nuova visione circa le cause delle epidemie e, conseguentemente, l’inutilità del vaccino.
Il dr Lanka aveva giù subito un processo, perchè aveva pubblicamente dichiarato che  non esisteva il retrovirus HIV.
Va precisato che sono pochi i virologi-genetisti  europei che hanno accesso ai laboratori di analisi.
Gli altri, e sono la maggioranza, si limitano ad applicare i risultati ottenuti da questi. Lanka per quelle affermazioni subì un processo per omicidio colposo ma fu assolto con sentenza del Tribunale di Gottigen del 1997 perchè richiese al Tribunale di far giurare chi sosteneva di aver isolato il virus e non si presentò nessuno. Ora con questa sentenza sul virus-morbillo, che confuta quella di primo grado che l’aveva visto soccombente e che la rete ha ben divulgato con lo scopo di rendere  poco credibile anche la precedente per l’HIV, si pone la parola fine a un iter che hanno fatto di tutto per contrastare date le immaginabili conseguenze.

Oltre alla corte d’Appello di Stoccarda, anche la Cassazione Federale (tedesca) ha deciso che il virologo Dr. Stefan Lanka, non deve pagare 100.000 Euro al medico dr. David Bardens.
Nel febbraio del 2011, il dr Stefan Lanka aveva promesso una ricompensa di 100.000 euro a coloro che fossero stati in grado di presentare una pubblicazione scientifica, in cui venisse non solo affermata ma anche dimostrata l’esistenza del virus del morbillo. Il dr Bardens ha tentato di provare l’esistenza del virus, inoltrando 6 pubblicazioni.
Nell’attuale Newsletter di WissenschafftPlus, il dr Stefan Lanka, scrive che il processo del virus-morbillo è stato definitivamente vinto: “ La Cassazione ha deciso per il processo sul virus morbillo ed ha confermato la sentenza della corte di Appello di Stoccarda del 16.2.2016. I 100.000 euro da me promessi nel 2011, a fronte di una evidenza scientifica sulla esistenza di questo affermato virus del morbillo, non sono stati dovuti al querelante, che anzi ha dovuto pagare tutti i costi del processo”.
Nel processo sono stati interpellati 5 esperti e sono stati presentati i risultati dei test scientifici. Tutti e 5 gli esperti, tra cui il Prof. Dr. Andreas Podbielski, incaricato dalla prima corte, hanno stabilito all’unisono che nessuna delle 6 pubblicazioni presentate nel processo, contiene una prova dell’esistenza del supposto virus del morbillo.

La genetica confuta le affermazioni dell’esistenza
Nel processo, sono stati portati i risultati dei test delle cosiddette impronte digitali genetiche del supposto virus del morbillo.
Due laboratori riconosciuti, tra cui l’istituto piu’ grande al mondo e leader nella genetica, sono giunti in modo indipendente agli stessi esatti risultati. I risultati mostrano che gli autori delle 6 pubblicazioni sul virus del morbillo, si sono sbagliati e come conseguenza diretta, ad oggi tutti i virologi sul morbillo si sbagliano.
Hanno erroneamente definito delle parti normali delle cellule, come parti del presunto virus del morbillo.
Sulla base di questo errore, per trovare consenso e per ideologia, in un decennio sono state inserite costantemente parti normali di cellule in un modello di un virus-morbillo.
Ma una struttura effettiva che corrisponda a questo modello, ad oggi non è stata trovata né in un essere umano, né in un animale.
Con i risultati delle prove genetiche, vengono quindi respinte scientificamente tutte le affermazioni sulla esistenza di un virus-morbillo.
Agli autori delle sei pubblicazioni e a tutti gli altri coinvolti, questo errore è passato inosservato, poiché hanno leso il dovere scientifico fondamentale, “lege artis”, di lavorare secondo le regole della scienza stabilite internazionalmente. Non hanno eseguito alcun esperimento di controllo.
L’esecuzione degli esperimenti di controllo, avrebbe protetto gli autori e l’umanità da questo errore ricco di conseguenze. Questo errore è diventato il fondamento del credo all’esistenza di tutti i virus patogeni.

L’esperto, interpellato ai fini di legge, il Prof. Dr. Dr. Podbielski ha affermato espressamente, a pagina 7 del protocollo succitato, secondo richiesta della corte emittente sentenza, che gli autori non avevano eseguito alcun esperimento di controllo.
La Corte d’Appello di Stoccarda, il 16.2.2016 ha abolito l’errore giudiziario della prima istanza, ha respinto la causa riferendosi, tra l’altro, alla affermazione centrale del Prof. Podbielski relativamente alle 6 pubblicazioni.
Il querelante con un ricorso alla Corte Federale di Cassazione, ha cercato di far cadere la sentenza della Corte d’Appello.
A motivazione di cio’ egli ha addotto la sua percezione soggettiva, ma di fatto falsa, sullo svolgimento della procedura a Stoccarda, affermando che la nostra citazione di fatti relativamente al morbillo rappresenta una minaccia alla salute della popolazione.
Le affermazioni del querelante sono state respinte dalla Corte d’Appello a chiare parole.
Con questo la Corte di Appello ha confermato la sentenza della Corte Federale di cassazione del 16.2.2016

Conclusioni
Le 6 pubblicazioni sottoposte al processo sono quelle determinanti relativamente al virus-morbillo.
Dato che non ne esistono altre oltre queste 6, in cui con metodi scientifici si cerchi di confermare l’esistenza del virus-morbillo, la sentenza di massimo giudizio nel processo virus-morbillo e i risultati dei test genetici hanno delle conseguenze: tutte le affermazioni nazionali ed internazionali sul presunto virus-morbillo, sulla infettività del morbillo, sull’uso e l’assenza di rischio di vaccinazioni anti morbillo, alla luce della scienza e con essa su base giuridica, sono state ritirate Grazie alle interrogazioni, che hanno determinato un concorso sul virus-morbillo, il capo dell’Istituto di riferimento nazionale per il morbillo presso l’istituto Robert Koch (National Referenz-Institut für Masern am Robert Koch-Institut (RKI), la prof.sa Annette Mankertz, ha ammesso una cosa importante.
Tale ammissione puo’ spiegare il tasso relativo all’aumento dei danni per vaccino specificamente per quello antimorbillo, cosi come il perché e il come soprattutto questa vaccinazione scatena sempre piu’ autismo.
La Prof.sa Mankertz ha ammesso, che il virus-morbillo contiene tipicamente parti di cellule. Dato che il vaccino del morbillo consiste in “virus morbillo interi”, tale sostanza vaccinale contiene strutture cellulari.
Questo spiega perché il vaccino –virus scatena sempre piu’ spesso allergie e sempre piu’ forti, cosi come reazioni autoimmuni, rispetto ad altri vaccini.Il perito della corte, il Prof. Podbielski ha piu’ volte evidenziato che con le affermazioni dell’Istituto Koch (RKI) relativamente ai ribosomi nei virus-morbillo, si confuta l’esistenza-affermazione di un virus-morbillo
E’ stato anche messo agli atti, che la massima autorità scientifica tedesca nel campo della infettologia, ovvero l’istituto RKI – Koch- contro il suo mandato legale, vedasi § 4 Infektionsschutzgesetz (IfSG)- legge per la protezione dalla infezione- ha omesso di produrre e pubblicare test sulla affermazione del virus-morbillo.
L’Istituto RKI afferma di aver eseguito dei test interni sul virus-morbillo, ma si rifiuta di consegnare o pubblicare i risultati !

Fonte originale: http://wissenschafftplus.de/
riferimento:  http://www.ingannati.it/2017/01/19/stefan-lanka-ragione-germani-batte-francia-2-1/

Sabato 4 marzo 2017, vi e’ stata una conferenza sulla NMG (Nuova Medicina Germanica) e così ho potuto ascoltare l’intervista, fatta dall’organizzatore del convegno, al Dr. Stefan Lanka, colui che promise 100.000 Euro a chi gli avesse dimostrato l’esistenza del virus del morbillo.  Solo un ricercatore rispose, ma con ben 6 studi.
Il Dr Lanka confutò i risultati e non pagò i 100.000 €, così fu denunciato.
Dopo la vittoria iniziale, il Dr Lanka perse in appello, ma in Cassazione ha avuto un riconoscimento totale delle sue affermazioni, che, durante l’intervista di 2 ore, ha ripetuto.
In sostanza, da virologo esperto qual è, ha dimostrato che quelli che vengono definiti virus e che l’industria farmaceutica cavalca per produrre medicine chimiche brevettate e fare miliardi di miliardi di euro a spese dei malati, altro non sono che proteine, derivate dai batteri di cui ognuno di noi è pieno e che permettono lo svolgimento dei processi vitali che ci mantengono in vita, i quali, quando muoiono, si spezzano in piccolissime parti per fornire nutrimento ai batteri ancora viventi. Senza contare che, quando fu inventata la teoria dei virus, i microscopi usati non erano in grado di vedere fino a quelle così minuscole dimensioni e la loro luce bruciava quanto spalmato sui vetrini.
In sostanza, i virus non esistono, quindi le  malattie non sono causate dai virus, ma dai vari modi di reagire di ognuno di noi agli shock e impulsi provenienti dal vivere quotidiano.

In breve, quello che ha detto è che la concezione medica del virus e quindi di un agente esterno (i demoni) che causa le malattie, che nulla ha a che fare con la Vera medicina, quella è una “prassi” ispirata dal Vaticano, dalla Chiesa cattolica (continua la caccia alle streghe, le terapeute che usavano la Natura, venivano messe al rogo !)”Non credo serva un veggente, per intuire che se questa informazione venisse ulteriormente e ufficialmente confermata e divulgata dai professionisti coinvolti, produrrà “tempi agitati”.
FINALMENTE la VERITA’ VIENE a GALLA !

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vedi anche: Medicina Quantistica
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Continua in: Virus – 2

VIRUS: Cosa sono ? – 2
Studio di un Biologo sulla falsa teoria dei Germi quali cause della malattia
La teoria dei Germi e’ FALSA
Virus, Continua in: Virus – 1

I FATTI VERI riguardo ai DANNI delle Vaccinazioni sono stati di fatto e da sempre, nascosti o per lo meno presentati solo parzialmente, anche alla professione medica.
(B) – William F. Koch, uno scienziato rinomato nel mondo nel campo dei virus e della ricerca sul cancro, scrisse nel suo testo “Una introduzione alla Terapia dei Radicali Liberi” (1961): La capsula proteica (del virus) ha potenze antigeniche specifiche che forniscono risposte immunologiche specifiche e reazioni sierologiche. Questa e’ la parte che e’ convertibile in un vaccino usato per eccitare reazioni immunologiche nel paziente. Non c’e’ risposta immunologica alla parte della nucleoproteina sebbene questa sia la parte che causa la patologia.”
NdR:  Una nucleoproteina è una proteina strutturalmente associata agli acidi nucleici (sia DNA che RNA). L’esempio tipico è rappresentato dagliistoni, che sono identificabili sugli intrecci dei filamenti di cromatina. La telomerasi, una ribonucleoproteina, e le protammine sono altri esempi di nucleoproteine.
Egli quindi continua riaffermando il concetto”…i vaccini per un virus specifico non immunizzano contro la nucleoproteina che e’ il reale patogeno, specialmente dopo che e’ penetrato e si e’ integrato con la cellula ospite, cosi’ il discorso riguardo la cura ..e’ una perdita di tempo. Perfino la prevenzione della infezione virale per mezzo del vaccino incontra la piu’ grande opposizione statistica da quando sono state registrate le vaccinazioni a larga scala del vaiolo e di Salk. In linea con quanto e’ noto riguardo la struttura dei vaccini, le statistiche appaiono logiche allorche’ mostrano che la paralisi da polio e’ aumentata sia in incidenza che in mortalita’ a causa dell’uso del vaccino“.
Egli presenta quindi i numeri di casi di “polio” riportati in maggiori aree diverse degli USA e del Canada, prima e dopo l’uso del vaccino di Salk.

