Louis Pasteur, Antoine Béchamp e Claude Bernard

Articolo di ALESSANDRO MEOTTO (Titolo e sottotitoli di Valdo Vaccaro)

 

LOUIS PASTEUR, ANTOINE BÉCHAMP e CLAUDE BERNARD

 

TEORIA PASTEURIANA, OVVERO QUANTO DI PEGGIO MAI PARTORITO DALLA MENTE UMANA

A cavallo dell’Ottocento il microbiologo e chimico Louis Pasteur (Francia, 1822-1895) formulò sul banco di un laboratorio una teoria senza nessuna evidenza clinica che avrebbe influenzato sia la ricerca e le terapie contro il cancro sia la cura di un semplice raffreddore invernale. Il più criminale sistema di ragionamento che la scienza positivista abbia mai partorito, presto trasformatosi in un metodo di governo delle masse che tu stesso subisci quando prendi l’antibiotico o vaccini i tuoi figli.

FALSE ED INNATURALI CONQUISTE DI VERITÀ PRONTAMENTE ADOTTATE DA UNA DISTORTA SCIENZA MEDICA

Le premesse filosofiche e le metodologie della ricerca scientifica sono fossilizzate su delle false conquiste di verità. La scienza medica nega ossessivamente i suoi evidenti fallimenti attraverso la selezione dei messaggi da dare all’informazione e alla storia. Sotto l’egida di Pasteur la medicina scientifica valida protocolli terapici che drogano disastrano e ammorbano la salute. Si tratta dello stesso pensiero della vita che ha portato l’Uomo a indossare un preservativo mentale sopra le sue infinite capacità di intelligenza e auto-guarigione.

SI DEVE A PASTEUR ANCHE L’USO INDISCRIMINATO DEI PESTICIDI

Riconducono a Pasteur le motivazioni che permettono l’uso indiscriminato di pesticidi che vengono sparsi copiosamente nell’ecosistema agricolo e le scuse che giustificano la guerra di religione che ha bruciato, vivi, gli ulivi, pur di cancellare dalla faccia della Terra il temibile batterio che gli alberi stavano ospitando. La forma mentale collettiva che Pasteur ha contribuito a costruire è una credenza che viene usata scientemente per bloccare l’evoluzione materiale e spirituale dell’Umanità costringendola dentro una gabbia culturale disumana al solo scopo di impedire il cambiamento delle coscienze, aumentare il potere e conservare i privilegi di pochi grazie all’ignoranza che rende gli uomini vulnerabili e tremebondi di fronte al futuro.

L’INARRESTABILE EPIDEMIA DELLA XYLELLA

Oggi, osservando la fine dell’epopea della Xylella tra gli oliveti salentini, appare tanto intuibile quanto auto-evidente la funzione di controllo sociale esercitata attraverso la teoria che fu di Pasteur. Dire che l’inarrestabile epidemia di questo batterio nel sud d’Italia sia servita per fare spazio al tracciato del gasdotto di provenienza turca denominato TAP (Trans Adriatic Pipeline) e spostare produzioni olearie in Nord Africa (Marocco) non è una mera proposizione problematica e dialettica, bensì viene a galla dallo stato delle cose come una conclusione apodittica che Pasolini avrebbe sottoscritto. Basta che anche tu unisci i puntini neri sul foglio bianco e ti ritrovi in mano il disegno della realtà.

PASTEUR, IL TEORICO DELLE AGGRESSIONI MICROBICHE ESTERNE E DELLA NATURA MALIGNA

Oltre un secolo fa, Pasteur scambiò eziologicamente la causa con gli effetti del processo morboso, arrivando a teorizzare che la malattia fosse il palesarsi dell’azione di germi patogeni primordiali e terribili che aggredivano dall’esterno il corpo appartenente alle forme di vita più evolute. L’affermarsi di questa filosofia sperimentale avrebbe sradicato come una pianta l’Uomo dall’ambiente naturale e abbandonato nei secoli a venire alla solitudine e alla disperazione più nere, solo a guerreggiare contro una Natura matrigna, condannato a una esistenza precaria, schiavo della paura per la vita, sofferente e malato, infelice piagato e curvato nello spirito. La creazione artificiale delle tenebre sulla Terra, il lato oscuro che domina sulla luce.

