Digiuno

Il Dr. H. M. SHELTON (1895-1985), la voce riconosciuta dell’Igienismo, IL PIU’ GRANDE DIGIUNO-TERAPEUTA DI TUTTI I TEMPI, dal 1920 al 1981, per 61 anni , ha sorvegliato i digiunatori, Dal luglio 1928 all’aprile del 1981, in 53 anni, nella sua Scuola della Salute a San Antonio nel Texas, HA SUPERVISIONATO PIU’ di 30.000 o 40.000 DIGIUNI DI VARIA DURATA. (Nel libro “Il digiuno può salvarvi la vita” c’è scritto: “più di 100.000 digiuni“)

Questo RECORD implica molte più esperienze di qualsiasi altro medico vivente, e molto probabilmente supera anche quella di qualsiasi altro medico della storia. (pag. 51 Il Digiuno Terapeutico).

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Il SISTEMA DI GUARIGIONE DELLA DIETA SENZA MUCO”,

ARNOLD EHRET

  1. 122-123

“Hai mai pensato a cosa significa la mancanza di appetito quando si è malati? E che gli animali non hanno medici né farmacie né ospedali o macchinari per guarirsi?

La natura dimostra ed insegna con quell’esempio che ESISTE UNA SOLA MALATTIA e che essa è CAUSATA DAL MODO IN CUI CI SI ALIMENTA – e, pertanto, QUALSIASI MALATTIA a cui l’ uomo possa dare un nome PUO’ ESSERE GUARITA da UN “RIMEDIO” SOLTANTO – FARE L’ ESATTO OPPOSTO DELLA CAUSA – compensando l’ errore – cioè, RIDUCENDO la QUANTITA’ di CIBO o DIGIUNANDO”.

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 LA CHIAVE DEL SUCCESSO PER DIMAGRIRE

                 Jo Willard, Jean A. Oswald, T. C. Fry, Herbert M. Shelton

p. 186

IL DIGIUNO è il metodo ideale per disintossicare il corpo, purificarlo e permette la guarigione. E’ IL METODO PIU’ RAPIDO per raggiungere la DISINTOSSICAZIONE TOTALE, quella DISINTOSSICAZIONE CELLULARE CHE POTRESTE OTTENERE NEL GIRO DI UN ANNO CON UNA DIETA A BASE DI SOSTANZE CRUDE. La perdita di peso si manifesterà in entrambe le circostanze.

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                           “IL DIGIUNO PUO’ SALVARVI LA VITA”

                                           Dr. H. M. Shelton

Copertina

Il digiuno deve essere riconosciuto come un processo fondamentale e radicale ed è il modo di assistenza più remoto perché impiegato sul piano dell’istinto e usato sin da quando la vita apparve sulla terra. Il digiuno è il metodo attraverso il quale la natura si libera dei “tessuti malati”, degli eccessi nutritivi, degli accumuli dei prodotti di scarto e delle tossine. NESSUN’ ALTRA COSA RIESCE AD ELIMINARE TUTTO QUESTO TANTO BENE QUANTO FA IL DIGIUNO.

Esso permette il processo di rinnovamento ed allontana i processi degenerativi dando come risultato uno standard di salute veramente alto. Ci sono poche condizioni patologiche che un digiuno prolungato non possa aiutare; in molte condizioni disperate esso rappresenta l’unica speranza. Qualsiasi condizione reversibile, e anche molte altre ritenute irreversibili, puo’ essere vinta.

Il digiuno è un processo naturale, non difficile o misterioso e non provoca veri problemi o pericoli. Quando viene paragonato all’uso di medicinali potenti e procedure chirurgiche, che sono entrambi trattamenti di vita e sempre pericolosi, IL DIGIUNO E’ VERAMENTE UNA PROCEDURA MODERATA. E` importante che i digiuni prolungati vengano condotti correttamente sotto un’assistenza appropriata. Anche digiuni molto brevi provocano risultati migliori se condotti sotto condizioni ideali, incluso l’interruzione ed il seguito.