Ricordiamo che:
TUTTI
i parassiti, funghi, batteri, virus, sostanze, si possono detettaresequenziare con la: Spettrofotometria, con microscopi elettronici, con la Bioelettronica
Tecniche di rilevazione dei virus biologici (vaccinali e non)  e dei loro danni
TRIBUNALE TEDESCO conferma le affermazioni del Biologo dr. Stefan Lanka sull’INESISTENZA del virus del morbillo !
http://www.thelivingspirits.net/medici-controcorrente/dr-stefan-lanka-il-virus-del-morbillo-non-esiste-e-vince-anche-contro-la-cassazione-tedesca.html
….ma allora tutta la teoria sui vaccini per il morbillo e’ FALSA….!Per riassumere e precisare, inserisco dialogo intercorso fra il consulente di questo portale ed un virologo dell’ISS, dopo una mia obiezione al fatto che nel loro sito quando parlano di virus vaccinali scrivono a chiare lettere, che quei virus possono essere vivi, morti, odattenuati:
“Vedo che malgrado i suoi 30 anni di esperienza, non e’ riuscito che a fare una “dichiarazione immotivata”, sul fatto che i virus sono esseri viventi, NON apportando le dimostrazioni logico deduttive, che si debbono fornire per validare affermazioni dialettiche.
Ripeto cio’ che  Lei afferma, e’ che: ” siccome i virus si autoriproducono” sono vivi…ùQuesta sua affermazione e’ contestata da molti biologi e ricercatori in virologia i quali gia’ da decenni affermano ed insegnano il contrario, cioe’ che un virus non e’ un essere vivente, ed  a parte anche il fatto che cio’ che si insegna sui libri a livello universitario, in biologia ed in virologia, e’ obsoleto e disinformante, per questi motivi:
a – NON si enunciano i VERI meccanismi che determinano la replicazione virale, che secondo le mie ricerche e secondo ricerche non condizionate dalle case farmaceutiche, la replicazione virale la attua la cellula stessa (produzione, replicazione e specializzazione delle proteine, anche quei capsidi proteici contenenti Dna/Rna come i virus) e non e’ quindi il virus che si autoriproduce in modo autonomo dalle funzioni cellulari; esso nei fatti, viene replicato dalle funzioni cellulari.
b – Vi e’ di piu’, siccome il DNA e’ nei fatti un’antenna elettromagnetica immersa in liquidi (cromosomi), esso rivela e risuona alle varie frequenze ricevute sia dalle sostanze introdotte o preparate corporee, sia alle frequenze extracorporee provenienti da qualsiasi sorgente, anche dall’Universo…questo circuito bioelettronico di antenna cromosomica, in costante risonanza con le varie frequenze intercettate, riceve e trasmette all’interno dell’organismo e quindi a tutte le cellule del corpo, le informazioni ricevute, decodificate e ridistribuire all’insieme cellulare corporeo in un costante e continuo “colloquio” intercellulare.
vedi: Uomo psicobioelettronico + BioElettronicaPer cui il discorso si complica enormemente, soprattutto se il virus e’ eterologo, perche’ le sue informazioni di estraneita’, al sistema biologico corretto per la Perfetta Salute, quindi info destabilizzanti (specie nel caso dei vaccini), determinano immediatamente piu’ o meno intensamente, a seconda dei casi, anche malfunzioni cellulari e tissutali in varie parti del corpo..
La risposta sul vero meccanismo, sta SOLO ed esclusivamente nel fatto che e’ la Cellula che, dovendo riconoscere un determinato virus, anche vaccinale, essendo un dei compiti della cellula, oltre al fatto di dover produrre energia scambiando, a livello atomico, frequenze in energia-movimento di elettroni in determinate quantita e qualita’…, essa, se non in perfetto stato funzionale, lo introduce nel citoplasma aprendo la membrana, (non sempre avviene, perche’ negli individui molto sani immunitariamente,  cio’ non avviene, in quanto in questi ultimi oltre ad avere unsistema immune stabile e reattivo,  la membrana delle cellule e’ bioelettronicamente sufficientemente impermeabile a questi virus eterologhi – vedi: (E) e per mezzo del DNA mitocondriale, lo testa (il virus eterologo) e si informa su di esso, sia dal punto di vista del Campo elettromagnetico, sia dal punto di vista biochimico e quindi anche dal punto di vista informazionale (entanglement),  imparando e quindi copiando il contenuto informazionale (che sempre  destabilizza la funzione cellulare e quindi tissutale, del soggetto, es. di un vaccinato, per le interferenze=malfunzioniben note…e gia’ pubblicate da decenni in letteratura scientifica)  ed alle volte, nei casi piu’ gravi,  introducendo il file stesso con il messaggio contenuto in esso, nel DNA mitocondriale, cosa assai grave, perche’ genera sempre mutazioni genetiche, specie nel braccio corto del cromosoma 6°
vedi anche gli studi e le ricerche del dott. M. Montinari del 1996, mutazioni che si rendono trasmissibili alla prole per via materna..”.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>CONCLUSIONI:
Un virus, quindi NON e’ un essere vivente, cioè un micro organismo !!!! ma e’ SOLO informazione, un frammento di DNA (geni), avviluppata da una capsula multi proteica, un capside di lipidi=grassi !
Parlare (es. nel caso dei Vaccini) quindi di virus “vivo o morto” e’ un FALSO biologico !
Altro esempio di follia intellettuale…:  si parla di virus “batteriofagi”, cioè di virus che divorerebbero i batteri, ossia di “morti” i virus, cioe’ proteine a DNA che si mangiano i vivi (i batteri) e non esattamente il contrario come in effetti avviene.

Da una ricerca fatta da un amico (Valdo Vaccaro – Igienista, che me l’ha inviata) e’ risultato che cio’ che affermiamo e’ confermato anche dai libri di biologia sul tema, definizione dei Virus:
“La molecola è la più piccola parte in cui può suddividersi una sostanza, conservando tutte le sue proprietà chimiche. Una molecola proteica è fatta da un certo numero di atomi assemblati di idrogeno, carbonio, azoto e ossigeno.
I cromosomi sono gli elementi contenuti nel nucleo delle cellule (elementi osservabili durante la mitosi cellulare).
Il gene è un tratto di DNA che codifica informazioni. Sta nei cromosomi ed è grande quanto una molecola proteica. Il gene è l’unità teorica della cellula germinale, considerata come responsabile di uno o più caratteri ereditari. Il genoma è il complesso dei geni portati dai cromosomi.
I mitocondri sono gli elementi granulari delle cellule, dotati di codice identificativo. Partecipano alla respirazione ed alla produzione di energia, e qualcuno ama definirli microforni cellulari. Ce ne stanno fino a 30 mila per ogni cellula.

Genoma come cabina di comando del mitocondrio
Un genoma è circondato da un involucro detto capside, consistente il più delle volte in un doppio velo proteico.
Il genoma è il modello, il pilota, il centro comandi che dirige le attività di quella parte nobile e basilare di vita intracellulare che si chiama mitocondrio.
Il genoma è dotato di un codice genetico-funzionale che gli permette di creare energia in modo indipendente, per se stesso e per la sua cellula, nonché di creare nuove proteine, e/o di specializzarle e di mantenere la propria identità genetica (vedi mitosi cellulare e riproduzione cellulare).

Virus come ex-genomi accuratamente tritati dai lisosomi
Se andiamo su un testo classico di genetica, tipo il Guyton’s Textbook of Medical Physiolgy,
– vedi: http://vet.uokufa.edu.iq/staff/falah/Textbook of Medical Physiology.pdf un virus viene definito come “minuto frammento di materiale genetico della grandezza di un miliardesimo di cellula”, avviluppato da materiale proteico complesso.
Spulciando tra i testi di microbiologia si apprende che i virii (plurale di virus), ovvero i cadaveri di genomi triturati accuratamente dai lisozomi, hanno le seguenti cimiteriali caratteristiche:
1 – Non hanno metabolismo. Non possono trasformare cibo e creare energia per la propria sussistenza.
2 – Non hanno nessuna facoltà di azione di alcun tipo, nessun sistema nervoso, nessuna facoltà sensoriale, nessun centro di intelligenza o di decisionalità, e meno ancora hanno doti di movimento o capacità invasorie.
3 – Non hanno alcun potere replicativo e nessun fattore F di fertilità, per cui dipenderebbero totalmente, per la loro replicazione, da un organismo alieno e diverso da se stessi quale una cellula viva.

Quindi un virus viene di fatto duplicato=replicato dal Terreno “ospitante” il citoplasma della cellula, solo quando le condizioni di quel Terreno = Matrice sono alterate, cioe’ quando esso e’ portatore di informazioni patogene nel caso di virus Eterologo tossico nocivo (Eterologo = …di organo, tessuto o sostanza organica che proviene da una specie diversa da quella in oggetto), od Autologo (corporeo, proveniente da materiale proprio, di scarto involucri proteici = virus a DNA, da eliminare), esso viene isolato ed in genere immediatamente eliminato od isolato ed immagazzinato nei grassi dei tessuti, oppure decodificato = riconosciuto dal DNA corporeo come Tossina – vedi: DNA antenna – ma se il Terrenocellulare (citoplasma cellulare con il suo contenuto anche genetico) e’ gia’ molto alterato non e’ quindi in grado di riconoscerlo per bene, come Tossina, esso viene erroneamente riconosciuto (per le alterazioni preesistenti), come virus autologo, quindi decodificato, replicato (dal sistema di “duplicazione del DNA” della cellula stessa + dalla funzione cellulare di “sintesi e specializzazione delle proteine“) e ridistribuito alle altre cellule, che se malate anch’esse, riproducono lo stesso meccanismo, creando quindi una reazione a catena che fa scattare l’infezione tissutale e con il tempo anche organica.
– vedi anche Omeostasi.
Se e’ un virus Autologo non tossico (non derivante dalla morte cellulare), esso e’ utile perche’  fa parte di quelle sostanze (proteine complesse a DNA) ricostruttive e chelanti necessarie alla riparazione dei tessuti alterati (tessuto connettivo malato, intossicato, infiammato).
Esempio: se il DNA del  virus di qualsiasi vaccino essendo eterologo (estraneo alla specie), esso può destabilizzare il DNA della specie nel quale viene introdotto, se le condizioni del Terreno e quindi del Sistema Immune gli sono propizie (non sufficientemente attive), in modo da permettere, il rilascio dell’informazione virale, interferendo cosi’ con il DNA umano specie quello dei mitocondri.
I virus Autologhi tossici li definiamo cosi: “materiale di scarto cellulare, con involucro proteico contenente materiale genetico DNA/RNA”, quindi tossine endoprodotte (al 99 %) dalle cellule malate ed eliminate da esse l’altro 1 % possono essere proteine tossiche a DNA introdotte con cibi ed acqua intossicate=inquinate, oppure con i vari vaccini.

Anche secondo il biologo P. Medawar la definizione della parola “virus” è questa: “un cattivo messaggio (cioe’ informazione tossica) avvolto in un poco di proteina” (vedi The Life Science, 1977).
In questo articolo il biologo spiega che il virus NON è un microrganismo, ma una traccia di materiale genetico estraneo, una istruzione (informazione) diversa che si inserisce nel DNA della cellula e che non può esistere al di fuori di essa.
Egli prosegue dicendo che il procedimento dell’infezione “virale”, se così si può chiamare, è essenzialmente una variazione o sovvertimento del meccanismo di sintesi delle proteine della cellula ospite dovute al fatto che il Terreno ove la cellula vive, varia la propria composizione bio elettrochimica e che ha l’effetto di causare, per duplicazione (tipo fotocopia), la produzione da parte della cellula di un’altra informazione virale; è sbagliato pensare al virus come ad un microrganismo, queste “sostanze” sono solamente dei messaggi, delle informazioni, infatti per capire se questa informazione “virus” è presente in una cellula del suo DNA, si controllano e si verificano le tracce che le proteine in esso contenute, rilasciano su di una pellicola fotografica.
Quando si legge che un tale tecnico del laboratorio di ….. ha trovato ed isolato un virus… vuol dire che qualcuno ha trovato tracce strumentali che alla fine di un labirinto di “se” e di “forse”, non sono interpretabili alla luce delle “loro” conoscenze, se non come un “virus”…..

Commento NdR: E’ nei fatti, la Cellula stessa che duplica i Virus:
Si ipotizza, nella medicina ufficiale che i Virus siano agenti infettivi, come si dimostra la realta’ di questa ipotesi ? NON e’ certo cercando i virus in un malato che si possa dimostrare che essi ne siano la causa, infatti nel sano quel tipo di “virus” (proteine tossiche) NON si trova !, cio’ significa che e’ nel malato e non nel sano che essi si ritrovano, quindi la Causa e’ da ricercarsi in un livello superiore, cioe’ nel Terreno (i liquidi del corpo) e’ in quel “luogo” che si deve risalire per avere al certezza della Vera Causa fisiologica di quel male !

Si ipotizza anche nella medicina ufficiale, anche che essi, i virus, siano dei microrganismi; ma la dimostrazione che lo siano, NON esiste ! infatti i virus non sono autosufficienti ed autoriproducenti, quindi NON sono micro organismi, ma proteine complesse di lipidi (grassi) a DNA = coie’ una capsula di grassi che ha all’interno un frammento di DNA (geni).
vedi: Somatidi
Come vengono Trascritti e Replicati ?: che li moltiplica-replica-fotocopia,  lo ripetiamo, e’ la cellula stessa che si incarica di effettuare quelle funzioni = vedi (C) (il Terreno interno = citoplasma della cellula) che mediante il meccanismo di trascrizione + sintesi e specializzazione delle proteine, funzioni del metabolismo cellulare + punto 2 e 1 e la “riproduzione cellulare del DNA” (mitosi) si attivano una volta selezionate e modificate le sostanze riconosciute o non, per duplicare e/o replicare anche queste proteine complesse a DNA (i virus), per mancanza di comandi inibitori e/o bloccanti, quando il citoplasma ha certi valori Bioelettronici di ionizzazione ed i DNA ha individuato, riconosciuto e decodificato il virus eterologo (estraneo) introdotto.
La riprova c’e’, ma al contrario di cio’ che insegna la medicina ufficiale, infatti e’ il Terreno ospitante (le cellule viventi) che li riproduce ed in special modo cio’ avviene nel citoplasma cellulare e non e’ il virus che si autoriproduce ! !
Introduzione alla replicazione del Dna  +  Trascrizione del DNA nello RNA

(C) Tratto da: Wikipedia.org: Ogni cellula può esser definita come un’entità chiusa ed autosufficiente: essa è infatti in grado di assumere nutrienti, di convertirli in energia, di svolgere funzioni specializzate e di riprodursi se necessario. Per fare ciò, ogni cellula contiene al suo interno tutte le informazioni necessarie.
Tutte le cellule mostrano alcune caratteristiche comuni:
1 – la riproduzione attraverso divisione cellulare (scissione binaria/mitosi o meiosi);
2 – l’utilizzo di enzimi ed altre proteine (o acidi nucleici) prodotti a partire dai geni presenti nel/sul DNA, utilizzando come intermedio DNA/proteine un trascritto di RNA (dogma centrale della biologia molecolare);
3 – il metabolismo, che permette alle cellule di incorporare materiali grezzi e di costruirvi componenti cellulari, di ricavarvi energia e di rilasciare i prodotti di scarto; il funzionamento di una cellula dipende dalla sua capacità di estrarre ed utilizzare l’energia chimica contenuta nelle molecole organiche (tale energia viene rilasciata durante i pathway metabolici);
4 – la risposta a stimoli interni ed esterni, come variazioni di temperatura, pH o nei livelli di nutrienti od ormoni;
5 – il contenuto cellulare racchiuso in una membrana plasmatica, composta da un doppio foglietto fosfolipidico.

Alcune cellule procariote contengono importanti compartimenti interni racchiusi all’interno di membrane, ma sono solo quelle eucariote a presentare in genere diverse compartimentalizzazioni interne racchiuse da membrane fosfolipidiche (definite organelli)Lo scambio di materiali tra queste diverse regioni è garantito da complessi sistemi di trasporto di piccole vescicole, come quello delle chinesine.