OSSERVAZIONE DISTORTA DEI FENOMENI NATURALI

Pasteur osservava il fenomeno batteriologico dalla posizione sbagliata, non so dirti se fosse anche in malafede come coloro che si sono serviti del suo nome e del suo sperimentare da farmacista tra alambicchi e matracci. Tutta la teorizzazione dell’origine della malattia fatta da Pasteur appare filosoficamente fallace nei postulati che ha usato per distorcere i dati dell’osservazione dei fenomeni naturali, e le soluzioni che ha fornito sono transitorie e piene di effetti collaterali che tu stesso puoi leggere sul “bugiardino” di qualsiasi medicinale.

SCONFITTE E FALLIMENTI A GETTO CONTINUO DELLA MEDICINA

Sono invece provate clinicamente le sconfitte della medicina, segnate dal cronicizzarsi delle malattie tra la popolazione senza distinzioni di sesso età razza. Tutto il sistema dei trattamenti convenzionali per la guarigione e delle varie metodologie di ricerca medica da due secoli poggia epistemologicamente su una struttura filosofico-scientifica alquanto semplificata fragile pericolosa e, soprattutto, errata, che contamina preconcettualmente ogni valutazione in merito alle cause della malattia e di conseguenza non aiuta, anzi inganna, la determinazione di una cura efficace.

L’AVIDITÀ E LA SUPERBIA IMPEDISCONO DI INTRAPRENDERE NUOVE STRADE

Perché la medicina sintomatologica, sia allopatica sia omeopatica, ha il terrore di ricercare una causa della malattia diversa dai sintomi che l’accompagnano? Il motivo non risiede nell’incapacità delle sue intelligenze ma nell’avidità e nella superbia degli uomini che la dirigono. I suoi luminari mentono, nascondono, traviano, omettono, adulterano e interpretano capziosamente i fatti pur di consolidare un potere immenso, anche a costo di avvelenare i bambini con l’inoculazione di tossine vaccinali in un organismo che è perfettamente sano.

IMPOTENZA E INCAPACITÀ DELLE TERAPIE MEDICHE

I dati e le statistiche indipendenti, se letti in maniera obiettiva, dimostrano l’inefficacia e la dannosità delle terapie di prevenzione e cura che vengono propinate disinvoltamente dalla sanità istituzionale, pubblica e privata, senza che venga sollevato un minimo dubbio. La cura dei sintomi non guarisce la causa della malattia, anzi, distrugge i mezzi di difesa del corpo: questo dice la realtà fattuale. La medicina convenzionale – tranne quella chirurgica di emergenza – è una delle concause decisive dell’insorgere di problematiche riferibili alla salute fisica e mentale: impotenza inadeguatezza e inutilità delle terapie mediche tradizionali di fronte al male si devono a questo inconfessabile peccato originario.

LE BASI FONDAMENTALI DELLA SCIENZA MEDICA POGGIANO SU UNA PALUDE

Le pietre fondamentali della scienza medica moderna poggiano, dunque, sopra una palude: gli scienziati possono innalzare le torri della conoscenza fino al Cielo, ma la costruzione del progetto Uomo che hanno pensato continuerà a sprofondare.

UOMINI SOTTO MINACCIA E MALATTIA COME MALE ASSOLUTO

Una ingegneria ideologica progettata intorno a Pasteur che ha reso possibile la normalizzazione del concetto di dominio della coscienza etica su quella estetica, della ragione sulla biologia e sull’istinto, e ha messo in competizione l’Uomo con la Natura. Infatti, una filosofia della scienza che concepisca la malattia come il male assoluto e convinca gli individui di essere continuamente sotto minaccia e attacco delle forze naturali che la provocano, fornisce il pretesto narrativo che dà il senso escatologico al racconto falsato di questa malsana esistenza artificiale, senza il quale le abominevoli pratiche egoistiche antropocentriche e speciste della società odierna non potrebbero essere, altrimenti, umanamente tollerate.