Il dott. SHELTON, che ha assistito circa 100.000 DIGIUNI di persone di tutte le età, gruppi e condizioni rappresenta senz’altro UN’ AUTORITA’ IN QUESTO CAMPO ed è certamente l’uomo più adatto a poter scrivere un volume di questo genere.

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                                     TUMORI E CANCRI

                                     Dr. H. M. Shelton

Copertina

Il corpo non è solo capace di guarire se stesso e di costruire i tessuti, ma attraverso il processo di autolisi (auto-digestione) è anche capace di distruggere i tessuti e le sostanze che non servono all’organismo, quali ad esempio i tumori, gli ascessi e tutti gli accumuli morbidi. L’autolisi consiste nella disintegrazione dei tessuti dagli enzimi generati nelle stesse cellule.

Nel corso di un digiuno, i tessuti vengono dispersi nell’ordine inverso al loro uso – prima di tutto si disintegrano i grassi e le crescite morbide. I tessuti vitali vengono nutriti sulle riserve ed i tessuti meno vitali, in modo che l’astinenza dal cibo non produce alcun danno fin tanto che le riserve esistono – e molte migliaia di persone hanno digiunato un mese o più con risultati benefici. Ma, naturalmente, questo dev’essere fatto sotto un’assistenza appropriata.

I tumori sono composti di carne, sangue e ossa e sono soggetti alla disintegrazione attraverso l’autolisi, specialmente durante il digiuno. L’astinenza provoca dei profondi cambiamenti nel metabolismo e non determina alcuna carenza. Esso funziona sempre allo stesso modo. Il tasso di assorbimento durante i digiuni varia nei diversi tipi di tumori. La rimozione dei tumori mediante l’autolisi ha diversi vantaggi rispetto alla rimozione chirurgica. L’autolisi è un processo fisico e non apporta alcun pericolo. La chirurgia abbassa sempre la vitalità ed aggiunge dell’altro ad un metabolismo perverso che costituisce la causa del tumore. Il digiuno, d’altra parte, normalizza la nutrizione e permette l’eliminazione delle tossine accumulate, aiutando pertanto la rimozione della causa del tumore. La tendenza al maligno viene diminuita dal digiuno. Molti casi sono stati risolti mediante questo processo.

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                                   DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA

                                         Dr. H. M. Shelton

p. 67

Come avviene in ogni digestione in natura, anche la digestione intracellulare si compie con l’uso di enzimi. Gli ENZIMI fin qui isolati i identificati nei LISOSOMI sono: ribonucleasi, desossiribonucleasi, fosfatasi, catepsine, glicosidasi, e solfatasi.

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 “DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA”

                                          H. M. SHELTON

p. 122

Nei casi di CANCRO è MOLTO PROBABILE che IL MALATO RIESCA A SOPRAVVIVERE ALCUNI GIORNI DI PIU’ SE VIENE NUTRITO PIUTTOSTO CHE TENUTO A DIGIUNO. Ma io credo che il relativo benessere del corpo e la chiarezza mentale che accompagnano il malato a digiuno che si appresta alla morte, valgano ben più di pochi giorni vissuti ancora in simili condizioni.

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                                       TUMORI E CANCRI

                                       Dr. H. M. Shelton

p. 64-65

QUALE E’ L’ EFFETTO DEL DIGIUNO SUL CANCRO? Esso provoca l’arresto della crescita tumorale, seguito da un processo d’involuzione e riassorbimento. HO CURATO un CASO DI CANCRO AL SENO in cui il tumore era grosso circa quanto due pugni d’uomo insieme; VENNE RIDOTTO AL VOLUME DI UNA NOCE mediante un DIGIUNO di CINQUANTA GIORNI. OGNI DOLORE SPARI’ DOPO SOLO POCHI GIORNI DI DIGIUNO e le suppurazioni e l’odore che esse emanavano cessarono alcuni giorni dopo. La paziente tornò a casa poco tempo dopo aver cessato il digiuno, pertanto nulla poté esser fatto per assicurare il completamento del processo di riassorbimento.