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Mitosi e duplicazione cellulare – La rigenerazione
La mitosi nelle cellule vegetali
Introduzione alla replicazione del Dna
Essi contengono porzioni di DNA o RNA, Dna o RNA che “risuona” quando entra in un organismo vivente con il DNA o RNA dell’organismo che lo “ospita” (Cellula con DNA mitocondriale e nucleico), ed e’ attraverso questo meccanismo che essi possono raggiungere le cellule, perche’ il DNA o RNA e’ contenuto nelle cellule ed esso risuona quando qualche altro tipo di DNA o RNA viene in contatto con la membrana cellulare.

Che i Virus siano molecole complesse (Proteine lipidiche a DNA) al contrario e’ evidente, infatti NON sono esseri viventi ma sostanze aggregate per insiemi in molecole complesse, magari tossiche, ma non infettive, infatti come tutte le tossine generano infiammazione; Queste proteine virali a DNA i virus (frammento di DNA – geni –  in certi casi eterologo=estraneo, come nel caso dei Vaccini) sono racchiuse in un capside di materiale proteico (lipidi=grassi).
Si ipotizza, senza nessuna dimostrazione che avvalli questa ipotesi, che essi siano responsabili di importanti malattie dette infettive, mentre e’ sicuro che un Terreno alterato (particolare, quindi gia’ malato) produca virus (proteine tossiche a DNA), mentre e’ certo che non sia il virus ad alterare il Terreno bensi’ il contrario !
Essi quindi non si moltiplicano per auto generazione, ma si duplicano per mezzo di fattori terziari = il Terreno citoplasmatico.
In vero nel caso di malattie non si parla quasi mai (da parte delle medicina ufficiale) dei parassiti, che quelli si che sono altamente pericolosi !
Le scoperte di Naessens: i somatidi e di altri che hanno seguito la strada dell’idea che i virus sono agenti utili alla ricostruzione delle zone ammalate dei tessuti, come ben spiega K. G. Hamer nella sua “Nuova Medicina”.
leggere anche l’Intervista a Stefan lanka, virologo tedesco.
Quindi cio’ significa che vi sono due tipi di virus
(proteine a DNA): quelli autogenerati – autologhi, – vedi (AUTL) che sono utiliall’organismo ed il secondo tipo quello eterologo, introdotto con vaccini e/o acqua o cibi intossicati.

Proprio lui, il Dottor Stefan Lanka, virologo e biologo molecolare, laureato in scienze naturali e biologia con specializzazione in botanica marina all’Università di Costanza.
Nato nel 1963 a Langenargen, in Germania, dal 1984 al 1989 ha fatto ricerche in neurobiologia genetica e virologia, e dal 1987 al 1994 ha fatto degli studi di biologia molecolare studiando, osservando e isolando centinaia e centinaia di virus: lui sì che è uno che ha isolato virus ! E’ stato il primo anche a isolare un virus marino: l’Ectocarpus silicosus. Ed il primo ad osservare direttamente un sistema stabile di una cellula con un virus ospite !
Ebbene, nelle sue centinaia di osservazioni, afferma Lanka, non ha MAI visto una sola volta un virus uccidere od aggredire nessuno ! Non ha mai constatato questo ruolo di virus killer !
Ha potuto constatare che sono follie e stupidaggini certe frasi terroristiche che scrivono nelle riviste, quando affermano che un virus, o questo o quel virus, POTREBBE UCCIDERE TUTTI IN MEZZ’ORA ! MA NON LO FA !
E perché non lo fa ?
Perché ha altro da fare ! Perché sono altre le cose cui si dedica ! Ossia, il virus si occupa di trasportare le informazioni da una cellula all’altra! Fa il postino, il facchino del DNA ! ……Altro che assassino  !vedi: (AUTL)
Lanka, felice della sua scoperta la comunica ai suoi insegnanti, i quali invece gli consigliano amorevolmente e paternamente di non divulgare questa notizia, invogliandolo anche con crociere piene di belle ragazze, facendogli intuire che potrebbe avere una bella carriera, dedicarsi a studiare i suoi virusetti marini, confortato da un lauto stipendio e da una miriade di belle segretarie.
Ma egli si rifiuta, e si trova non per mare, ma per strada, non ad isolare virus ma ad essere isolato egli stesso dal mondo medico e dal mondo del lavoro !

Queste sono follie della medicina allopatica, quella ufficiale guerrafondaia……figlia delle ideologie dei fabbricanti di farmaci e vaccini e/o di mercanti di armi…..

La riprova che il virus NON e’ un essere vivente e’ dimostrata dal fatto che anche la medicina ufficiale allopatica imperante afferma che gli antibiotici, utilizzati a piene mani contro la Vita biologica e cio’ i batteri, SONO INEFFICACI per i virus e non si debbono utilizzare ! …..Piu’ PROVA di cosi !
Cio’ significa e dimostra che il virus NON e’ un essere Vivente, ma una sostanza tossica a DNA.
Quando, nel caso dei vaccini a virus, si sbandiera in tutto il mondo, che i vaccini hanno virus, vivi o morti od attenuati, cio’ e’ completamenteFALSO !
l’ “attenuazione” viene fatta ricoprendo la proteina tossica di formaldeide che e’ una sostanza cancerosa , la quale per esempio in uno stato febbrile, puo’ aprirsi e liberare il suo carico di morte !!
Quindi, per riassumere, NON esiste NESSUN VIRUS VIVO o MORTO ! in quanto le proteine, lo sanno TUTTI,  NON si possono uccidere ne’ attenuare !
Inoltre NESSUN VIRUS vola nelle Flugge, cioe’ viaggia nell’atmosfera a propagare epidemie….in quanto, come gli studiosi seri sanno, nessun virus puo’ entrare nelle Flugge e quindi “volare” o galleggiare nell’aria !

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In Istologia Fondamentale di Junqueira & Carneiro, 3 a edizione del 1980, scopriamo le limitazioni del microscopio elettronico per il fatto il fascio di elettroni richiede l’uso di sezioni di tessuti molto sottili in una condizione di un vuoto elevatissimo.
Gli autori affermano a pagina 9: “Queste condizioni impediscono l’uso di materia vivente… e… il fascio di elettroni su di un tessuto può danneggiarlo e produrre cambiamenti indesiderati alla struttura del tessuto.
Dirigendo un fascio di elettroni su una scena vivente e mutevole come un campione di sangue, per esempio, l’ordine viene mutato e il campione di sangue risulterà alterato. Gli osservatori fanno una fotografia di questa situazione disorganizzata e la interpretano come se fosse l’intera storia. Durante lo studio e l’interpretazione di sezioni di tessuti colorati osservati al microscopio, il prodotto osservato è il risultato finale di una serie di processi che distorcono notevolmente l’immagine osservabile nel tessuto vivente e non è più la scena inizialmente presente sul vetrino.
È stato suggerito in passato che i puntini visti con il microscopio elettronico identificati come virus potrebbero essere, molto più che probabile, niente di più che particelle di proteine senza vita, degradate, peptidi disintegrati dalla morte cellulare, resti catabolici di citoplasma, o proteine prodotte dalle cellule in risposta al terreno biologico non più nei giusti rapporti.
È stato anche riportato da ricercatori, in cerca di ipotetici virus “elusivi”, che i virus possono “imitare” i tessuti umani !
Quindi sono effettivamente resti di tessuti umani.

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VIRUS VACCINALI
I virus dei vaccini essendo proteine a DNA con capside di grassi (lipidi), negli individui SANI  una volta penetrati nell’organismo con la profilassi vaccinale, vengono immediatamente riconosciuti come proteine TOSSICHE, queste ultime vengono immediatamente  riconosciute dalle informazioni rilasciate dal DNA virale-vaccinale (virus-proteina a Dna), riconosciute come TOSSINE dal DNA nucleico (del nucleo) delle cellule (per mezzo del loro CEM = Campo ElettroMafnetico)e quindi facogitate ed isolate ed immediatamente veicolate nei depositi di grassi, e cio’ senza scatenare la riproduzione del DNA virale-vaccinale e quindi senza scatenare anche nessuna risposta anticorpale (produzione di anticorpi); cio’ accade nel 25-30 % degli individui vaccinati, che infatti NON producono anticorpi, per il loro ottimo stato di salute.
Purtroppo questi virus (proteine a DNA)  possono rimanere latenti nei grassi per anni e rilasciare il loro carico virulento (virus-lento) nel tempo, scatenando le piu’ disparate malattie, quindi meglio NON vaccinarsi MAI per non avere quel tipo di grave RISCHIO !
Negli individui che si vaccinano e che sono meno sani, di quelli qui sopra indicati, in essi, la reazione immunitaria prosegue il suo corso e quindi gli anticorpi si manifestano, indicando la battaglia in atto per cercare di isolare, fagocitare ed eliminare queste proteine virali, ben riconosciute come TOSSICHE; ma a quel punto, non e’ piu’ solo il DNA nucleico che riconosce le tossine virali, ma ormai le difese sono abbassate e quindi interviene anche il DNA mitocondriale, il quale purtroppo per risonanza =riconoscenza, subisce delle mutazioni, parziali o totali a seconda del tipo di Terreno (citoplasma esistente, liquidi extracellulari  e quindi del tessuto connettivo) e quindi la cellula inizia a NON svolgere piu’ la sua funzione salutare, ma comincia a non produrre o ridurre la produzione (proteine, enzimi, ecc) ed altera anche le sue funzioni di specializzazione, funzioni che esistevano prima del vaccino, delle sostanze vitali, ma inizia a produrre sostanze mutate od addirittura tossiche, quindi comunque NON salubri, perche’ la cellula e’ sotto stress ossidativo, se poi questa riceve l’ordine dal cervello di entrare in apotosi (morte cellulare) e cio’ avviene sempre quando lo stress ossidativo supera certi livelli, essa si disintegra e si trasforma in sostanze tossiche, scarti da eliminare se il corpo ci riesce, altrimenti vengono depositate nei grassi dei tessuti e rimanendo latenti bombe a tempo; cosi’ facendo la cellula si suddivide e “disintegra” anche i mitocondri (ve ne sono in ogni cellula, alcune decine, centinaia, migliaia  a seconda del tipo di cellula), i quali si trasformano in altre Proteine virali a DNA (cioe’ in virus), tossiche e pericolose per il resto delle cellule del tessuto connettivo, investiti dall’ondata di tossine e generando quindi malfunzioni organiche e sistemiche.
Il sistema immunitario a quel punto è occupato a fagocitare gli scarti metabolici (tossine, metaboliti, metalli pesanti, ecc.) creati dal nostro stile di vita e quindi non è in grado di riconoscere questi agenti patogeni virali dei Vaccini, che per questo trovano lo spazio per essere moltiplicati a dismisura senza alcun intoppo, da parte delle cellule.
La Vis Medicratix Naturae, cioè la “forza risanatrice” che ogni essere vivente possiede, è totalmente esaurita dallo sforzo del corpo di espellere tali pericolosi rifiuti.

IMPORTANTE: Nelle cellule infettate da virus vaccinali, si risvegliano i virus endogeni !!
I ricercatori hanno osservato che quando il metabolismo della cellula e’ alterato da un virus vaccinale, essa lavora al fine di autoriprodurre il virus, pero’ in essa decade la funzionalità di alcune reazioni biochimiche di contenimento e di funzione cellulare: sintesi e specializzazione delleproteine, specializzazione degli enzimi e duplicazione del DNA.
L’intossicazione da virus vaccinale e’ in grado di riattivare genomi di precedenti virus, es. quelli iniettati con i vaccini, ai genitori, nonni, avi del vaccinato,  e trasmessi alla prole ed alle successive generazioni, attraverso le mutazioni genetiche indotte, che erano divenuti parte del genoma (DNA) delle cellule dei genitori, nonni, avi.

Anche alcuni eminenti studiosi NON parlano di virus “vivi”, ma di Proteine virali a DNA (dizione esatta) vedi ad es.:
PARLANDO del  VACCINO UNIVERSALE NASALE:
«Non ho letto ancora il lavoro scientifico» commenta il professor Massimo Galli, ordinario di infettivologia dell’università di Milano, «ma la pubblicazione su una rivista come PLos ONE fa pensare che si tratti di una ricerca condotta con metodi affidabili». «Tuttavia, da quanto si apprende siamo ancora a uno stadio molto lontano da una verifica della sua efficacia e della sua sicurezza nell’uomo, quindi non è il caso di pensare che sia una possibile arma contro questa “nuova influenza”». «Dal punto di vista tecnico l aspetto che mi lascia perplesso, non avendo però, sottolineo ancora, letto ancora l’articolo originale, è quale sia l’antigene utilizzato. In altre parole, per ottenere davvero un effetto universale sarebbe necessario bloccare una proteina virale comune a tutti i ceppi e cruciale per la penetrazione nelle cellule, e mi sembra una faccenda non facilissima».
Tratto da: Ansa del 30/04/2009

Ecco perché il biologo P. Medawar definisce “virus” (vedi sopra) come un “cattivo messaggio (informazione tossica) avvolto da una proteina”. Questa “cattiva informazione rivestita da proteina” in un organismo debilitato, il cui Terreno biologico è gia’ impregnato di tossine, inquinato magari da anni di alimentazione spazzatura, è normale aspettarsi dei danni.
I bambini non allattati sono anch’essi molto piu’ a rischio per tutti i Vaccini, di quelli allattati dalla loro mamma.
Quindi per riassumere, i virus NON sono (micro organismi) cioe’ “esseri” superintelligenti e subdoli pronti ad uccidere milioni di persone e/o animali, ma delle sostanze aggregate in molecole complesse utili (quelli autoctoni) altre volte tossiche, racchiuse in una capside di materiale proteico.