MENTI DEFORMI E PARANOICHE NASCONO DALLA SINDROME DI PERSECUZIONE E DI ISOLAMENTO

È soprattutto a causa dei portati della medicina ottocentesca che le persone comuni combattono una guerra preventiva perenne contro il resto del mondo naturale, le altre creature, i vicini di casa e i compagni di asilo dei propri bambini. Si è creata una tipologia di persone barricate in casa che usa il napalm contro qualsiasi cosa si muova in giardino. Non è peregrino pensare che da questo stato di nevrosi indotta, di sindrome da persecuzione e da isolamento, siano nate le menti deformi, guerrafondaie e paranoiche, che girano per il mondo con al seguito la valigetta con dentro i codici di lancio dei missili nucleari. Una aridità di pensiero e una meschinità di animo germinate da una concezione della vita che trova la sua massima espressione in questo aforisma, attribuito dagli storici a Pasteur: “Il microbo è tutto, il terreno è niente”.

LOGICA MECCANICISTICA E MASSIMO POTERE ALLA INFETTIVOLOGIA

L’epitaffio tombale sulla medicina di Ippocrate, sulla nobiltà naturale dell’Uomo e sulla sacralità della vita. Con Pasteur si despiritualizza la scienza medica e si fa della persona l’idea alienante di se stessa decontestualizzandola dall’ambiente archetipico – la Natura – in cui scorre l’anima, vivono la materia e lo spirito: inizia così, purtroppo, il riassunto tragico e mesto della logica meccanicistica che avrebbe spronato i medici dietologi a prescrivere di mangiare qualsiasi cosa che fosse vicina ad un muscolo, ovvero ricca di proteine, se dall’analisi clinica fosse emerso che all’organismo del paziente mancavano i muscoli, e che avrebbe fatto sbrigativamente operare gli infettivologi per uccidere i batteri presenti in un corpo qualora fossero risultati troppi rispetto ai parametri di laboratorio o rintracciati di fuori dal luogo anatomico deputatogli e perciò, a loro dire, virulenti e nocivi.

PASTEUR VERSUS CLAUDE BERNARD, DUE VISUALI TOTALMENTE DIVERGENTI

Mentre Pasteur fabbricava corbellerie, a Parigi, il grande fisiologo e scienziato Claude Bernard (Francia, 1813-1878) sovverte la follia terroristica dello pseudo-collega con delle conclusioni deterministiche che rimettono nelle mani di ognuno il potere concreto di decidere della propria salute. Perché una scienza buona c’è stata! Bernard descrive l’esistenza di un rapporto biologico causa-effetto tra esseri complessi, detti “superiori”, e ambiente esterno formulando l’idea rivoluzionaria di “Milieu Interieur” (Ambiente o Mezzo interno), che responsabilizza l’individuo appartenente al genere umano, perciò dotato di libero arbitrio, riguardo le conseguenze che avrebbero avuto le sue scelte e le sue azioni sul proprio stato di salute. Un bagliore mi attraversa il pensiero mentre rileggo la celebre frase che fu pronunciata verosimilmente da Bernard: “Il terreno di coltura è tutto, il microbo è niente”. Due visioni, quella sua e quella di Pasteur, contrapposte e divergenti: illuminante e coraggiosa una, oscurantista e claustrofobica l’altra, che è diventata il germe del fatalismo e la cera che alimenta le fiamme fatue delle candele votive di San Gennaro.

NOTIZIE ALLARMISTICHE PROGETTATE AD ARTE IN FUNZIONE SPECULATIVA

Non credere alle epidemie di meningite che racconta la TV, alle campagne subliminali che promuovono le vaccinazioni di massa attraverso la diffusione di notizie allarmistiche come, a suo tempo, non avresti dovuto bere acriticamente e introiettare la versione che i giornalisti davano riguardo la contagiosità e la pericolosità del batterio Xylella: sono notizie create a tavolino per poter realizzare strategie di sfruttamento e commercio. Epidemie e pandemie, influenze esotiche, aviaria, mucca pazza, Ebola e Aids sono fattori culturali e sociali di pressione e condizionamento artatamente progettati. La immunodeficienza acquisita sarebbe causata, in perfetto stile Pasteur, da un ipotetico agente patogeno chiamato virus HIV di cui nessuno ha mai provato l’esistenza e la contagiosità, ma che ha avuto l’effetto di far diminuire drasticamente le nascite e fermare la crescita numerica della popolazione mondiale.