Nel caso in cui il DIGIUNO NON sia stato ABBASTANZA LUNGO per assicurare di per sè un riassorbimento completo, l’AUTOLISI (dal GRECO: AUTO e LUO = DISSOLVERE SE STESSO) DEI TUMORI BENIGNI SI COMPLETA solitamente IN POCO TEMPO, seguendo un REGIME ALIMENTARE ACCURATAMENTE REGOLATO.

p. 65

Nota di ALBERT MOSSERI

Quando il Dr. Shelton scrive che il cancro è incurabile, dovremmo capire bene il senso di queste parole. Egli vuol dire, con ciò, che è incurabile il vero cancro. Ma la maggior parte dei casi diagnosticati come cancri non sono tali, in quanto la diagnosi medica è quasi sempre sbagliata. Conseguentemente, I CASI DIAGNOSTICATI CANCRO SONO TUTTI GUARIBILI. (A.M.)

p. 128

Chi deve stabilire se un tumore è maligno o no? Il medico e il patologo, ci verrà detto. Ma questi signori si sbagliano molto spesso: succede frequentemente che medici e chirurghi operino, o bombardino i loro pazienti con raggi X e radio, senza cercare in modo serio di determinare se il tumore sia veramente maligno. Si ha sempre più tendenza a considerare tutti i tumori maligni, o suscettibili di diventarlo, e ad asportarli o distruggerli sulla base di un semplice sospetto. Conoscete la storia di Erode e della strage degli innocenti (ahimè, nell’umanità carnivora ve ne sono state molte altre!): orbene, la mentalità di Erode è anche quella dei medici; non sapendo quali tumori siano maligni e quali no, li distruggono tutti, nella speranza che tra essi si trovino quelli maligni.

p. 138

Quando il Dr. Shelton scrive” E’ molto raro che un malato di cancro si ristabilisca completamente”, si dovrebbe capire bene il senso di questa frase che rischia di allarmare i lettori. Spieghiamoci. La stragrande maggioranza, diciamo il 98%, DEI CASI DIAGNOSTICATI DAI MEDICI COME CANCRO, NON SONO TALI. SONO SEMPLICI TUMORI BENIGNI, LA CUI GUARIGIONE E’ ASSOLUTAMENTE SICURA. Quando il Dr. Shelton parla di cancro, egli parla del vero CANCRO, che è molto raro (per esempio: IL 2% di tutti quelli che hanno TUMORI). Al contrario, quando un MEDICO parla di CANCRO, si può essere certi che non si tratta di CANCRO, ma di SEMPLICE TUMORE. Conseguentemente, quando Shelton dice che il cancro è guaribile molto raramente, bisogna sapere che la grande maggioranza dei casi diagnosticati come cancro sono perfettamente conducibili a guarigione. (A. I. M.) W.LW

 

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                      “IL DIGIUNO PUO’ SALVARVI LA VITA”

                                    Dr. H. M. Shelton

p. 85

Il più lungo che ho condotto è stato di NOVANTA GIORNI. Due altri pazienti hanno superato i settanta giorni e molti altri i sessanta.

                       

                     DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA

                                   Dr. H. M. Shelton

p- 58-59

Lo SCIOPERO della FAME PIU’ LUNGO e famoso della storia umana fu quello di dodici patrioti irlandesi capeggiati da Terence MacSweeny, sindaco di Cork, che durò dall’11 agosto al 12 novembre 1920, cioè 94 GIORNI.

Questo sciopero ebbe risonanza mondiale.

Terence MacSweeny morì dopo 74 giorni e Joseph Murphy dopo 66 giorni di digiuno.

Quelli che RESISTETTERO per tutti i 94 GIORNI e SOPRAVVISSERO erano John e Peter Crowley, Thomas Donovan, Michael Burke, Matt Reilly. Christofer Upton, John Power, Joseph Kennedy e Sean Hennessy.

 

wikipedia

 

Terence MacSwiney
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Terence James MacSwiney ( / m ə k s w i n ; / irlandese : Toirdhealbhach Mac Suibhne ; Traolach McSuibhne 28 marzo 1879 – 25 ottobre 1920 [1] ) è stato un drammaturgo, autore e politico irlandese. Fu eletto Sinn Féin Lord Mayor di Cork durante la Guerra d’indipendenza irlandese nel 1920. [2]Fu arrestato il 12 agosto dagli inglesi con l’accusa di sedizione e imprigionato nella prigione di Brixton in Inghilterra. La sua morte avvenuta il 25 ottobre del 1920, dopo 74 giorni di sciopero della fame ha portato lui e la lotta irlandese all’attenzione internazionale.