E così sono impostate anche le ricerche del bretone C. Louis Kervran (F) che mostrano che il corpo umano non segue la legge di Ohm, e le sue teorie e prove sulle trasmutazioni a debole energia, che sono un terremoto per la geologia, la fisica, la biologia e la chimica, sono cadute nell’indifferenza e nel dimenticatoio.
Ed anche il suo compatriota Gaston Naessens, inventore del “somatoscopio”, che ingrandisce fino a 30.000 volte, non ha miglior diffusione delle sue teorie sconvolgenti sulle ultramicroscopiche subcellulari forme viventi da lui identificate, chiamate “somatidi”, filmate in tutto il loro ciclo di vita pleomorfica, cioè proteiforme e camaleontica, che prevede, secondo le sue osservazioni, ben sedici stadi, che si completano però solo se c’è un abbassamento della difesa immunitaria.
Analoghe scoperte aveva effettuate un altro loro compatriota rivale di Pasteur al quale in punto di morte egli diede ragione, cioè Antoine Béchamp, che scoprì minuscoli sottili fermenti che chiamò “microenzimi”, e Gunther Enderlein con i suoi “endobionti”, tutte forme di vita caratterizzate da proporzioni infinitesimali e mutevolezza genetica.

Precisazioni:
Quando un virus, che e’ una proteina tossica a DNA, entra in una cellula ospite, il Terreno cellulare lo riproduce, in modo che continui circolare nell’organismo.  Una chiave di questo processo è l’enzima polimerasi: esso copia il materiale genetico (DNA) del virus e guida il macchinario cellulare ospite verso la sintesi di proteine virali.

Per svolgere il suo compito la polimerasi sottrae una piccola “etichetta” – o cappuccio – alle molecole di RNA dell’ospite, attaccandola alle proprie.  Il cappuccio è un breve tratto di RNA che deve essere presente all’inizio di tutte le molecole di RNA messaggero (mRNA) per dirigere il macchinario di sintesi proteica al punto iniziale.

La polimerasi virale si lega alla cellula ospite tramite il suo cappuccio, lo taglia via e lo aggiunge all’inizio del proprio mRNA, secondo un processo noto come “cap snatching”. Finora però non si era riusciti a chiarire esattamente in che modo la polimerasi riesca a portare a termine questo processo e quali delle tre subunità dell’enzima siano coinvolte.

I ricercatori dello European Molecular Biology Laboratory (EMBL) e della Unit of Virus Host-Cell Interaction (UVHCI) frutto della collaborazione tra l’EMBL, l’Università Joseph Fourier (UJF) e del Centre National pour la Recherche Scientifique (CNRS) di Grenoble, in Francia, Rob Ruigrok e colleghi dell’UVHCI, hanno ora scoperto che la parte della subunità chiamata PA è responsabile del taglio del cappuccio dell’mRNA dell’ospite.

Questa ricerche sono la dimostrazione che NON e’ il virus a riprodursi, bensi’ il Terreno, la Matrice (cioe’ le cellule) che riproduce il virus (proteina a DNA).

Ecco dimostrata la FALSITA‘ dei fabbricanti di Vaccini + Ministeri della “salute” e vari Istituti sup. della “sanita” (per il controllo delle nostre affermazioni basta che andiate a visitare i loro siti nei quali fanno queste FALSE affermazioni:
Esempio – affermazioni del Ministero della “sanita” italiano – sito dell’ISS: “Ciò è dovuto sia alla scarsa conoscenza dei meccanismi della risposta immunitaria specifica e dei siti antigenici virali in essa implicati che al potenziale rischio che, similmente all’infezione naturale, vaccini tradizionali a virus interi (vivi o inattivati), possano scatenare reazioni di tipo autoimmune”  ….. i quali continuano a parlare di virus vivi , attenuati o morti, pur confermando che “detti vaccini possono scatenare reazioni autoimmuni” !
Essi, quando affermano e parlano di virus vivo o morti, sono solo dei FALSARI della Verita’….per generare la paura nelle popolazioni del mondo attraverso il Terrorismo Mediatico.

L’insabbiamento sistematico degli importantissimi esperimenti assolutivi su batteri e virus – Ci vuole ben altro per ammalarsi.
Come mai quelli del CDC hanno sempre segretato le centinaia di esperimenti del secolo scorso, dove biologi e medici di chiara fama, tipoGoldberger, Von Pettenkofer e Metchnikoff, e molti altri ancora, ingerirono batteri e virus di fronte a studenti e testimoni giurati, di fronte a colleghi medici allibiti ed increduli, dimostrando che non sono i microrganismi a farci ammalare, ma noi stessi a generarli ?

Quindi la definizione,  della medicina ufficiale, che i virus sono i propagatori delle malattie e’ dunque FALSA, come tutta la teoria dei germi(eccetto i parassiti) che producono le malattie e’ FALSA, eppure tutta la medicina ufficiale e’ basata su questa falsa ipotesi medica, falsita’ che ha generato tanto male all’Umanita’ impedendole di capire e segreti della nascita della malattia e quindi le Leggi della Perfetta Salute.

Commento NdR:
I vaccini producono  sempre la moria della flora batterica autoctona e l’alterazione del sistema enzimatico !
vedi anche Danni dei Vaccini
Altro fatto: Cosa succede nell’intestino ai batteri uccisi dagli antibiotici ingeriti ? cosa divengono i cadaveri dei batteri uccisi ?
Semplice: divengono Virus (cioe’ proteine di lipidi, complesse e tossiche, contenenti parte del DNA del batterio stesso ucciso dagli antibiotici) – vedi: Somatidi
Ricordiamo anche che quando in un malato si trovano determinati “virus”, queste proteine tossiche, non sono la causa del male, bensi’ il risultato, la conseguenza, della malattia che ha al contrario, le sue Cause e concause nella tipologia-struttura bioelettronica del Terrenofavorevole alla proliferazione cioe’ alla duplicazione di quelle proteine tossiche a DNA, dette “virus”.

IMPORTANTE
: Diviene quindi INDISPENSABILE (per TUTTE le malattie), la loro assunzione periodica, senza dimenticare le altre tecniche naturali collaterali (alimentazione appropriata ed altri integratori tipo micro diete), riordinare enzimiflora batterica con appositi preparati (capsule) multi batterici a base di ceppi di fermenti vivi, cioe’ micro organismi simbiotico residenti (autoctoni) non preparati su basi derivate dal latte:
Per l’elenco dei principali batteri utili per l’intestino, vedi: Batteri autoctoni

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.

Questo qui sotto trovate il “disegno” del cosiddetto Virus HIV = Falso – la Realta’ e’ che hanno solo “fotografato” (disegnato) una proteina tossica alla  quale hanno volutamente dato il nome di virus HIV, in realta’ il cosiddetto virus NON e’ mai stato fotografato, ne’ sequenziato, in quanto un virus e’ un frammento (geni) della scala a doppia spirale del DNA e quindi un virus NON puo’ essere fotografato, ne’ isolato dal suo contenitore ! e cio’  vale per TUTTI i virus !
La “esse” al centro del *disegno* rappresenterebbe il disegno della porzione di DNA (virus) – Di fianco altre foto (fasulle) del cosiddetto virus HIV.
NON e’ possibile fotografare un virus, trattandosi di materiale genetico DNA avvolto da un capside proteico ! quello che si “fotografa” semmai e’ solo il capside.., il contenitore !
In un recente video pubblicato su: republbica.it http://tv.repubblica.it/copertina/hiv-ecco-come-ci-attacca/31074?video
fanno vedere che il cosiddetto virus HIV entrerebbe in una cellula sana….

Commento di qualcuno che studia Biologia:
Nessuna proteina può essere semplicemente iniettata in un virus, viste le ridotte dimensioni dei virus.
2. Quella cellula colorata in verde, al 99.99% è una cellula infettata col virus, che funziona diciamo da campo coltivabile. Il virus è un parassita intracellulare obbligato, quindi se vuoi attenerne una quantità devi per forza inocularlo in una cellula e farlo riprodurre lì dentro……..
…….Ci sono 2 questioni che
non mi convincono molto:

– DIMENSIONI: lo HIV ha un diametro di 100 nm (0.1 micron), mentre la cellula che va ad infettare, che dovrebbe essere un linfocita TCD4+, ha un diametro che va da 7 a 15 micron. Quindi da 70 a 150 volte maggiore.
Il video, pur non avendo una risoluzione elevata, non ci mostra assolutamente una differenza di diametro così marcata.
Servirebbe sapere con certezza, magari potendo leggere il report dell’esperimento, quale cellula è stata utilizzata per essere infettata dal virus.

– TRASMISSIONE: HIV che io sappia non salta da una cellula ad un’altra. Il processo che mi sarei aspettato di vedere era una lisi della cellula-ospite, diffusione di particelle virali nel terreno di coltura, e solo dopo una presa di contatto con la cellula-bersaglio, e la successiva introduzione all’interno.
Qui avviene una cosa molto diversa: la cellula-ospite sembra “contattare” quella bersaglio, la lega alla membrana e poi ne trasmette il virus. Una cosa del genere io non l’ho mai studiata.
Magari sono io ad essere un asino, ma questo punto qui se dipendesse da me lo vorrei spiegato per bene da chi ha condotto il lavoro.
La mia posizione riguardo il video è perlomeno di scetticismo, in attesa di conoscere ulteriori dettagli (che spero vengano forniti, come la prassi prevede).
Tratto dal Forum di: luogocomune.net

NdR: Parole assai chiare per dire che sembra dire che e’ un video FALSO….. almeno per ora….

I “virus” (frammento di DNA = geni) sono elementi genetici extracellulari (quando eterologhi, come nel caso dei Vaccini, sono quindi Tossine) e in questa forma la particella proteico-virale è detta virione. Da un punto di vista metabolico sono inerti perché non esplicano funzioni respiratorie e biosintetiche, ma neppure autoriproduttive, perche’ e’ la cellula che li riproduce.
Sono quindi parassiti intracellulari.
Infatti il virus è privo di struttura cellulare, non necessita di nutrimento e non può metabolizzarlo, non cresce e non può replicarsi senza l’ausilio del suo ospitante, cioè le cellule del Terreno vivente, infatti al 99% esso viene prodotto e/o mutato dal terreno stesso del sistema vivente; se si immette un virus in una provetta, esso non farà niente in quanto non può fare copie di se stesso, ma è la proteina che viene prodotta o modificata dalla cellula stessa, a meno che la proteina non venga introdotta appositamente o per sbaglio; infatti per poter dire che in una cellula vi è un virus, i “virologi” spiano le proteine emesse da una cellula; la presenza di una “proteina insolita” può essere l’indizio di un cambiamento nel programma genetico di quella cellula.
Uno studioso Italiano, il dott. Elio Rossi (patologo clinico) afferma in sintesi: “I virus sono stati definiti quali piccoli insiemi di proteine che circondano un tratto di acido nucleico, privi delle componenti chimiche necessarie per replicarsi.
Noi umani consideriamo la cellula come l’unità morfologica e funzionale del nostro organismo; i virus, se potessero parlare, direbbero che essa è il mezzo di cui si servono per riprodursi: niente cellula, niente replicazione. Da ciò si deduce che nel processo filogenetico i virus sono comparsi dopo la cellula, quali blocchetti di acido nucleico in qualche modo “dispersi” e successivamente “organizzati”.
Ma non essendo capaci di replicarsi da soli, i virus devono entrare nella cellula, non hanno altra possibilità di sopravvivenza”.

Non deve sfuggire un fatto molto importante: sono stati accomunate col termine “virus” configurazioni dotate di attività biologiche completamente diverse fra loro: la maggior parte dei virus ci sono indifferenti, stanno lì per conto loro e basta; (commento: sono inutili ? NO sicuramente essi svolgono delle funzioni vitali ma ignorate o misconosciute specie dalla medicina  ufficiale) ….alcuni sono per noi indispensabili, perché fanno parte del nostro genoma e guai a stuzzicarli; soltanto pochissimi arrecano danni, (commento: perché vengono mutati o sono inseriti con vaccini, farmaci, ecc.)
Ne deriva che le cosiddette “eradicazioni” esprimono soltanto concetti vaghi ed approssimativi, almeno fino a quando non verrà precisato come si ottiene la selettività dell’intervento, che dovrebbe avere il requisito imprescindibile di non coinvolgere il DNA del paziente.
Certi  virus patogeni (auto mutati od introdotti dall’esterno con vaccini e/o altro) agiscono in modi diversi, essi aderiscono direttamente al cuore della cellula, assemblando proteine che varcano la membrana nucleare ed interferiscono con i meccanismi di trascrizione, alterando il funzionamento di un insieme di proteine (che comprendono gli enzimi RNA polimerasi DNA-dipendenti), che va sotto il nome di “complesso di trascrizione”.
Tale complesso è oggi visto come un calcolatore, che elabora i segnali che provengono sia dall’esterno che dall’interno della cellula. Si tratta di input rappresentati da sostanze di varia natura, che sono esaminati e confrontati l’un l’altro. Se il risultato di tale processo è di un certo tipo, viene attivato un gene che specifica per una determinato enzima, che presiede alla trascrizione.
Essi, quelli autoctoni, biovitali, sono porzioni di DNA riparatore, che deve agire quando il terreno e’ alterato, per riparare, riordinare tessuti e terreno.
Vi sono virus riparatori e virus  tossine (endo prodotte e/o introdotte), essi interferiscono sempre e comunque con i processi vitali.
I virus, anche quelli apparentemente alle forme più semplici, sono in realtà macchine estremamente complesse, che vengono prodotte e/oduplicate dal Terreno della cellula stessa, quando questa matrice e’ alterata e che in genere, salvo le tossine virali, servono alla riparazione del tessuto malato e quindi alla vita in senso lato. Essi (quelli biovitali) sono i ns angeli custodi.

Commento NdR: quindi interferire con il sacro lavoro dei virus simbiotici, significa distruggere la Vita.
Questa è la semplice realtà che alla popolazione attraverso TV e giornali, non viene detta.
Stesso discorso per i cosiddetti “retrovirus”, portatori d’informazioni pure loro, ma che “dovrebbero” trovarsi contenuti nello RNA.
Vi sono virologi che affermano che la teoria dei retrovirus è stata completamente inventata e non corrisponde alla realta’ ed altri che affermano che NON sono pericolosi !
L’esempio piu’ importante e’ il prof. Duesberg che è docente di biologia molecolare e cellulare, alla blasonata Berkeley University of California. – Egli è il primo scienziato al mondo ad aver isolato un gene del cancro –
Peter Duesberg era in corsa per il Nobel, prima della sua dissidenza sull’aids – Peter Duesberg è un pioniere, nonché una riconosciuta autorità scientifica nella ricerca dei retrovirus, al punto di averli recentemente assolti da ogni pericolosità.