AL QUADRO GENERALIZZATO DI BROGLI E DI MENZOGNE SI CONTRAPPONE IL PENSIERO SCIENTIFICO DI CLAUDE BERNARD

L’HIV è diventato, come da piani, strumento antropologico di terrore, oltre che redditizio business medicale. Penso anche al Cancro, alle terapie radianti e alla corrosiva chemioterapia, a tutte le malattie definite autoimmuni e genetiche, che invece sono di natura iatrogena farmaco-indotta secondaria ambientale e comportamentale. In questo quadro di egoismo e menzogne, il pensiero di Claude Bernard rappresenta un monolito di quel sapere scientifico che è in grado di conoscere il domani, adesso; e se il terreno è tutto, come lo è, un Uomo nuovo è ancora possibile, ammesso che se ne prenda coscienza e si maturi la consapevolezza della forza che rende necessario agli uomini l’esser liberi di scegliere cosa essere e cosa diventare, se ammalarsi o vivere.

L’ESSERE UMANO VA IN CRISI QUANDO SI STACCA DALL’AMBIENTE NATURALE E ROMPE I SUOI EQUILIBRI

C’è una analogia eziologica tra le malattie che ammalano forme di vita di specie e regni diversi, siano esse imputate al bacillo della lebbra o alle spore della Xylella. L’essere vivente va in crisi quando si stacca dall’ambiente naturale, per cui vengono distorte le leggi biologiche e l’equilibrio si rompe. Un nesso causale tra tutte le infezioni batteriche è la compromissione dello stato biologico del terreno organico da cui la vita trae il nutrimento. Si nota una certa similitudine fisiologica tra le reazioni dell’organismo di una pianta e quelle del corpo umano quando il terreno in cui le rispettive cellule sono radicate sia chimicamente avvelenato e impoverito. Allora, gli organismi viventi si adattano alle condizioni mutate esternamente cercando di mantenere l’equilibrio dell’ambiente interno – secondo il concetto di omeostasi precorso da Bernard – sviluppando microrganismi simbionti che in qualche modo sostengano e aiutino il funzionamento metabolico dell’intero sistema vitale dell’ospite permettendone la sopravvivenza. Essi sopperiscono con il proprio metabolismo a funzioni del corpo che siano state compromesse, fungendo da organo vicario.

FENOMENOLOGIA BATTERICA COME COMPENSAZIONE NATURALE A SOVRAESPOSIZIONE TOSSICA

La fenomenologia batterica, che è complementare alla normale fisiologia degli organismi sani, si può considerare una forma di compensazione di una mancanza fisiologica o di supplenza in caso di malfunzionamento della funzionalità di un organo a fronte di una sovraesposizione tossica che secondo una sana biologia non dovrebbe aver luogo. In un corpo intossicato, malsano, i batteri svolgono funzioni vicarianti di organi difettati e di organismi debilitati, a sostegno della vita. La disbiosi che definisce comunemente una condizione di alterazione del microbiota dell’intestino umano, in realtà diagnostica uno squilibrio esteso della flora batterica del tessuto connettivale. Il connettivo influenza direttamente tutte le membrane cellulari, costruisce quelle di alcuni organi – vedi le meningi del sistema nervoso centrale –, e struttura tutte le membrane mucose – tra cui le tonache degli apparati genitale femminile, digerente e respiratorio – attraverso un sistema ininterrotto di connessione anatomica che permette la continua esecuzione di scambi chimici elettrici e fisici.