Secondo sciopero della fame

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Il secondo sciopero della fame nordirlandese, svoltosi nel carcere di Long Kesh, noto anche come Maze, dal 1º marzo 1981 al 3 ottobre 1981, è stato senza ombra di dubbio uno degli eventi più importanti della storia dell’Irlanda del Novecento.

Murale dipinto all’epoca degli scioperi della fame, Rockmore Road, West Belfast

Dopo che alla fine del primo sciopero della fame i detenuti repubblicani del carcere di Maze non avevano ottenuto lo status di prigionieri politici che il governo britannico aveva tolto loro fin dal 1976, i prigionieri decisero di cominciare un nuovo sciopero della fame. I detenuti facevano cinque richieste, che divennero note come Five demands:

  1. Diritto di indossare i propri vestiti e non la divisa carceraria.
  2. Diritto di non svolgere il lavoro carcerario.
  3. Diritto di libera associazione con gli altri detenuti durante le ore d’aria.
  4. Diritto di avere reintegrata la remissione di metà della pena, diritto che avevano perduto in conseguenza delle proteste.
  5. Diritto di ricevere pacchi settimanali, posta e di poter usufruire di attività ricreative.

Il governo britannico non intendeva cedere alle richieste dei detenuti per non compromettere la propria strategia di criminalizzazione del movimento repubblicano. Questa strategia mirava a presentare i detenuti repubblicani dell’IRA e dell’INLA come dei criminali comuni privi di qualsiasi motivazione politica.

A differenza del primo sciopero della fame i detenuti non avrebbero cominciato il digiuno in gruppo ma singolarmente, a intervalli regolari, per prolungare l’impatto sull’opinione pubblica e per mantenere alta la pressione sul governo britannico.

Un murale rappresentante Bobby Sands

Il primo a rifiutare il cibo fu, il 1º marzo 1981, Bobby Sands, OC (Officer Commanding, comandante) dei detenuti dell’IRA. Il secondo a digiunare, il 15 marzo 1981 fu Francis Hughes, seguito una settimana dopo da Raymond McCreesh e da Patsy O’Hara, comandante dei detenuti dell’INLA.

Il 20 marzo morì improvvisamente il nazionalista indipendente Frank Maguire, membro del parlamento britannico per la circoscrizione di Fermanagh-South Tyrone. Dopo alcuni colloqui tra il Sinn Féin, il Partito Social Democratico e Laburista (SDLP) e il fratello di Frank Maguire, Noel, che in un primo momento sembrava volersi candidare, si decise di presentare Bobby Sands come unico candidato nazionalista, opposto al candidato dell’Ulster Unionist Party (UUP) Harry West. Al termine di una campagna elettorale tra le più tese della storia britannica il 9 aprile 1981 vennero annunciati i risultati: Bobby Sands aveva ottenuto 30492 voti contro i 29046 di West diventando così membro del parlamento britannico. Per un attimo sembrò che un accordo fosse possibile, anche a causa delle pressioni internazionali sul governo inglese, ma Margaret Thatcher rimase inamovibile. Il 5 maggio 1981 Sands morì dopo 66 giorni di digiuno e venne sostituito nel digiuno da Joe McDonnell. Il 12 maggio fu la volta di Francis Hughes a morire e poi, il 21 maggio, morirono a poche ore di distanza l’uno dall’altro McCreesh e O’Hara. Tutti e tre vennero sostituiti da altri detenuti.