L’informazione patogena di virus (cioe’ tossine), di certi microbi e funghi con le micotossine da essi prodotte,  è concepita cioe’ vi e’ una mutazione, nella stragrande maggioranza dei casi, da e nei liquidi del corpo (cellule e tessuti); ma essi sono prodotti/trasformati, specializzati, anche dall’ambiente, il terreno esterno (che è esso stesso un organismo Vivente).
Comunque i virus detti patogeni (tossine) prodotti dall’ambiente (non quelli endogeni,) non si “trasmettono” facilmente all’uomo, anzi di norma essi non facilmente possono trasmigrare perché non sono esseri viventi, ma possono essere introdotti solo dai prodotti alimentari (cibi) o dai liquidi (acque) negli organismi animali ed umani ma anche e sopra tutto per mezzo delle Vaccinazioni, trasfusioni di sangue e/o  trapianti di organi.
Per i microbi, essendo organismi viventi dotati anche di mobilità e di trasformismo, vi può essere in casi rari una “trasmigrazione” in altri corpi; ma siccome i microbi dell’ambiente sono parassiti simbiotici dell’ambiente e non dei corpi umani, occorre che questi ultimi (il loro Terreno) siano fortemente disequilibrati, alterati e quindi malati, che abbiano forti scompensi Termici e cioè siano intossicati, perché quei microbi possano sopravvivere nel nuovo ambiente e co-generare malattie, in quanto un buon sistema immunitario e’ in grado di isolarli ed eliminarli facilmente.

La trasduzione virale
La trasduzione consiste nel trasferimento del DNA virale da una cellula ad un’altra.
Possiamo distinguere due trasduzioni: una trasduzione generalizzatacon la quale si trasferisce una informazione qualsiasi dal cromosoma batterico alla cellula, e una trasduzione specializzata, con la quale dal cromosoma sono trasferiti solo alcuni parti specifiche dell’informazione.
Cio’ avviene per mezzo delle funzioni nascoste del DNA che si comporta come una antenna ricetrasmittente che rilascia le informazioni quando il Terreno gli e’ favorevole ovvero quando il terreno divede “capace” di rivelare le informazioni contenute nel virus.
La trasduzione generalizzata si verifica quando, il capside di un fago sintetizzato incorpora, un segmento del cromosoma batterico al posto di una parte del proprio DNA che dovrebbe avere; cio’ avviene sempre per mezzo della funzione nascosta del DNA quale antenna trasmittente e ricevente.
I virus così informatizzati non hanno un patrimonio genetico completo e non possono svolgere un ciclo disturbante, ma i geni batterici, che sono contenuti nel capside, si possono reinformatizzare con quelli del cromosoma della successiva cellula ospite.
La trasduzione specializzata si ha solamente tra i fagi temperati. Nel momento in cui il profago si stacca dalla cellula ospite per iniziare un ciclo infettivo, può integrare informazioni di qualche gene batterico vicino al punto in cui si era inserito.
Questi informazioni captate selettivamente saranno trasferite facilmente nelle cellule con disordini nel citoplasma e quindi con Terreno (il liquido detto citoplasma), e saranno duplicati ed informatizzati dalla cellula stessa sempre in ogni ciclo litico.
Nel caso in cui il virus si trasformi nuovamente in profago, in un processo chiamato ciclo lisogeno, potranno ricevere e quindi fornire  nuove caratteristiche informatiche alla cellula che li ospita.

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Cosa e’ un Virus ? secondo la medicina ufficiale
Nel 1940 la prima foto: veniva fotografato il TMV al microscopio elettronico, e nel 1952 Harshey e Chase dimostrarono, con l’uso di un batteriofago, che il codice genetico risiede nel DNA e non nelle proteine.

Oggi le conoscenze sono moltissime, la struttura dei virus, la loro biologia molecolare e la loro biochimica sono conosciuti molto bene, ma è ovvio che queste prime scoperte furono fondamentali, come è anche ovvio che le conoscenze di oggi sono ancora limitate e migliorabili.
La storia della virologia è costellata di grandi scoperte (alcune da premio Nobel) e da grandi abbagli (come quando si credeva che il kuru, malattia prionica, fosse data da un virus). Ma questo credo sia comune un po’ a tutta la biologia.

Struttura
Esistono virus di tutti i tipi: piccoli o molto grandi, allungati, a forma di mattone o proiettile, rotondi, icosaedrici…
Le dimensioni variano da 18 a 700 nm di diametro (anche se esistono i filovirus, con particella allungata, la cui lunghezza può arrivare ad 1 μm) e contengono un solo tipo di acido nucleico: esistono infatti virus a DNA e virus a RNA.

Il capside (disegni)

Il genoma dei virus è di norma costituito da una catena di acido nucleico, che può essere DNA o RNA, a seconda del tipo di virus, ed è normalmente contenuto in una struttura proteica chiamata capside. Il capside proteico può avere diverse forme: elicoidale, icosaedrico, complesso (come nei fagi T pari o il capside a mattone del Poxvirus).
Quando il virus è nudo, il capside è l’unico rivestimento della particella. In questo caso presenta le proteine necessarie per il riconoscimento recettoriale indispensabile per l’infezione (spikes o spicole).

Molti virus hanno invece un secondo rivestimento, proveniente dalla membrana cellulare della cellula ospite, e formato da fosfolipidi. Questo secondo rivestimento è chiamato envelope, su cui sono evidenti le spikes necessarie per l’infezione, che non fanno parte del capside ma che sono vere e proprie proteine di membrana, spesso glicoproteine.
Esistono poi altri tipi di proteine necessarie all’infezione, si va dalle proteine importanti per la fusione delle membrane a quelle emoagglutinanti, l’importante è capire che comunque tutte sono indispensabili al virus: in una struttura piccola ed essenziale come quella virale non c’è spazio per strutture inefficienti. Nei virus con envelope, il capside e il genoma virale sono spesso chiamati con l’unico nome di nucleocapside, mentre il capside è spesso chiamato core.
Esistono poi, nei virus con envelope, delle proteine con funzione strutturale, situate proprio al di sotto dello strato fosfolipidico, chiamate proteine di matrice o proteine M.
(NdR: Un virus NON si puo’ fotografare, ma si fotografa SOLO il capside che lo avvolge !)

Infine, alcuni virus portano con se degli enzimi: lo HIV ha al suo interno la trascrittasi inversa e l’integrasi, ma nei virus possono trovarcisi anche polimerasi, o complessi importanti per la maturazione dell’RNA. Nessuno di loro però ha ribosomi, o meccanismi metabolici per produrre ATP, quindi nessuno di loro è autosufficiente, sono quindi parassiti obbligati.
Tratto da: molecularlab.it

Conclusione:
Cominciamo a riassumere le cose fondamentali sui virus dicendo e ripetendo che essi (proteine complesse a DNA) sono materiale di scarto, NON vivente, al quale non si possono attribuire azioni di pensiero, intenzione, intelligenza, movimento e/o riproduzione.
I virus autologhi, sono sostanze derivanti dalla “morte=apoptosi cellulare” dei mitocondri i quali si disgregano in genere del tutto, generando alle volte, non sempre, delle proteine complesse a DNA, (perche’ il metabolismo=smembramento, non funziona bene) essi questi ultimi detti virus, contengono quindi un frammento del DNA mitocondriale o nucleico che pero’ essendo autologo, in genere non disturba e se questi virus, proteine complesse a DNA, se non eliminate attraverso gli organi emuntori, queste proteine complesse di grassi si immagazzinano nei lipidi=grasso; in certi casi possono disturbare nel tempo il soggetto, ma non piu’ di tanto per il soggetto SANO.
Aggiungiamo che il 99% di malattie cosiddette virali, anche le influenze stagionali e non, derivano da intasamento interno causato da indiscrezioni e improprieta’ alimentari e comportamentali, da intossicazioni, infiammazioni latenti, cioe’ nascoste, e quindi indebolimenti, cioe’ da pessima gestione del proprio ricambio metabolico-cellulare. A quel punto, oltre all’indebolimento precedente, arriva l’intasamento dei frammenti virali interni, che va ad aggiungersi ai problemi segnalati.
Quindi, dato che le influenze sono “malattie” BENEFICHE, perche’ permettono a certi soggetti di eliminare infiammazioni e catarri accumulati (Muco), e’ bene che non siano ostacolate, per cui ben vengano queste influenze stagionali per quei soggetti che si ammalano ai cambi di stagione.
Quelli che non si ammalano o e’ perche’ sono super SANI, oppure sono troppo intasati per far si che l’organismo abbia una qualsiasi reazioni di purificazione tipo febbre, ma questi ultimi hanno sempre del catarro, sintomo dell’intasamento e della costipazione intestinale e quindi hanno il processo metabolico sballato, funzionante in modo alternato, ma cio’ non riguarda le persone avvedute e generalmente sane, che si cibano e si comportano in linea con la propria vera natura.

Chi si ammala essenzialmente lo e’ ma di costipazione, intasamento, con le sue innumerevoli conseguenze, e sono coloro che soprattutto mangiano carni e proteine animali, molti cibi cotti, chi consuma sigarette, alcolici, caffè, dolci, ecc, chi non si muove, chi si spaventa, chi non prende il sole, chi non si lava con acqua, chi non ama ed aiuta il suo prossimo, ed infine chi non fa sesso regolarmente con il proprio compagno, chi non e’ sottoposto a stress continuo, chi ha Conflitti Spirituali, ecc,
In tutti questi ultimi casi, l’unico danno dei virus interni (autologhi) è l’intasamento e la poltiglia virale che può arrecare altri impedimenti e rallentamenti (malfunzioni) interni agli organi e sistemi e l’intasamento e’ soprattutto linfatico e sanguigno oltre che tissutale, ed e’ in questo modo che nascono i vari sintomi che erroneamente vengono chiamati “malattie”, con i piu’ disparati nomi….pur essendo la malattia una SOLA !

Normalmente, per le persone super sane, nei casi di introduzione di “virus” per mezzo dell’alimentazione, le bevande, l’ingestione dovrebbe rimanere poco disturbante, senza troppi problemi, viste le ottime barriere immunitarie del nostro apparato digerente.
Ma per chi non è attrezzato al meglio, ed ha gia’ abusato del suo sistema immunitario in modo continuo, con i vaccini ricevuti da piccoli + lemutazioni genetiche ricevute dai genitori a loro volta vaccinati, e successivamente con processi di leucocitosi e di surriscaldamento intestinale continuato, per alimentazione inadatta, le difese immunitarie diventano un colabrodo e questi soggetti si ammalano piu’ facilmente degli altri, perche’ il loro Terreno e’ ormai depauperato.

Queste proteine complesse a DNA, i vaccini, lo ricordiamo, sono virus preparati in laboratorio con tecniche anche di ingegneria genetica e sono delle bombe a tempo da guerra batteriologica, perche’, quando entrano con l’iniezione vaccinale, BYPASSANO le normali barriere immunitarie e NON,  perche’ sono veicolati per iniezione intramuscolare e quindi anche sanguigna e linfatica.

Queste proteine tossiche (virus eterologhi – vedi: (E) – dei vaccini) entrano nella circolazione sanguigna e linfatica in breve tempo, arrivando anche alle cellule di qualsiasi tipo; queste cellule, cercando di riconoscere questi virus proteici, li  decodificano ed immettono, in certi casi (per malfunzione), nel DNA mitocondriale la frazione del DNA eterologo, modificando il DNA originale dei mitocondri ed ecco apparire le mutazioni genetiche (piu’ o meno gravi) che non sempre vengono somatizzate dal soggetto ricevente la mutazione, il piu’ delle volte queste mutazioni, si trasmettono alla prole, la quale se rivaccinata le slatentizza, cioe’  le somatizza; inoltre questi virus da laboratorio, alterano immediatamente nelle cellule, lo ripetiamo ancora una volta, il loro potere e funzione di preparazione di proteine e  di specializzazione di esse, perche’ queste proteine specializzate servono alle altre cellule di tessuti di organi, del corpo per il loro buon funzionamento; queste alterazioni determinano prima intossicazioni e immediatamente infiammazioni, piu’ meno intense nei tessuti e quindi negli organi di appartenenza, con l’immediata malfunzionedegli organi colpiti, e per caduta alterano anche i sistemi od apparati  nei quali quegli organi sono immessi e sono a loro funzionali, generando malfunzione sistemica, ecc., ed ecco che appaiono i primi sintomi delle malattie da vaccino….nascoste e subdole…! e che i medici allopati che sono all’oscuro di questi meccanismi (perche’ gli hanno insegnato delle ideologie FALSE sui vaccini),  quindi non le sanno riconoscere…per questo non le possono segnalare ai vari Ministeri ed ENTI della -insanita’..i quali ne sono al corrente…… nei paesi ove essi operano.
Ecco perche’ i VACCINI fanno malissimo e NON vanno propinati alla popolazione.

Queste cose, Big Pharma, la cricca che li controlla, le circonda, e che ne e’ connivente e/o ha dei conflitti di interesse, (OMS, FDA, CDC(tutti enti finanziati da Big Pharma e dai suoi controllori), EMEA, AIFA Ministeri della sanita’, Ordine dei medici, e medici allopati vaccinatori, le sanno molto bene e le utilizzano per i loro sporchi scopi: generare, mantenere ed ampliare il mercato dei malati

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Perché non si indaga sul fatto che la pandemia dell’influenza suina, A, H1N1, possa essere un’arma biologica studiata a tavolino ?
By Bill Sardi – 9 novembre 2009 – Tratto da: lewrockwell.com
Commento NdR: quindi trattasi di vera e propria arma da Guerra Biologica….