DISBIOSI COME ADATTAMENTO FUNZIONALE ALLO SQUILIBRIO TOSSIEMICO

Quindi, la disbiosi è un adattamento funzionale dell’organismo vivente allo squilibrio biologico cagionato da uno stato organico di tossiemia o tossicosi che ha mutato il terreno di coltura cellulare di origine plasmatica e linfatica, ossia le matrici fibrose colloidali liquide gelatinose o solide extracellulari dei vari tessuti di tipo connettivo – compresi il tessuto osseo, il sangue e la linfa – e quelle fluide intracellulari che da tutti quei tessuti e soprattutto dal tessuto connettivo più propriamente detto e dalla sua parte non figurata e non corpuscolata in cui le cellule connettivali sono immerse chiamata Matrice extracellulare (MEC), più o meno direttamente, derivano.

INFIAMMAZIONE DELLE MEMBRANE COME RISPOSTA IMMUNITARIA

Moltiplicazione di batteri e microrganismi viventi in genere – funghi inclusi – non sono dunque la causa del problema, bensì il sintomo e il segno e, in un certo senso, anche il tentativo di una soluzione passeggera di emergenza! Il cronicizzarsi della disbiosi esce dal normale quadro biologico ed entra dentro quello patologico. Nota: le membrane dette anche tuniche sierose del Pericardio che avvolge il cuore, della Pleura del torace e del Peritoneo dell’addome sono costituite da due strati epiteliali, perciò non vascolarizzati, di mesotelio sieroso e da una base di tessuto connettivo chiamata membrana basale; come le Meningi del cervello sono membrane di natura connettivale e come tali derivanti dal mesenchima germinale che nasce principalmente dalle cellule del foglietto embrionale del mesoderma e che dà vita al tessuto connettivo definitivo dell’organismo umano. Sono tessuto connettivo a tutti gli effetti, come tale si comportano: l’infiammazione di queste membrane si dovrebbe considerare come una risposta immunitaria ad una intossicazione in atto a livello connettivale e umorale.

CHI SI NUTRE DI SOSTANZE NON METABOLIZZABILI SI INTASA DI SCARTI INDIGERITI E SI SATURA DI TOSSINE

I batteri sono dappertutto intorno a noi, a miliardi, nell’aria che respiriamo, sulle mani che stringiamo, dentro la frutta che mangiamo e nell’acqua che beviamo: essi sono particelle, porzioni infinitesimali della materia vivente, cellule costitutive delle cose organiche. Neanche il meningococco è di per sé causa della meningite altrimenti, se così non fosse, tutti ne saremmo afflitti. Piuttosto, è lo squilibrio del terreno di coltura che ospita alleva e trasforma il microbo in una sembianza del male. Questo vale sia per la terra da cui si alimentano le piante sia per le matrici biologiche in cui galleggiano cellule e organelli umani: un corpo che si nutra di sostanze non metabolizzabili, cagionerà una produzione di scarti indigeriti e di rifiuti metabolici che giorno dopo giorno satureranno di tossine i tessuti gli organi e le circolazioni sanguigna e linfatica.

È IL TERRENO SANO A DETERMINARE LE SORTI DELLA PIANTA

Se il terreno è sano, non intossicato da veleni, nutrito e idratato, i suoi frutti saranno robusti e dureranno per il tempo programmato come fanno gli amati ulivi secolari. La vicenda del batterio Xylella ha allarmato e scosso l’identità delle genti italiche dalle radici, minandone i ricordi, l’immaginario e i sentimenti: strappare la pianta dal quale frutto si spreme l’olio con cui condiamo il pane da millenni, quell’albero amico e contorto, fraterno testimone che ha condiviso con noi tanti pomeriggi a riflettere e giocare, lo stesso ulivo che ha assistito alla cattura di Gesù nell’orto dei Getsemani a Gerusalemme, vuol dire terrorizzare un popolo per comandarlo e sottometterlo.

PER FORTUNA HANNO VINTO I CONTADINI DELLA PUGLIA

Su ordine prefettizio, in un’assordante assenza di fede, sono stati eradicati centinaia di alberi ancora sani, seguendo quella stessa concezione materialistica e opportunistica della vita che muove il bisturi mutilante della chirurgia preventiva e legittima l’accanimento terapeutico farmacologico. Alla fine della storia, grazie a un manipolo di contadini benedetti, gli ulivi secolari della Puglia hanno sconfitto la “Xylella fastidiosa”, da soli.