Al dolore delle famiglie Hughes e O’Hara di aver perso i loro cari, si aggiunse la rabbia nel momento in cui gli vennero restituiti i corpi, entrambi i quali presentavano i segni di percosse ricevute quando erano già privi di vita.[1]

Mentre la situazione nelle strade dell’Irlanda del Nord diventava sempre più tesa e ingovernabile, il governo britannico, servendosi come intermediario di un uomo d’affari cattolico di Derry, iniziò una trattativa segreta con la dirigenza della Provisional IRA. Parallelamente a questa iniziativa segreta vi fu l’intervento pubblico dell’Irish Commission for Justice and Peace (ICJP), organismo legato alla Chiesa cattolica irlandese e ai partiti nazionalisti moderati, che inviò una sua delegazione per parlare con i funzionari del Northern Ireland Office (NIO), con i detenuti in sciopero e con l’OC dei prigionieri, Brendan McFarlane, che era subentrato a Sands all’inizio dello sciopero. Sia la missione dell’ICJP che la trattativa segreta si interruppero però l’8 luglio quando, in anticipo sulle previsioni, Joe McDonnell morì, scatenando ancora una volta la violenza nelle strade. Dopo di allora non vi furono più passi avanti e lo sciopero si trasformò in uno scontro di volontà tra Margaret Thatcher e i detenuti che, per lealtà, non erano pronti ad accettare niente di meno di ciò per cui i loro compagni erano morti.

Targa in ricordo di Pat McGeown, in cui si associa la sua morte alle conseguenze fisiche dello sciopero della fame, Falls Road, West Belfast

Il 13 luglio morì Martin Hurson, mentre il 31 luglio la madre di Paddy Quinn, che digiunava da 47 giorni, autorizzò l’intervento dei medici quando suo figlio entrò in coma. Dato che la legge britannica prevedeva che, in caso di coma, fossero i parenti a poter autorizzare l’intervento medico, uno dei cappellani del carcere, padre Denis Faul iniziò una serie di riunioni con i familiari dei detenuti per convincerli a intervenire una volta che i loro congiunti avessero perso conoscenza.

Il 1º agosto fu la volta di Kevin Lynch a morire, mentre il giorno seguente si spense anche Kieran Doherty che durante lo sciopero era stato eletto al Dáil Éireann, il parlamento irlandese, nella circoscrizione di CavanMonaghan. L’8 agosto morì Thomas McElwee, cugino di Francis Hughes e il 20 agosto, mentre moriva il decimo detenuto, Mickey Devine, Pauline McGeown, moglie di Patrick McGeown, fu la seconda ad autorizzare l’intervento medico quando suo marito entrò in coma. Dato che le famiglie di coloro che stavano ancora digiunando avevano dichiarato in maggioranza che avrebbero autorizzato l’intervento medico, i detenuti compresero che lo sciopero ormai non aveva più senso e il 3 ottobre 1981 annunciarono la fine del digiuno. Poco dopo il governo britannico annunciò una revisione del sistema carcerario, concedendo ai detenuti la maggior parte delle loro richieste.

La conseguenza maggiore dello sciopero della fame, oltre a una indubbia propaganda per la causa repubblicana in Irlanda e all’estero, fu quella di far aprire gli occhi al movimento repubblicano sulla necessità di affiancare alla lotta armata una strategia politica che prevedesse anche la partecipazione alle elezioni, da sempre un tabù per i repubblicani irlandesi. Ciò portò al rafforzamento e alla crescita del Sinn Féin, braccio politico della Provisional IRA, e, in ultima analisi, fu una delle cause che contribuirono al “processo di pace” che culminò nell’aprile 1998 con la firma del cosiddetto Accordo del Venerdì Santo.

Targa commemorativa dello sciopero della fame nel cimitero di Milltown, a Belfast

  1. ^ Citato in Manuele Ruzzu, Martiri per l’Irlanda, Bobby Sands e gli scioperi della fame, Fratelli Frilli Editori, 2004.

  • David Beresford. Ten men dead. London, HarperCollins, 1987. ISBN 0-586-06533-4
  • Tim Pat Coogan. The IRA. London, HarperCollins, 1995. ISBN 0006384013
  • Bobby Sands. Un giorno della mia vita. Milano, Feltrinelli, 1996. ISBN 88-07-81378-5
  • Brian Campbell, Laurence McKeown, Felim O’Hagan. Nor meekly serve my time. Belfast, Beyond the Pale, 1994. ISBN 0-9514229-5-2

                               

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