Per quanto possa sembrare strano, in un’era di alte preoccupazioni riguardo al terrorismo biologico, sembra esserci poca o nessuna discussione sul fatto che il virus influenzale pandemico triplamente ri-assortito H1N1 sia un’arma biologica costruita in laboratorio.  Certamente ciò non è tecnologicamente impossibile.
Adesso è assolutamente possibile per gli scienziati ri-creare artificialmente un agente infettivo partendo da zero.
Ricercatori hanno dimostrato che un virus della poliomielite può essere ridotto ad un composto chimico: C332,652H492,388N98,245O131,196-P7501S2340, ed assemblato seguendo quanto è scritto nel “suo” codice genetico (i virus non sono organismi vivi. (NdR: vedi quanto abbiamo gia’ scritto qui sopra, sono proteine complesse a DNA e nel caso dei vaccini son estranee agli organismi umani ed animali – quelli che si vaccinano)
Quando un virus della poliomielite, creato artificialmente, è stato introdotto nel midollo spinale dei topi esso ha causato la stessa paralisi osservato nei casi di poliomielite.
[Reference: Cello J, Paul AV, Wimmer E, Chemical Synthesis of Poliovirus cDNA: Generation of Infectious Virus in the Absence of Natural Template Science 297, 1016 (2002).] – vedi: Science 2000 – Cello
La sintesi dei virus influenzali è diventata qualcosa di più di una semplice possibilità nel 199 quando dei ricercatori hanno dimostrato che era possibile superare ciò che precedentemente era l’insormontabile problema di unire in sequenza otto segmenti di RNA. Ciò è stato realizzato utilizzando un enzima, la polimerase dell’RNA, in maniera tale da creare essenzialmente un virus dell’influenza clonato.
[Reference: Neumann G, Kawaoka Y, Synthesis of influenza virus: new impetus from an old enzyme, RNA polymerase I. Virus Research. 2002 Jan 30; 82(1-2):153-8.]
Se è stato creato artificialmente è stato realizzato perché si diffondesse, non perché uccidesse. Esso è privo dei marcatori per la patogenicità PB1-F2 (danneggiamento tissutale) presenti nella temuta ma difficilmente trasmissibile influenza aviaria H5N1 che destò preoccupazione nel 2003.
[Reference: Wang TT, Palese P, Unraveling the Mystery of Swine Influenza Virus Cell 137, June 12, 2009.]

Commento NdR: quello che non viene MAI detto nella medicina ufficiale. e’ che anche le cellule comunicano fra di loro, cosi’ come TUTTI gli atomi, molecole, batteri, virus, organi, per mezzo del campo elettromagnetico proprio (CEM) il quale interagisce (trasmette e riceve) con quello Corporeo globale – gestito dall’Inconscio e dal conscio + quello Universale, Cosmo e quindi con l’INFINITO. – vedi: Uomo Psico Elettronico

Contestazione di una laureata (dott.essa D.B.) in biotecnologie medico-farmaceutiche
Ci ha scritto scandalizzata da questo mio studio sui Virus, chiedendosi come io possa permettermi di prendere l’onere di far circolare tale messaggio autolesionista e scellerato; a parte l’invito a calmarsi, ed a moderare i termini, rispondo in modo semplice alle domande poste:
1° Domanda:
Se veramente i virus sono residui anche mitocondriali, perché essi non codificano per genomi mitocondriali, ma bensì per proteine totalmente diverse da quelle codificate normalmente nelle cellule ?
Risposta:
Essendo certi enzimi deputati alla codificazione del genoma mitocondriale, nel processo di disegregazione del mitocondrio, questi enzimi non possono piu’ svolgere normalmente la loro funzione se non in parte, e se essi stessi (quegli enzimi, chiamati anche di “restrizione” – ogni enzima interessato produce la propria frammentazione di DNA) non sono stati preventivamente alterati da processi indotti da tossine, acidosi o stress ossidativo cellulare, che in genere e’ sempre presente prima dell’apoptosi cellulare che attiva a sua volta la disgregazione mitocondriale, da cui deriva la variante o variabilita’ della specializzazione di proteine diverse da quelle che normalmente dovrebbero preparare ed inoltre il DNA del mitocondrio viene ad essere frammentato in porzioni piu’ piccole chiamate proteine complesse a DNA, cioe’ virus.

2° Domanda: Inoltre, perché esistono virus con genoma a Dna, mentre il genoma mitocondriale è a Rna ?
Risposta: Il DNA, cosi’ ci insegnano i tecnici, è l’acido desossiribonucleico, mentre l’RNA è l’acido ribonucleico. Ciò significa che lo zucchero presente nel DNA è il desossiribosio, mentre quello legato all’RNA è il ribosio. Dal punto di vista chimico i due zuccheri differiscono perche’ nel desossiribosio manca un gruppo ossidrilico.

Il DNA è costituito da nucleotidi (base azotata, zucchero, fosfato), in cui le basi azotate sono adenina, guanina, citosina e timina. Nell’RNA al posto della timina c’è l’uracile. Il DNA ha una struttura a doppio filamento, mentre l’RNA è a singolo filamento.
Di RNA ne esistono 3 tipi: RNA messaggero, RNA ribosomiale ed RNA transfer, che sono variamente localizzati nel citoplasma e hanno ciascuno una diversa funzione, connessa comunque con la conversione dell’informazione genetica contenuta nel DNA in proteine.
Durante la disgregazione del mitocondrio tutte queste normali attitudini e funzioni si alterano facilmente, seguendo degli schemi non ancora processati, quindi non noti, per cui e’ difficile spiegare il perche’ di questa variazione da DNA ad RNA.

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SINTESI CONCLUSIVA  – I VIRUS: COSA SONO IN REALTA’
Da questi studi, scientificamente dimostrati, emerge che i virus non sono esseri viventi (cioè microrganismi), perché sono privi di struttura cellulare per la propria  riproduzione, non necessitano di nutrimento e neppure sono in grado di metabolizzarlo, ed infine non riescono a riprodursi da soli: è la cellula che li ospita che li riproduce.
Date queste caratteristiche, i VIRUS NON POSSONO TRASMETTERSI-TRASFERIRSI AUTONOMAMENTE e neppure possono volare nell’aria.
Involontariamente anche la medicina ufficiale (allopatica) conferma la realtà che i virus non sono esseri viventi quando afferma che gli ANTIBIOTICI (da anti-bios, cioè anti-vita) possono essere utilizzati per eliminare i batteri, che sono ovviamente dei microrganismi viventi, ma sono totalmente inefficaci contro i virus, che non sono esseri viventi
I dottori Lanka e Hamer hanno basato la loro attività scientifica su questa realtà, facendo scoperte rivoluzionarie sulla cura delle malattie, con il risultato di trovarsi emarginati dalla comunità medica imperante.
In realtà i virus NON SONO ALTRO che PROTEINE complesse a DNA, cioè  una capsula di proteine (lipidi) contenente “informazioni”, e quelli eterologhi (estranei), si inseriscono facilmente nel DNA  mitocondriale delle cellule: in un corpo in apparente buona salute, specie con le vaccinazioni.
Essi vengono regolarmente prodotti  e specializzati dalle cellule stesse e servono a trasportare “informazioni” da una cellula all’altra per conto del DNA, un po’ come un postino che recapita la corrispondenza; ma. possono essere anche scarti proteici autologhi derivanti dall’apoptosi cellulare e dal disgregamento dei relativi mitocondri) questi ultimi sono pero’ ed in genere, sono naturalmente espulsi nei piu’ sani dalle varie vie emuntorie, oppure negli organismi meno sani, vengono immagazzinati nei grassi dei tessuti, nei quali uno stato febbrile puo’ riportare l’informazione ormai tossica e re-intossicare e quindi infiammare ‘organismo.

Virus benefici e virus tossici
All’interno delle cellule possiamo troviamo DUE TIPI di VIRUS:

–       Il tipo “AUTOLOGO” è quello prodotto dalla medesima cellula che lo ospita. Fa quindi parte delle sostanze definite “SELF”.
Può essere anche tossico (derivante dalla morte cellulare e quindi dallo smembramento dei mitocondri): in questo caso il terreno cellulare lo riconosce come tossico e lo espelle o lo immagazzina.
Può non essere tossico: e in questo caso è una sostanza indispensabile alla riparazione dei tessuti alterati e come postino per il DNA cellulare per tutte le cellule dell’organismo.

–       Il tipo “ETEROLOGO” (es. quelli contenuti nei vaccini) invece lo si puo’ trovare nel corpo ma è di provenienza esterna. Fa quindi parte delle sostanze definite “NON-SELF” ed è sempre un insieme di proteine tossiche, con tutte le conseguenze del caso.

Se il terreno cellulare è indebolito o alterato per un qualche motivo, il virus tossico non viene riconosciuto come tale e viene invece decodificato, replicato e ridistribuito alle altre cellule. Queste ultime, se anch’esse deboli (malate), riproducono lo stesso meccanismo, creando quindi una reazione a catena che fa scattare anche l’infezione tissutale e con il tempo  quella organica e quindi sistemica.

Virologia: definizioni senza senso
Parlare quindi di “VIRUS VIVO” o “VIRUS MORTO” è un falso biologico. Così come è un falso biologico parlare di “VIRUS BATTERIOFAGI” (cioè che divorano i batteri): infatti una proteina complessa a DNA, come un virus, non essendo un essere vivente non si nutre di alcuna sostanza. Nessuno ha mai potuto osservare ne dimostrare l’esistenza di “virus killer”.
Quando invece si parla di “VIRUS ATTENUATI” (come nel caso di certi vaccini), bisogna sapere che l’attenuazione avviene ricoprendo la proteina tossica (cioè il virus) di formaldeide, che è già una sostanza cancerosa di per sè (formalina), e che può inoltre,  in uno momento di debilitazione (es. stato febbrile) del corpo, aprirsi e liberare il suo carico di morte.

I “virus”: come possono essere studiati
Per poter dire che in una cellula vi è un virus, i virologi spiano le proteine emesse dalla cellula stessa: la presenza di una proteina insolita può essere l’indizio (ma non conclusione) di un cambiamento nel programma genetico di quella cellula.
Quindi quando si legge che un tale tecnico di laboratorio ha TROVATO ed ISOLATO un VIRUS, anche questo è un falso biologico: in realtà significa solamente che sono state rilevate tracce strumentali di proteine, che alla fine di un labirinto di “se” e di “forse”, non sono interpretabili alla luce delle conoscenze ufficiali, se non come un “virus”…..
Allo stesso modo, NON e’ possibile FOTOGRAFARE un VIRUS: quello che si fotografa semmai è solo il suo contenitore esterno (capside proteico)

I “virus”: come possono entrare nel nostro corpo
Non essendo dotati di vita propria, i virus non sono neppure facilmente trasmissibili.
La possibilità del nostro corpo di ospitare virus “eterologi”, che sono “patogeni” (cioè producono malattia), si limita all’assunzione di CIBI o BEVANDE CONTAMINATI, da TRASFUSIONI di SANGUE, da TRAPIANTI di ORGANI ma e soprattutto per mezzo delle VACCINAZIONI.

Come si comportano i virus tossici all’interno del nostro corpo
Negli individui in PERFETTA SALUTE, i virus “eterologi” (inclusi quelli dei vaccini), vengono immediatamente riconosciuti come proteine tossiche, e quindi fagocitati oppure isolati ed espulsi dalle varie vie emuntorie (nei piu’ sani) ed immediatamente veicolati nei depositi di grassi (nei meno sani), e ciò SENZA SCATENARE la PRODUZIONE di ANTICORPI, e cio’ avviene circa nel 25-30% dei soggetti vaccinati
Ma anche gli individui perfettamente sani devono temere la presenza di questi virus eterologi tossici (presenti in determinati alimenti o bevande, ma e soprattutto nei Vaccini): infatti questi ultimi possono RIMANERE LATENTI nei grassi fisiologici per anni e rilasciare il loro carico virulento nel tempo, al  verificarsi di uno stato di debolezza anche occasionale, scatenando le più disparate malattie.

Negli individui che si trovano in un qualche STATO di DEBOLEZZA al momento del contatto con il virus (nel 75% c.a. dei soggetti), ha luogo la reazione immunitaria e quindi gli ANTICORPI si MANIFESTANO; a questo punto le cellule debilitate SI DIFENDONO in MODO DISEQUILIBRATO e cominciano a ridurre le loro normali attività (che erano regolari prima del vaccino) ed a produrre (poche sostanze benefiche oppure ed invece produrre sostanze tossiche, quindi anche altre proteine virali, aumentando il carico tossico da espellere e stressando di conseguenza anche e non solo il sistema immunitario. Il corpo espelle quello che riesce; il resto viene invece depositato nei grassi dei tessuti, come latenti bombe a tempo.
In questo modo il sistema immunitario è così occupato da questo processo, che NON E’ PIU’ in GRADO di RICONOSCERE questi virus patogeni “eterologi”, che trovano quindi lo spazio per essere MOLTIPLICATI a DISMISURA senza alcun intoppo da parte delle cellule.
La “Vis Medicratix Naturae”, cioè la “forza risanatrice naturale” che ogni essere vivente possiede, viene totalmente esaurita dallo sforzo del corpo di espellere tali pericolosi rifiuti.

IMPORTANTE
: Nelle cellule infettate da virus vaccinali, si risvegliano i retrovirus endogeni !!
I ricercatori hanno osservato che quando il metabolismo della cellula e’ alterato da un virus vaccinale, essa lavora al fine di autoriprodurre il virus, pero’ in essa decade la funzionalità di alcune reazioni biochimiche di contenimento e di funzione cellulare: sintesi e specializzazione delleproteine, specializzazione degli enzimi e duplicazione del DNA.
L’intossicazione da virus vaccinale e’ in grado di riattivare genomi di precedenti virus, es. quelli iniettati con i vaccini, ai genitori, nonni, avi del vaccinato,  e trasmessi alla prole ed alle successive generazioni, attraverso le mutazioni genetiche indotte, che erano divenuti parte del genoma (DNA) delle cellule dei genitori, nonni, avi.

I virus quindi sono molecole di proteine complesse a DNA, Rna, che se in alcuni casi possono essere tossiche (e quindi possono generare infiammazione, per l’intossicazione vaccinale,e quindi cogenerare malattia), ma non sono MAI INFETTIVE e quindi non sono propagatrici di malattie. Di conseguenza non ha nessun senso sottoporsi a terapia vaccinale, ne ha invece molto se parliamo di business farmaceutico …….