IRRORANDO I CAMPI DI PESTICIDI E DI GLIFOSATO SI METTE A REPENTAGLIO OGNI FORMA DI VITA

La vegetazione della pianta è ricominciata non appena si è smesso di avvelenare l’ambiente e si è permesso al terreno di ricostituire il suo equilibrio naturale funzionale al nutrimento degli ulivi, a conferma di come generalmente fonti di alimentazione biologiche possano invertire stati conclamati di deperimento e invecchiamento. Campi irrorati di pesticidi come il GLIFOSATO usato per estirpare erbacce benefiche, humus superficiale distrutto da concimi chimici, siccità, avrebbero fiaccato la resistenza anche del bimillenario cipresso di Montezuma. Un organismo pulito, sia esso vegetale o animale, ha concrete possibilità di non ammalarsi mai e, se malato, di guarire una volta che vengano ristabilite quelle condizioni naturali che riportino l’equilibrio tra il dentro e il fuori e che lo mantengano naturalmente, senza sforzo.

LOUIS PASTEUR CONTRO ANTOINE BÉCHAMP

In questo contesto, trova collocazione la teoria microbiologica che sostiene come batteri e funghi abbiano origine dalle stesse entità microscopiche che fanno parte della materia organica. I microrganismi si adattano e mutano funzioni ed aspetto seguendo le variazioni fisico-chimico-elettriche del terreno di coltura che gli sta attorno e che determina infine le loro caratteristiche, come nel caso dei virulenti Micobatteri della TBC, che si comportano sia come batteri sia come funghi. A tal proposito, è bene sapere che i bacilli micobatterici sono sempre presenti in stati di immunodepressione e acidificazione incluso il Cancro, pur non essendone la causa.

I GERMI NON SONO CAUSA DI PATOLOGIA MA RISULTATO DELLA STESSA

I microrganismi avrebbero quindi capacità pleomorfiche di trasformismo, come intuito da Antoine Béchamp (Francia, 1816-1908), medico e chimico francese di straordinario talento, padre della ENZIMOLOGIA, contemporaneo di Pasteur e di Bernard, che elaborò la Teoria del Pleomorfismo dei batteri, che spiega come i germi patogeni non siano la causa della patologia ma il risultato della stessa e che cambino aspetto e comportamento con il cambiare delle condizioni tissutali che seguono la progressione a stadi diversi della malattia.

BÉCHAMP PORTATORE DI UNA BIOLOGIA RADICALMENTE DIVERSA

Béchamp contesta radicalmente la veridicità della biologia raccontata da Louis Pasteur che descrive i bacilli come specifici e caratteristici portatori di date patologie. La teoria provata del pleomorfismo spiega l’esistenza intrinseca nel microrganismo che convive dentro e insieme a ogni essere vivente e alla materia organica del mondo della capacità di mutare forma e caratteristiche per sopravvivere al cambiamento dell’ambiente interno del corpo che lo ospita: sarebbe questo il caso di bacilli che si trasformano e agiscono come funghi (Micobatteri), di lieviti come la Candida che in presenza di acidificazione e ipossia tissutale passano dalla forma unicellulare di lievito a quella filamentosa di fungo pluricellulare (dimorfismo fungino) che è in grado di espandersi e colonizzare l’organismo con apparati radicali (ife) e organizzazione strutturale tipica delle muffe. Dunque, per Béchamp le forze che operano contro la vita non sono da ricercare nei malvagi germi invasori che colonizzano l’ospite; bensì, sono gli stessi microbi patogeni un effetto della malattia, la cui causa – a mio modo di vedere – è individuabile nel distacco dell’essere dalle regole naturali della vita.

CAPACITÀ AUTOREGOLATORIE DELL’ORGANISMO VIVENTE

La risposta fisiologica diventa distruttiva quanto più il corpo si allontana dalla sua biologia, mentre più il corpo si avvicina alla sua natura più la fisiologia diventa salutare. Questo perché la capacità autoregolatoria dell’organismo vivente cambia i funzionamenti metabolici per assolvere in modo dinamico al compito vitale di mantenere l’omeostasi interna rispetto ai cambiamenti esterni. L’infezione non è mai conseguenza di un contagio: essa si può definire in termini biologici come un fenomeno di intossicazione che avviene sia con la penetrazione dall’ambiente esterno nell’organismo fin dentro la cellula –per canali alimentari o per inalazione– di tossine allogene sia a causa dell’accumulo interno di scorie metaboliche velenose di origine endogena che possono anche coincidere con una sovrapproduzione di cataboliti frutto di una eccessiva stimolazione e attività del metabilismo microbiotico umano deputato alla elaborazione dei rifiuti.

DETRITI CELLULARI E BATTERICI RIBATTEZZATI COL NEOLOGISMO TERRORISTICO VIRUS

Microrganismi simbionti come i batteri saprofiti ricavano energia a partire da substrati degradati, morti, non metabolizzabili e perciò tossici per l’ospite, organici e non, compresi i RESTI CELLULARI e BATTERICI risultanti da processi di apoptosi autolisi e fagocitosi immunitaria che vengono ribattezzati col neologismo scientifico “VIRUS”: per questo, in concomitanza con affezioni morbose che la medicina allopatica chiama virali, la eubiosi intestinale risulta sempre compromessa e prolificano batteri alloctoni negli apparati e negli organi poiché, con il cambiare della natura e della quantità del “cibo” destinato ai batteri che viene scaricato nell’intestino e saturato nei tessuti, si altera anche la composizione della flora batterica stessa e si genera una situazione patologica di disbiosi organica.

NON PESTILENZA MA INTOSSICAZIONE

NON esiste alcuna pestilenza, esiste l’intossicazione. NON esistono agenti contagiosi, bensì fattori intossicanti. La colonizzazione batterica è una risposta sistemica di fronte a una materia organica avariata, marcia: i batteri digerisco ciò che l’organismo non riesce a metabolizzare. L’infezione, quindi, nasce dal cambiamento delle condizioni dell’ambiente interno degli organismi viventi che ospitano i batteri e a cui gli stessi microbi si adattano mutando struttura e comportamenti per sopravvivere insieme all’ospite.

BATTERI COME MUTAZIONE DEI MICROZIMI

Secondo Béchamp i batteri sono la mutazione di enzimi microscopici chiamati MICROZIMI, infinitesimali unità di materia vivente ribattezzate alla metà del ‘900 con il nome di SOMATIDI dal biologo francese Gaston Naessens. Queste particelle viventi sono presenti nel materiale organico con il compito di spazzini e si trasfigurano con il cambiare della composizione del terreno che li ospita, adattando il loro metabolismo. I microzimi sviluppano caratteri diversi e più convenienti allo scopo in base al tipo e alla quantità dei rifiuti che devono distruggere: diventano saprofiti, cioè si cibano di cadaveri, quando la materia passa dall’essere viva all’essere morta e deve venire decomposta in materiale elementare per essere riutilizzata nei vari cicli della vita.

SPAZZINI CORPORALI CHE SI ALIMENTANO SOLO DI MATERIALE MORTO

Sono parassiti che si cibano di materia organica morta, la mangiano e la digeriscono. I batteri NON attaccano un tessuto fintantoché esso rimane VIVO! Quindi i batteri NON sarebbero entità definite, monomorfiche, ed esogene come asserito da Pasteur, ma costitutive della materia (endogene), e pleomorfiche (dal gr. pleîon o pléon “più”, e morphḗ “forma”), come ipotizza Béchamp.

PASTEUR ANNIENTATO DALLA SCIENZA IGIENISTA

C’è qualcosa di divino nel modo in cui una contraffazione della realtà come quella legata alla vicenda del batterio Xylella si sia rivoltata contro i suoi stessi orditori criminali, rivelando agli occhi avveduti dell’opinione pubblica, in modo inequivocabile, l’importanza dell’ambiente naturale e delle 7 Leggi Universali della Biologia fondamento dell’Igienismo.