Un’altra cosa fondamentale che non viene considerata dai medici della medicina allopatica (medicina ufficiale), e’ che anche le CELLULE COMUNICANO fra di LORO, cosi’ come tutti gli atomi, molecole, batteri, virus, organi, per mezzo del proprio CAMPO ELETTROMAGNETICO (CEM) il quale interagisce (cioè trasmette e riceve Dati) con quello corporeo globale: da qui l’evidente necessità di non curare solo i sintomi specifici delle cosiddette impropriamente “malattie“, bensì il PAZIENTE nella SUA GLOBALITA’ – vedi: Nozione di Terreno.

Riassumiamo le cose fondamentali dette sui “Virus” dicendo che, sono materiale amorfo del tutto, al quale non si possono attribuire nessun potere di autonomia, intelligenza, movimento, auto replicazione, in quando e’ materiale amorfo che viene “riprodotto dalla cellula” e non per merito del virus stesso.

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Sui “virus” – Sintomi promossi a malattie
La teoria dell’origine virale delle malattie  di Arthur M. Baker – Estratto da Exposing the Myth of the Germ Theory – a cura del College of Practical Homeopathy, 2005 – Traduzione di Gianluca Freda
http://pensierolaterale.blog.com/2009/09/07/la-teoria-dell%E2%80%99origine-virale-delle-malattie/
Mirror: http://www.disinformazione.it/teoria_virale_malattie.htm
Fonte originale completa:
http://www.lust-for-life.org/Lust-For-Life/ExposingTheMythOfTheGermTheory/ExposingTheMythOfTheGermTheory.pdf

In origine la parola “virus” significava veleno e il termine “virulento” voleva dire velenoso. Oggi intendiamo per virus una entità submicroscopica e “virulento”, in generale, significa contagioso. La medicina moderna utilizza il termine “virus” per indicare una microscopica forma di vita capace di infettare le cellule e a cui viene pertanto attribuita la responsabilità di molte delle nostre malattie.
Nell’immaginario popolare, il virus è una forma di vita in grado di parassitare ogni altra forma di vita, inclusi gli animali, le piante e i saprofiti (funghi e batteri).
Nella descrizione delle infezioni virali, ai virus vengono attribuiti comportamenti quali “iniettarsi”, “incubare”, “essere in latenza”, “invadere”, avere uno “stadio attivo”, “impadronirsi”, “riattivarsi”, “mascherarsi”, “infettare”, “assediare” ed essere “devastanti” e “mortali”.
La teoria medica convenzionale sostiene che i virus nascono da cellule morte che essi stessi hanno infettato. Il virus “si inietta” nella cellula e le “ordina” di riprodurlo, fino al momento in cui la cellula esplode per lo sforzo. I virus sono a questo punto liberi di cercare altre cellule in cui ripetere il processo, infettando così l’intero organismo.
Tuttavia i virologi ammettono che i virus, pur avendo natura peculiarmente organica, non possiedono metabolismo, non possono essere replicati in laboratorio, non possiedono alcuna caratteristica degli esseri viventi e, in realtà, non sono mai stati osservati vivi!!

I “virus vivi” sono sempre morti
Il termine “virus vivo” indica semplicemente quei virus creati dalla coltura di tessuti viventi in vitro(cioè in laboratorio), dai quali si possono ottenere trilioni di virus. Ma proprio qui sta il punto: anche se alcune colture da laboratorio vengono tenute vive, nel corso del processo si verifica un massiccio ricambio cellulare ed è dalle cellule morenti che vengono ottenuti i “virus”. Essi sono comunque morti o inattivi, poiché non possiedono né metabolismo né vita e non sono altro che molecole di DNA e proteine.
I virus contengono acido nucleico e proteine, ma mancano di enzimi e non possiedono una vita propria poiché mancano dei prerequisiti fondamentali della vita, e cioè dei meccanismi di controllo metabolico (che perfino i batteri “inferiori” possiedono). Il Guyton’s Medical Textbook,
– vedi: http://vet.uokufa.edu.iq/staff/falah/Textbook of Medical Physiology.pdf  riconosce che i virus non hanno nessun sistema riproduttivo, nessuna capacità di locomozione, nessun metabolismo e non possono essere riprodotti in vitro come entità viventi.

Il legame con i mitocondri
Poiché i “virus” non sono vivi, essi non possono agire in nessuno dei modi che vengono loro attribuiti dalle autorità mediche, tranne che come unità funzionali del nostro normale materiale genetico all’interno del nucleo cellulare o del nucleo mitocondriale interno alla cellula.
I mitocondri sono organismi viventi, uno dei molti diversi organelli (piccoli organi) presenti all’interno delle cellule del nostro corpo. I mitocondri hanno grosso modo la dimensione dei batteri e sia gli uni che gli altri possiedono un proprio DNA e un proprio metabolismo.
I mitocondri metabolizzano glucosio ricavandone molecole di ATP, che sono energia pronta per l’uso a cui il corpo può attingere quando ce n’è bisogno.
Cosa ha a che fare questo con i “virus” in quanto tali ? Tutto, come capirete fra un momento.
Chiunque abbia studiato citologia (struttura delle cellule) sa bene che la stragrande maggioranza delle forme di vita presenti all’interno della cellula è rappresentata dai mitocondri, i creatori della nostra energia.
I semplici protozoi monocellulari possiedono al proprio interno fino a mezzo milione di mitocondri. Le cellule umane ne hanno meno: dalle poche centinaia presenti nelle cellule sanguigne ai 30.000 e più delle cellule dei tessuti muscolari maggiori. Poiché l’intero corpo umano possiede dai 75 ai 100 trilioni di cellule, ciascuna delle quali contiene, mediamente, migliaia di mitocondri, devono esserci quadrilioni o quintilioni di mitocondri all’interno del nostro sistema.
Quando una cellula muore, essa viene rimpiazzata da una cellula figlia nata dal processo della mitosi, mentre la cellula esausta viene disintegrata dai lisosomi, i potenti enzimi intracellulari autodistruggenti e autodigerenti, che frammentano i componenti cellulari in particelle ultra-minute affinché il corpo possa prontamente riciclarle o espellerle come scarti.
Ogni giorno, da 300 milioni fino a oltre mezzo trilione di cellule del nostro corpo muoiono (a seconda del nostro livello di tossicità) e ognuna di esse contiene in media dai 5.000 ai 20.000 mitocondri. Quando le cellule muoiono esse vengono autodistrutte dai loro stessi lisosomi, ma i nuclei e i genomi dei mitocondri sono protetti assai meglio rispetto ad altri organelli e protoplasmi cellulari e spesso non si decompongono completamente.
Genomi e nuclei sono microscopici contenitori di informazioni genetiche, consistenti in DNA o RNA che agisce come centro di controllo e immagazzinamento del “progetto” stesso della cellula. In quanto tali essi sono per i mitocondri e le cellule ciò che il cervello è per il nostro corpo. Ogni cellula e ogni mitocondrio contengono questo materiale genetico che è la zona più protetta della cellula (grazie alla sua guaina proteica a doppi lipidi), proprio come il nostro sistema nervoso è la parte più vitale e protetta della nostra fisiologia (grazie alla colonna vertebrale e al cranio). Alla morte della cellula i mitocondri vengono frammentati dai lisosomi, ma non sempre in modo completo, a causa della loro doppia membrana protettiva. Ed è qui che la spiegazione diventa interessante.
Secondo il Guyton’s Textbook of Medical Physiology
– vedi: http://vet.uokufa.edu.iq/staff/falah/Textbook of Medical Physiology.pdf  un virus può definirsi come una parte minuta di materiale genetico (detto genoma) le cui dimensioni equivalgono a circa un miliardesimo di quelle della cellula. Il genoma è circondato da una protettura detta capside che è di solito una guaina proteica a doppi lipidi ed è composta di due membrane (quasi identiche alla membrana cellulare) che, per inciso, rappresentano l’ossatura stessa del nucleo mitocondriale.
Le foto dei “virus” scattate col microscopio elettronico mostrano che le loro membrane sono irregolari e frastagliate, a volte semplici porzioni di uno strato, a volte di uno strato e di parte del secondo, il che concorda con l’azione autodigerente dei lisosomi, nel momento in cui il loro lavoro di frammentazione delle scorie cellulari è ancora parziale e incompleto. Pertanto, questa descrizione di un “virus” è virtualmente identica a quella di ciò che resta dei genomi dei mitocondri cellulari.
In breve, i virus sono resti di materiale vivente e alcuni testi di fisiologia ipotizzano che essi siano il residuo di cellule esauste. I lisosomi che disintegrano la cellula morta a volte non riescono a frammentare questi “virus”, circondati dalla membrana protettiva a doppi lipidi.
E’ sorprendente che i ricercatori non riescano a riconoscere questi corpi per ciò che sono in realtà: generico materiale mitocondriale esausto, soprattutto frammenti di DNA e RNA.

I “virus” non sono microrganismi
Anche se le autorità mediche attribuiscono erroneamente a questi inerti residui cellulari il carattere della vita e della malignità, i microbiologi riconoscono che i virus sono in realtà frammenti morti di DNA rivestiti di una membrana lipido-proteica, pur non riuscendo a comprendere la loro origine.
In realtà i genomi sono meccanismi di controllo, ma non microrganismi come l’establishment medico vorrebbe farci credere, e questi cosiddetti “virus” non sono altro che frammenti senza vita di generico materiale mitocondriale. Per questo motivo i virus non possono provocare malattie, a meno che non si accumulino come impurità che inquinino le cellule, i tessuti e la circolazione nel corso del ricambio cellulare.
I virus sono quindi genomi morti, provenienti da cellule disintegrate, la cui membrana cellulare non è stata completamente frammentata dai lisosomi. I genomi non presentano alcuna caratteristica di vita e sono semplici particelle di materiale acido nucleico, di norma riciclati attraverso la fagocitosi o espulsi come scorie.
Le fotografie dei presunti virus che “si iniettano” all’interno della cellula mostrano in realtà la cellula che letteralmente inghiotte il virus o scoria proteinacea. Si forma allora un’incavatura, detta invaginario, e il materiale organico viene circondato dalla sostanza cellulare che poi si richiude, formando uno “stomaco” improvvisato, in cui il virus scompare. Lo “stomaco” si riempie allora di potenti enzimi lisosomici che digeriscono il materiale organico, frammentandolo in amminoacidi o acidi grassi per il riciclaggio o l’eliminazione.
Questo processo è una caratteristica della fisiologia cellulare nota come fagocitosi (letteralmente “divorazione di cellule”); è un normale processo di ingestione cellulare e digestione enzimatica di batteri, scorie di tessuti e altre cellule erratiche.
I virus non sono altro che materiale organico inerte, completamente privo di qualsiasi caratteristica di vita e che nessuno ha mai visto in azione. Le fotografie che asseriscono di mostrare i virus in azione sono vere e proprie frodi: ciò che mostrano in realtà è un ordinario processo fisiologico di fagocitosi che avviene innumerevoli volte ogni giorno all’interno del corpo.

E’ da ricordare che secondo i testi di virologia e microbiologia i virus presentano le seguenti caratteristiche, che sono incompatibili con la vita:
1 –  I virus non possiedono metabolismo. Non possono elaborare il cibo o il nutrimento e dunque non possiedono strumenti per formare energia. Sono solo un contenitore, o schema di informazioni, come lo sono i genomi.
2 – I virus non possiedono alcun tipo di capacità di movimento. Non hanno un sistema nervoso, né un apparato sensorio, né un’intelligenza che possa in qualche modo coordinare movimenti o  “invasioni del corpo” di qualsiasi natura.
3 – I virus non possono replicarsi: essi dipenderebbero interamente dalla “riproduzione obbligata”, vale a dire la riproduzione attraverso un organismo ospite, cosa assolutamente inaudita in ogni altro campo della biologia.

Riproduzione Obbligata
Nelle spiegazioni che i medici forniscono sulle cause delle infezioni virali, ci viene chiesto di credere alla riproduzione obbligata, in cui un organismo (la cellula) viene costretto a riprodurre un organismo alieno (il “virus”). Tuttavia non esiste in natura nessun esempio di esseri viventi che riproducano qualcosa di non appartenente alla propria specie.
Non dimentichiamo che il rapporto tra le dimensioni del virus e quelle della cellula è di circa un miliardesimo. La spiegazione offerta dalla teoria virale delle malattie ci domanda di credere che il virus si inietti all’interno della cellula e le ordini di riprodurre il virus centinaia di migliaia di volte, finché la cellula esplode. Ma anche nel momento in cui il virus “si riproduce” la sua massa complessiva rimane comunque meno di 1/100 dell’uno per cento della massa della cellula. E’ come dire che se voi vi iniettaste mezzo grammo di una sostanza, essa potrebbe provocare una tale pressione interna da farvi esplodere!
Solo i microrganismi viventi sono in grado di agire e di riprodursi, e ciò avviene sotto il diretto controllo del nucleo, genoma o “cervello”. I cosiddetti “virus” non sono che residui di entità un tempo organicamente funzionanti, la cui struttura genetica ha con esse la stessa relazione che una testa ha col corpo; attribuire ai virus una qualsiasi attività è più o meno come attribuire delle azioni alla testa decapitata di un cadavere!

I virus sono dannosi solo se si accumulano come scorie
Il nostro sangue e i nostri tessuti possono venire saturati da questi materiali di scarto generati internamente, proprio come avviene con le sostanze inquinanti ingerite dall’esterno. L’intossicazione si verifica nel momento in cui queste scorie sovraccaricano il corpo al di là delle sue capacità di espellerle. E’ vero che i virus provocano malattie, ma solo in quanto scorie tossiche. In questo senso i “virus” sono sì responsabili di varie patologie, ma non certo in quanto agenti di contagio.
Ricordiamo che batteri, germi e virus non comunicano tra loro né possono agire di concerto e sono del tutto incapaci di condurre operazioni congiunte come quelle di un esercito o di un gruppo di assalitori. Essi sono privi dell’intelligenza e delle risorse richieste per governare il processo patologico. Solo il corpo è in grado di dare inizio a un tale processo risanante, poiché il corpo è la sola entità intelligente unificata in grado di condurre quei processi fisiologici che vengono chiamati “malattie”.