SETTE LEGGI UNIVERSALI DELLA BIOLOGIA E DELL’IGIENISMO

1. Malattia significa in realtà percorso guaritivo. L’espressione della malattia è parte della soluzione del problema, poiché ciò che viene chiamata malattia sono in vero il tentativo e il processo di guarigione (crisi eliminative, diarrea, vomito, infiammazione, febbre, tosse, catarro) che avvengono attraverso la neutralizzazione e la eliminazione delle tossine o il risultato di adattamenti fisiologici e metabolici di difesa e sopravvivenza (dermatiti, ascessi, emorroidi e fistole, adipe, calcoli, ateromi, granulazioni, tumori in genere, cisti acquose e di grasso, fibromi, granulomi, papule e pustole, papillomi e verruche, batteri e funghi, cellulite, ritenzione idrica, muco, osteoporosi, gotta, diabete, disidratazione cellulare, adipe) attuati dall’organismo che reagisce a stati di intossicazione del corpo che non abbia precedentemente saputo risolvere con la distruzione e l’espulsione dei veleni che, in emergenza, tenta quindi di isolare e diluire con il fine di mantenere la stabilità interna e il metabolismo basale necessari alla vita.

2. Il corpo di qualsiasi essere vivente non va mai contro se stesso.

3. Il rapporto causa-effetto è unidirezionale: curando i sintomi non si può risolvere la causa.

4. Il sistema vivente dei corpi ha la proprietà intrinseca di auto-riparare i danni di ferite, fratture e cosiddette malattie.

5. La cura è solo il mezzo che normalizza le funzionalità della macchina biologica ripristinando quelle naturali condizioni di equilibrio e di pulizia organica che permettono alle forze della biologia di indirizzarsi prioritariamente verso l’auto-guarigione dell’organismo malato ovvero intossicato.

6. Un terreno organico o una matrice biologica nutrienti e prive di tossine metaboliche o esogene di origine alimentare mentale ambientale o comportamentale sono il fattore di salute da cui ogni ipotesi di guarigione deve cominciare. La connessione con l’ambiente esterno della pianta diventa tangibile con la costruzione fisica delle radici nella terra e visibile quando orienta l’apparato vegetativo in direzione del Sole, apre le foglie verso l’acqua che spiove, sviluppa verticalmente lo scheletro carbonioso e aumenta la superficie esposta all’aria; per gli animali gli esempi sensibili di questa via di scambio sono dati dall’atto alimentare con cui l’animale si appropria di ciò che sta fuori portandolo dentro di sé e dal riflesso involontario della respirazione dell’aria; i fluidi e le matrici sono il riassunto biologico di questo legame che è fatto anche delle impressioni visive che vengono introiettate, del calore e della luce solare, degli odori annusati. Per le creature animali il rapporto biologico con il mondo non è immediato come per i vegetali: sembra più simile ad una circolazione immateriale, extracorporea, si nasconde dietro i comportamenti e va interpretato.

7. Le cellule corporali degli organi e dei tessuti adattano la loro fisiologia alle mutazioni dell’ambiente esterno in cui sono immerse per preservare le condizioni elettriche chimiche e fisiche interne necessarie alla vita.

IL METODO SCIENTIFICO ERA ESTRANEO ALLA MENTALITÀ DI LOUIS PASTEUR

La sperimentazione scientifica formula a monte la teoria dei rapporti che intercorrono tra il fenomeno osservabile e il fattore che si presume causarlo, e solo successivamente cerca di provarne la relazione riproducendo gli effetti in laboratorio. Questo è il metodo scientifico ma, come scrive Claude Bernard in Médecine Expérimentale, per determinare la risposta conta quale interrogativo si pone chi osserva: “Non si può proporre l’ipotesi senza aver posto il problema da risolvere, poiché un’ipotesi è una risposta possibile a una domanda suscitata da un’osservazione». Qui, si trova il seme della fisica quantistica. Ma ora, chi glielo spiega ai medici che Pasteur aveva sbagliato domanda?

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