Evitare le infezioni attraverso una vita sana
Il Boyd’s Medical Textbook afferma che molte persone sane avrebbero in incubazione il virus senza sviluppare le particolari patologie di cui il virus dovrebbe essere causa, e che questo influsso debilitante sarebbe in grado di sopraffare le funzioni protettive del corpo “permettendo ai virus di usurpare le attività biologiche all’interno della cellula”.

Più specificamente, secondo la teoria medica, affinché un parassita o virus possa essere patogeno esso deve rispondere a tre criteri:
1 – Deve essere biochimicamente attivo, cioè deve possedere una capacità metabolica per poter condurre un’azione;
2 – Dovrebbe poter intossicare o infettare più cellule ospite di quanto il corpo di un animale o di un uomo sia in grado di proteggere o rigenerare. Ad esempio, potrete prendervi l’influenza solo se il virus uccide o infetta una porzione significativa delle vostre cellule polmonari; la poliomelite se il virus infetta un numero sufficiente delle vostre cellule nervose; o l’epatite se il virus assume il controllo di una larga porzione delle cellule del vostro fegato (le infezioni latenti sono invece quelle che coinvolgono una piccola percentuale delle nostre cellule, com’è il caso della tubercolosi, che molti di noi hanno senza neppure accorgersi di averla).
3 – L’ospite deve essere geneticamente e immunologicamente permissivo. Deve accettare l’elemento patogeno e non deve esserne “immune”. In altre parole, deve “lasciar fare”.

Gli esseri umani sono sempre “infetti” di “virus” e batteri, poiché essi sono presenti nel nostro corpo in qualsiasi momento.
Per questo motivo non si può affermare che essi “invadano” l’ospite. Le malattie non sono infezioni; sono piuttosto processi di purificazione del corpo e non sono provocate da batteri o da “virus”.
Né i “virus” né i batteri possono causare la malattia/processo risanante. Il vero responsabile è lo stile di vita biologicamente scorretto dell’ammalato. Quando le abitudini debilitanti vengono abbandonate, non vi sarà ulteriore accumulo di scorie tossiche e il corpo non avrà più bisogno di mettere in moto i processi di guarigione/malattia. La buona salute ne sarà il naturale risultato.

I farmaci sono controproducenti
Per uccidere virus e batteri e dare al corpo la possibilità di rimettersi, i medici credono di dover somministrare dei farmaci. Credono anche che la medicina sia d’aiuto nella guarigione. I farmaci, in effetti, uccidono i batteri, ma sono altrettanto dannosi ad ogni altra forma di vita metabolica, cellule umane incluse.
L’utilizzo di farmaci e di medicine alle erbe ostacola gli sforzi di detossificazione che il corpo conduce, rappresentando per il sistema una minaccia addizionale oltre alle sostanze nocive che il corpo va espellendo attraverso il processo di malattia. Eliminare le nuove sostanze dannose che vengono ingerite assume la precedenza sull’eliminazione di quelle che stanno alla base della crisi risanante. La prassi medica di uccidere i germi con farmaci, antibiotici, antinfiammatori o di sopprimerne l’attività con appositi sieri è la causa della crescente degenerazione della popolazione e di malattie iatrogeniche. Le malattie acute sono in grado di auto-limitarsi, commisuratamente allo sforzo necessario per liberare l’organismo dalle sostanze dannose. Il lavoro condotto dai batteri-spazzini durante il processo della malattia è al tempo stesso debilitante e fastidioso per l’ospite, ma è di vitale necessità per la preservazione della vita e della salute.
Quando il processo di detossificazione è stato completato, i sintomi della malattia scompaiono e l’organismo torna ad utilizzare le proprie energie per i compiti ordinari. La forza, allora, torna a fluire nelle estremità. Il corpo, benché indebolito dallo sforzo reso necessario per contrastare le sue condizioni di tossicità, riacquista le proprie energie e la vitalità funzionale e si riprende senza che sia necessario alcun trattamento. Quando la crisi risanante è stata completata, il recupero ha inizio.

L’illusione del contagio
La gente è stata educata ad essere terrorizzata dai batteri e dai virus e a credere implicitamente nell’idea del contagio: e cioè che specifiche entità patogene, aggressive e maligne, siano in grado di passare da un ospite all’altro. “Contagio”, nella definizione medica, è la trasmissione della malattia per contatto: una malattia infettiva può essere comunicata per contatto da una persona che ne è affetta o attraverso un oggetto che essa ha toccato. Il dizionario a questo proposito parla di “virus o altri agenti infettivi” o di “qualcosa che funga da tramite per la trasmissione della malattia con mezzi diretti o indiretti”.
Il “contagio”, tuttavia, è uno dei miti della medicina, poiché le scorie tossiche non possono essere trasmesse da un corpo all’altro attraverso il normale contatto. Le malattie contagiose sono un’invenzione, poiché nessuno può passare ad altri la sua malattia, non più di quanto possa trasmettere la propria salute. Qualcosa di simile al contagio sembra avvenire quando una persona in condizioni gravemente tossiemiche viene messa a contatto con un’altra che si trovi in una situazione similare, attivando in questo modo una crisi risanante.

Ciò che accade in realtà
I batteri o i germi di questi individui vengono stimolati ad agire da quegli elementi devitalizzati su cui i batteri prosperano. Quando vengono trasferiti alle membrane mucose o ai tessuti di un’altra persona egualmente tossiemica, è possibile che i batteri inizino immediatamente ad agire come fanno nell’organismo portatore, se vi è una quantità adeguata di prodotti della decomposizione su cui le colonie batteriche possano impiantarsi e prosperare.
Ma l’esistenza di un ambiente inquinato è prerequisito affinché tale azione batterica possa verificarsi.
Un individuo in salute, con un flusso sanguigno incontaminato e relativamente puro, non avrà quindi alcun motivo di temere le “malattie contagiose”.
Di norma, non è possibile trasmettere ad altri il proprio carico di tossicità, a meno che esso non venga estratto dal nostro corpo (come accade nelle donazioni di sangue) e poi iniettato ad un’altra persona (ad esempio con una trasfusione). In questo caso può verificarsi un contagio medicalmente indotto o malattia iatrogenica, che non ha però nulla a che fare con quelli che si verificano nell’ambito dei naturali processi biologici della vita. E’ questa la reale spiegazione di ciò che chiamiamo “contagio”. Il germe attiva, affretta o sollecita il processo di malattia in coloro che sono già tossiemici. Ma per coloro che non lo sono, il contagio non funziona e non può verificarsi finché il corpo si mantiene puro, poiché è la contaminazione del sistema che prepara l’organismo per le “epidemie”, a causa della nostra incapacità di mantenere fluidi e tessuti corporei puliti e non inquinati.

Le vere cause e i veri fattori del “contagio”
In realtà il cosiddetto “contagio” non esiste, poiché gli unici agenti in grado di produrre malattie sono le abitudini nocive come l’abuso di alcool, caffè, sigarette, farmaci, cibi-spazzatura, cibi raffinati, scarsità di riposo, mancanza di esercizio e di luce solare, ecc.
Sono le abitudini di vita sbagliate che generano le malattie che vediamo diffuse tra la popolazione. Non c’è nessun “insetto che gira”: è ciò che facciamo al nostro corpo che distrugge le sue necessità sistemiche.

La “predisposizione” rivisitata
Il concetto di “contagio” è strettamente correlato a quello egualmente erroneo di “predisposizione”: si crede infatti che un’”epidemia” risulti “contagiosa” solo se l’individuo vi è “predisposto”. Questa affermazione medica è in realtà un’ammissione che non sono i germi a provocare le malattie. Se così fosse, chiunque venisse esposto ad essi si ammalerebbe della stessa malattia.
In realtà una persona “predisposta” è una persona che possiede un alto livello di tossicità dell’organismo, insieme alla vitalità sufficiente a condurre il processo di malattia/purificazione. Tali individui possono ammalarsi in qualsiasi momento, che vengano o no esposti al “contagio”.
Se individui sani riescono a conservare la loro salute anche nel bel mezzo di “malattie epidemiche”, risulta evidente che la teoria del contagio è sbagliata. La parte dell’organismo più sovraccarica di tossine è quella in cui si manifestano per primi i sintomi della malattia, ma l’effetto complessivo è sistemico, poiché tutti gli organi e le ghiandole del sistema subiscono danni a differenti livelli.

Quali sono le vere “epidemie”?
Inoltre, le malattie più comunemente diffuse non sono neppure contagiose. Oltre il 90% degli americani soffre di placche arteriose, ma questa non è considerata una malattia contagiosa (mentre l’AIDS, che viene considerato epidemico, interessa solo 1/10.000 della popolazione!!!). L’obesità è forse considerata contagiosa? Eppure affligge una persona su tre. E la costipazione? Affligge il 90% della nostra popolazione.
E i problemi alla vista, che affliggono due persone su tre, sono forse considerati contagiosi? Lo stesso si può dire delle patologie dentarie, della pressione sanguigna anomala, delle emicranie, dei problemi alla schiena, ecc., tutte patologie estremamente diffuse. Più di metà degli americani soffre di problemi cardiovascolari, ma sono forse considerati contagiosi? La malattia più temuta in assoluto è il cancro. E’ forse contagiosa? L’artrite colpisce più persone che non l’herpes. E’ forse contagiosa? E che dire dell’asma o dell’acne?
Prendiamo come esempio i raffreddori. Come mai i bambini prendono fino a otto raffreddori all’anno, mentre i genitori molti di meno? Come mai le persone che si trovano isolate negli osservatori al Polo Nord o Sud “si prendono” lo stesso il raffreddore durante la loro permanenza? Come mai negli anni 1965-67 i laboratori del National Institute of Health di Bethesda, nel Maryland, condussero sperimentazioni sulle influenze che non mostrarono alcuna prova che esse fossero dovute a contagio?
Ad alcuni volontari vennero iniettati ogni giorno i presunti “virus” dell’influenza, prelevati a coloro che ne soffrivano, ma nessuno di essi si ammalò. Ci furono più casi di influenza nel gruppo di controllo. Contemporaneamente, subito dopo la tradizionale Festa del Ringraziamento, il numero di ammalati in entrambi i gruppi ebbe un picco improvviso, come è lecito aspettarsi quando vengono consumati cibi e bevande eccessive durante una festività.
Anche le malattie veneree sono considerate contagiose. Ma in realtà i cosiddetti fattori di contagio (batteri) sono presenti in quanto effetto della malattia, senza esserne né la causa né il presupposto (il 20% di coloro che soffrono di malattie veneree non rivelano presenza né del gonococco né degli spirocheti che dovrebbero provocarla).
La Marina  degli Stati Uniti condusse esperimenti in cui si evidenziava che le cosiddette “persone infette” non potevano infettare chi era definito “in salute”. In Giappone prostitute “infettate” hanno avuto relazioni sessuali con molti militari senza che nessuno di essi contraesse la malattia. Allo stesso modo molti individui presentano “infezioni” nella zona genitale senza mai aver avuto contatti con nessuno (ad esempio nei casi che riguardano i bambini). Il concetto di “contagio” è medicalmente indimostrato, nonostante le apparenze del contrario.

Conclusione
Le cosiddette “malattie contagiose” come l’AIDS, le malattie veneree, il piede dell’atleta, non sono più contagiose di qualsiasi altra malattia. Ma ad alcuni interessi commerciali è utile che la gente creda che lo siano.
Fondamentalmente, l’accettazione della teoria del contagio presuppone l’accettazione della teoria dei germi come causa delle malattie: e cioè che specifici batteri o “virus” possano produrre i sintomi di malattie specifiche. Questa teoria è stata più volte dimostrata erronea in campo scientifico, e perfino Pasteur ammise la sua insostenibilità.
Nonostante ciò, la teoria dei germi e la teoria del contagio continuano ad essere propagandate dal moderno sistema medico, il cui prestigio, i cui profitti e il cui potere dipendono largamente dalla fiducia in questa assurda teoria.
In sostanza, la popolazione crede a ciò che l’establishment medico vuole che creda. La teoria del contagio serve a tenere alta la domanda di farmaci e di cure mediche e ospedaliere.
Se conducete una vita sana, probabilmente non vi ammalerete mai. Le malattie sono provocate solo da abitudini di vita improprie. Non dimenticate che solo le industrie mediche, ospedaliere e farmacologiche sostengono che la salute si possa recuperare somministrando farmaci velenosi. Questo è probabilmente uno dei più spaventosi semi delle malattie “contagiose”. In conclusione, se i germi hanno un qualche ruolo nel provocare malattie, esso non è un ruolo primario, ma solo secondario, in subordine a quei fattori che abbassano la nostra resistenza o mettono a rischio la nostra salute. Una vita sana è, in ogni caso, la migliore assicurazione contro qualsiasi malattia.

Bibliografia:
I virus, non sono microrganismi – Libro
http://www.scribd.com/doc/51595832/30/I-virus-non-sono-microrganismi
Sintomi promossi a malattie: “AIDS”
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=780802141947644&set=a.183708744990323.46904.182805198414011&type=3&theater
Sintomi promossi a malattie: “H1N1”
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/influenza-la-bufala-della-suina-o-la-suina-della-bufala/357950054276854
Sintomi promossi a malattie: “Epatite B”
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-epatite-b/648711451867378

… e il “cancro” ?
Sintomi promossi a malattie: Tubercolosi e (è) cancro
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/la-tubercolosi-e-il-cancro/539237876148070
… Ippocrate chiamata la Tubercolosi “la regina delle malattie”, la “madre delle malattie”.
Possono colpire ogni organo (drenati dai macrofagi) pertanto possono causare ogni malattia e non è MAI stata debellata anzi:
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sicurezza-alimentare-del-latte-cronistoria-di-uninfezione/504433352961856
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=619876738040186&set=a.183708744990323.46904.182805198414011&type=3&theater
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/lo-sapete-che-dietro-al-commercio-di-latte-e-latticini-si-nascondono-temibili-ve/180286142043247

Presto smonteremo anche altri “virus” ed inseriremo altri riferimenti.
Preparatevi !
Tratto da:
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-epatite-c/648680708537119

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vedi anche: Medicina Quantistica
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